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02/11/2009
Ricordo di Alda Merini
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La poesia come vita, più che come mestiere. Come esperienza, più che come scrittura. Come sostanza, più che come forma. E' stata questa la soffertissima lezione che Alda Merini, scomparsa ieri a Milano, ha lasciato attraverso una esistenza in cui la parola e il dolore sono sempre state indissolubilmente intrecciati. Molti anni di manicomio e lunghi periodi di silenzio: l'offerta di sè alla poesia, tuttavia, non si è mai esaurito. Dalle prime poesie, il cui talento venne scoperto da Giacinto Spagnoletti e Maria Corti, ai versi al telefono, ultimo espediente con cui, negli ultimi tempi, distillava agli amici la sua parola: un flusso che oggi si interrompe lasciando in lutto la cultura non solo italiana. Il ricordo di Fahrenheit è affidato a due editori che hanno pubblicato molte delle sue raccolte: Nicola Crocetti e Piero Manni, che proprio in questi giorni manda in libreria Come polvere o vento, con testi inediti della poetessa.
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