| (Ultimo aggiornamento: 9 Agosto 2006)
Abbiamo inserito l'area Accessibilità pensando ai circa 350mila ciechi e oltre un milione e mezzo di ipovedenti (complessivamente il 3% della popolazione, purtroppo in aumento con il crescere dell'età media) italiani: certamente tra questi esistono persone interessate ad ascoltare la musica classica o leggera di qualità e senza interruzioni.
Poiché questo sito nasce per creare un canale informativo verso l'utente della Filodiffusione e desideriamo che tutti possano fruirne, cerchiamo qui di fornire un piccolo supporto a queste persone con handicap, anche indirizzandole verso siti, focalizzati principalmente su questo aspetto.
Da qui le note dedicate all'accessibilità, ai comandi vocali e alla sintesi vocale, i n questa pagina sono anche inserite notizie e link che riteniamo possano essere di interesse.
Se volete scriverci, consultate la pagina indirizzi .
Notizie
Audiolibri Rai
'Fantastica mente', una delle piu' longeve trasmissioni di Radiorai va incontro a tutti coloro che hanno difficolta' a leggere proponendo sul sito www.fantasticamente.rai.it l'ascolto (in audio streaming o tramite download) di racconti brevi dei grandi autori della letteratura mondiale. Sono disponibili per l'ascolto già 22 brani.
La pagina degli audiolibri
Campagna di prevenzione della vista dei bambini
Si è conclusa ''Apri gli occhi'', una campagna per la conoscenza e la prevenzione dei disturbi della vista dedicata ai bambini. Nel mondo vi sono circa 37 milioni di non vedenti (dei quali 1 milione e 500 mila sono bambini sotto i 15 anni) e 124 milioni di ipovedenti (coloro che hanno un visus inferiore a 3/10). In Italia i non vedenti sono circa 350mila e gli ipovedenti oltre 1 milione e 500mila. La Iapb con questa campagna ha coinvolto circa 36 mila bambini dai 6 ai 10 anni e, naturalmente, i loro genitori e insegnanti. I bambini sono stati coinvolti con dimostrazioni pratiche di fenomeni legati alla vista e la visione di un cartoon di circa 20 minuti: in un bosco, Bat, un piccolo pipistrello miope, insieme a Mr Gugu' (un insegnante-gufo dal caratteristico accento inglese) e a Foxy, (una volpe-oculista) tra le dispettose incursioni dei gufetti Gupy, Mugy, Whoopy e Nerino, parlano della vista, dell'occhio e del modo di conservarli in salute.
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Guarda il video nelle seguenti sezioni: |
Sez.1 |
Sez.2 |
Sez.3 |
Sez.4 |
Sez.5 |
Saluti e Credits |
TECNOLOGIA: DISPLAY IN BRAILLE PER ELETTRODOMESTICI
Un display pieghevole per i non vedenti per la letture dell'alfabeto Braille. Il piccolo schermo, rende noto l'Associazione dei parchi scientifici e tecnologici italiani (Apsti) e' stato progettato dall'Universita' di Tokyo – Laboratorio Transistor Organici, e misura 4 x 4 cm di larghezza con uno spessore di solo 1 millimetro. Puo' riprodurre gruppi di 24 lettere Braille per volta . Le ricerche sono ancora in corso e sono rivolte al miglioramento delle prestazioni dello schermo. L'obiettivo dei ricercatori dell'Universita' di Tokyo e' vedere questo prodotto sul mercato fra non piu' di 4 anni.
Parlare e muoversi nel buio, "per imparare a vedere"
Torna a Milano il percorso immerso nell'oscurità. Guidati da un non vedente, per scoprire nuovi sguardi sul mondo
Solo suoni, tatto e sensazioni. Per gli occhi c'è solo il buio o, meglio, il nulla. È questo il mondo in cui vive ogni giorno un non vedente: non un mondo vuoto, ma ricco di aspetti che gli altri non notano. Assordati dalle immagini non sentiamo il fruscio delle foglie, la fisicità di un mobile e nemmeno la sottile precisione dei movimenti del nostro corpo. Capire la dimensione in cui vive un non vedente non è semplice: non basta bendarsi per qualche secondo, non serve chiudere gli occhi. Ma esiste un'esperienza che può offrire qualcosa di simile: Dialogo nel Buio. Cos'è? È un percorso immerso nella totale oscurità, dove ci si muove guidati da un non vedente. L'idea ha già avuto grande successo al Palazzo Reale di Milano nel 2002, ed ora sarà replicata, almeno per un anno, sempre a Milano, all'Istituto dei Ciechi di via Vivaio 7. Per circa un'ora il visitatore vivrà l'esperienza della cecità, dove le semplici azioni del nostro quotidiano come l'attraversare la strada, passeggiare nella natura, muoversi in una stanza arredata ed infine recarsi al bar, diventano un'autentica avventura. Ma gradualmente, grazie all'esperienza della guida non vedente, la nostra paura iniziale si trasformerà in spirito di sopravvivenza, e in curiosità verso nuovi aspetti del mondo. Un'altra componente interessante e significativa di questa singolare iniziativa è quella della comunicazione: se non parliamo con gli altri e non ci facciamo sentire, allora siamo scomparsi. L'esperienza di Dialogo nel Buio, allora, fa comprendere molte cose: la vita dei non vedenti, la molteplicità delle "visioni" e, forse, un nuovo rapporto con noi stessi. Per informazioni e prenotazioni chiamate lo 02-76394478. Possono partecipare anche le scolaresche: 02-77226215. Un allestimento simile è organizzato in molti altri luoghi d'Europa: Dialogo nel Buio è un'esperienza di grande successo, nata a Francoforte nel 1988.. Ad Amburgo, invece, è diventata una permanente: Dialogue in the Dark.
