![]() | Rubrica settimanale di cultura a cura di Alessandro Forlani |
b In questo speciale ospitiamo un dibattito tra due studiosi del caso Moro, sostenitori di due linee di pensiero divergenti. Da un lato Francesco Maria Biscione, ricervatore presso lEnciclopedia Treccani, consulente della Commissione Stragi, dallaltra Vladimiro Satta, funzionario del Senato, per anni addetto proprio ai lavori della stessa Commissione dinchiesta. Se Biscione è noto per aver messo in risalto il ruolo avuto dalla criminalità organizzata nei 55 giorni del sequestro, Satta è stato il primo a parlare esplicitamente di falsi misteri. Ricordiamo i loro lavori: F.Biscione Il delitto Moro, Editori Riuniti e Il memoriale di Aldo Moro, Rizzoli.. V.Satta, Odissea nel delitto Moro, Edup e Il caso Moro e i suoi falsi misteri, Soveria Mannelli Rubbettino.
In questo speciale incontriamo Sergio Flamigni, uno dei piu tenaci ricercatori della verità sul delitto Moro. Flamigni, classe 1925,, è un operaio forlivese. Partigiano comunista, a 19 anni è già commissario politico della sua brigata. Nel PCI ricopre incarichi importanti in provincia e anche a Roma, dove entra nel comitato centrale nel 1960. viene eletto al parlamento prima alla Camera e poi al Senato dal 68 all87 nel PCI, e partecipa ai lavori sia della commissione dinchiesta sul delitto Moro che di quella sulla P2. Queste le su opere sul tema: La tela del ragno. Il delitto Moro. 1988, 5/a edizione 2003 Trame atlantiche. Storia della Loggia massonica segreta P2. 1996, 2/a edizione 2005 «Il mio sangue ricadrà su di loro». Gli scritti di Aldo Moro prigioniero delle Br. 1997 Convergenze parallele. Le Brigate rosse, i servizi segreti e il delitto Moro. 1998 Il covo di Stato. Via Gradoli 96 e il delitto Moro. 1999 I fantasmi del passato. La carriera politica di Francesco Cossiga. 2001 La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti, 2004 Dossier Pecorelli. 2004 Le idi di marzo. Il delitto Moro secondo Mino Pecorelli. 2006 Il sequestro di verità. I buchi neri del delitto Moro. Con Roberto Bartali, Giuseppe De Lutiis, Ilaria Moroni, Lorenzo Ruggiero. 2008 Si veda anche il sito: www.archivioflamigni.org
Cè un buco nero nel caso Moro ed è il problema che a distanza di tanti anni ancora non vengono resi pubblici i documenti che riguardano questo episodio cosi grave. Lo dice Rino Formica, classe 1927, nel 78 uno dei membri della Direzione del PSI. Piu volte ministro, noto per i suoi giudizi icastici e super partes, Formica spiega in questa lunga intervista i motivi che spinsero i socialisti ad avviare una trattativa con le BR, per salvare la vita di Moro. Il grande mistero di quei giorni è che, nonostante le forze dellordine pedinassero le persone,che conducevano le trattative, la prigione apparentemente non sia stata scoperta. Nel 2008 è stata approvata una legge, che fissa in 30 anni il termine massimo per cui un documento dello Stato possa rimanere segreto. Purtroppo poi non sono mai entrate in vigore le norme attuative e i documenti del Viminale relativi al caso Moro sono ancora riservati. Tagliente il giudizio sugli archivi personali di tanti uomini politici di allora e del Vaticano:resteranno al sicuro per millenni.
Il 28 ottobre del 2009 il giornalista Giovanni Fasanella ha scritto sul suo profilo di Facebook che, cercando di fare unintervista a Corrado Simioni, luomo indicato da Craxi nell80 come il grande vecchio delle Brigate Rosse, aveva scoperto che Simioni era morto nel 2008, a Truinas, nel sud della francia, dove gestiva un bed and breckfast. Chi era questo misterioso intellettuale, prima terrorista, poi ufficialmente manager di una scuola di lingue? Risponde proprio Fasanella, autore di vari testi sulla storia delle BR. Ricordiamo:che cosa sono le Brigate Rosse, scritto con Alberto Franceschini,BUR, Il sol dellavvenire, film e libro, Chiarelettere, Segreto di stato, scritto con Giovanni Pellegrino e Claudio Sestieri, Sperling e Koopfer. Il 27 gennaio del 1945 larmata rossa, avanzando verso ovest dietro i nazisti in ritirata, arrivò ad Auschwitz in Polonia. I pochi prigionieri del lager scampati al massacro furono liberati. In molti paesi, tra cui lItalia, la data del 27 gennaio è riconosciuta per legge come giornata della memoria della shoà.Come ogni anno presentiamo alcuni testi sullargomento. Nel 1938 laustria, un paese certo di lingua tedesca, ma di tradizioni nazionali profonde, addirittura sede di un impero venne annessa, dopo un colpo di stato, al Reich nazista. Anche lo sport austriaco fu annesso a quello tedesco. Il mondo non potrà mettere alla prova questa unione nei giochi olimpici, perché la guerra mondiale fermerà ogni tipo di gara, ma nei mondiali di calcio del 38 la Germania poteva contare anche su calciatori austriaci. Uno però, e il migliore, Mathias Sindelar, disse no. La Germania fece una figuraccia e le conseguenze per il calciatore furono terribili. Sentiamo il documentario curato da Francesco Graziani. Uno dei paesi, che, grazie alla sua neutralità, rappresentò la salvezza per molti ebrei, fu la Svizzera. Come si è comportata però la Svizzera nei confronti dei persecutori degli ebrei, i rifugiati fascisti, nazisti, e collaborazionisti, che sfuggivano alla giustizia dopo la liberazione ? Purtroppo il denaro e il potere, furono piu importanti del senso di giustizia. Questo E' il tema del saggio di Luc Van Dongen, ricercatore all'università di Losanna, dal titolo "Un purgatoire très discret", "Un purgatorio molto discreto", pubblicato in Francia da Perrin. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Il cosiddetto negazionismo dellolocausto, nato in occidente presso il mondo neonazista, è stato ora adottato, per scopi politici, da una parte del mondo islamico, quello che pensa in questo modo di poter indebolire limmagine di Israele. E questo il tema molto delicato del saggio dello storico libanese Gilbert Achcar, docente alla School of Oriental and African Studies di Londra, dal titolo `Les arabes et la Shoah`., edizioni Actes Sud. Intervista di Giancarlo Rossi. Sul tema della shoà segnaliamo anche:JUDENRAMPE, GLI ULTIMI TESTIMONI,a cura di Anna Segre e Gloria Pavoncello,edizioni Elliot, Perché l'Olocausto, non fu fermato di Theodore S. Hamerow, Feltrinelli e Costruire la razza nemica, La formazione dellimmaginario antisemita tra la fine dellOttocento e gli inizi del Novecento, edizioni Utet, un saggio di Francesco Germinario.
Quando mi occupavo della trattativa con le BR, per il tramite di Pace e Piperno, avevo il telefono sotto controllo ed ero pedinato; se avessero voluto utilizzare le informazioni raccolte, avrebbero potuto fare qualcosa;; servizi e forze dellordine sapevano tutto, ma limmobilismo di cui furono protagonisti nei 55 giorni del sequestro Moro, fu una scelta. Lo dice Claudio Signorile, allora vicesegretario del PSI, in questa intervista ad Alessandro Forlani. Signorile, che avverti la Commissione Stragi di quanto fosse importante considerare il ruolo dei servizi segreti internazionali nei 55 giorni, traccia uninterpretazione generale del sequestro. Le BR rapirono Moro in autonomia, secondo una loro logica, ma senza lintenzione di ucciderlo: ne è prova il fatto che lo interrogassero a volto coperto. Dopo pochi giorni però il sequestro cambiò di significato, natura e quindi anche conclusione. Signorile ritiene che la spiegazione della morte di Moro vada cercata nella sua vita. Moro, spiega lesponente socialista, era garante di un accordo politico, che avrebbe portato a novembre alla nascita di un nuovo governo, con tutti i 6 partiti della maggioranza e con 3 ministri comunisti. In questo stesso periodo gli americani hanno i primi sentori del dispiegamento in Europa dei missili SS20 da parte dei russi, mentre lIran comincia a bruciare. Alla fine però le BR erano pronte a liberare Moro, ma qualcosa andò storto.
Il vero mistero del sequestro e dellassassinio di mio padre, è quello che un uomo politico, che aveva scritto la Costituzione e che aveva guidato il paese nei momenti piu difficili, possa essere stato abbandonato da tutti e lasciato morire; credo che uno studio della sua vita politica potrà farci capire meglio anche i misteri dei 55 giorni . Lo dice Agnese Moro, una dei 4 figli dello statista, in questa intervista, con cui ritorniamo a sentire i protagonisti e i testimoni del Delitto Moro, il piu grave episodio di violenza politica della storia repubblicana. Molti i fatti dei 55 giorni su cui Agnese Moro fa le sue puntualizzazioni. Riguardo al tema della prigione del padre, Agnese Moro ricorda lepisodio della telefonata arrivata a casa, che annunciava lindividuazione del covo e lattuazione di un blitz, per liberare il prigioniero. la mattina dopo, non ricordo la data precisa, ci dissero che era troppo pericoloso e che non se nera fatto niente. Credo, aggiunge, che comunque le forze dellordine avessero unidea, forse anche precisa, di dove mio padre veniva tenuto nascosto; non è vero che non avessimo persone preparate a fronteggiare il terrorismo, tantè che poi in pochi mesi è stato sgominato. La figlia ricorda una frase scritta dal padre in quei giorni:non cè niente da fare, quando non si vuole aprire la porta. Il paese, dice Agnese Moro, ha guardato morire un innocente senza fare niente, e questo pesa sulla coscienza di tutti. La figlia dello statista assassinato, che ora porta in giro per lItalia con lAssociazione Aldo Moro, il ricordo politico ed umano del padre, vuole soffermarsi anche sulla sua figura di giurista e di uomo delle istituzioni, che purtroppo è passata in secondo piano, a causa dei tragici eventi di cui fu vittima. Mio padre contribui in modo determinante alla stesura della Costituzione repubblicana. La sua idea di democrazia era partecipativa; dire che la Repubblica è fondata sul lavoro, significava affermare che tutti quelli che finora erano stati esclusi dalla gestione della cosa pubblica, dovevano essere protagonisti e quindi anche responsabili di essa. Dal punto di vista politico, Moro, spiega la figlia Agnese, era un vero progressista: ad ogni svolta, ad ogni bivio della vita politica del paese, poteva limitarsi a ripetere come tanti le stesse scelte, ed invece ha sempre rilanciato, per sperimentare iniziative, che allargassero la democrazia. Nel 58, quando divenne segretario della DC, cominnciò a lavorare, per portare alle responsabilità di governo i socialisti e per questo fu quasi minacciato di essere scomunicato da alcuni esponenti delle gerarchie ecclesiastiche. Certo però non era un avventurista: il suo principale metodo politico era quello di convincere e creare consenso intorno alle scelte anche piu nuove. Agnese Moro ricorda anche il giudizio dato dal padre nel 77 sul terrorismo brigatista. Si tratta, scriveva Moro sul Giorno, di un movimento conservatore, che vuole affermare con la violenza un passato finito, e che impedisce lapertura di nuovi e piu ampi orizzonti. Secondo Agnese Moro, il risultato dellazione delle BR fu proprio questo: far deviare la nostra democrazia verso il passato. E questo fu anche, per la figlia dello statista, il motivo per cui Moro fu cosi solo nella sua prigionia, perché forse non solo le BR volevano impedire che si aprissero nuovi spazi di democrazia. Alla fine Agnese Moro lancia un appello a tutti quelli che sanno, perché parlino in nome della comune appartenenza allumanità. Non credo che siano i ricatti incrociati o le minacce, ma solo la buona volontà, lidea di costruire un mondo migliore, a poterci davvero far voltare pagina: so che potrebbe essere vista come una posizione ingenua, ma spesso nella storia le cose piu ingenue sono quelle che hanno avuto piu forza .
Anche questa settimana apriamo la nostra trasmissione con un minidocumentario su storia e sport. Il tema di oggi è una presunta combine, una partita truccata, ai mondiali di calcio del 78, i mondiali di Buenos Aires, vinti dalla squadra di casa. Qualche giornale parlò di scarsi controlli antidoping, ma la domanda che ci poniamo è diversa: quella vittoria argentina, fu per cosi dire politica? Chi abita a Roma o anche chi ci viene per turismo, ma persino chi ne sente parlare dalla televisione o dai giornali, fa lesperienza di una città dove ci sono tantissimi disagi per la vita quotidiana, ma da cui tuttavia nessuno poi se ne vuole piu andare. Roma in questo senso è molto rappresentativa di tutto il nostro paese, un paese che si fa odiare e amare. Un giornalista, Luca Leone, direttore della casa editrice Infinito, ha pensato di mettere insieme in una serie di voci, dalla A alla Z, le ragioni pro e soprattutto contro la vita nella capitale. Ne è uscito un libro ironico e amaro, che analizza a fondo la realtà politica, sociale ed economica di Roma. Il titolo è 100 motivi, per non amare Roma. Intervista con lautore. Sul tema segnaliamo anche, sempre di Infinito, Roma senza fissa dimora, un reportage di Gabriele Del Grande, che per un mese ha vissuto insieme ai 6mila clochard romani. Nel 2010 la capitale europea della cultura, designata dal Consiglio dEuropa, sarà Istanbul, la piu grande città della Turchia, la cui capitale è invece Ancara. Istanbul ha speso molte energie e molti capitali per loccasione e si presenta con una serie di novità urbanistiche ed infrastrutturali. La Turchia, che fa parte del Consiglio dEuropa, è candidata ufficialmente dal 99 allingresso nellUnione Europea. Facciamo il punto sulle contraddizioni di questo grande paese con il giornalista di Repubblica Marco Ansaldo, da anni residente a Istanbul. Al nazionalismo turco si deve la questione di Cipro, lisola posta a sud del Mediterraneo, dove vivono una comunità greca ed una turca. Nel 1974 i dichiararono la loro indipendenza e Ancara mandò lesercito, per supportarli. Lo stato turcocipriota è stato riconosciuto solo dalla Turchia e dalla Gran Bretagna. La Cipro greca, quella riconosciuta da tutti, fa parte dal 2004 dellUnione Europea. Alla storia di Cipro nelletà moderna è dedicato il libro:Lisola contesa, edizioni UTET, scritto da Vera Costantini, docente di lingua e letteratura turca allUniversità Ca Foscari di Venezia. Intervista con lautrice. Sul tema segnaliamo anche: Il fondamentalismo al potere in Turchia, Israele e India di Luca Ozzano, Il mulino, Italia e Turchia tra passato e futuro, Un impegno comune, una sfida culturale, 2009, Nuova Cultura, Il caso Ocalan: Un intrigo italiano fra Cia, Mossad e Kgb, di Marco Ansaldo, edizioni Gamberetti. Per la letteratura, ricordiamo le opere del premio Nobel del 2006 Orhan Pamuk,e ancora di Irfan Orga (Una famiglia turca, Passigli, Milano 2007) e E per le donne di Buket Uzuner (Ada d'Ambra, Sellerio, Palermo 2003.
