Opera
 
09/07/2004
A vent'anni dal Prometeo
Un intervento di Luigi Nono prima del Prometeo


La registrazione del Prometeo di Luigi Nono, promossa ed effettuata dalla RAI nel 1985, non fu soltanto un avvenimento eccezionale per la specificità dell'evento, ma lo fu anche perché in seguito ad essa il musicista veneziano riconsiderò favorevolmente sia la possibilità di registrare le esecuzioni delle sue opere che prevedevano l'impiego di live electronics, che egli era portato tendenzialmente a escludere in modo categorico, sia i suoi rapporti con la RAI bruscamente interrotti da circa un decennio.

L'eccellenza del lavoro svolto dalla squadra tecnica RAI impegnata nella registrazione e formata dall'allora programmista - regista di Radiotre Pasquale Santoli, dal consulente musicale Giorgio Sala e dal tecnico Roberto Carapellucci, determinò un riavvicinamento di Nono all'azienda pubblica dopo la rottura provocata dalle burrascose vicende dello Studio di Fonologia di Milano.

Segno di questo rapporto conflittuale del periodo che precedeva il Prometeo è un frammento dell'intervento tenuto da Nono a Genova nel 1978 nel corso del seminario "Musica, scienza e industria" svoltosi nel corso della festa nazionale dell'Unità.

Il frammento è tratto dalla trasmissione "Dove va la musica elettronica" di Fausto Razzi e Michelangelo Zurletti andata in onda su Radiotre il 20 dicembre di quello stesso anno.

Nel vigore polemico del vibrante eloquio di Nono traspare tutto l'orgoglio di aver collaborato a una straordinaria avventura come lo Studio di Fonologia di Milano della RAI, avviata ufficialmente alla metà degli anni Cinquanta (per la precisione nel 1955 e non nel 1954) che fu la prima istituzione, come egli ricorda, con molti anni di anticipo rispetto all'IRCAM di Parigi, ad aver posto come necessaria la condizione di un lavoro di équipe fra compositore, tecnico e fisico.

Non a caso egli cita, accanto a Berio e a Maderna, due figure fondamentali che concorsero all'avvio dell'attività dello studio milanese: il tecnico Marino Zuccheri e il fisico Alfredo Lietti.

Nell'esprimere il suo rammarico per l'indifferenza o l'ostilità delle istituzioni italiane nei confronti di questo grande centro di indagine del fenomeno sonoro complessivamente considerato, Nono ricorda due movimenti importanti di diffusione della cultura affermatisi nella prima metà del Novecento: uno notissimo, il Bauhaus, l'istituto di arti e mestieri fondato a Weimar dall'architetto Walter Gropius nel 1919 col proposito di portare le arti figurative nell'ambito della vita quotidiana, e l'altro, coevo ma assai meno noto, il Vkhoutémas, sviluppatosi negli anni Venti a Mosca per promuovere una autentica riforma dell'istruzione artistica in tutte le sue forme, dalla pittura e dalla scultura alla musica e alla fotografia.

Si tratta di un frammento estremamente significativo per la straordinaria lucidità espositiva di Nono che contribuisce a illuminarne la personalità artistica.

Ettore Pacetti
RAI Teche
Teche radiofoniche

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