Protezione dai raggi ultravioletti
Per gli ipovedenti, o altre persone sensibili, l'esposizione alla luce ultravioletta può aggravare il problema. Il 79% della popolazione conosce molto circa il pericolo da esposizione UV per la pelle, ma soltanto il 6% è informata delle conseguenze dell'assorbimento della radiazione UV per gli occhi, in particolare la luce viola e blu. Anche se il 64% degli europei porta occhiali da sole, la comprensione del problema è scarsa o assente.. Questo è uno dei risultati delle indagini svolte presso i consumatori europei realizzato durante gli anni dall'Associazione Europea Occhiali da Sole (European Sunglass Association - ESA ).
L'esposizione “eccessiva” alla luce ultravioletta può causare lesioni dell'apparato visivo, come danneggiamento acuto o cronico delle strutture oculari, lesioni (ben note come cecità della neve o malattia del saldatore), cataratta o cancro dell'occhio. Le aumentate probabilità di una vita più lunga e una massiccia comunicazione tesa ad elogiare l'abbronzatura a tutti i costi rendono necessaria una maggior considerazione degli effetti negativi della esposizione alla luce solare.
Particolare attenzione va riservata ai bambini. Si valuta che oggi gli individui ricevano quasi la metà della loro esposizione alla luce solare entro i 18-20 anni (evidentemente neglia nni successivi trascorrono molto più tempo al chiuso). L'esposizione alla luce solare si intensifica con il forte riflesso: neve fresca: 88%, vecchia neve: 59%, schiuma del mare: 30%, sabbia asciutta: 18%, pavimentazione: 12%. La cornea e il cristallino dei bambini sono estremamente trasparenti, quindi la luce incidente viene “tutta” trasmesse alla retina. La cosiddetta "finestra degli UV" si chiude alla pubertà; di conseguenza i bambini necessitano di una protezione dalla luce ultravioletta (particolarmente forte in alta montagna e con la neve) maggiore degli adulti.
Sono esposte ad un elevato rischio di lesioni ai tessuti oculari indotte da una eccessiva esposizione alla luce persone molto esposte alla luce per necessità o per comportamenti errati, oppure persone con particolare sensibilità: operai esterni, sportivi, giardinieri, persone con occhi chiari, fantici dell'abbronzatura, operati all'occhio. Esclusa la soluzione principe, vale a dire evitare lunghe esposizioni alla luce eccessiva, eventuali occhiali da sole debbono assorbire il 100% di UVA e di UVB fino ad un massimo di 380nm e proteggere anche dalla luce verticale e laterale.
Occhiali a norma UNI
Pubblicata la norma UNI EN 1836:2006 “Protezione personale degli occhi - Occhiali da sole, filtri per la protezione contro le radiazioni solari per uso generale e filtri per l'osservazione diretta del sole” e specifica le caratteristiche (meccaniche, ottiche, etc) degli occhiali da sole e dei filtri solari che non siano lenti correttive ma che abbiano solo la funzione di proteggere gli occhi contro le radiazioni solari
La UNI EN 1836 si applica alle lenti di uso comune (incluse quelle che vengono utilizzate in strada durante la guida) mentre non riguarda le lenti per la protezione dalle radiazioni da sorgenti di luce artificiali Sono indicate cinque categorie di filtri con differenti caratteristiche: si va dalla categoria 0 (trasparente o colore chiaro) fino alla categoria 4 (colore molto scuro). La norma definisce infine le caratteristiche e i requisiti dei filtri che possono essere utilizzati per l'osservazione diretta dl sole, ad esempio durante un'eclissi.
Gli occhiali da sole - o le lenti - a “norma” devono riportare almeno le seguenti informazioni:
- il riferimento alla norma
- l'identificazione del fabbricante o del fornitore
- il numero della categoria del filtro
- il tipo di filtro (es. fotocromatico, ecc.)
- le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia.
(Fonte: Il Denaro del 15 marzo 2006)
Adnkronos, attenzione agli occhiali da sole scadenti
Gli occhiali da sole acquistati nei mercati possono nascondere una doppia insidia. Infatti oltre a non proteggere dai raggi ultravioletti, e in alcuni casi diventare anche dannosi per la vista, possono creare problemi anche di natura dermatologica
Si tratta di solito di prodotti provenienti da Paesi asiatici dove i materiali usati e le colorazioni applicate non rispondono a normative di sicurezza. Sono stati spesso riscontrati casi di allergie e dermatiti, usando soprattutto modelli in metallo. La colorazione della plastica può essere irritante e le lenti possono causare arrossamenti e bruciore, con l'allergia compaiono infiammazione, rossore e prurito. Questi inconvenienti non si verificano nel caso di occhiali di qualità riconosciuta, perché, per esempio, l'industria ha tolto i metalli a rischio dalle leghe usate per le montature.
(Fonte: Adnkronos Salute del 24 maggio 2006
Da Ispra il "bastone intelligente" per ciechi
Il CCR di Ispra ha inventato il “bastone intelligente” per i non vedenti e la prima applicazione pratica del progetto, che ha l'ambizione di cambiare la vita a chi non vede, avverrà sul lungolago di Laveno Mombello
Il sistema Sesamonet, ideato dai ricercatori del Centro Europeo di Ispra, in realtà non è costituito solo da un bastone: sfrutta innanzuitutto dei microchip RFID (cioè identificabili con radio frequenza) piazzati al suolo, che forniscono le informazioni relative al punto in cui sono fissati, per poi essere “raccolte” dal bastone – che fa da “antenna incorporata” all'auricolare bluetooth che il cieco porta all'orecchio. Il risultato è che all'orecchio del non vedente arrivano frasi e consigli come se accanto a lui ci fosse una persona che gli descrivesse cosa succede: «Qua a destra c'è la gelateria xy» , «sulla sinistra hai la porta della farmacia», «A fianco a te c'è un salice» e via così. Naturalmente, le informazioni sono prevalentemente di servizio: come la segnalazione di ostacoli o la presenza di semafori. Ma, per la prima volta e grazie alla tecnologia sosfisticata utilizzata, sarà possibile non solo dare informazioni basiche ma anche più genericamente utili, o semplicemente pratiche e divertenti.La prima applicazione concreta del sistema, illustrato nel dettaglio nel corso della giornata Open day del CCR con una presentazione ad hoc, è prevista sul lungolago di Laveno Mombello. Ma il centro ha già in atto anche una collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano per definire dei percorsi anche nel capoluogo lombardo.