Il 2 aprile del 1982 il regime militare argentino, passato alla storia per aver ucciso quasi 30mila persone, accusate di essere politicamente pericolose, invade le isole che gli argentini chiamano Malvinas, un piccolo arcipelago colonia britannica e denominato Falklands. I colonnelli vogliono risollevare il morale di una nazione stanca di soffrire. In realtà la disfatta, che ne segue, sarà linizio della fine del regime. Quella guerra si intrecciò con la rivalità calcistica tra le due nazioni. Le piccole storie dei calciatori Ardiles e Villa e della cosiddetta mano de Dios di Diego Armando Maradona, ce le racconta in un documentario radiofonico Francesco Graziani. Finita la guerra fredda e con essa il bipolarismo USA-URSS, abbiamo vissuto un ventennio di predominio occidentale, lo stesso che è in piedi dalla fine del 700. Non era cosi prima e probabilmente non sarà cosi nel XXI secolo. Oltre allavanzata cinese, si profilano altri centri di potere economico e politico, come il Sud-America, che potrebbe aggregarsi intorno al Brasile, il mondo arabo e forse lAfrica. Una storia del predominio americano sul mondo dal 700 a oggi è contenuta nel saggio: "Power, profit and prestige", del sociologo americano Philip Golub, pubblicato negli Stati Uniti presso Pluto Press. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Una lettura critica e molto documentata degli anni tra la fine della prima guerra modniale e lavvento del fascismo è contenuta nel libro Le origini della guerra civile, edizioni Utet, scritto dal professor Fabio Fabbri, docente di storia contemporanea alluniversità di Roma 3. Si tratta di un periodo molto esemplare, per capire il rapporto degli italiani con la politica. Arno Schmidt è uno dei più importanti autori tedeschi del dopoguerra e il traduttore Domenico Pinto lo ha fatto conoscere al pubblico italiano con la pubblicazione, presso l'editore Lavieri, delle sue opere giovanili. E' stato appena pubblicato il romanzo "Specchi neri" e ne sono in preparazione altri. Giancarlo Rossi ha intervistato Domenico Pinto.
Tra pochi giorni gli elettori del Cile sceglieranno il nuovo presidente, successore di Michelle Bachelet. Per la prima volta dalla fine della dittatura nell89 potrebbe toccare ad un uomo del partito nazionalista, erede del movimento di Pinochet, il generale, che l11 settembre del 1973 rovesciò il governo del Presidente Allende. In quei giorni lo stadio di calcio di Santiago, che aveva ospitato i mondiali del 62, divenne un campo di concentramento. Quello stadio è ora dedicato ad una delle vittime della repressione: il cantante e poeta Victor Jara. E questo il tema di uno dei nostri documentari radiofonici su sport e storia. La Cina continua a crescere, e non solo sul piano della produzione di beni di largo consumo. Questanno è stata ad esempio innaugurata la ferrovia piu moderna e veloce del mondo. Alcuni esperti temono lo scoppio di una bolla immobiliare e fanno notare la forte disoccupazione, ma presto Pechino supererà Tokyo, come seconda economia del mondo. Anche i cinesi cambiano e diventano un po come noi: consumisti e a volte razzisti. Di questi temi si occupa il saggio:"When China rules the world" di Martin Jacques, docente alla London School of Economics, pubblicato da Allen Lane. Intervista di Giancarlo Rossi. Il Sudan, il paese piu esteso dellAfrica, è da anni attraversato da una guerra civile tra il nord islamico ed il sud animista e cristiano. Questanno si terranno le elezioni politiche e lanno prossimo il referendum, che quasi certamente segnerà lindipendenza del sud. Sullo sfondo dello scontro cè il contrasto tra Cina e Stati Uniti, per il controllo delle risorse del paese. Della situazione in Sudan, parliamo con Antonella Napoli, presidente di Italians or Darfur ed autrice del libro Volti e colori del Darfur, edizioni Coré. Fatti come quelli del colpo di stato in Cile nel 73 o come quelli del Darfur di oggi sono noti oppure restano ignoti, grazie o a causa del giornalismo. I media hanno un ruolo importantissimo nel sensibilizzare lopinione pubblica e poi nel dettare le priorità di azione dei governi. Vediamo con un libro, raccolta di 6 reportages di guerra, come è cambiato in questi anni il modo di raccontare i conflitti e i crimini contro lumanità. Il testo si intitola La guerra ad un passo, edizioni Bur, ed è curato e tradotto da Simone Barillari, che abbiamo intervistato.
Durante gli anni della guerra fredda, la rivalità tra Stati Uniti ed Unione Sovietica passò anche attraverso lo sport. Spesso anzi le Olimpiadi o i campionati mondiali erano le uniche occasioni, per misurare direttamente la supremazia delluno o dellaltro campo. In uno sport la superiorità dei russi è sempre stata indiscussa: gli scacchi. Ci fu però uneccezione, ma la storia di Bobby Fischer, lamericano, che diede scacco matto ai sovietici fu molto diversa da come il patriottismo a stelle e strisce lavrebbe desiderata. Per i documentari su storia e sport, sentiamo Francesco Graziani. Nellomelia del giovedi santo del 1958, pronunciata nella chiesetta della sua parrocchia di campagna a Bozzolo, Don Primo Mazzolari chiamò fratello Giuda, lapostolo che tradi Gesu. Non mi vergogno di farlo, perché so quante volte anchio ho tradito il Signore. Cosi spiegò Mazzolari questa affermazione cosi forte. Di Don Primo, di cui questanno è stato ricordato il cinquantesimo anniversario della scomparsa, parliamo con Anselmo Palini, docente alle scuole superiori, autore per Ave del libro Don Primo Mazzolari, un uomo libero. Le opere di Mazzolari sono pubblicate da EDB e dalle Paoline. Molte informazioni e alcuni scritti del sacerdote sono disponibili sul sito www.fondazionemazzolari.it. Sul tema segnaliamo anche: Don Primo Mazzolari, Fabbretti Nazareno, 2009, Ibis, Tu non uccidere. Mazzolari e il pacifismo del Novecento 2009, Morcelliana, L'ecumenismo di don Primo Mazzolari, 2009, MariettiDon Primo Mazzolari. Un prete... così, Fedele Antonino, 2009, EMP Il Natale per alcune generazioni di italiani è associato anche alla figura, ai gesti e alle parole di Charlie Chaplin, perché è proprio per queste festività che il cinema e la televisione programmavano e a volte ancora programmano i suoi film. Chaplin mori proprio il giorno di Natale del 1977, alletà di 88 anni. Alcuni aspetti inediti della sua personalità sono rivelati dalla figlia Jane nel libro 17 minuti con mio padre, Giulio Perrone Editore. Il titolo è spiegato dallapparente paradosso del fatto che Jane, classe 1957, oggi sceneggiatrice, poté restare da sola col padre nei 20 anni che vissero insieme, solo per 17 minuti, un giorno di novembre del 1974. Chaplin era tenuto a distanza dai figli dalla giovane moglie, che voleva proteggere la sua creatività artistica. Sul tema ricordiamo anche: Opinioni di un vagabondo. Mezzo secolo di interviste Chaplin Charlie, 2007, Minimum Fax, Un comico vede il mondo. Diario di viaggio 1931-1932 Chaplin Charlie, 2006, Le Mani-Microart'S, Charlie Chaplin, La mia autobiografia , Milano 1964, , David Robinson, Chaplin, la vita e l'arte, Venezia 1987, David Robinson, Chaplin, un uomo chiamato Charlot, Trieste 1995, Sergej M. Ejzenstejn, Charlie Chaplin, Milano 2005, Kevin Brownlow, Alla ricerca di Charlie Chaplin, Bologna 2005. La grandezza di Dante Alighieri, come di tutti i classici, consiste soprattutto nel fatto che non sono solo gli specialisti di letteratura a poterlo studiare ed apprezzare. Uno degli aspetti piu studiati in questi anni è quello psicologico e sapienziale. Parliamo appunto di un libro, scritto in modo molto semplice da due persone, marito e moglie che non sono studiosi di letteratura, ma che hanno cercato nella Commedia una sorta di pedagogia e di psicoterapia. Il loro libro pubblicato da Infinito si intitola Finalmente Beatrice, loro sono Luigi Casa, geologo, e Monica Vincenzi, pedagogista. Li abbiamo intervistati. Sul tema segnaliamo anche: Il viaggio di Dante e la Bhagavad Gita. Paradiso. Audiolibro. CD Audio formato MP3, Ferrini Marco, 2009, Centro Studi Bhaktivedanta, Lo straordinario viaggio di Dante raccontato ai bambini, Vecchini Silvia; Vincenti Antonio, 2009, Monti.
Per il ciclo di documentari dedicati a sport e storia, Francesco Graziani ci racconta di quando lAmerica nera ha umiliato Hitler, e non si tratta del famoso caso di Jessee Owens. La box degli anni 30 nella categoria dei pesi massimi ebbe due grandi protagonisti, che rappresentavano davvero due universi contrapposti. Da un lato il nero americano Joe Lewis e dallaltra il bianco ariano tedesco Max Scmelling. La loro storia fu prima di rivalità e poi di amicizia. Il terrorismo internazionale non si ferma. Lintelligence americana parla addirittura del rischio che Al Qaeda possa avere la bomba atomica. Sul tema il giornalista portoghese José Rodriguez Dos Santos ha scritto un romanzo. Il titolo è Furia divina e leditore Cavallo di Ferro. Lautore, conduttore della tv pubblica portoghese, ha potuto incontrare un pentito di Al Qaeda, un arabo, che ha deciso di lasciare il terrorismo e di raccontarne i segreti. La tesi di Dos Santos è molto dura e provocatoria: Il terrorismo nasce da una lettura letterale del Corano, proprio come una lettura analoga della Bibbia portò nel Medio Evo alle crociate. Sul tema suggeriamo anche: L'assedio della Mecca. La rivolta dimenticata, la nascita di Al Qaeda e la genesi del terrore, Trofimov Yaroslav, 2008, Newton Compton, Infiltrato. La mia vita in al Qaeda Nasiri Omar, 2007, Piemme Un proverbio indiano dice che fa meno rumore una foresta che cresce di un albero che cade. Fuor di metafora, il terrorista è proprio la quintessenza di chi distrugge e fa rumore con una piccola azione, piccola rispetto al gran numero di buone azioni compiute dalle persone normali. Dallaltra parte però la foresta che cresce, non possiamo certo identificarla con tutta lumanità. Purtroppo tante persone vivono solo per il profitto. Parliamo allora di un testo, intitolato I creativi culturali, che racconta invece proprio le tante persone che lavorano e vivono per un mondo migliore. Si tratta di una ricerca scientifica, secondo cui il 35 percento dei cittadini dei paesi sviluppati ha a cuore i problemi della pace, dellambiente e della povertà. Sono persone, che hanno perso la fiducia nella politica per come è praticata nei rispettivi paesi, ma che cercano di organizzarsi. La casa editrice è Xenia, gli autori sono il medico olistico Nitamo Montecucco e il docente di Sociologia allUniversità di Siena Enrico Cheli. Sentiamo lintervista con Enrico Cheli. E pronta anche in italiano ledizione 2010 dellatlante geopolitico del mensile francese Le monde diplomatique; sarà in libreria per Manifesto Libri. giancarlo rossi ne ha parlato con il curatore alain Gresh.
Sono gli anni 80, il tema dellultimo dei 4 speciali, che dedichiamo alla storia della guerra fredda. Conclusi con la caduta del muro di Berlino e con la conseguente dissoluzione uno dopo laltro dei governi socialisti dellest europeo, gli anni 80 erano cominciati con la vicenda degli euromissili, le proteste di Solidarnosc e le affermazioni del presidente Reagan sulla Russia come impero del male. Partendo come al solito da piccole storie apparentemente minori, ci chiediamo se il comunismo sia caduto piu per opera di un atteggiamento maggiormente aggressivo delloccidente negli anni 80 o piu per una debolezza intrinseca del sistema collettivistico.
Nel terzo degli speciali, dedicati al quarantennio della tensione tra oriente e occidente, Alessandro Forlani e Francesco Graziani raccontano gli anni 60 del 900, il tempo dei tanti segnali di cambiamento e degli altrettanto forti segnali di reazione. Con il consueto aiuto della musica e dei sonori darchivio, si ripercorre il decennio, che va dallelezione di Papa Roncalli agli eventi tragici del 68: linvasione di Praga, gli assassinii di Martin Luther King e Bob Kennedy e la guerra civile del Biafra, passando per lepopea di JFK, la guerra del Vietnam e quella di Algeria. Spazio anche alle piccole storie italiane da Bartali agli anni del terrorismo.
Nella seconda puntata del viaggio sonoro attraverso il quarantennio della paura, ci soffermiamo sul periodo piu' buio: quello dei gulag sovietici e della caccia alle streghe comuniste in occidente. Vedremo anche come la guerra si estenda a tutto il pianeta, con la prima repubblica delle banane in Sud-America e con la divisione in blocchi di Asia e Africa.
Alessandro Forlani e Francesco Graziani raccontano in 4 puntate i 40 anni della guerra fredda, che contrappose USA e URSS. Le piccole storie, le canzoni, le voci degli archivi RAI, restituiscono il clima di quegli anni. La prima puntata è dedicata agli anni '30, quelli che hanno gettato le basi della grande contrapposizione militare, geografica ed ideologica, che ha diviso tutto il mondo in due parti e anche le società, e a volte persino le famiglie, al loro interno.
