L'opera
 
17/11/2004
Leonore di Beethoven
nella versione del 1805 al Teatro comunale di Bologna, in prima italiana


In scena a Bologna la beethoveniana Leonore, in versione originale. Quest'opera "ebbe vita assai travagliata: andata in scena per la prima volta al Theater-an-der-Wien il 20 novembre del 1805 su soggetto tratto dalla pièce Léonore ou l'amourconjugal di Jean-Nicolas Bouilly e tradotta per Beethoven in tedesco da Joseph Sonnleithner, venne ritirata dalle scene dopo soltanto tre rappresentazioni. Il clima politico di quel periodo - Vienna era occupata dai francesi e i nobili amici del compositore si erano allontanati dalla capitale - non era certo dei migliori per decretare il successo di una storia à sauvetage, dove gli eroi positivi, dopo aver subito persecuzioni ingiuste, trovano alla fine la salvezza grazie alla fiduciosa e ottimistica affermazione nei valori della giustizia e della ragione.

Dopo quella prima, l'opera venne modificata, venne eliminato un intero atto e la nuova versione andò in scena con il titolo di Fidelio. Successivamente seguirono altre modifiche che fecero giungere fino a noi ben quattro versioni diverse.

Al Comunale di Bologna viene proposta la prima versione del 1805, mai eseguita in Italia in forma scenica, che richiede agli interpreti una vocalità più vicina al belcanto italiano della vocalità di Fidelio.

L'allestimento, elegante e simbolicamente suggestivo, proviene dal Teatro di Anversa ed è firmato da Anthony Backer. Andato in scena originariamente come Fidelio, è stato interamente ripensato dal regista e dallo scenografo per il Teatro Comunale, che lo hanno modificato per la versione Leonore del 1805. Mark Bouman ha ridisegnato per l'occasione gran parte dei costumi.

Il cast, formato da alcuni tra gli artisti più celebrati nel repertorio tedesco, vede nei panni di Leonora il soprano svedese Hillevi Martinpelto, già affermata in ambito internazionale, in quelli di Florestano l'olandese Johnny van Hal e nel ruolo di Don Pizarro il baritono Jürgen Linn, già noto al pubblico bolognese per il suo strepitoso successo nel Wozzeck diretto da Daniele Gatti. Detlef Roth sarà Don Fernando, Alfred Reiter Rocco, Nathalie Karl Marzelline e Matthias Klink Jaquino.

La regia dello spettacolo è affidata alla mano creativa e provocatoria dell'argentino Francisco Negrin, che ha già al suo attivo numerose produzioni operistiche, nonché cinematografiche, e che è conteso dai principali palcoscenici internazionali. Negrin, che con questa produzione è al suo debutto in Italia, è molto attivo soprattutto in Nord Europa e in Inghilterra, e ha lavorato fra gli altri al Lincon Center, al Liceu di Barcellona, a Glyndebourne, in Australia, agli Champs Elysées e al Covent Garden, dove ha conseguito grandi successi personali. Con Backer ha costituito da anni un sodalizio particolarmente felice.

Sul podio dell'Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna, Daniele Gatti appena rientrato da una applauditissima tournée negli Stati Uniti. Con quest'opera Daniele Gatti completa un percorso beethoveniano che lo vede dirigere a Bologna tutte le sinfonie del compositore dal 29 ottobre al 2 dicembre, in cinque serate.

Repliche dello spettacolo, al Teatro comunale di Bologna: 18, 21, 23, e 26 novembre.

Foto dal sito del Teatro comunale di Bologna

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