(Fonte: Varese News del 25 maggio 2006)
Marketpress, appello ai giornalisti: diffodere il progetto "Braillenet"
In forza della "Carta dei doveri del giornalista" e del "Codice deontologico" dell'Ordine dei Giornalisti, Giuseppe Micali giornalista dell' Asis Associazione Stampa Italiana Scolastica invita i Colleghi a diffondere con forza e con ogni mezzo di comunicazione il progetto "Braillenet", di rilevante interesse pubblico e sociale, evento unico e senza precedenti nella storia di internet, attualmente presente su 591 Testate nazionali e internazionali - www.Asis-onlus.it/asisnews/press.htm - Braillenet, motore ricerca parlante dedicato ai non vedenti: gratuito per i non vedenti, ubicato nel web all'indirizzo: "www.Braillenet.it" (Fonte: Marketpress del 10 gennaio 2006)
Centro per l'integrazione dei ciechi a Roma
Sarà realizzato a Roma, grazie ad un disegno di legge d'iniziativa del senatore Rocco Salini, un centro polifunzionale sperimentale di alta specializzazione per la ricerca tesa all'integrazione sociale e scolastica dei ciechi pluriminorati
Un progetto importante, presentato, ieri mattina, a Teramo, nella sala dell'Unione degli industriali, alla presenza del professor Vitantonio Zito, componente della direzione nazionale dell'Unione Italiana Ciechi. Il disegno di legge è già stato approvato, all'unanimità, in commissione Igiene e sanità e prevede l'erogazione, per tre anni, di un contributo straordinario a fondo perduto alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi, per un totale di sette milioni e 500 mila euro. «Si tratta di una somma non indifferente - ha commentato il senatore Rocco Salini -. La mia proposta iniziale, dopo aver visitato un centro per non vedenti di San Giovanni Rotondo dove vengono coinvolte anche le famiglie, era stata quella di creare una struttura simile in Abruzzo, ma il professor Zito ha pensato bene di realizzarlo a Roma, perché il Comune aveva già donato, a titolo gratuito, un terreno». (Fonte: Il Messaggero del 8 gennaio 2006)
Trapianto della cornea con laser a femtosecondi
Eseguita a Mestre una serie di trapianti di cornea i primi in Europa con l"Intralase', un laser a femtosecond.A eseguire questi interventi, il 13 e 16 marzo scorso, e' stata un'equipe formata dal dottor Lucio Buratto, direttore del Centro Ambrosiano di Microchirurgia Oculare di Milano e dalla dottoressa Elisabetta Bohm, primario dell'Ospedale Civile di Mestre, con la collaborazione della Fondazione Banca degli occhi del Veneto.
Abruzzo, pc che funziona con le palpebre
L'associazione nazionale famiglie fanciulli e adulti subnormali (Anffas) e la Provincia hanno raccolto 15 mila euro per l'acquisto di un sofisticato sistema ad infrarossi che consente l'utilizzo del computer con il solo movimento delle palpebre
Il dispositivo sarà destinato ad una ragazza affetta da tetraparesi spastica, una grave patologia che le inibisce ogni attività motoria costringendola all'immobilità assoluta. La ragazza è scolarizzata, riesce a vedere e a sentire ma non può parlare. Con il sistema computerizzato ”Eyegazecomputer”, di produzione americana, potrà comunicare ed apprendere con maggiore facilità rispetto al passato. Una telecamera seguirà i micromovimenti degli occhi e li trasferirà su una tastiera a video in maniera da rendere l'utilizzo del computer completamente indipendente dalle mani.
(Fonte: Il Messaggero del 27 luglio 2006)
Iit, un passo verso l'occhio artificiale
"E' un passo molto importante e molto sofisticato nella direzione dell'occhio artificiale". Non usa mezzi termini Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Iit (Istituto italiano di tecnologia) per descrivere il suo "rivelatore di luce". Si tratta di una retina artificiale, formata da un sottile strato di carbonio, capace di riconoscere i colori con la stessa sensibilità dell'occhio umano.
"Non è ancora un occhio artificiale - spiega Cingolani - per quello mancano le lenti e soprattutto la parte che collega l'occhio al cervello. Ma secondo me tra dieci anni avremo anche l'occhio artificiale".
La novità dell'invenzione dell'Iit risiede nell'utilizzo di materiali molecolari che hanno la stessa struttura a base di carbonio coniugato dei tessuti biologici. "A differenza dei sistemi di visione basati su silicio - spiega Cingolani - questo nuovo sistema è più flessibile e potenzialmente più compatibile con l'occhio umano, in caso di eventuale impianto".
Il "rivelatore di luce" è la prima invenzione interamente sviluppata dal neonato Iit, che si è appena insediato nella sua sede di Genova e non funziona ancora a pieno ritmo. Soltanto ieri l'Iit ha depositato il brevetto di questa sua invenzione.
In attesa dell'occhio artificiale l'invenzione dell'Iit può avere nell'immediato altri impieghi. "Possibili applicazioni a breve termine - spiega Cingolani - sono la realizzazione di un colorimetro (strumento per misurare con precisione il colore), con possibile utilizzo da parte di settori industriali come la produzione di vernici o di macchine fotografiche. Nel medio-lungo termine, invece, le applicazione riguardano l'impianto in un occhio umano per il trattamento di patologie della retina e la realizzazione di un occhio interamente artificiale per un robot umanoide".