Prosegue la serie di documentari, dedicati agli avvenimenti sportivi, che si sono intrecciati con la grande storia. Ai mondiali di calcio svoltisi in Gran Bretagna nel 1966, lItalia venne eliminata al primo turno dalla Corea del Nord. Ripercorriamo quella vicenda, gettando uno sguardo sul passato e sul presente di quel lontano paese. Il vertice ONU di Copenhagen sta cercando di trovare un accordo politico tra tutti i paesi del mondo, per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Presentiamo un libro ed un movimento di opinione, che si propongono di cambiare lo stile di vita, in nome del rispetto dellambiente. Il movimento, nato in Inghilterra, si chiama Transition e vuole appunto portare le persone a muoversi verso un diverso atteggiamento nei confronti delleconomia, dellalimentazione e del onsumo di energia. Il fondatore del gruppo è lo scienziato e pubblicista Rob Hopkins, il suo libro, pubblicato da Arianna, del gruppo Macro, si intitola Manuale Pratico della TRANSIZIONE, Dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali. Ne parliamo con Hellen Bergmann, responsabile di Transition Italia. Sul tema segnaliamo anche: Tutti per la terra, AAVV 2009, Macro Junior, La nuova era glaciale, Robert Felix, 2009, Macro Cambiamenti climatici e strategie di adattamento in Italia. Una valutazione economica, AAVV 2008, Il Mulino,Cosa possiamo fare per il riscaldamento globale" David King,Codice Edizioni "Riscaldamento globale", Mark Maslin Codice Edizioni, Il mal sano, Serres Michel, 2009, Il Nuovo Melangolo,La rivolta di Gaia, Lovelock James, 2006, Rizzoli, una scomoda verità, Gore Al, 2008, Rizzoli, Che fare, Daniel Combendit, 2009, Nutrimenti. Come cambia dal punto di vista sociale e paesaggistico Roma, la capitale dItalia? Prova a rispondere lo scrittore e giornalista Andrea Carraro, autore di un reportage narrativo intitolato Da Roma a Roma e appena pubblicato da Ediesse. Il testo è in libreria per ora solo nel Lazio e può essere comprato sul sito www.ediesseonline.it Per vedere come anche la poesia contemporanea descriva i mutamenti della capitale, presentiamo "Suburra", raccolta di testi lirici e teatrali di Giulio Marzaioli, Giulio Perrone Editore. Intervista di Giancarlo Rossi. Sul tema segnaliamo anche: Borgo, Storia irriguardosa del XIV rione di Roma Mariotti Bianchi Umberto, 2009, Edilazio, Fare l'amore a Roma. Passeggiate nella storia sociale della città eterna Fabiani Barbara, 2009, Infinito, Gente e luoghi del municipio Roma XVII. Borgo, Prati, Della Vittoria, Trionfale 2009, Palombi & Partner, Roma è come Asmara Pompeo Rossella, 2009, Zona, Roma esoterica Spoto Salvatore, 2009, Newton Compton, Roma senza fissa dimora Del Grande Gabriele, 2009, Infinito, La rovina romana, Fotia Carmine , Gaffi
La ventesima Olimpiade, quella di Monaco di Baviera del 1972, fu la prima ospitata dalla Germania, dopo quella segnata dalla propaganda nazista del 1936. I giochi furono sconvolti dalla strage di 9 atleti israeliani, compiuta da un commando di terroristi palestinesi. Rievochiamo quellepisodio con un piccolo documentario radiofonico, che è il primo di una serie, che proseguirà nelle prossime settimane. Sullargomento segnaliamo: di Simon Reeve, Un giorno, in settembre, Monaco 1972 un massacro alle Olimpiadi edizioni Bompiani. Proponiamo ora un punto di vista storicopolitico sul conflitto israelopalestinese. Dare un giudizio super partes su una guerra, che va avanti di fatto dagli anni 20 dello scorso secolo è molto difficile, se non impossibile. Giornalisti e storici scelgono inevitabilmente le ragioni e dunque anche i torti, di uno dei due contendenti.Vi proponiamo un autore israeliano, che però ha scelto di criticare il suo paese. E una raccolta di saggi, si intitola "Israel and Palestine" e lautore è Avi Shlaim, docente in Gran Bretagna, dove ha deciso di trasferirsi. L'editore del testo, pubblicato per ora solo nel mondo anglosassone, è Verso. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Sullargomento segnaliamo anche Breve storia di Israele, Wright Addison G.; Murphy Roland E.; Fitzmyer Joseph A., 2009, Queriniana, Israele Palestina. Pace o guerra santa. Dallo smantellamento delle colonie al trionfo delle destre, Vargas Llosa Mario, 2009, Libri Scheiwiller, Geopolitica del conflitto arabo israeliano palestinese. Spazi, fattori e culture Codovini Giovanni, 2009, Mondadori Bruno Al di la del fatto che spesso tanti italiani abbiano una mentalità che si potrebbe definire mafiosa, nel senso che preferiscono chiedere raccomandazioni al potente di turno o cercare accordi sotto banco, piuttosto che rispettare le regole, il nostro paese deve confrontarsi da quasi un secolo con il grave problema della criminalità organizzata. Esiste una piovra, che traffica armi, droga, rifiuti tossici, schiavi, e che ha purtroppo legami con il mondo legale, perché ricicla, pulisce il suo denaro nelle banche, dove anche i comuni cittadini mettono i loro risparmi, e poi perché ha rapporti con la politica. Libri, siti internet, film su questo cancro, ne escono tantissimi ogni anno, ma a quanto pare, senza incidere molto sulla sua solidità. Dal 3 dicembre è in libreria un romanzo intitolato The father, dedicato ad un immaginario padre di Cosa Nostra, la cui figura è ricalcata su quelle dei padrini, che negli anni 20 del 900 fondarono la moderna mafia. Il testo, edito da Newton Compton, racconta anche, grazie ad alcuni documenti desecretati dagli Stati Uniti, la vera storia dellaffondamento del transatlantico Normandie. Lautore è il giornalista Vito Bruschini, direttore di Global Press e di Quartierionline.it. Sul tema ricordiamo anche: L'altro fronte del porto, Arcuri Camillo, 2009, Mursia (Gruppo Editoriale), Il Dio dei mafiosi, Cavadi Augusto, 2009, San Paolo Edizioni, Donnie Brasco. La mia battaglia contro la mafia americana, Pistone Joseph, 2009, Mondatori, Fuori dal comune. Lo scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose, Mete Vittorio, 2009, Bonanno, Il Gotha di Cosa Nostra. La mafia del dopo Provenzano nello scacchiere internazionale del crimine, Morosini Piergiorgio, 2009, Rubbettino, Io che da morto vi parlo. Passioni, delusioni, suicidio del professor Adolfo Parmaliana, Caruso Alfio, 2009, Longanesi, Il libro che la mafia non ti farebbe mai leggere. Oltre il muro dell'omertà, Ceruso Vincenzo, 2009, Newton Compton e The Sixth Family, Vito Rizzuto e il collasso della mafia americana, Adrian Humphreys e Lee Lamothe, 2009, Armando Curcio
E stato presentato anche questanno il rapporto CENSIS-UCSI, su come gli italiani interagiscono con i mezzi di informazione. Il titolo già esplicativo del dossier è: ''I media tra crisi e metamorfosi''. Da un lato diminuiscono ancora i lettori di giornali, dallaltro internet fa un passo avanti. Sempre fortissima la televisione. Il rapporto è pubblicato in volume da Franco Angeli. Ne parliamo con il direttore del CENSIS Giuseppe Roma. Sul tema segnaliamo anche: Rete Italia La Tv e i nuovi scenari della comunicazione, intervista a Corrado Calabrò, garante della concorrenza del sistema delle comunicazioni, edizioni Rubbettino., La Televisione digitale Di Francesco Siliato, 2009, Maggioli Editore, Televisioni di Enrico Menduni, Il Mulino, La piovra Rai, Sprechi, vizi e privilegi della televisione di Stato Di Dennise Pardo, 2009, Bompiani, L'anomalia, Televisione. Il monopolio del potere da Mussolini al digitale terrestre di Manlio Cammarata, 2009, Iacobelli, La Outfoxed, La guerra mediatica di Rupert Murdoch Di Robert Greenwald, 2007, Casini, Apocalypse Murdoch, Storia e leggenda del padrone di Sky Di Glauco Benigni, 2003, Cooper e Antenna proibita, di Pierluigi Vito, Edizioni Zona. Il programma prosegue, approfondendo il tema del rapporto tra media e cultura e la diffusione dei media e delle pagine culturali. Posto che i media dovrebbero avere un ruolo positivo; dovrebbero informare, educare e divertire, come diceva il fondatore della BBC, ci chiediamo quanta e quale cultura cè sui nostri media. Parlare ad esempio come ha fatto questa settimana il direttore del centro studi di Confindustria Guidi, di declino italiano Dicendo che i giovani devono studiare seriamente le lingue straniere e prepararsi ad andare allestero, perché ormai la produzione è multilocalizzata, è fare cultura? Meritano queste affermazioni un dibattito sulle pagine culturali dei giornali e negli spazi culturali di radio e televisione? Ne parliamo con il collega del Gr1 Giorgio Zanchini, che ha appena pubblicato per Carocci il testo Il giornalismo culturale, una storia molto documentata di come si fa cultura sui media in Italia e nei principali paesi europei. Lincancellabilità di quanto viene scritto su internet è il tema del saggio "Delete", appena pubblicato da Princeton University Press, il cui autore è Viktor Mayer-Schoenberger, docente di teorie delle comunicazioni all'università di Singapore. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha appena terminato il suo viaggio in Cina e Giappone. In meno di un anno di presidenza Obama ha già visitato 20 paesi, lanciando appelli molto forti alla cooperazione internazionale, che hanno fatto dimenticare la politica unilaterale del suo predecessore Bush. Pochi però i risultati concreti finora sulle sfide di pace, disarmo, lotta alla fame e allinquinamento. Quali saranno gli scenari del futuro? Prova a rispondere, sulla base delle tradizionali categorie del pensiero economico europeo, antiliberista, il saggio "L'Occident malade de l'Occident" pubblicato in Francia da Fayard. Gli autori sono Martine Bulard, giornalista del mensile "Le Monde diplomatique" e Jack Dion, direttore del settimanale "Marianne". Giancarlo Rossi ha intervistato Martine Bulard. Anche tanti politici, ministri, banchieri, manager e giornalisti italiani partecipano ogni anno agli incontri del Bilderberg Group, un circolo esclusivo e segreto, che mette intorno ad un tavolo i potenti della terra, per discutere riservatamente dei problemi economici e politici internazionali. Cè qualcosa di male, al di là della mancanza di trasparenza, che certo da fastidio, ma non è di per se un crimine? È convinto di si, il giornalista russocanadese Daniel Estulin, autore del saggio Il Club Bilderberg: La storia segreta dei padroni del mondo edizioni Arianna, una costola del gruppo Macro. Estulin da anni cerca di raccogliere informazioni sui meeting del Bilderberg e ritiene che il vero scopo di questo club sia quello di costruire una rete di affari, che possa controllare tutti i governi nazionali. Estulin presenta in questi giorni il suo libro in alcune città italiane; il calendario è disponibile sul sito: www.macroedizioni.it. Lo abbiamo sentito in anteprima. Ai militari comuni della seconda guerra mondiale, deportati in massa nei lager nazisti, che opposero una resistenza passiva ai tedeschi, rifiutandosi di arruolarsi nelle truppe fasciste, è dedicata una raccolta di lettere e diari, appena pubblicata da Einaudi. Si tratta di unedizione critica, che aggiunge molto alla ricerca storica su questo periodo, perché finora erano disponibili molti diari e racconti di memorie, ma non delle testimonianze in presa diretta. Il libro si intitola:Gli internati militari italiani, Diari e lettere dai lager nazisti, 1943 1945. Gli autori sono Mario Avagliano e Marco Palmieri. Sentiamo Avagliano, giornalista e ricercatore free lance. Sul tema segnaliamo anche:Prigionieri tedeschi nei campi alleati in Europa dopo la seconda guerra mondiale Bacque James, 2009, Mursia (Gruppo Editoriale) e Internati militari nei lager nazisti 2009, Polistampa Uno dei piu famosi di questi reduci, resistenti, fu Giovannino Guareschi. Scomparso a 60 anni nel 1968, fu uno dei piu bravi umoristi del 900. Allo scrittore i figli Alberto e Carlotta hanno dedicato questanno una biografia, Il testo si intitola Giovannino nostro babbo ed è pubblicato da Rizzoli. Abbiamo sentito Alberto Guareschi. Ascoltiamo anche la voce, in un messaggio pubblicato in rete, di Giuliano Guareschi, figlio illegittimo di Giovannino, che nel 2009 si è visto riconoscere dal tribunale il diritto di portare il cognome di Guareschi. Il libro di memorie di Giuliano Guareschi, pubblicato da Diabasis si intitola Una vita per mio padre.
«La vita di Maurizio Valenzi è un magnifico esempio di italianità, di attaccamento a ideali di pace, di giustizia e di progresso sociale, nel segno della democrazia e della Costituzione, e di politica vissuta senza odii e senza fanatismi (come dovrebbe essere vissuta da tutti in un paese civile)». Si conclude così la prefazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al volume Maurizio Valenzi. Testimonianze per una vita straordinaria, edito dalla Tullio Pironti Editore, e curato dalla figlia Lucia Valenzi, docente di storia contemporanea allUniversità di Napoli, e dal giornalista Roberto Race. Valenzi, primo sindaco comunista di Napoli, dal 75 all83, antifascista, intellettuale e pittore, era nato il 16 novembre 1909 a Tunisi ed è mancato il 23 giugno, a pochi mesi dal suo centesimo compleanno. In questo speciale, dopo il ricordo di Lucia Valenzi, ascoltiamo unintervista inedita al politico scomparso, registrata nel 2000, in occasione del centenario di un altro grande napoletano: Eduardo De Filippo. Bibliografia [ Maurizio Valenzi, Gargano P (a cura di) Confesso che mi sono divertito, Pironti, 2007 Valenzi Maurizio, Cerchia Gianni(a cura di) Maurizio Valenzi,la vita avventurosa di un uomo mite, prefazione a cura di Antonio Bassolino, introduzione a cura di Giuseppe Galasso, L'Articolo, 2005 Valenzi Maurizio, Il segno racconta, prefazione di Giorgio Napolitano, Associazione Culturale "Il Corvo", 2006 Valenzi Maurizio, Gargano Pietro(a cura di) C'è Togliatti! Napoli 1944. I primi mesi di Togliatti in Italia, Sellerio editore, Palermo, 1995 Valenzi Maurizio, Sindaco a Napoli, intervista di Massimo Ghiara, Editori Riuniti, 1978 Wanderlingh Attilio, Maurizio Valenzi. Un romanzo civile, presentazione di Nilde Iotti, Edizioni Sintesi, 1988 Valenzi Lucia (a cura di), Italiani e antifascisti in Tunisia negli anni Trenta. Percorsi di una difficile identità, Liguori Editore, Napoli, 2008 I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie. Rinaldi Giovanni, 2009, Ediesse Valenzi Maurizio, Une mèmoire locale. Naples et son maire, PUF - Presses Universitaires de France, Parigi, 1980 Sebag Paul, Communistes de Tunisie. 1939-1943, L'Harmattan, Parigi, 2001
In questo speciale, uno dei 5 che abbiamo dedicato allimpegno sociale di Eduardo De Filippo nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa , ascolteremo la testimonianza di Regina Bianchi, una delle attrici, che piu hanno conosciuto il maestro. Nata a Lecce nel 1921, figlia di due grandi attori napoletani, che avevano lavorato con Eduardo Scarpetta, padre naturale di Eduardo De Filippo, Regina Bianchi esordisce molto giovane e già a 18 anni lavora con Eduardo e i suoi fratelli. Regina Bianchi è la Filumena e la Amalia del teatro televisivo di Eduardo, che tutti gli italiani hanno conosciuto negli anni 60. Ricordiamo che allattrice è dedicato un libro scritto da Barbara Bulzonì, il titolo è Regina Bianchi, Regina del palcoscenico, Roma, Edizioni Universitarie Romane, 2008.
Un altro speciale dedicato al venticinquesimo anniversario della scomparsa di Eduardo De Filippo e al suo rapporto con la politica, culminato con la nomina a senatore a vita. E proprio questa nomina è loggetto di questa puntata. Il 26 settembre 1981 Eduardo alletà di 81 anni ottiene quello che con un termine tecnico si chiama il Laticlavio, la nomina a senatore a vita. A conferirgli il titolo è il presidente Sandro Pertini, di poco piu vecchio dellartista napoletano. Ascolteremo anzitutto lopinione di uno dei successori di Pertini al Quirinale, Oscar Luigi Scalfaro, capo dello Stato dal 92 al 99, in unintervista registrata nel 2000. Nella seconda parte del programma, ascolteremo una rassegna stampa del 27 settembre 81, il giorno in cui esce la notizia di Eduardo Senatore.
