Opera
 
24/07/2004
La vita e le esperienze di Roberto Alagna
intervista di Stefania Riccio, per RAI international, al tenore francese di origine italiana


Francese, nato a Clichy-sous-Bois da emigranti italiani, Roberto Alagna si è imposto alla scena pubblica con il Luciano Pavarotti International Competition di Philadelphia nel 1988. Da allora la brillante carriera che ancora oggi lo vede calcare i palcoscenici del mondo, nella migliore tradizione italiana.

Dopo il debutto, casuale come sentirete dall'intervista di Stefania Riccio, a Glyndebourne nel ruolo di Alfredo de La Traviata verdiana la grande qualità della voce gli apre le porte dei più importanti teatri e delle case discografiche, per le quali stabilirà un sodalizio prezioso con la moglie, Anghela Gheorghiu e con il direttore Antonio Pappano, attualmente direttore stabile dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma, tutti con un comune passato a cementare l'unione: il passato di emigranti.

Le qualità vocali di Alagna si condensano in una lucentezza vocale dai riflessi setosi, una grande abilità linguistica che gli permette di cantare in più lingue senza perdere l'impostazione vocale caratteristica ed una vibrante presenza scenica, in specie al fianco della bellissima e bravissima moglie di origini rumene.

Un repertorio vasto, incentrato sulle tessiture vocali del tenore lirico e lirico-spinto (La Bohème, Rigoletto, L'Elisir d'amore, Lucia di Lammermoor, Roberto Devereux, Faust, Roméo et Juliette, L'Amico Fritz, Carmen, I Pagliacci, La Rondine, Tosca,Werther, Les Contes d'Hoffmann, Macbeth, Il Trovatore, Simone Boccanegra) unito alla presenza scenica di levatura cinematografica ne fanno l'erede ideale di Di Stefano, più che di Pavarotti.

Stefania Riccio, di Rai International, ha colto nell'intervista che mandiamo in onda proprio questi lati salienti del personaggio. Dalla conversazione con la Riccio emerge la difficoltà dell'integrazione culturale, il melting-pot che genera ibridi, alla base della formazione del tenore (la cultura casalinga con i primi accordi sulla chitarra e le canzoni italiane cantate dal padre, studi di musica leggera con insegnanti dell'America latina, una gavetta come chansonnier e attore di cabaret, proprio come Di Stefano, le esperienze teatrali, l'avvicinarsi da apolide di lusso alla cultura delle radici) e i grandi vantaggi che ne derivano, con la possibilità di assimilare tecniche comunicative internazionali e non provinciali e di colloquiare e rendere il proprio ruolo con lingue diverse.

E inoltre il rapporto privilegiato con la moglie Gheorghiu e il direttore Pappano, ambedue emigrati, ambedue con lo stesso background emotivo.

Una vibrante e leggera narrazione dei propri momenti salienti, del successo, delle difficoltà quotidiane, dei progetti di questo grande tenore, colti dalla mirabile tecnica di Stefania Riccio.

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Biografia di Alagna

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