(Fonte: Apcom del 26 luglio 2006)
Corriere della Sera: animali, occhi high-tech
Li copiano e nascono rivoluzionari obiettivi
Gli animali, uomo compreso, ispirano gli occhi high-tech del terzo millennio. Dagli organi visivi nostri e delle balene stanno nascendo infatti le macchine fotografiche che forse useremo tra qualche anno; libellule e altri insetti sono la fonte di ispirazione per i dispositivi ottici che vedono a 360 gradi e che potranno essere degli instancabili “vigilantes” o gli occhi dei medici all'interno del corpo umano. Luke Lee e Robert Szema dell'Università di Berkeley (California) hanno fornito, sulla rivista americana Science, una perfetta fotografia sullo stato delle ricerche nei più avanzati laboratori del pianeta, dove si cerca di riprodurre ciò che la natura ha plasmato in milioni di anni di evoluzione. “Un'impresa”, commenta Lee, “resa ora possibile da particolari plastiche di nuova concezione, in pratica polimeri estremamente soffici e flessibili con cui è possibile cercare di replicare i sistemi visivi naturali, realizzando così complesse strutture tridimensionali come gli occhi composti degli insetti”. Per i ricercatori a caccia di ispirazioni non c'è che l'imbarazzo della scelta, considerando i milioni di specie viventi. Generalizzando, le conoscenze attuali hanno identificato nel mondo animale circa dieci sistemi visivi differenti. C'è chi, come i rapaci, ha un punto centrale dell'occhio che funziona come un teleobiettivo per ingrandire particolari e chi, invece, come le talpe, vede bene solo al buio e da vicino. Le balene, invece, devono vedere bene sia in acqua che fuori. Hanno quindi risolto questo problema grazie a un occhio in cui, una particolare camera dietro al cristallino, si riempie e si svuota di un fluido, consentendo così a questa lente di avanzare o di allontanarsi dalla retina, modificando la lunghezza focale e aiutando inoltre l'animale a sopportare la pressione dell'acqua nelle profondità marine. Lee, grazie ai polimeri di nuova generazione, ha ricreato solo alcuni componenti dell'occhio, probabile preludio di una futura generazione di macchine fotografiche. “In questo modo sarebbe sufficiente un'unica lente, risparmiando così le diverse lenti che compongono un obiettivo zoom o un fish eye”. Le ricerche sembrano essere decisamente a buon punto, invece, per riprodurre l'intero sistema visivo degli occhi composti degli insetti, formati da migliaia di unità fotosensibili, gli ommatidi, collegate al cervello tramite nervi. In questo caso i ricercatori hanno creato una semisfera di 180 gradi, composta da microscopiche lenti polimeriche, fornite di una sorte di micro tubi guida che indirizzano la luce a un rilevatore optoelettronico che riconosce le immagini. “Per creare un sensore omnidirezionale è sufficiente”, afferma Lee, “ unire due semisfere che in questo modo sono in grado di cogliere, come gli insetti, movimenti velocissimi”. Tra le applicazioni candidate, la video sorveglianza è quella che accoglie più consensi, ma si parla anche di occhi con cui dotare i medici per esplorare l'interno del corpo umano. Le ricerche chiaramente non finiscono qui. L'ofiura, un organismo simile a una stella marina, possiede nel suo scheletro dei cristalli di calcite che correggono alcuni fattori che alterano la luce. Questi cristalli stanno offrendo nuove prospettive per migliorare le fibre ottiche o per sviluppare computer ottici. Andrei Parker (vedi articolo sotto), ricercatore dell'Università di Oxford e autore di “In un batter d'occhio”, si è ispirato invece a un occhio di un insetto fossile di 45 milioni di anni fa, per produrre una nuova superficie per un pannello solare che riflette meno luce e intrappola così il 10% in più di energia.
Andrei Parker: “Così ho scoperto la visione”
Nello “Scisto du Burgess”, minerali di una cava canadese, si trovarono i fossili di animali di 515 milioni di anni fa, cioè di una fase in cui la biologia era esclusivamente marina, e 25 milioni di anni dopo il Big Bang evolutivo. Analizzando quei campioni, emerse un'istantanea della vita com'era nella remota epoca. In essi feci la scoperta di iridescenze, chiamate “reticoli di diffrazione”. Ma, mentre scrivevo la relazione scientifica per pubblicare i risultati, cominciavano a manifestarsi le conseguenze sugli studi evoluzionistici, che pubblicai come paragrafo finale. Si trattava della “Teoria della Luce Accesa” legata al Bg Bang evolutivo.
Il celebre detto di H.G. Wells, “Nel paese dei ciechi, l'orbo è re” dice una cosa che potrebbe sembrare ovvia: questioni di vista. Ma immaginiamo per un momento che il “paese dei ciechi” sia di fatto il mondo intero, 545 milioni di anni fa. E' un mondo nel quale la vita è primitiva, l'evoluzione lenta e faticosa. Allora, accade qualcosa di notevole. Nei cinque milioni di anni successivi, il processo evolutivo innesta la quinta. Per la prima volta, gli animali evolvono parti esterne dure. Sia i cacciatori sia le prede sviluppano armamenti e difese. Così, in questo breve lasso di tempo, un battito di ciglia, in termini geologici, tutti gli animali della Terra, non importa quanto imparentati, si lasciarono alle spalle le loro pelli morbide. Ora sappiamo quando e come lo straordinario evento, noto come il Big Bang dell'evoluzione è accaduto. Quello su cui si è finora speculato, è il “perché” si sia manifestato, che cosa lo abbia provocato?