Nel secondo degli speciali dedicati al rapporto tra Eduardo De Filippo e la politica, nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 31 ottobre 1984, ci occupiamo delle commedie, delle poesie e degli interventi pubblici, che hanno impegnato il maestro dagli anni 60 alla morte. Dopo unintervista introduttiva al premio Nobel per la letteratura Dario Fo, ci fa da guida il professor Ferruccio Marotti, docente di storia del teatro allUniversità La Sapienza di Roma e direttore del Centro Teatro Ateneo, un laboratorio teatrale, che ha ospitato nel 1980 un ciclo di lezioni tenute da Eduardo De Filippo. Tra le ultime opere del professor Marotti segnaliamo: Studi e note sullestetica della scena moderna Bulzoni. Nel programma anche interviste a tanti testimoni diretti dellimpegno civile di Eduardo. Bibliografia di Eduardo De Filippo Teatro. Cantata dei giorni pari, Edizione critica e commentata a cura di Nicola De Blasi e Paola Quarenghi, Milano, Mondadori (I Meridiani) 2000 Teatro. Cantata dei giorni dispari, tomo I, Edizione critica e commentata a cura di Nicola De Blasi e Paola Quarenghi, Milano, Mondadori (I Meridiani) 2005 Teatro. Cantata dei giorni dispari, tomo II, Edizione critica e commentata a cura di Nicola De Blasi e Paola Quarenghi, Milano, Mondadori (I Meridiani) 2007 Cantata dei giorni dispari (3 volumi), ( Einaudi,Torino,1995) Poesie:"Eduardo De Filippo,Le poesie, Einaudi, Collana: ET Poesia, 2005" Bibliografia su Eduardo De Filippo: «Cantate mute». Eduardo e Pirandello fra teatro e psicoanalisi Bulzoni Barbara, 2009, Edizioni Univ. Romane Via di Eduardo Giammusso Maurizio, 2009, Minimumfax Sabato domenica e lunedì. Eduardo de Filippo teatro, vita, copione e palcoscenico 2009, Bulzoni Eduardo, Fo e l'attore-autore del Novecento Barsotti Anna, 2007, Bulzoni Parole mbrugliate. Parole vere per Eduardo Pozzi Emilio, 2007, Bulzoni Tempeste. Eduardo incontra Shakespeare Leonardi Angela, 2007, Colonnese Pirandello nel teatro di Eduardo Marotta Antonella, 2006, Bastogi Editrice Italiana Eduardo De Filippo. Atti del Convegno (Roma, 9 novembre 2004) 2005, Rubbettino Eduardo De Filippo scrittore 2004, Dante & Descartes Eduardo dietro le quinte. Un capocomico-impresario attraverso cinquant'anni di storia, censura e sovvenzioni (1920-1970) Procino Santarelli Maria, 2003, Bulzoni La figura della donna nel teatro di Eduardo de Filippo De Miro D'Ajeta Barbara, 2002, Liguori Eduardo. Con CD-ROM 2001, RAI-ERI In casa Cupiello. Eduardo critico del populismo Puglisi Angelo, 2001, Donzelli Si cucine cumme vogli'i'... La cucina povera di Eduardo De Filippo raccontata dalla moglie Isabella Quarantotti De Filippo Isabella, 2001, Guido Tommasi Editore-Datanova Con Eduardo. Diario Gargiulo Giuliana, 2000, Colonnese Eduardo Frascani Federico, 2000, Guida Eduardo. L'arte del teatro in televisione. Con CD-ROM 2000, RAI-ERI lacrime di Filumena. Quattro lezioni su Le lacrime di Filumena. Quattro lezioni su Eduardo Libero Luciana, 2000, Guida Il cattivo Eduardo. Un artista troppo amato e troppo odiato Moscati Italo, 1998, Marsilio
In questo speciale, in occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa di Eduardo De Filippo, avvenuta il 31 ottobre 1984, cerchiamo di ripercorrere con alcuni sonori delle sue commedie, presi dagli archivi della RAI, e con lintervento di studiosi ed amici di Eduardo, il percorso artistico e soprattutto civile del maestro. Da smpre impegnato nella società e nella politica, Eduardo venne nomiato Seantore a vita dal presidente Pertini il 26 settembre 1981. In questo primo speciale ci concentriamo sulla prima metà dellopera eduardiana, quella che attraversa gli anni del fascismo, della seconda guerra mondiale e della ricostruzione, anni questi ultimi, segnati nella città di Napoli, dalla figura di Achille Lauro. Ci accompagna il professor Luigi Mascilli Migliorini, docente di storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo allUniversità lOrientale di Napoli e grande conoscitore dell800 e del 900 napoletani. Tra i suoi ultimi lavori segnaliamo: I luoghi della storia, Sellino, LItalia dellItalia, Le Lettere e Napoleone, Salerno.
E passato quasi un anno dallelezione alla casa bianca di Barack Obama e già 10 mesi sono passati dal suo insediamento. La campagna elettorale è stata incentrata sugli slogan del cambiamento e della partecipazione, rispetto agli 8 anni di Bush, ma anche rispetto a tutto il periodo precedente degli anni 80 e 90. Obama ha messo in cantiere tante riforme interne ed una nuova politica estera, ma cosa è davvero cambiato finora soprattutto tra gli americani? E questo il tema dellultimo libro di Maurizio Molinari, corrispondente dagli Stati Uniti del quotidiano La Stampa. Il testo, uscito presso Laterza si intitola:Il paese di Obama, comè cambiata lAmerica, ed è composto da una serie di interviste e reportage sulla società americana, sulle diverse etnie, religioni, classi che la compongono e su come si stanno rapportando alla presidenza obama.Sul tema ricordiamo anche:Barack e Michelle Obama, Doppia intervista Di Mariana Cook, Nottetempo, Barack Obama, Storia di un trionfo Di Michele Paris, Boopen, Michelle Obama, First Lady della speranza Di Elizabeth Lightfoot, Nutrimenti, eI sogni di mio padre (nuova edizione) di Baraci Obama, Nutrimenti. Una provocazione sulla storia del Risorgimento italiano è lanciata dal giornalista, grande divulgatore di storia, Arrigo Petacco, nel suo: Il regno del Nord, 1859: il sogno di Cavour infranto da Garibaldi, edito da Mondadori. Petacco racconta come nei documenti diplomatici del Regno di Sardegna, ci fosse un progetto concordato con la Francia, di dar vita ad una federazione di tre grandi stati italiani. Il progetto sfuma, per laccordo con lAustria, che segue la cruenta battaglia di Solferino, e soprattutto per la spedizione dei mille. Su tutto un grande complotto massonico, addirittura lo scontro fu tra due diverse obbedienze di grembiule e cazzuola. Sul tema segnaliamo anche:Il crinale dei crinali. La battaglia di Solferino e San Martino, Franco angeli, Laltro crinale, Solferino, vista dagli austriaci, franco angeli, Il risorgimento italiano di Alberto Banti, Laterza e Massoneria, carboneria ed altre società segrete nella storia del risorgimento di Oreste Dito, Pineta. Una delle figure più singolari della letteratura italiana contemporanea è Franco Arminio, scrittore e "paesologo" termine da lui inventato, dell'Irpinia. Le sue opere descrivono la realtà del suo piccolo paese, Bisaccia. Le ultime sono "Nevica e ho le prove", editore Laterza e "Poeta con famiglia", pubblicato dalle edizioni d'If. Giancarlo Rossi lo ha intervistato sulla poesia e la prosa, per cosi dire, del vivere in provincia.
Il voto esercitato dallelettore in pubblico, davanti agli scrutatori, non fu per lItalia uninvenzione del fascismo, anzi nell800 era spesso una prassi. Ma quando è stata introdotta nei vari paesi democratici la cabina elettorale e chi lha inventata? A queste domande e alle prospettive del voto su internet risponde il saggio "Les secrets de l'isoloir", "I segreti della cabina elettorale" di Alain Garrigou, docente di scienze politiche all'università di Parigi X Nanterre, pubblicato in Francia da Thierry Magnier. In Italia da alcuni anni, grazie alla bravura di tanti scrittori e giornalisti, come Piero Colaprico, Danila Comastri Montanari, Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri, il libro giallo ha lasciato il mondo della fantasia ed ha incontrato le storie vere dei misteri e dei delitti, che hanno segnato la vita sociale e politica del nostro paese. Questi scrittori, su invito dellistituto italiano di cultura di Pechino, hanno raggiunto la capitale cinese, dove dal 13 al 18 ottobre si sono incontrati con scrittori locali, che come loro cercano di raccontare la realtà del loro paese, tra essi il piu famoso in Italia è Jiu Xiaolong, le cui opere sono pubblicate da Marsilio. Il Convegno, primo di questo genere, si intitola Noir, Mistero e Gialli. Il focus si apre con unintervista introduttiva sulla letteratura cinese dei nostri giorni alla professoressa Nicoletta Pesaro, traduttrice di alcuni scrittori cinesi, e direttrice del corso per traduttori ed interpreti dellUniversità Ca Foscari a Treviso. La Pesaro è tra gli autori del terzo volume della storia della Cina, appena pubblicato da Einaudi ed intitolato:Verso la modernità. Sentiamo poi la presentazione del convegno nelle parole dellorganizzatrice: Barbara Alighiero, direttore dellIstituto di cultura di Pechino. Seguono le interviste a due autori cinesi: la scrittrice Feng Hua, le cui opere sono tradotte per le lingue europee, in francese, e lo scrittore, docente di diritto e magistrato He Jiahong, che ha pubblicato con Mursia il romanzo:La donna pazza. Per gli ospiti italiani, sentiamo lo scrittore e giudice di Corte dAssise, Giancarlo De Cataldo, autore di romanzi di grande successo, testi teatrali e sceneggiature cinematografiche. Informazioni sugli autori e alcuni racconti inediti sono scaricabili dal sito: www.iicpechino.esteri.it al link del mensile bilingue Ciao.
In Italia ci sono, dati del 2007, 7 milioni e mezzo di poveri, il 12,8 percento della popolazione. Lultimo dato, reso noto in questi giorni, sul tema della povertà, è stato pubblicato dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dice che sempre nel 2007, circa un milione e mezzo di italiani hanno chiesto un pacco di generi alimentari ai piu di 7mila centri, che partecipavano alle cosiddette collette del Banco alimentare, senza considerare altre iniziative analoghe. La povertà, dopo essere diminuita dagli anni 50 in avanti, è rimasta stabile dal 2000 in poi. Questi dati stridono con altri, che ci parlano di unItalia, in cui il consumo di beni di lusso è in continuo aumento. Cerchiamo di capire qualcosa di piu su questi dati con il professor Antonio Schizzerotto, docente di Sociologia allluniversità di Trento ed autore per Il Mulino, insieme a Chiara Saraceno ed Andrea Brandolini del libro Dimensione della disuguaglianza, povertà, salute e casa. Sul tema ricordiamo anche alcuni altri titoli, usciti di recente. I nuovi poveri di Giampiero Beltolto, Piemme, Poverta provvisorie di Remo Siza, franco angeli, Diseguaglianza, povertà e politiche pubbliche, di Massim oBaldini e Stefano Toso Il Mulino. Il 14 novembre nellambito del Torino Film Festival, viene presentata la sceneggiatura di un film tratto dal romanzo storico La via dei lupi, di Carlo Grande, edizioni Ponte alle Grazie. Si scrivono e si ascoltano storie per tranquillizzarci, come i bambini prima di abbandonarsi alla notte, prima del buio, che per noi adulti è il Grande Buio, il Grande Sonno. Ecco a cosa servono le parole: Le parole sono vento, ma spingono la barca della vita; cercano di darle un senso; quelle giuste ci riescono. Questo scrive Carlo Grande, giornalista del quotidiano La Stampa, per anni cronista in varie redazioni, direttore di Italia Nostra, ora alle pagine culturali del quotidiano torinese. La via dei lupi è la storia, di cui ci sono tracce in documenti medievali italiani e francesi, di Francois de Bardonnèche, un nobile piemontese, di lingua e cultura occitaniche, vissuto nel 300. François era alleato fedele e strategico di un principe transalpino più giovane di lui, che gli seduce la figlia e cerca di togliergli il controllo di valichi importantissimi, che conducono alla Francia. Francois scatena una ribellione, combatte, viene imprigionato due volte, evade, ma deve riparare nei boschi, che coprono le montagne di bardonecchia. Per anni vive come un profugo e finisce i suoi giorni in modo tragico. Sul libro, sul film, che sta per nascere, sul lavoro di giornalista e di scrittore, abbiamo sentito lautore. Nel programma anche unintervista, sul film che sta per nascere, a Steve Della casa, critico e Presidente della Piemonte film Commission. Gli altri libri di Carlo Grande sono:La cavalcata selvaggia, Tea, Padri, storie di maschi perplessi, Ponte alle Grazie e Terre alte, Ponte alle grazie.
Germania e Francia hanno invertito la rotta rispetto alla crisi, lo stesso stanno per fare gli Stati Uniti e anche lItalia dovrebbe chiudere il 2009 con un leggero miglioramento dei conti, che restano comunque in passivo. Daltro canto il G20 ha incaricato il Financial Stability Forum di redigere nuove linee guida per la trasparenza dei mercati. Sentiamo l'economista francese Frédéric Lordon, ricercatore presso il Cnrs, scettico su questa ripresa dautunno e su queste bozze di regolamenti, nel suo saggio:"Une crise de trop", "Una crisi di troppo", edito in Francia da Fayard. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Nel 1960 Carlo Lizzani girò Il gobbo, pellicola dedicata alla vita di Giuseppe Albano, un personaggio a metà tra la malavita e la resistenza al fascismo, un calabrese classe 1927, arrivato a Roma a 14 anni e ucciso in circostanze poco chiare il 16 gennaio del 1945 in uno dei quartieri ricchi della capitale: i prati. Secondo alcune testimonianze Albano rifiutò di partecipare ad un complotto organizzato da ambienti monarchici, per far ricadere la colpa di alcuni attentati, che avrebbe dovuto compiere, sugli ambienti partigiani. La storia di Albano è raccontata dal giornalista di Calabria Ora Bruno Gemelli nel libro:Il gobbo del Quarticciolo, edizioni Città del sole. Intervista con lautore. Sul tema segnaliamo anche il testo dell88: Il re, Togliatti e il gobbo: 1944, la prima trama eversiva, Odradek. La storia di Albano è uno dei capitoli del volume Roma criminale, Newton Compton del giornalista e studioso Cristiano Armati. Nel libro si raccontano le storie di cronaca nera vissute nella capitale dal delitto Matteotti ai giorni nostri. Intervista con lautore. Sullargomento segnaliamo anche la raccolta di racconti;:Crimina romana di Gianluca Arrighi, Gaffi.
In questo numero speciale ascoltiamo laudio di alcune parti di un convegno, ospitato dal Prix Italia a Torino il 24 settembre 2009 ed organizzato dallAssociazione Infocivica e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Il titolo è_: E possibile una tv pubblica europea? Docenti universitari e giornalisti si confrontano sul futuro di aziende di servizio, che hanno assicurato in passato lo sviluppo sociale e culturale della cittadinanza di tanti paesi, ma che ora devono affrontare una situazione, in cui i cittadini utenti hanno richieste di programmi di informazione ed intrattenimento sempre piu settoriali, pur continuando ad esigere un livello accettabile di qualità. I temi specifici sono: la ridefinizione della missione dei media di servizio pubblico nellera del Web, tra Youtube e Google, gli effetti delle misure prese in Francia e in Spagna di soppressione della pubblicità sulle tv pubbliche e la recente raccomandazione della Commissione sugli aiuti di Stato al servizio pubblico. Dopo unintervista introduttiva col Segretario di Infocivica Bruno Somalvico, nella prima parte del programma ascoltiamo i saluti introduttivi di Giovanna Milella, direttore del Prix Italia, di Matteo Fornara (Rappresentanza Commissione Europea in Italia), di Gerardo Mombelli (Vicepresidente di Infocivica e di Alessandra Paradisi, Segretario del Copeam). Nella seconda parte, moderati dallex-Direttore dellAnsa Giampiero Gramaglia, ascoltiamo le relazioni dei professori: Giuseppe Richeri (docente di Strategia dei Media allUniversità della Svizzera Italiana di Lugano), Uwe Hasebrinck (Presidente dellIstituto di ricerca sui Media dellUniversità di Amburgo), Pierre Musso (docente di Scienze della comunicazione allUniversità di Reims), Enrique Bustamante (docente di Comunicazione audiovisiva e pubblicità allUniversità di Madrid), Francisco Rui Càdima (docente di Scienze delle comunicazioni allUniversità di Lisbona) , Beata Klinkiewicz (docente di Giornalismo e comunicazioni allUniversità di Cracovia), Philip Schlesinger ( docente di Politica culturale allUniversità di Glasgow), Francosi Reveillon (segretario UER), Enrico Menduni (docente di teoria delle comunicazioni allUniversità di Roma3).
Il 27 settembre il paese piu popolato e la prima economia dEuropa, la Germania, va al voto, per eleggere il nuovo parlamento, che indicherà poi il nuovo esecutivo. Dal 2005 la Germania è stata guidata da una cosiddetta grosse coalition, unalleanza tra i due principali partiti: CDU, il partito popolare tedesco, e SPD, il partito socialista democratico. Era già successo una volta allinizio degli anni 70. A guidare il governo in questi ultimi 4 anni è stata Angela Merkel, presidente della CDU, prima donna cancelliere, tanto che per lei si è creato il termine kanzlerin, cancelliera. E a lei, che dedichiamo la prima parte della nostra trasmissione. Ci aiuta Veronica De Romanis, economista, per anni consulente del ministero dellEconomia, ora ricercatrice indipendente. La De Romanis è autrice de Il metodo Merkel, il pragmatismo alla guida dellEuropa, edizioni Marsilio. I sondaggi preelettorali, pur confermando la predominanza dei due partiti, intorno a cui hanno sempre ruotato le alleanze di governo, parlano di un aumento dellastensionismo e di una probabile affermazione della Linke, il partito che ha raccolto tutti i movimenti della sinistra critica. Nella seconda parte del programma cerchiamo di vedere come la letteratura della germania di oggi racconta i disagi dei cittadini tedeschi, a cui la politica cerca di rispondere, proprio a partire dalla cosiddetta ostalgie, la nostalgia del passato che colpisce i cittadini dei tre land dellest. Sentiamo la professoressa Anna Chiarloni, docente di letteratura tedesca allUniversità di Torino, curatrice per Franco Angeli del volume Oltre il muro, Berlino e i linguaggi della riunificazione. Tra i titoli e gli autori segnalati nellintervista ricordiamo, per i romanzi:I berlinesi di Sven Regener, Elliot, di Ingo Schulze, gli ultimi testi usciti in Italia sono Adam ed Evelyn e Bolero berlinese, Feltrinelli, di Friedrich Delius Ritratto della madre da giovane, Archinto, , per i saggi: La misura del mondo di Daniel Kehlmann, Feltrinelli, Leggere il tempo nello spazio, saggi di storia e geopolitica, di Karl Schlögel, Mondadori e Hammerstein, una storia tedesca, di Hans Magnus Enzensberger, Einaudi.
Il 17 luglio è scomparso, alletà di 92 anni, il giornalista americano Walter Kronkite. Conduttore del Tg serale della CBS dal 62 all81, ha descritto e commentato i principali eventi della storia e della cronaca dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri, prima come inviato di varie agenzie di stampa, poi con la televisione, infine con una rubrica su un quotidiano. Ripercorriamo la sua vita e il suo insegnamento, riascoltando i momenti piu significativi delle sue cronache. Nella nostra trasmissione parliamo spesso di storia, soprattutto di storia politica, specie quando si intreccia con la storia giudiziaria e con i grandi casi di politica internazionale. Si tratta di questioni centrali per la democrazia, perché si tratta di sapere se e quando la violenza, la ragion di Stato, la corruzzione abbiano condizionato la storia, ma si tratta di questioni molto difficili da dipanare, per la difficoltà di districarsi tra le fonti: testimonianze, spesso contraddittorie, e documenti darchivio scarsi o inaccessibili. Su quanto sia difficile scrivere di grandi questioni di storia ed attualità, senza fare romanzi o propaganda, ma volendo appunto essere scientifici, si esercita Aldo Giannuli, ricercatore di Storia Contemporanea presso lUniversità degli Studi di Milano, nel suo ultimo saggio intitolato "L'abuso pubblico della storia" edizioni Guanda. Lintervista è di Giancarlo Rossi. 2 luglio 1955, Marina di Pietrasanta, litorale di Viareggio, Renato Carosone è ospite donore di un locale che apre per la prima volta, si chiama La Bussola, un nome che resterà nella storia della musica italiana, ma anche della televisione, della società, persino purtroppo della cronaca nera. La Bussola era un padiglione affacciato sul mare della Versilia, che poteva ospitare fino a 1500 persone. Era un po night, un po bar, un po teatro e locale da ballo, qualcosa insomma di nuovo e per molto tempo unico. Dagli anni 50 agli anni 80, La Bussola rappresenta litalia, sia per i cantanti che si esibiscono (dai classici, agli urlatori, fino alla discomusic) sia per il pubblico che li ascolta, dai ricchi veri a quelli per un giorno, provenienti dalla Milano da bere degli anni 80, passando per i jeans dei contestatori del 68. La storia della Bussola è raccontata in due libri da Marco Bernardini, giornalista di Tutto Sport, nipote di Sergio Bernardini, fondatore del locale. I titoli sono: Li abbiamo fatti cantare, Robin e Questa notte non si balla, Cairo Publishing, dedicato ai fatti del 31 dicembre 68, lassalto di Lotta Continua alla Bussola. Intervista con lautore.
Il 31 luglio 1944 scompare nei cieli del Mediterraneo lo scrittore e pilota francese Antoine de Saint-Exupery. Solo nel 2004 vengono ritrovati alcuni resti del suo aereo e solo nel 2008 il pilota tedesco Horst Rippert, messo alle strette da uninchiesta giornalistica, ammette di aver sparato quel giorno ad un aereo dello stesso modello su cui viaggiava Saint-Ex. Lo scrittore Riccardo DAnna ripercorre in un romanzo gli ultimi giorni del padre del Piccolo principe, immaginando che si sia salvato dalla caduta in mare, e che si sia nascosto, come un Mattia Pascal, per realizzare un suo sogno dinfanzia. Il titolo del romanzo è Saint-Ex, leditore Avagliano. Intervista con lautore. Di Saint-Exupery, ricordiamo il cd audio Terres des hommes, edizioni Radio France, con la voce originale dellautore, registrata nel 1939. Segnaliamo inoltre: Memorie della rosa, autobiografia di Consuelo, la moglie dello scrittore, uscita postuma in Francia nel 98 e pubblicata in italia da Barbera e la biografia di Antoine de Saint-Exupery, scritta da Stachy Schiff, Bompiani. In questa trasmissione ci occupiamo spesso di misteri, legati alla storia e alla cronaca, episodi, di cui non si trova la spiegazione, ma sono molti anche i fatti della vita di tutti i giorni, che non si spiegano. Pensiamo a quelle malattie, a quei malesseri, che le medicine non guariscono e che poi passano, quando cambiamo umore, o ai presentimenti di un incontro con un amico o di una disgrazia, le cosiddette coincidenze; capita a volte che un certo avvenimento buono o cattivo, capiti proprio in una data per noi significativa. Ci siamo occupati di come i politici abbiano spesso frequentato questi mondi, in unintervista con Giorgio Galli, disponibile sul nostro sito, ora approfondiamo con un giornalista esperto di questi argomenti, il problema di come districarsi tra le letture e le persone, che oggi davvero in grande quantità ci introducono al paranormale. Parliamo con Giorgio Medail, fondatore nel 72 della rivista Arcana, ora curatore del mensile Totem, che è anche un libro edito da Laris nel 2004.
Giovanni Spadolini nasce a Firenze il 21 giugno 1925, esattamente 8 giorni prima di Giorgio Napolitano, e muore a Roma il 4 agosto 1994. Docente universitario, viene chiamato a dirigere prima il Resto del Carlino e poi il Corriere della Sera. Allontanato per contrasti con leditore, accetta lofferta di Ugo Lamalfa per entrare in parlamento con il Partito Repubblicano. Fu Montanelli, che allora lavorava al Corriere, a far incontrare i due. Spadolini da giovane era simpatizzante del Partito Radicale, prima che fosse guidato da Pannella e poi si era avvicinato ai repubblicani. Del PRI Spadolini diventerà segretario, alla morte di Lamalfa, avvenuta nel 79. Nell81, caduto il governo Forlani, per lo scandalo P2, Spadolini diventa il primo Presidente del Consiglio non democristiano della storia repubblicana. Il suo governo dura un anno e mezzo, un tempo relativamente lungo per quel periodo storico, e alle elezioni dell83 i repubblicani raggiungono il loro massimo storico, superando il 5 percento. Nel 91 è nominato senatore a vita, non per motivi sociali, come avviene in genere per i politici, ma per meriti scientifici, ciòè per la sua attività di storico. Arrivato nel 92 alle soglie del Quirinale, era lui con Scalfaro il candidato, dopo la caduta di Forlani ed Andreotti, Spadolini si ammala di tumore. Nel 94 si propone come candidato super partes alla presidenza del Senato, ma diventa di fatto il candidato del centrosinistra. Alla fine perde per un voto. Analizziamo i vari aspetti dellattività dello statista con alcune persone, che lo hanno conosciuto da vicino: i giornalisti Ugo Magri e Stefano Folli, suoi collaboratori al tempo della presidenza del Consiglio, lo storico del risorgimento Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini, Nuova Antologia, e la dottoressa Roberta Martinelli, curatrice nel 2004 di una mostra di cimeli napoleonici, donati da Spadolini. Bibliografia: Il papato socialista. Milano, Longanesi, 1950. L'opposizione cattolica da Porta Pia al '98. Firenze, Le Monnier, 1954. Il mondo di Giolitti. Firenze, Le Monnier, 1969. Il Tevere più largo. Milano, Longanesi, 1970. Gli uomini che fecero l'Italia. 2 voll., Milano, Longanesi, 1972 (nuova ed. TEA, 1999. L' Italia della ragione: lotta politica e cultura nel Novecento. Firenze, Le Monnier, 1978. Tradizione garibaldina e storia d'Italia. Firenze, Le Monnier, 1982. Italia di Minoranza. Firenze, Le Monnier, 1983. Cattolicesimo e Risorgimento. Firenze, Le Monnier, 1986. A tu per tu, Milano, Tea 1991 In diretta col passato, Milano, Tea 1994 Cultura e politica nel Novecento italiano. Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze, 1994. La mia Firenze - Frammenti dell'età favolosa. Firenze, Le Monnier, 1995. Ascheri, Giacomo. Giovanni Spadolini : prima presidenza laica. Roma, Editalia, 1988. Bagnoli, Paolo (a cura di). Bibliografia degli scritti giornalistici di Giovanni Spadolini, 1948-1994. Firenze, Polistampa, 2004. Bagnoli, Paolo, a cura di. Spadolini e il Corriere della Sera, 1968 1972. Firenze, Polistampa 2009. Ceccuti, Cosimo. Giovanni Spadolini. Roma, La navicella, 1992. Ceccuti, Cosimo (a cura di). Spadolini storico e uomo delle istituzioni : bibliografia degli scritti di storia moderna e contemporanea, degli scritti e discorsi politici, 1990-1994 : con un'appendice di scritti postumi, 1995-1999. Firenze, Le Monnier, 2000. Masoni, Franco. Giovanni Spadolini : storico giornalista statista. Collezione: Quaderni europei. Bellinzona, Casagrande, 1988. Palladino, Francesco. Se il PCI va al governo : interviste con Giorgio Amendola, Giovanni Spadolini, Umberto Agnelli. Milano, Sperling & Kupfer, 1978. Valiani, Leo. Spadolini e la storia dell'Italia contemporanea : quarant'anni di insegnamento e di studi. Grassina, Bagno a Ripoli, Le Monnier, 1994.
Il 20 luglio 1969 luomo raggiunse la luna, realizzando un sogno, che sembrava impossibile e compiendo unimpresa, che anche se passata, sembra proiettata nel futuro, visto che poi per il loro costo troppo alto, i viaggi lunari furono abbandonati dalla NASA. Ci concentriamo su un aspetto di quellevento, che è, per cosi dire, quello della luna vista dallItalia. Ci aiuta il giornalista del Corriere dellaSera Paolo Conti, autore di 1969, tutto in un anno, Laterza, un libro che racconta in 12 capitoli, mese per mese gli eventi di quellanno. Il 69 in Italia fu anche lanno dellapprovazione della legge sul divorzio, degli scioperi e, a dicembre, della bomba di Piazza Fontana. Anche sul piano internazionale si trattò di un anno cruciale: lanno in cui le ultime speranze di un cambiamento pacifico, già messe in discussione dalle violenze del 68, andarono in frantumi. Si tratta di un processo che ritroviamo anche nella musica, che in quel periodo visse lepoca doro del rock, del folk e del pop. Degli aspetti sociali e politici di questa temperie artistica, si occupa il saggio Figli dei fiori figli di Satana, di Ezio Guaitamacchi, edizioni Arcana. Lautore, giornalista e musicista ha conosciuto di persona i protagonisti di quegli anni e li racconta in un reportage avvincente, che include una prefazione di Country Joe McDonald, linventore del fuck cheer, ed unintervista esclusiva a Peter Fonda, protagonista nel 69 del film Easy rider. Per approfondimenti si veda www.jamonline.it Sul tema segnaliamo anche: Destinazione luna. Dal primo sbarco dell'uomo alle future coloniedi Piero Bianucci, Gruppo B, Gli anni della luna. 1950-1972: l'epoca d'oro della corsa allo spazio di Paolo Magionami, Springer Verlag. Sul presunto falso sbarco sulla luna, segnaliamo: Charles T. Hawkins: The Moon Landing Hoax, New York 2004.