La mia “Teoria della Luce Accesa” sostiene che fu lo sviluppo della visione negli animali primitivi a provocare l'esplosione. Mi chiedevo perché gli animali dello Scisto di Burgess esibissero colorazioni, e mi sono reso conto che era perché anche a quel tempo esistevano occhi. Per la prima volta ricostruii le origini della visione, e scoprii che il primo occhio apparve 540 milioni di anni fa, proprio all'inizio del Big Bang dell'evoluzione. Per cui è giusto ritenere che sia stato l'occhio ad accendere la miccia.
Le creature del Precambriamo erano incapaci di vedere, il che rendeva impossibile trovare amici e nemici. Con l'evoluzione dell'occhio, dimensioni, forme, colori e comportamenti degli animali furono svelati per la prima volta. Una volta “accese le luci”, ci fu una pressione enorme per evolvere parti esterne rigide come difese, e membra prensili per afferrare le prede. Il regno animale esplose alla vita, e il “paese dei ciechi” divenne una massa brulicante di cacciatori e cacciati, tutti a contendersi il posto sull'albero dell'evoluzione.
(Fonte: Corriere della Sera del 31 gennaio 2006)
Apogeonline, arriva l'occhio artificiale
Microelettronica e nanotecnologia potrebbero presto portare un po' di luce ad alcuni non vedenti. Il punto sulla ricerca, le sfide da raccogliere
Sin dagli inizi dell'era dell'elettronica, scienziati e autori di fantascienza (si veda ad esempio il film italiano Nirvana del 1997) hanno sognato di poter sostituire un occhio non funzionante con un apparato artificiale e ridare così una visione (almeno parziale) ai ciechi. Oggi questo ambizioso obiettivo sembra essere a portata di mano – anche se le soluzioni attualmente in sperimentazione saranno disponibili sul mercato solo fra qualche anno e potranno risolvere solo alcune specifiche patologie.
Sostituire la retina artificiale
In molti laboratori sono in corso ricerche focalizzate sullo sviluppo di una retina artificiale, per sostituire l'organo umano che trasforma la luce in impulsi elettrici da trasferire poi al cervello attraverso il nervo ottico. Il primo esperimento di impianto di un sistema di visione artificiale in un essere umano risale ormai all'anno 2000. Il sistema, composto da una microtelecamera incorporata in speciali occhiali, accoppiata ad un sensore a ultrasuoni, trasmette i segnali a un piccolo computer tascabile, che elabora l'informazione, la ritrasmette a un altro computer e di qui a una rete di 68 elettrodi posti nella superficie del cervello. Questo impianto high tech è riuscito a ridare un poco di vista a un paziente cieco da 36 anni. I risultati, se pur interessanti, sono solo un primo passo verso una buona soluzione: il paziente ha recuperato una capacità visiva pari a quella di una persona molto miope, e l'apparato è relativamente scomodo.
Sono dunque partiti parecchi progetti destinati a costruire un occhio artificiale più performante e portatile. In Europa, solo per citare alcuni esempi, è stato attivo il progetto comunitario OPTIVIP con l'obiettivo di realizzare una protesi in grado di stimolare direttamente il nervo ottico, è in corso una ricerca da parte dell'ospedale oftalmologico di Colonia e avanzate sperimentazioni sono condotte dal pioniere Claude Veraart. La ricerca ha prodotto risultati e i primi prototipi di retina artificiale europea sono già stati impiantati, con risultati interessanti. Anche questo sistema si basa su un apparato esterno collegato però al nervo ottico: dovrebbe essere quindi applicabile anche a pazienti con la retina totalmente inattiva, ma che abbiano un nervo ottico funzionante. Si prevede che il prodotto potrebbe essere reso disponibile al pubblico entro il 2010, a un costo attorno ai 20.000 euro.
Al lavoro anche i laboratori nucleari
Negli Stati Uniti si è addirittura mobilitato l'establishment militar-nuclear-industriale, coinvolgendo enti come il Sandia National Laboratories, un laboratorio chiave per la ricerca nucleare a fini bellici statunitense o l'Argonne National Laboratory, laboratorio che fu parte fondamentale del progetto Manhattan (legato, come noto, alla costruzione della prima bomba atomica). Ancora una volta, aziende ed enti seguono il principio "piatto ricco mi ci ficco" e cercano di godersi una fetta dei sostanziosi stanziamenti messi a disposizione dal National Institutes of Health (e meno male che ogni tanto si mettono i brillanti cervelli dei ricercatori a lavorare su progetti benefici per l'umanità...).
Almeno un paio di aziende statunitensi sono già a un discreto punto della sperimentazione su pazienti umani, chi usando device connessi a hardware esterni, chi passando invece a impianti interni come nel caso della retina artificiale (ASR), un chip di un paio di millimetri di diametro e più sottile di un capello, da impiantare all'interno dell'occhio. Questo particolare chip contiene 5.000 fotosensori in grado di convertire la luce in impulsi elettrochimici e con questi stimolare le cellule della retina del paziente ancora in grado di funzionare (il che dovrebbe rendere inutile l'apparato nel caso di pazienti con la retina totalmente compromessa).
In cerca della nanobatteria
Questo nuovo tipo di dispositivi elettronici pongono agli scienziati tutta una serie di problemi, in parte inediti. Seguendo la tradizione consolidata dell'elettronica, a ogni successiva generazione il prodotto rischia di diventare più vorace di energia. Ci si potrebbe dunque trovare dinnanzi al problema di dover dipendere da una qualche forma di energia esterna o di accumulatore impiantato nel corpo. In realtà il microchip ASR si alimenta da solo, sfruttando la luce che lo colpisce- ma questa soluzione rischia di metterlo in difficoltà in situazioni di scarsa luce ambientale, il che limiterebbe la sua utilità.
Sul fronte delle fonti energetiche impiantabili si sta dunque muovendo un consorzio di enti e aziende americane, che ha intrapreso il lavoro di ricerca su una batteria che dovrebbe produrre elettricità imitando i processi biologici degli organismi viventi. Una batteria tanto piccola da poter trovare posto nell'occhio insieme alla retina artificiale, per arrivare ad una soluzione del tutto interna e quindi più comoda ed “accettabile” per il paziente .