In apertura di programma ricordiamo con commozione il collega di Diario Beppe Cremagnani, scomparso improvvisamente. Unintervista con Cremagnani è disponibile nel nostro archivio, con il titolo: Dalla Spagna una lezione di democrazia. Il presidente del Consiglio Berlusconi insiste spesso sul fatto che lottimismo, il non pensare che siamo in crisi, riprendendo a spendere e a consumare, sia un fattore determinante per la ripresa. Negli Stati Uniti il rapporto tra psicologia ed economia è studiato da decenni, in positivo e anche in negativo, come strumento di controllo delle masse. Si intitola "Animal Spirits" l'ultima opera dell'economista statunitense Robert Shiller, scritta con il collega premio Nobel Robert Okun, e pubblicata in Italia da Rizzoli. Nel saggio Shiller, che fu uno dei primi a avvertire dei rischi legati alla bolla del mercato borsistico e immobiliare, parla dell'effetto che le percezioni della gente, quelli che lui chiama gli "spiriti animali", hanno sull'economia. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Di Shiller segnaliamo anche: La crisi dei mutui eEgea e Euforia irrazionale Il Mulino. Parliamo ora di attualità, con un libro che però è anche di intrattenimento, visto che si tratta di un romanzo giallo. Lambientazione è la Bucarest dei giorni nostri e il testo è corredato da molte foto, diventando quasi un reportage giornalistico. Si intitola "Porno bloc", il bloc è il quartiere, lisolato in rumeno, come in altre lingue, leditore è Carmelina Edizioni di Ferrara, gli autori Marco Belli e Lorenzo Mazzoni, Intervista di Giancarlo Rossi con Marco Belli. A partire dal 2004 si sono succeduti i convegni e le cerimonie, per ricordare i 90 anni delle varie battaglie della grande guerra. Il presidente francese Sarkozy, difendendo la memoria di chi aveva disertato, perché arrivato allo stremo delle forze, ha dato un sigillo politico ed istituzionale al giudizio storico ormai condiviso, che indica nella I guerra mondiale una tragedia, che si poteva evitare. Facciamo il punto sulle ultime pubblicazioni uscite in Italia e all'estero, concentrandoci sulla riedizione in Francia dei due cofanetti di cd audio La grande guerre, Editions Radio France e sul classico della storiografia, che è la raccolta di lettere di soldati "Paroles de poilu", curata dallo storico Jeanpièrre Gueno , con Yves Laplume, per le Edizioni Radio France. Altri suggerimenti sono: "La prima guerra mondiale" AAVV, Einaudi, "La prima guerra mondiale" di John Keegan, Carocci, 1918. L'orribile anno della vittoria. Immagini e parole della guerra, della profuganza e dell'occupazione delle province friulane invase 2009, Forum Edizioni, L'azzardo del 1915. Come l'Italia decide la sua guerra Gian Enrico Rusconi, 2009, Il Mulino, Il Carso dimenticato. Le spallate dell'autunno '16. Guida agli itinerari Autori Vari, 2009 Gaspari, Generali vergogna! Le gravi responsabilità dei nostri comandanti a Caporetto Riccardo Rossotto, 2009, IBN, La grande guerra della nazione Italia 2009, Palombi & Partner, La grande guerra delle minoranze. Ladini, mòcheni e cimbri Lorenzo Baratter, 2009, Gaspari. 1918 prigionieri italiani in Emilia. I campi di concentramento per i militari italiani liberati dal nemico alla fine della Grande Guerra Fabio Montella 2008, Il Fiorino.
Il 21 giugno 1963 Giovanni Battista Montini fu eletto Papa e scelse il nome di Paolo VI. Nato in provincia di Brescia nel 1897 da una famiglia altoborghese, fu pontefice dal 63 al 78, 15 anni molto difficili e carichi di svolte, per il mondo e per la Chiesa. Portò a termine il Concilio, introdusse i viaggi allestero del Papa, visitò tutti e 5 i continenti. Iniziò il percorso dellecumenismo, il dialogo con le altre confessioni cristiane e con le altre religioni, introdusse la giornata della pace, segui molto la politica internazionale, promuovendo il confronto tra USA e URSS e segui la politica interna, supportando la Democrazia Cristiana. Su Paolo VI sono stati scritti molti libri, ma mancava una biografia critica. È oggi in libreria Paolo VI, laudacia di un Papa di Andrea Tornielli, vaticanista del Giornale. Grazie a documenti finora inediti lautore mostra le tante sfaccettature della figura di Papa Montini. Contestati tanti luoghi comuni, il Papa del dubbio, il Papa di sinistra. Il programma include anche lo speciale radiofonico realizzato il 6 agosto 2003 in occasione dei 25 anni della morte di Paolo VI, e curato da Francesco Graziani. In studio il giornalista Pio Cerocchi, erano intervenuti al telefono vari ospiti, tra cui lo storico del movimento cattolico Pietro Scoppola, purtroppo scomparso nel 2008, Don Gianni Bajet Bozzo, sacerdote, uomo politico e grande consigliere di Silvio Berlusconi, anchegli scomparso. Sentiremo anche i professori cattolici ed attivi in diversi schieramenti, Rocco Buttiglione ed Alberto Monticone, e poi tanto materiale di archivio, le voci di Paolo VI, di Papa Luciani e di Papa Vojtila, e poi la testimonianza sul Delitto Moro di padre Carlo Cremona, allora già scomparso, voce storica del giornale radio e autore anchegli di un volume su paolo VI, edito da Rusconi.
Sono passati 20 anni dai fatti di Piazza Tien An Men del giugno 89, la repressione da parte dellesercito cinese delle proteste di studenti ed operai, che occupavano la piazza principale di Pechino da due mesi. Non sapremo mai quante persone sono state uccise, quante arrestate, condannate a morte o alla rieducazione. In molti sono fuggiti allestero, tra loro lintellettuale, allora studente Minqi Li, che ora insegna in America alluniversità di Soult Lake City. Questo studioso legge i fatti dell89 come trampolino per il partito comunista cinese ed il governo per unaccelerazione nei piani di sviluppo economico. Il suo ultimo saggio si intitola "The rise of China and the demise of the world economy", "L'ascesa della Cina e il crollo dell'economia mondiale". Il testo è pubblicato da Pluto Press. Intervista con lautore di Giancarlo Rossi. 2 ottobre 1999, Rimini, congresso del Partito Popolare, Marini cede la segreteria a Castagnetti, per rilanciare il centrosinistra in appoggio al governo DAlema. Luigi Granelli, classe 1929, parlamentare DC e ministro per anni, annuncia che lascia il partito: troppe manovre di vertice e troppa poca partecipazione; prima bisogna discutere di programmi e di idee politiche, e poi di candidature. Poco dopo, il primo dicembre, a seguito di unimprovvisa malattia, la morte. Con laiuto della dottoressa Maria Chiara Mattesini, ricercatrice dellIstituto Sturzo, e con la testimonianza della signora Adriana Granelli, per una vita al fianco del politico DC, ripercorriamo la storia della Base, la corrente fondata da Granelli nel 53, e il suo apporto al governo e al dibattito politico del paese.
Proponiamo in questo file laudio dellintervento che Luigi Granelli tenne il 2 ottobre 1999 al congresso del PPI di Rimini. Si tratta dellultimo discorso pubblico del politico DC, scomparso alletà di 70 anni l1 dicembre dello stesso anno. Questo file completa il programma Luigi Granelli, una vita per La Base, scaricabile in questa stessa sezione del sito, programma dedicato alla vita ed allattività di Granelli e della corrente DC da lui fondata. Restano attualissime le sue parole sulla deriva personalistica e leaderistica della politica italiana e sulla mancanza di attenzione ai problemi dei poveri:"per essere credibili al governo, dopo, bisogna essere presenti, prima, nella società, con il sostegno ai piu' deboli". .
Il presidente Obama ha lanciato un appello ai paesi islamici per un nuovo inizio nelle relazioni reciproche. Obama mira soprattutto a risolvere la questione palestinese e a sconfiggere i talebani in Afganistan. Sono obiettivi realistici, siamo di fronte ad una ritirata, rispetto allidea del presidente Bush di unAmerica gendarme del mondo ed esportatrice di democrazia? Obama sta cercando di governare il declino americano? Le risposte nel saggio "A World in crisis" "Un mondo in crisi", pubblicato da Pluto press scritto dallo storico americano-olandese Gabriel Kolko. Intervista di Giancarlo Rossi. Tra l87 e il 92 presso lo IOR, la banca del Vaticano cerano dei conti segreti su cui confluiva denaro della provenienza piu varia, dalle offerte dei fedeli alle tangenti pagate dagli imprenditori ai politici italiani. La famiglia Ferruzzi usò lo IOR come una qualsiasi banca svizzera o delle isole caraibiche, per pagare le tangenti ai partiti, per consentire il divorzio tra ENI e Montedison. Su uno di questi conti aveva la firma, poteva quindi versare e ritirare, oltre al presidente dello IOR De Bonis, anche Giulio Andreotti. Il Vaticano era insomma un po come quei paradisi fiscali, contro cui oggi si muovono i governi occidentali e contro cui papa Razinger sta preparando unenciclica. Questa storia è raccontata da Gianluigi Nuzzi, giornalista di Panorama, nel libro Vaticano SPA, edizioni Chiarelettere. Sul tema dei lati oscuri dello Stato del Vaticano segnaliamo anche: LEntità, storia dei servizi segreti vaticani di Eric Frattini, Fazi, La santa casta della Chiesa, di Claudio Rendina, Newton Compton, Santità e potere, dal Concilio a Benedetto XVI, il Vaticano visto dallinterno di Giancarlo Zizola, Sperling e Coopfer, Le segrete stanze del Vaticano, 2000 anni di fede, speranza e omertà, di Klaus Rudiger Mai, Armenia.
Allincontro di Washington tra il presidente americano Obama e il premier Berlusconi si è deciso un aumento del nostro contingente militare in Afghanistan, per cercare di fermare la guerriglia talebana, che dal 2001 tiene impegnati quasi 100mila soldati della NATO. La guerra contro il governo di Kabul fu decisa dal presidente Bush come reazione agli attentati dell11 settembre, visto che i talebani non facevano mistero di appoggiare le milizie di tutti i movimenti terroristici islamici. Questi anni non sono bastati però per pacificare e ricostruire il paese, anzi, la guerriglia si sta estendendo alle aree confinanti del Pakistan. Ne parliamo con il collega della rivista Area Antonio Albanese, autore de Limbarazzo afgano, edizioni Bietti Media. Sul tema ricordiamo anche Mille anni a Kabul di Nicola Minasi, Rubbettino. Come cambia la divisione in classi in occidente, piu ricchi e piu poveri, in relazione ad unaltra distinzione, quella tra diversi ed uguali, tra categorie discriminate, come immigrati, disabili, omosessuali, donne, e cittadini cosiddetti normali, quelli che in America sono i wasp: i bianchi protestanti anglosassoni? Le ultime ricerche un po dappertutto rilevano che a fronte di una maggior presenza di persone un tempo discriminate ai posti di vertice della politica o in televisione, la disuguaglianza sociale e la povertà aumentano. In piu i poveri sono convinti, per il fatto di avere accesso a beni di consumo come i telefonini o le vacanze in luoghi esotici di essere ricchi. E' stato appena pubblicato in Francia presso le edizioni Raisons d'agir l'ultimo saggio di Walter Benn Michaels, docente di letteratura inglese all'università Uic di Chicago, dal titolo "La diversité contre légalité","La diversità contro l'uguaglianza". Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Lirlanda è oggi nel mondo soprattutto una moda: i dischi di musica celtica, la birra scura e pastosa, le vacanze pseudobucoliche. Poco sappiamo della storia e dellattualità di questo paese, che è ancora diviso in due, come la Germania ai tempi del muro. A sud la repubblica di Irlanda e al nor, il cosiddetto Ulster, territorio britannico, che è governato da due anni da un organismo, che per la prima volta riconosce la rappresentanza della maggioranza cattolica, fino ad allora costretta invece ad occupare i posti piu bassi della scala sociale, e impegnata in una vera e propria guerra, per qualcuno di liberazione, per altri terroristica, contro gli inglesi e gli irlandesi schierati dalla parte dei vicini piu forti. Per saperne di piu presentiamo un libro pubblicato da Odoya: Storia del conflitto angloirlandese. Lautore è Riccardo Michelucci, giornalista di varie testate e collaboratore delluniversità di Firenze. Seguendo una linea storiografica minoritaria, ma pure presente, Michelucci parla di genocidio. Questo lindirizzo del suo blog: http://memoriastorica.wordpress.com/ Sullargomento segnaliamo anche: Qui Belfast. 20 anni di cronache dall'Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane Calamati Silvia, 2008, Edizioni Associate, Un mondo ignorato. Gli irlandesi dell'ultima generazione Dunne Catherine, 2007, Guanda, La storia segreta dell'IRA Moloney Ed, 2007, Baldini Castoldi Dalai, I cristiani d'Irlanda e la guerra civile (1968-1998) Gheda Paolo, 2006, Guerini e Associati, Figlie di Erin. Voci di donne dell'Irlanda del Nord Calamati Silvia, 2006, Edizioni Associate, Irlanda del Nord. Un conflitto etnico nel cuore dell'Europa Bellocchio Luca, 2006, Meltemi (vedi lintervista sul vecchio archivio di Grparlamento) e infine Un giorno della mia vita. L'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda in lotta Sands Bobby, 2005, Feltrinelli. Parliamo ora di sociologia e politica, presentando un saggio molto controcorrente di uno studioso francese, che riflette sulla sua adesione giovanile, negli anni 60, al maoismo, e sul modello di sviluppo economico e politico, che viene oggi dalla Cina, come possibile esempio per tutto il mondo. Si tratta dell'ultima opera del linguista, e filosofo francese di origine lituana Jean-Claude Milner. Il titolo è "L'arrogance du présent" ed è pubblicata in Francia da Grasset. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Nel 1975 un ragazzo di 22 anni di Reggio Emilia Alceste Campanile, esce di casa una sera e non fa piu ritorno. Il suo corpo viene trovato dopo alcuni giorni trafitto da vari colpi di pistola. Campanile era un militante di Lotta Continua e si pensa subito ad un omicidio politico, ma le indagini non hanno seguito. Solo 24 anni dopo, del delitto si autoincolpa un reggiano coetaneo della vittima, Paolo Bellini, che era stato arrestato, perché coinvolto nella guerra di Ndrangheta, che insanguinava la Calabria. Il giornalista freelance Giovanni Vignali ha scritto per Aliberti la storia di Bellini, cercando di metterne in risalto gli aspetti poco chiari. Il titolo del libro è La primula nera
Ancora un numero dedicato allEuropa, in vista delle elezioni che tra il 4 e il 7 giugno, nei 27 paesi dellUnione, porteranno allelezione del nuovo parlamento di Strasburgo e Bruxelles. Partiamo con una domanda provocatoria: quella in cui viviamo è davvero un'Europa sociale e di mercato, come affermano i governi membri, e come fanno intravedere i trattati? Cè insomma spazio per politiche economiche di direzione delleconomia, come chiedono tutti i governi in questo periodo di grave crisi economica, oppure tutto è demandato automaticamente ai mercati? E' il quesito che si pongono François Denord e Antoine Schwartz, ricercatori alla facoltà di scienze politiche all'università di Parigi Nanterre, nel loro saggio "L'Europe sociale n'aura pas lieu", LEuropa sociale non ci sarà, edito da Raisons d'agir. Giancarlo Rossi ha intervistato Antoine Schwartz. Occorre un rilancio del sociale in Europa. Questa può essere la chiave, per rilanciare il federalismo. A parlare il 28 febbraio 2007 ad un summit dei partiti socialisti europei era Jacques Delors, presidente della Commissione Europea dall84 al 94, padre dellAtto Unico, che ha portato al trattato di Marstricht. "Senza nuove regole, aggiunge Delors, l'Europa si disferà come un lavoro a maglia". (se detricotera) Ripercorriamo la vicenda politica di Delors, autore di unautobiografia, uscita in Italia presso Rubbettino, col titolo:Memorie. Intervista con Alessandro Giacone, docente alluniversità della Sorbona, Parigi III e allIstituto Science-po, sempre di Parigi, autore tra laltro di "L'Europe difficile" scritto con il professor Bino Olivi, edizioni Folio. Su Delors, segnaliamo il sito: www.notreeurope.eu. Altri titoli appena usciti, per capire lEuropa di oggi:Latlante dItalia e dellUnione Europea, Autori Vari Carocci, Come funziona l'Unione Europea. Le istituzioni, i processi decisionali, le politiche di Marco Brunazzo, Laterza. Al di la dei problemi economici ed istituzionali, Chi critica la possibilità di unintegrazione europea, parla spesso della difficoltà di definire unidentità culturale del continente. Sentiamo Biagio De Giovanni, docente di storia delle relazioni europee alluniversità Orientale di Napoli, ed autore del saggio: Appunti sullEuropa, edizioni Alboversorio. Due grandi studiosi francesi riflettono sul tema delle radici, cristiane e laiche, dell'Europa. L'accademico di Francia Paul Veyne, storico dell'antichità, nel suo "Quand notre monde est devenu cretièn", edizioni Albin Michel, racconta come l'Occidente si sia convertito al cristianesimo con Costantino, ma ritiene che questa spinta sia ormai esaurita. L'intervista è di Giancarlo Rossi. Diversa l'opinione di René Rémond, politologo scomparso nel 2007, che nel suo "il nuovo anticristianesimo", pubblicato in Italia da Lindau, considera ancora viva la presenza del cristianesimo in Europa e propone una sorta di alleanza tra mondo laico e religioso, in nome di valori comuni. Intervista con Marc Leboucher, curatore dell'edizione francese del testo, pubblicata da DDB.
I protagonisti della nascita dell'Europa unita, raccontano in prima persona i successi e i fallimenti del processo di unificazione. In lingua originale, grazie agli archivi delle radio pubbliche europee, i discorsi, che hanno segnato questo capitolo di storia. Dalla conferenza di Winston Churchill all'università di Zurigo, al celebre annuncio di Robert Schuman sulla nascita della CECA. Dai dubbi profetici di Alcide De Gasperi, davanti alla prima assemblea comunitaria, al celebre apologo di Altiero Spinelli sul "vecchio e il mare". E ancora le voci di Jean Monnet, Paul Henri Spaak, Konrad Adenauer, Joseph Bech, Jean Rey, Charles De Gaulle e Edward Heath. Il programma poi presenta alcune pubblicazioni sulle questioni dellunità europea, con la dottoressa Francesca Angelini e un punto sullattualità con il giornalista Marco Zatterin. Infine unintervista con lintellettuale rumeno Ion Lucian, classe 1924, insignito nel 2004 della Legion donore.
E se le bombe fossero state due? Due bombe, in due borse a Piazza Fontana, una ad orologeria ed una a miccia, due bombe in due borse alla BNL di Roma e allAltare della Patria. Partendo da questa ipotesi, il giornalista dellANSA Paolo Cucchiarelli, dopo piu di 10 anni di ricerche, propone una soluzione non solo al mistero della strage di Piazza Fontana, ma anche a tre episodi chiave, collegati alla strage, come la morte di Giuseppe Pinelli, quella delleditore Giangiacomo Feltrinelli e lomicidio del Commissario Luigi Calabresi. Linchiesta è contenuta nel libro:Il segreto di Piazza Fontana, edizioni Ponte Alle Grazie. In sostanza su imput di forze rimaste oscure, alcuni neofascisti si sono infiltrati nei movimenti anarchici milanesi e li hanno convinti ad attuare attentati dimostrativi a Milano e Roma, per innescare un moto rivoluzionario, che ricalcasse il maggio francese. Cerano anche dei manifesti già pronti con lo slogan:Maggio 68-Autunno 69. La strage non si capisce, se non si considera che la bomba doveva scoppiare, quando la banca era chiusa. Questo, secondo indiscrezioni, quanto riferito da Paolo Emilio Taviani nella parte segreta della sua audizione del 1997 alla Commissione Stragi del Parlamento. Secondo Cucchiarelli, che si limita ad assemblare ed analizzare verbali di interrogatorio, perizie e materiale di stampa, quindi tutti elementi già pubblici, alle borse esplosive piazzate dagli anarchici e munite di timer, sono state aggiunte dai neofascisti altrettante borse esplosive a miccia, che hanno causato la strage. Pinelli, che non aveva un alibi per il pomeriggio del 12 dicembre, si era proprio adoperato, per fermare gli attentati dimostrativi. La sera del 15 dicembre alla questura di Milano viene detto a Pinelli che sono state trovate altre bombe a Milano, bombe scoperte dai Vigili e fatte sparire, che erano state messe dagli anarchici. A Pinelli viene mostrata una cassetta portagioielli, simile a quelle delle bombe anarchiche e gli viene detto che Valpreda ha parlato. Segue una colluttazione e Pinelli precipita dalla finestra della Questura. Il Commissario Calabresi aveva scoperto la verità sulle doppie bombe e sul traffico di armi ed esplosivi, che alimentava i gruppi di estrema destra. Lasciato solo, secondo Cucchiarelli, fu ucciso da Lotta Continua, con il consenso di settori dello Stato. Anche leditore Feltrinelli, che era già lobiettivo politico delle bombe del 69, viene fatto morire con un timer difettoso nellattentato, che stava attuando nel 72 a Segrate. Il libro di Cucchiarelli contiene anche alcune interviste a conferma delle ipotesi formulate. Lei lo scriva, cosi la facciamo finita una volta per tutte. Questa la risposta allipotesi delle due bombe di Silvano Russomanno, luomo dei servizi segreti italiani, che si è occupato delle indagini su Piazza Fontana. Il segreto si sarebbe protratto per tutto questo tempo, perché tutte le forze in campo, inclusi il PCI e la sinistra extraparlamentare, avevano delle verità da nascondere.
In occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, riproponiamo in formato mp3, alcune trasmissioni speciali, andate in onda su Grparlamento negli ultimi anni, e dedicate al periodo dello stragismo. Il 12 marzo del 2004, mentre tutto il mondo è sconvolto dalla strage di madrid e si interroga su chi abbia messo quelle bombe sui treni, a milano la giustizia italiana scrive la parola fine sulla bomba di Piazza Fontana. Gli imputati, che avevano avuto l'ergastolo in primo grado, sono assolti, anche se con larticolo 530, e quindi con una sorta di insufficienza di prove. L'unico condannato è il pentito che li accusava, anche se le attenuanti finiscono per cancellare anche la sua pena. C'è anche una beffa nella sentenza: le spese processuali sono a carico delle parti civili, i familiari delle vittime. Il 3 maggio del 2005 la sentenza è confermata dalla Corte di Cassazione e sui 17 morti e 85 feriti cala per sempre il sipario, senza che nessun responsabile venga punito. In questa trasmissione ascoltiamo uno speciale realizzato a caldo da Cecilia Rinaldini e Giammario Nucci con le testimonianze degli avvocati della difesa e di parte civile. In conclusione Alessandro Forlani fa il punto su cosa la storia e la giustizia hanno detto sui mandanti e gli esecutori della strage.
In occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, riproponiamo in formato mp3, alcune trasmissioni speciali, andate in onda su Grparlamento negli ultimi anni, e dedicate al periodo dello stragismo. Alla fine del 2003, mentre a Milano è in corso il processo di appello su Piazza Fontana, che cancellerà gli ergastoli del primo grado, presso gli Editori Riuniti, esce il libro dei giornalisti dell'Ansa Paolo Cucchiarelli e Paolo Barbieri, La strage dai capelli bianchi. E' una ricostruzione del nuovo processo di primo grado contro gli attentatori di Piazza Fontana ed insieme un'analisi storica, per individuare i possibili mandanti. In questa trasmissione, curata da Alessandro Forlani, gli autori presentano latesi di un complotto interno alle istituzioni, per creare un regime autoritario, poi sfuggito di mano ai suoi stessi autori. I capelli bianchi sono la metafora della strage infinita, ma rimandano anche a quanto dicono i figli di Aldo Moro sul fatto che lo statista apparve improvvisamente invecchiato quel 12 dicembre 69, preoccupato per se e per il paese. Nel programma vengono intervistati anche lo storico Francesco Biscione, il giudice Guido Salvini e il Presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino.
In occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, riproponiamo in formato mp3, alcune trasmissioni speciali, andate in onda su Grparlamento negli ultimi anni, e dedicate al periodo dello stragismo. Non ci sono colpevoli per la strage di Piazza Fontana. i processi svoltisi subito dopo i fatti hanno portato prima ad alcune condanne, ma poi sempre ad assoluzioni. Nel 2000 si era aperto un nuovo processo a Milano, basato sulle ricerche del giudice Guido Salvini. Nel pomeriggio del 30 giugno del 2001, dopo 48 ore di Camera di Consiglio, nel primo grado di giudizio la Corte d'Assise di Milano condanna all'ergastolo i 3 neofascisti veneti Zorzi, Maggi e Rognoni. Il processo è durato un anno e mezzo, e le testimonianze dei pentiti Digilio e Siciliano sono state considerate credibili. I due, anche se solo Digilio ha accettato di deporre in aula, hanno detto che erano state alcune cellule di movimenti neofascisti lombardi e veneti ad organizzare e mettere in atto la strage del 12 dicembre 69. In particolare Delfo Zorzi, diventato poi cittadino giapponese, era accusato di essere l'uomo che ha portato materialmente la bomba nella Banca dell'Agricoltura. La sentenza è stata poi capovolta nel 2004 in Appello, proprio come era avvenuto per i processi precedenti. Gr Parlamento ha seguito in diretta la lettura della sentenza di primo grado, grazie alla cronaca del collega della sede RAI di Milano Carlo Casoli. Il programma, curato da Alessandro Forlani, conprende anche una ricostruzione delle fasi del processo e una serie di documenti sonori relativi alla giornata della strage. Nella seconda parte della trasmissione la sentenza viene commentata dal giornalista dell' Ansa Paolo Cucchiarelli, autore di vari libri sui misteri d'Italia e dagli avvocati e parlamentari Gaetano Pecorella e Guido Calvi. Il primo, deputato di Forza Italia, era tra i difensori di Zorzi, il secondo, senatore DS, è stato il primo difensore dell'anarchico Pietro Valpreda, coinvolto nelle prime indagini e poi assolto.
In occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, riproponiamo in formato mp3, alcune trasmissioni speciali, andate in onda su Grparlamento negli ultimi anni, e dedicate al periodo dello stragismo. In questo speciale, Giammario nucci, accompagnato da Valentina Montanari, legge i giornali del 13 dicembre 1969. Le cronache, le interviste, i commenti di un'Italia attonita di fronte ad una strage, rispetto alla quale non si era visto niente di simile dai tempi, della seconda guerra mondiale.
In occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, riproponiamo in formato mp3, alcune trasmissioni speciali, andate in onda su Grparlamento negli ultimi anni, e dedicate al periodo dello stragismo. Il 12 dicembre del 1999 Gr Parlamento ha dedicato uno speciale al trentesimo anniversario della strage, che, con i suoi 17 morti nel centro di Milano e con i suoi retroscena mai spiegati, ha segnato l'inizio di un decennio in cui le istituzioni repubblicane sono state messe a dura prova. Lestrema sinistra parlò subito di "strage di Stato. La bomba della Banca dell'agricoltura, doveva spaventare l'opinione pubblica. In tutti gli strati della popolazione e nelle classi dirigenti ci doveva essere una richiesta spontanea di ordine, che doveva portare alla nascita di istituzioni e leggi piu' autoritarie. Quel giorno ci furono altri attentati a Milano e a Roma, ma il piano falli': le istituzioni erano piu' solide di quanto gli attentatori avevano creduto. Questo è il quadro che magistrati, giornalisti e storici fanno di quel fatto, ma senza che la giustizia italiana abbia mai trovato alcun colpevole. Quella bomba di Piazza Fontana poi portò con se' una lunga scia di sangue. Gli attentati stragisti si susseguirono per anni e in piu', tanti giovani di estrema sinistra ed estrema destra, illusi da sogni ideologici di palingenesi, si appellarono ai morti di quella strage, per avviare un'altra serie di azioni armate e di omicidi. In questa trasmissione, curata da Alessandro Forlani, si ricostruiscono i fatti del 12 dicembre 1969 e le indagini successive. Dopo un'intervista con Luigi Passera, rappresentante dei familiari delle vittime, Ugo Paolillo, magistrato incaricato dei primi rilievi alla Banca dell'agricoltura, racconta la sua esperienza e da' conto dei primi depistaggi. Guido Salvini, autore della "Sentenza-Ordinanza", che riapri' il caso negli anni 90, spiega i rapporti tra neofascisti veneti e servizi segreti deviati. Lo storico Umberto Gentiloni fornisce il quadro internazionale in cui si inserisce la strage. La trasmissione poi ricorda i processi dedicati a Piazza Fontana, che dopo aver escluso gli anarchici, finirono per addossare la colpa su estrema destra e agenti segreti deviati, ma senza poi individuare alcun responsabile. Pino Rauti, per anni deputato del Movimento Sociale e fondatore di Ordine Nuovo, racconta l'esperienza degli anni 60. Nella seconda parte del programma si da' conto del lavoro che la Commissione parlamentare sulle Stragi, attiva tra il 1988 e il 2001, ha svolto sui fatti del 69, nel tentativo, peraltro vano, di dare un giudizio politico condiviso da tutti gli schieramenti su quel periodo. Intervengono il presidente Giovanni Pellegrino, DS, e l'onorevole Enzo Fragala', AN. In conclusione, il giornalista Paolo Cucchiarelli dell'Ansa, autore di vari testi sul periodo delle stragi, fa il punto sulle varie ipotesi relative ad autori e mandanti di Piazza Fontana. Il programma si chiude rimandando al nuovo processo che si stava per aprire a Milano, a carico di 4 neofascisti veneti,concluso nel 2004, senza aver individuato i colpevoli della strage.
La città di Brescia sta rivivendo, tramite il processo in corso ai presunti mandanti della strage del 28 maggio 74, le motivazioni, politiche e criminali, che portarono alcuni ignoti esecutori a piazzare una bomba in un cestino di rifiuti, in occasione di una manifestazione antifascista, in una mattina di pioggia. Il processo, aperto allinizio del 2009, durerà almeno fino al 2011, visto che solo i testimoni da sentire sono quasi 2000. In questo dibattito radiofonico, curato da Alessandro Forlani e andato in onda il 28 maggio del 1999, si ricorda il venticinquesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia. 8 le vittime, anzi i caduti, come preferiscono dire i familiari, e 94 i feriti. I colpevoli non furono mai scoperti, anche se è chiaro il quadro storico in cui l'episodio si inserisce: quello ciòè della cosiddetta Strategia della Tensione. Proprio in quel 1974 in un episodio ancora poco chiaro, mori, durante unesercitazione sugli Appennini, un neofascista, il cui gruppo, secondo alcune fonti, aveva in programma numerosi attentati in varie città, tra cui uno ad una diga, che dovevano replicare la situazione di caos, creata nel 69 dalla bomba di Piazza Fontana. Era il momento in cui il governo, con il Presidente Rumor e il Ministro della Difesa Andreotti, cercavano di mettere ordine nei cosiddetti servizi deviati. La prima parte della trasmissione è dedicata alla ricostruzione degli eventi, con alcuni testimoni diretti. Sono intervenuti Franco Castrezzati, il sindacalista della CISL, che stava tenendo il comizio al momento dello scoppio della bomba e Manlio Milani, presidente dell'associazione Caduti di Piazza della Loggia, che ha perso nella strage la moglie trentaduenne. Seguono poi le testimonianze dellallora Sindaco di Brescia Paolo Corsini, del cronista del Giornale di Brescia Tonino Zana e del regista bresciano Silvano Agosti, autore di un documentario sulla strage. Il dibattito prosegue poi con il racconto del quadro storico e giudiziario relativo alla strage, con gli interventi di Guido Salvini, autore della Sentenza Ordinanza, che ha riaperto negli anni '90' le indagini su Piazza Fontana e a seguire anche su Piazza della Loggia, , e dello storico Nicola Tranfaglia. Per un giudizio politico sulla vicenda, intervengono poi i componenti la commissione Stragi del Parlamento italiano, che ha cercato invano dall'88 al 2001, di dare un giudizio condiviso sui misteri d'Italia. Parlano lallora Presidente Giovanni Pellegrino(DS) il senatore Alessandro Pardini (DS) il senatore Alfredo Mantica (AN) e l'onorevole Enzo Fragalà(AN). L'ultima parte del programma è incentrata sull'intervento dellallora Procuratore di Brescia Giancarlo Tarquini, che commenta la proroga ottenuta allora per le nuove indagini sulla strage.