L'altro grande problema è garantire il funzionamento di un dispositivo delicato come un microchip in un ambiente così aggressivo come l'interno del corpo umano, proteggendo al contempo il delicato corpo umano da possibili effetti collaterali del chip impiantato nell'occhio. Una soluzione a questo problema sta per essere individuata attraverso un sofisticato rivestimento, basato sull"applicazione di uno strato ultrananocristallino composto da cristalli di diamante del calibro di 5 milionesimi di millimetro.
Piccoli passi verso l'uomo bionico
Anche se queste soluzioni, ancora ai primi passi, rappresentano una possibile soluzione solo per alcune forme di cecità, sembra si possa essere ottimisti, almeno per i ciechi del mondo occidentale, in grado di permettersi (anche grazie a una mutua o assicurazione sanitaria) il costo di apparato ed operazione.
È dunque probabile che a medio termine questo tipo di impianti ridaranno almeno parzialmente la vista a un certo numero di non vedenti. Nel lungo periodo, conoscendo come funzionano gli esseri umani e tenendo in conto le probabili evoluzioni tecnologiche, non mi sorprenderebbe diventasse comune farsi sostituire occhi perfettamente funzionanti con occhi bionici, capaci di vedere più lontano, funzionanti in assenza di luce o in grado di captare radiazioni non visibili, essendo in grado di "vedere" l'infrarosso o l'ultravioletto.
(Fonte: Apogeonline del 3 marzo 2006)
1 mln italiani con degenerazione maculare senile
Circa un milione di italiani deve fare i conti con la degenerazione maculare senile (Dmle). Una patologia che, nel mondo occidentale, rappresenta la prima causa di cecità permanente negli ultracinquantenni
E che, nel solo Lazio, affligge più di 26.300 persone, oltre 18.500 nella provincia di Roma. Proprio nella Capitale è stata presentata oggi la campagna di prevenzione 'Qualità della visione - I tuoi occhi il tuo mondo', sostenuta dalla Società oftalmologica italiana (Soi) e dalla sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb), con il contributo di Novartis. Obiettivo: sensibilizzare a una maggior attenzione alla salute degli occhi, insegnare a riconoscere i possibili problemi visivi fin dai primi segnali e a ricorrere a controlli periodici presso uno specialista.
(Fonte: Adnkronos Salute del 6 marzo 2006)
Staibene, chi vive con un fumatore rischia la vista
Raddoppia il pericolo di degenerazione maculare senile
Il fumo negli occhi non è solo un fastidio, ma può provocare anche danni molto seri. Arriva dall'Inghilterra la notizia che le esalazioni prodotte dalla sigaretta aumentano il rischio di cecità negli anziani. A rivelarlo un'indagine condotta dall'università di Cambridge, pubblicata sul British Journal of Ophthalmology. Durante lo studio i ricercatori hanno osservato 435 persone con degenerazione maculare senile (Amd, un'alterazione della retina che porta alla graduale perdita della capacità, per esempio, di guidare o leggere) e 280 senza, hanno indagato sulla loro salute e sul loro stile di vita e ne è venuta fuori una scoperta interessante. Vivere con un accanito fumatore per cinque anni raddoppia la possibilità di ammalarsi di Amd. Non solo: per chi fuma 20 o più sigarette al giorno il rischio è triplicato, proprio come per chi gli vive accanto. Subire il fumo per almeno cinque anni, invece, duplica il pericolo.
La soluzione è ovvia, per non mettere a repentaglio la propria salute bisogna smettere. Se si riescono a bandire le sigarette da casa per venti anni, il pericolo di ammalarsi si riduce ai livelli di un non fumatore.
(Fonte: Staibene del 3 marzo 2006)
Ausili ottici nel trattamento dell'ipovisione
Senza l'utilizzo di ausili ottici un ipovedente è impedito in molte attività, ma anche l'ausilio ottico presenta forti limitazioni. Nella scelta di quello più idoneo occorre pensare alle necessita specifiche di ciascun individuo, per poi discuterne con il tecnico e con l'oculista: prima devono essere risolti i problemi riguardanti la visione da vicino, mentre in seguito si potranno analizzare i problemi relativi alla visione da lontano
Ausili ottici per vicino.
L'ipovedente deve compensare il cattivo funzionamento della retina ingrandendo le immagini: a tale scopo esistono diversi tipi di sistemi ipercorrettivi che non consentono di ripristinare l'acuità visiva, bensì di migliorarla soprattutto nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Il sistema più antico è la lente di ingrandimento, che però non consente forti aumenti delle dimensioni delle immagini senza provocare fastidiose distorsioni. E' possibile utilizzare speciali occhiali con lenti convergenti di potere elevato e breve distanza focale, o con combinazioni di lenti (telescopi), simili ai teleobiettivi. Esistono inoltre dispositivi elettronici televisivi (CCTV) che ingrandiscono la scrittura e software ingrandenti che consentono l'uso dei programmi informatici. Per l'ipovisione periferica alcuni sistemi ottici ampliano il campovisivo.
Ausili ottici per lontano
Un'acuità visiva inferiore ad 1/10 rende molto difficile la visione dei dettagli da lontano. L'ingrandimento tramite diversi sistemi (occhiali telescopici, telescopi monoculari a campo ristretto) rende l'immagine sulla retina più grande ed aumenta l'acuità visiva.
Utilizzando sistemi ottici per lontano è importante poter raggiungere l'acutezza visiva di 5/10, necessaria per distinguere la maggior parte dei messaggi visivi; quando il visus raggiunto con sistemi telescopici per lontano è inferiore ai 5/10, gli svantaggi dovuti ai sistemi stessi sono maggiori rispetto ai vantaggi.
(Fonte: Occhio del 24 febbraio 2006)
Focus, un "nanoponte" per recuperare la vista
Un “ponte” artificiale per riparare il nervo ottico danneggiato e recuperare parzialmente la vista. È quello che un team di scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e dell'università di Hong Kong sono riusciti a fare per curare alcuni criceti ciechi
La tela del ragno. Il nervo ottico connette l'occhio con il cervello, tramite un sistema ramificato di cellule nervose simile alla tela di ragno. Quando il nervo ottico viene danneggiato, per esempio in seguito a un incidente o per un glaucoma, nel sistema di connessione si crea un “buco” con la conseguente perdita della vista. Per risolvere il problema i ricercatori hanno scommesso sulle nanotecnologie e ideato un “impianto” costituito da nanoparticelle, capace di “riparare” il sistema di connessione interrotto.
Un rammendo tecnologico. Così hanno iniettato nel cervello di alcuni criceti ciechi, vicino al punto in cui si era verificata la lesione, una soluzione di peptidi (minuscole molecole che misurano cinque nanometri). Dopo sole 24 ore gli scienziati hanno osservato che il cervello aveva cominciato a ripararsi da solo e che le nanofibre iniettate progressivamente favorivano lo sviluppo e la rigenerazione degli assoni, le “ramificazioni” che hanno la funzione di trasmettere gli impulsi nervosi dal centro alla periferia. Qualche settimana più tardi i criceti hanno cominciato a recuperare parzialmente la vista.
I risultati dell'esperimento danno molte buone speranze ai ricercatori che adesso stanno pensando di sviluppare con la stessa tecnica una terapia utile a riparare il midollo spinale danneggiato, per curare alcune forme di paralisi.
(Fonte: Focus del 15 marzo 2006)
Milano, "scontro" tra una non vedente e Asl 13
«Si tratta sicuramente di un'interpretazione sbagliata. Ci attiveremo immediatamente perché i diritti della signora vengano rispettati». Il difensore civico regionale, l'avvocato Vittorio Bottoli, si schiera al fianco di Alberta Spagnolo: il caso è quello di una donna non vedente di Maerne che chiedendo, come da suo diritto, un display in Braille all'Azienda sanitaria si è trovata ad affrontare un'inaspettata odissea irta di ostacoli
Dopo una visita funzionale effettuata dai medici del centro Efesto (ufficialmente riconosciuto dalla Regione Veneto), la signora chiede ed ottiene il diritto ad un display in Braille e uno screen reader per un totale di circa 8,4 mila euro, cifra che dovrebbe essere, secondo la normativa vigente, totalmente a carico dell'Asl di riferimento (in questo caso, l'Asl 13). Il distretto di Martellago, però, non intende accollarsi la spesa basandosi su un nomenclatore tariffario secondo il quale alla signora spettava solamente un'integrazione economica. Da qui la decisione di ricorrere al difensore civico regionale: secondo la ricorrente, infatti, il nomenclatore è decaduto dopo l'entrata in vigore del Progetto Efesto di Davide Cervellin. Il magistrato di Persuasione non ha dubbi e difende a spada tratta la Spagnolo: «Non c'è bisogno di un'istruttoria per stabilire che la signora ha ragione. Il nostro ufficio gode di ottimi rapporti con le Asl: ragionando con il dirigente responsabile (la dottoressa Alessandra Corò, ndr) sono certo che troveremo presto una soluzione adeguata». I casi di mala sanità sono all'ordine del giorno per il Difensore e il problema del nomenclatore tariffario, chiave del caso Spagnolo, è gia stato affrontato dallo staff di Bottoli in più di un'occasione: «Guardi, ricordo a questo proposito la vicenda di un ragazzo che aveva perso le gambe in seguito ad un incidente in motorino. L'azienda sanitaria, sempre riferendosi al nomenclatore tariffario, non intendeva fornire al giovane le protesi più moderne e avanzate sul piano tecnologico (quelle, per intenderci, che oggi permettono ad un disabile di correre una maratona). Grazie al nostro intervento, il giovane ora dispone di quelle preziose attrezzature».
(Fonte: Il Gazzettino del 15 marzo 2006)
Accessibilità
Lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione ha cambiato il nostro modo di vivere, lavorare, studiare, comunicare.
Molti sono i benefici che ne derivano, ma tali vantaggi devono essere "per tutti" e non solo per una piccola minoranza. Senza un adeguato intervento a favore dei gruppi che tradizionalmente vengono considerati più deboli, quali disabili e anziani, si rischia di accentuare ancor di più la loro esclusione dalla vita comunitaria.
Uno degli obiettivi principali indicati dalla Commissione europea nel documento "eEurope: una Società dell'Informazione per tutti" è appunto l'abbattimento delle barriere che ostacolano l'integrazione di tali categorie.
LA LEGGE 4/2004 SULL'ACCESSIBILITÀ
In linea con gli indirizzi formulati dall'Unione europea, il 9 gennaio 2004 è stata adottata la cosiddetta "Legge Stanca sull'accessibilità" (Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 "disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici"). Lo scopo della legge, in applicazione del principio costituzionale di eguaglianza, è quello di abbattere le "barriere virtuali" che limitano l'accesso dei disabili alla Società della Informazione e li escludono dal mondo del lavoro, dalla partecipazione democratica e da una migliore qualità della vita.
La Legge 4/04 si pone come strumento incentivante nei confronti dei privati, mentre nei confronti della pubblica amministrazione reca degli obblighi, anche sorretti da efficaci sanzioni. È previsto infatti che i nuovi contratti stipulati dalla pubblica amministrazione per la realizzazione di siti Internet siano colpiti da nullità, qualora non rispettino i requisiti di accessibilità, e, in generale, l'inosservanza delle disposizioni della legge da parte del pubblico amministratore comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare. Una finalità particolarmente importante della legge è quella, espressa all'articolo 5, di assicurare l'accessibilità e la fruibilità degli strumenti didattici e formativi: ad esempio i testi scolastici per gli studenti disabili, con particolare riguardo agli studenti non vedenti o ipovedenti.
Il regolamento di attuazione della legge 4/2004
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2005 il "Regolamento di attuazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici" (Dpr n.75 del 1 marzo 2005). Il Regolamento, previsto dall'art. 10 della Legge Stanca, stabilisce i criteri e i principi operativi e organizzativi generali per l'accessibilità, le modalità di attribuzione della certificazione di accessibilità, le modalità di valutazione e controllo. Proprio in relazione alle modalità di valutazione dell'accessibilità, il Regolamento distingue tra verifica tecnica, operata da esperti anche con l'ausilio di strumenti informatici e sulla base di parametri tecnici, e verifica soggettiva , effettuata con l'intervento del soggetto destinatario, anche disabile, sulla base di valutazioni empiriche. Detta verifica viene effettuata in maniera autonoma dalle P.A., ed attraverso l'intervento di valutatori iscritti ad un elenco gestito dal Cnipa per i soggetti privati. In caso di verifica positiva i soggetti privati potranno richiedere il rilascio da parte del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie del logo sull'accessibilità dei siti. La verifica del mantenimento dei requisiti di accessibilità dei siti e dei servizi viene svolta dal Cnipa.
Le regole tecniche attuative della legge 4/2004
Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie , in data 8 luglio 2005, ha firmato il decreto (pubblicato in G.U. n.183 dell'8 agosto 2005) in cui sono stabilite, nel rispetto dei criteri e dei princìpi indicati dal Regolamento attuativo della Legge Stanca, le linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell'accessibilità dei siti Internet, nonchè i programmi di valutazione assistita utilizzabili a tale fine.
Il 6 luglio, infatti, la Commissione Europea, ai sensi della direttiva 98/34/CE, ha dato il via libera all'adozione del provvedimento.
Il Libro bianco
Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie nel maggio 2002 viene istituita la "Commissione interministeriale sullo sviluppo e l'impiego delle tecnologie dell'informazione per le categorie deboli" (Decreto interministeriale del 31 maggio 2002 - file in formato html)che vede la partecipazione di rappresentanti del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, del Ministro della Salute e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il lavoro finale della commissione, il "Libro Bianco sull'accessibilità" ( downloadabile dall'area Documentazione di questa pagina) viene presentato ai ministri Stanca, Sirchia e Maroni il 5 marzo 2003 a Roma nel corso della Conferenza "Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi".
La Commissione permanente
Sulla base delle indicazioni e proposte di intervento emersi dal lavoro della predetta Commissione ed indicate nel "Libro Bianco", il Ministro Stanca ha istituito presso il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie (Decreto interministeriale del 25 luglio 2003 ) una nuova "Commissione interministeriale permanente per l'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per le categorie deboli o svantaggiate" affidando alla medesima compiti di approfondimento delle medesime tematiche e di monitoraggio della realizzazione delle azioni intraprese nonché di studio e proposta di eventuali ulteriori azioni utili ad adeguare la fase di realizzazione alle nuove o diverse esigenze emergenti.
Gli studi della Commissione
In merito ai siti Internet, nell'ambito della Segreteria tecnico-scientifica della "Commissione interministeriale permanente per l'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione a favore delle categorie deboli o svantaggiate", sono stati costituiti due specifici gruppi di lavoro denominati rispettivamente "Metodologia" e "Regole tecniche", dei quali fanno parte esperti in materia appartenenti a Pubblica Amministrazione Centrale e Locale, Associazioni di categoria di disabili, CNR, Università, Associazioni di produttori di hardware e software e di sviluppatori.
I due gruppi di lavoro hanno elaborato lo "Studio sulle linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell'accessibilità" (terza versione, dicembre 2004) finalizzato alla progettazione, realizzazione e valutazione dei siti Web pubblici e i "Requisiti tecnici di accessibilità per la conformità dell'hardware dei personal computer e delle applicazioni software" (febbraio 2005). Entrambi i documenti intendono fornire un contributo tecnico per la stesura del decreto ministeriale.
L'Unione Italiana Ciechi , tra le sue molteplici iniziative , ha anche costituito un Osservatorio sui siti Internet.
Documentazione
E' possibile effettuare il download dei documenti seguenti, tutti in formato .pdf. Per consultarli è necessario avere installato sul computer Adobe Acrobat Reader. Detto software è gratuitamente scaricabile dal sito Adobe .
Legge n.4 del 9 Gennaio 2004 (Legge Stanca) sull'accessibilità - Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici
Legge n.4 del 9 gennaio 2004 [.pdf]
Regolamento di attuazione della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici , emanato con Decreto del presidente della Repubblica n.75 del 1 marzo 2005
Download Decreto del Presidente della Repubblica n. 75 del 1 marzo 2005, previsto dall'art. 10 della Legge n. 4/2004 [.pdf].
Libro Bianco sull'Accessibilità -Commissione interministeriale sullo sviluppo e l'impiego delle tecnologie dell'informazione per le categorie deboli (376KB)
Download Libro Bianco sull'Accessibilità (376 KB) [.pdf]
Studio sulle linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell'accessibilità. Legge 4 del 2004, art. 11, comma 1, lettere a) e b)
Download dello Studio - versione 3 (185 kByte)
Link utili
Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (italiano) Associazione Nazionale Subvedenti
Degenerazione maculare collegata all'età (inglese)
Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi
Fondazione Don Carlo Gnocchi
Istituto dei Ciechi di Milano
Organizzazione Mondiale della Salute - prevenzione della cecità (inglese)
Portale interattivo per ciechi e ipovedenti (inglese)
Prevenzione della cecità nel mondo (inglese)
Progetto per l'eliminazione della cecità evitabile (inglese)
Società oftalmologica italiana
Unione italiana dei ciechi
(a.p.)
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