Nella settimana della ventiduesima Fiera del Libro di Torino, lappuntamento piu importante dellanno in Italia del mondo delleditoria, (1400 editori presenti questanno e piu di 2000 relatori) indichiamo alcune letture tra le tantissime presentate in questa manifestazione. Riflettiamo sullo stato di salute della lingua e della cultura italiane. Ci chiediamo perché in Italia si parla e si scrive cosi male (in modo tanto povero da un lato e tanto specifico e per addetti ai lavori dallaltro)e quali possono essere i rimedi, con riferimento particolare ai problemi civili e politici. Ne parliamo con Filippo La Porta, autore di E un problema tuo, Alberto Gaffi. Interviste con lautore e con leditore. SullItalia di oggi, e forse di domani, e su come si può raccontarla in modo semplice segnaliamo le raccolte di racconti:Italia underground Sandro Teti Editore e Anteprima nazionale, Minimum Fax. Sentiamo poi due giovani autori, uno di prose ed uno di poesie, per vedere come in concreto la scrittura possa essere efficace. Si intitola "Tecniche di basso livello", ed è pubblicata da Lavieri, l'opera prima di Gherardo Bortolotti, un giovane autore bresciano che descrive i dubbi e le incertezze della sua generazione. Lultima raccolta di poesie di Andrea Inglese si intitola "La distrazione" ed è pubblicata da Luca Sossella. Interviste di Giancarlo Rossi.
La leggenda della cultura popolare americana Pete Seeger il 3 maggio 2009 ha compiuto 90 anni. Cantando le sue canzoni folk alla radio, nei teatri e anche per strada, ha diffuso in tutto il mondo i valori piu profondi della rivoluzione americana: i valori della libertà, delluguaglianza, del rispetto delle diversità, lidea che uniti e in pace, gli uomini possono ottenere il riconoscimento dei loro diritti, come è avvenuto in Alabama, allinizio degli anni 60, con le marce e i boicottaggi di Martin Luther King. Certo valori, sempre in pericolo, se non ravvivati. In una canzone, si chiedeva:cosa hai imparato a scuola? E si rispondeva:che i nostri governanti sono i migliori del mondo, che in politica ci vogliono degli uomini duri e che noi dobbiamo votarli sempre. Proponiamo il testo di una delle sue ballate piu celebri. Al tema delle mille barriere che impediscono a milioni, forse miliardi di persone oggi di avere una vita dignitosa, è dedicato lultimo libro di Daniela Derobert, giornalista del Tg2, Bollati Boringhieri, intitolato:Frontiere nascoste, storie ai confini dellesclusione sociale. Intervista con lautrice. La crisi economica globale sta colpendo duramente i poveri del terzo mondo e le classi medie dei Paesi sviluppati. Proprio al rapporto tra classi medie e capitalismo è dedicata la ristampa del saggio del sociologo francese Alain Accardo dal titolo "Le petit bourgeois gentilhomme", edizioni Agone. Intervista di Giancarlo Rossi. Sul tema segnaliamo Crisi per chi, di Giampaolo Patta, Ediesse. Nel quindicesimo anniversario del genocidio ruandese, presentiamo un saggio, che approfondisce laspetto del ruolo dei media. Da un lato tv e radio Hutu incitarono la popolazione al massacro, facendo propaganda e informazione capillare, dando proprio le indicazioni precise su dove e come colpire. Dallaltro i media stranieri non parlarono di genocidio e le Naioni Unite non furono costrette ad intervenire subito, come prevede il loro statuto in questi casi. La radio e il machete edizioni Infinito è stato scritto dal ricercatore universitario camerunense Fonju Ndemesah Fausta. Intervista con lautore. Sul tema segnaliamo anche:100 giorni, un milione di morti di Luciano Scalettari, Paoline.
Le vecchie canzoni delle mondariso della pianura padanoveneta, ci introducono al tema della storia del I maggio. La festa nasce in America in occasione degli scioperi di Chicago del 1886, che chiedono la giornata lavorativa di 8 ore. In Europa le prime manifestazioni in occasione del I maggio ci furono nel 1890. Questa storia e le tante altre legate alle giornate del I maggio del 900, sono raccontate nel libro Storia del I maggio, dalle origini ai giorni nostri, edizioni EDIESSE, scritto da Francesco Renda, docente emerito di storia contemporanea, allUniversità di Palermo. Renda lancia anche la proposta di trasformare il I maggio, in una giornata di studi e di confronto tra politici e cittadini su cosa si è fatto e cosa si deve fare per i diritti dei lavoratori. Quando compriamo la frutta e la verdura, dovremmo ricordare che spesso a piantare e raccogliere questi prodotti della terra, sono le mani di persone straniere, che in Puglia e in Campania, passano anche 10 ore al giorno nei campi, per una paga di 25 euro per giornata, spesso senza contratto, e quindi senza contributi. In genere questi stranieri abitano in baracche senza servizi, nei pressi dei campi. Un quadro insomma che ricorda gli schiavi dAmerica, di cui si legge nei classici, come Candido o La capanna dello zio Tom, oppure le condizioni degli emigranti americani della grande depressione, raccontati da Joseph Steinbeck , e portati al cinema da John Ford. Mannaggia la miseria, con laccento sullultima i, come pronunciano questa parola gli stranieri, edizioni EDIESSE, è il racconto di come vivono i braccianti della Valle del Sele, una fiorente pianura della provincia di Salerno, dove sono impiegati piu di 5mila lavoratori, tra agricoltura ed allevamento, di cui secondo lINPS di Battipaglia, solo 3mila sono in regola. Il sindacalista della CGIL Angelo Botte, ha raccolto le storie dei lavoratori, che raccontano in prima persona le loro condizioni di vita. Sul tema ricordiamo anche Bibal, viaggiare, lavorare e morire da clandestini di Fabrizio Gatti, Bur e Le politiche di contrasto al lavoro nero di Vito Pinto, Cacucci. E possibile una televisione pubblica con contenuti meno scadenti? Il Presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli ha lanciato un forte appello, perché i nuovi vertici RAI invertano la rotta. Guardo la televisione pubblica e non capisco cosa sto guardando; gli stilemi sono gli stessi della tv privata, la stessa corrività, la stessa prurigine; confrontarsi col mercato esige che si mantenga lidentità del servizio pubblico; questo è un problema serio, perché quello che legittima il pagamento del canone è il fatto di rispettare delle doverosità. Sul tema si è svolto a Roma un seminario, organizzato dallassociazione Infocivica, il cui audio è disponibile in podcast, in un numero speciale di Pagine in frequenza. Ospite illustre, per spiegare il modello televisivo pubblico britannico era il professor Mathew Hibberd, autore per RAI ERI del libro:Il lungo viaggio della BBC. Lo abbiamo intervistato, insieme al professor Enrique Bustamante, autore nella stessa collana del testo: Storia della radiotelevisione in Spagna, e consulente del governo Zapatero, per la riforma appena varata del sistema radiotelevisivo iberico. La BBC pubblica nello specifico i suoi bilanci, assume per concorso e ha varato un contratto di servizio in vigore fino al 2017.
Nel 1981, quando lo Stato decise di trattare, per la liberazione di Ciro Cirillo, lassessore regionale della Campania, rapito dalle Brigate Rosse, le operazioni passarono dai servizi dellinterno a quelli della difesa, e precisamente ad un personaggio, che ufficialmente non centrava con alcun servizio segreto, un expilota militare, poi combattente della Repubblica di Salò, il Maggiore Adalberto Titta. La trattativa ha successo, Titta muore poco dopo di infarto e nessuno si domanda piu chi sia. Solo in una animata seduta parlamentare dell82 un deputato grida che il governo deve chiarire chi sia questo sconosciuto, il cui ruolo è stato cosi importante. Le sue tracce tornano in un documento ufficiale nel 98, quando un consulente della Procura di Brescia, il professor Giannuli, scopre al Viminale un documento del lontano 1972, in cui si parla di un noto servizio, incaricato di operazioni speciali. Il servizio è noto a chi scrive quellinformativa, a colui il quale era indirizzata, ma è invece assolutamente ignoto allopinione pubblica. Rileggendo però gli atti di tante inchieste della magistratura e del parlamento sul periodo delle stragi e del terrorismo, si trovano altri cenni allesistenza di una struttura, che è un po come quei pianeti, che non si vedono, ma che influenzano con la loro attrazione di gravità, le orbite di tutti gli altri corpi celesti. La magistratura apre uninchiesta nel 98, ma archivia per mancanza di prove. La storia dellAnello, questo il vero nome della struttura, è stata però ricostruita da uninchiesta giornalistica, in libreria dal 16 aprile col titolo LAnello della Repubblica, edizioni Chiarelettere. Lautrice è Stefania Limiti, una giornalista con una lunga esperienza di uffici stampa parlamentari e con allattivo anche due altri libri inchiesta sul medio oriente. Questo servizio supersegreto si chiamava LAnello, perché appunto era la congiunzione, la chiave di volta di tutti gli altri servizi. Non cè la prova regina della sua esistenza: la carta intestata e lorganigramma, scrive nella prefazione Giuseppe Delutiis, il piu autorevole studioso dei servizi segreti italiani, ma gli indizi, documenti, testimonianze sono tali da cancellare i dubbi. Si discute molto del ruolo educativo dei genitori, se debbano essere piu presenti, piu o meno autoritari nei confronti dei figli. Si discute poi molto su come i due genitori, madre e padre debbano dividersi i ruoli educativi e di come la maturità dei figli sia molto influenzata dalla mancanza di uno dei due. Loccidente, dopo secoli di paternalismo, ha vissuto dal 68 in avanti, alcuni decenni di critica, anche violenta, verso la figura del padre, sia nella famiglia, che nella scuola e nelle altre realtà sociali e politiche. Alcuni studiosi hanno parlato di femminilizzazione delleducazione. . Una storia e unanalisi del ruolo paterno nelle società moderne sono contenute nel saggio "Vaeter. Eine Heldengeschichte" "Padri. Una storia di eroi" dello storico tedesco Dieter Thomae, docente all'università svizzera di San Gallo, e pubblicato dall'editore Hanser. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Il Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sul sistema radiotelevisivo Sergio Zavoli ha lanciato un forte appello, perché i nuovi vertici RAI migliorino la qualità dei programmi radiotelevisivi. Guardo la televisione pubblica e non capisco cosa sto guardando; gli stilemi sono gli stessi della tv privata, la stessa corrività, la stessa prurigine; confrontarsi col mercato esige che si mantenga lidentità del servizio pubblico; questo è un problema serio, perché quello che legittima il canone è il fatto di rispettare delle doverosità. Queste le parole di Zavoli, uno dei firmatari dellappello dellAssociazione Infocivica sulle ragioni del servizio pubblico nella società dellinformazione. Infocivica ha organizzato a Roma un seminario, che ha messo a confronto operatori dellinformazione RAI, studiosi e dirigenti del servizio pubblico. Il titolo era: Lapplicazione della Royal Chart della BBC, la carta, che contiene gli impegni informativi, educativi e di intrattenimento del servizio pubblico britannico. Ospite speciale, per illustrare questi contenuti, era il professor Mathew Hibberd, autore per RAI ERI del libro:Il lungo viaggio della BBC. I lavori, il cui audio è qui disponibile in podcast, sono stati introdotti da Bino Olivi Docente di Storia dell'integrazione europea nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Padova. Il seminario, distinto in tre capitoli, è stato coordinato da Giorgio Zanchini, giornalista del GRR e ha visto un vivace confronto tra sostenitori della possibile applicazione in Italia del modello BBC e sostenitori del valore delle peculiarità del modello nostrano. Questi i relatori: Gennaro Sangiuliano Docente in Diritto dell'Informazione nell'Unione Europea, alla LUMSA, Roma E giornalista RAI, Giancarlo Bosetti Docente di Sociologia dei Media all'Università di Roma III e direttore della rivista Reset, Franco Iseppi docente di Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione al Politecnico di Torino ed ex DG RAI,Angelo Maria Petroni, docente di Epistemologia delle Scienze Umane allUniversita' di Bologna e Consigliere di Amministrazione RAI, Carlo Rognoni Giornalista ed exConsigliere di Amministrazione RAI, Michele Sorice docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla LUISS di Roma, Pio Marconi, docente di Sociologia del Diritto allUniversità La Sapienza di Roma.
In questo numero approfondiamo tre argomenti diversi: dalla crisi economica, strettamente intrecciata alla lotta al terrorismo internazionale, alla questione italiana della memoria condivisa della Resistenza, ai compleanni, reale il primo, virtuale il secondo, di Rita Levi Montalcini e Indro Montanelli. Mentre Il presidente Obama rende pubbliche le circolari, che autorizzavano la CIA ad operare torture nei confronti dei sospetti terroristi, Irak, Afganistan e Pakistan tornano ad infiammarsi con attentati ai civili e offensive militari talebane ad ampio raggio. Lamministrazione USA è poi impegnata nel tentativo di salvare le banche e rilanciare il capitalismo. Il collegamento tra crisi finanziaria e guerra al terrore è spiegato nel libro La morsa, Chiarelettere delleconomista Loretta Napoleoni, che, ospite nei nostri studi, spiega come paradossalmente il piano di Bin Laden di distruggere leconomia americana, abbia trovato un inconsapevole alleato nel comportamento degli stessi statunitensi. Lo storico Alberto Cavaglion, autore di La Resistenza spiegata a mia figlia, LAncora del Mediterraneo, spiega come in questi 64 anni la memoria del 25 Aprile sia stata spesso strumentalizzata a fini politici, sia da sinistra, che da destra. La storia può aiutare la coscienza politica e civile, a patto che non si faccia la conta di chi ha ucciso di piu tra i due fronti, ma si guardi a come non ripetere gli errori del passato. Sul tema ricordiamo anche: Uccidi gli italiani di Andrea Augello, Mursia, Dizionario della Resistenza, edizioni De Ferrari, Lultimo fascismo di Roberto Chiarini, Marsilio e Il fascismo degli italiani di Patrizia Dogliani Utet. Il 22 aprile Rita Levi Montalcini ha compiuto 100 anni. Premio Nobel per la medicina, è stata nominata senatrice a vita dal presidente Ciampi. Lo stesso giorno, se fosse vivo, anche il piu grande giornalista italiano Indro Montanelli sarebbe diventato centenario. Anche lui fu nominato senatore a vita, ma rifiutò lincarico. Raccontiamo lintreccio di queste due diversissime personalità, accomunate da una triste esperienza: ad entrambi una volta la folla gridò:devi morire! Forse però non essendo i due ne calciatori, ne veline, non ci furono le proteste registrate per le frasi ingiuriose che hanno colpito in questi giorni il calciatore Ballotelli. Di Rita Levi Montalcini ricordiamo gli ultimi testi usciti:La clessidra della vita, Baldini Castoldi Dalai e, stesso editore, Cronologia di una scoperta. Di Montanelli sono usciti questanno presso Rizzoli i diari degli anni 57-78 col titolo I conti con me stesso e una raccolta di reportage intitolata La mia eredita sono io.
LItalia è una terra da sempre martoriata dai terremoti. Riascoltiamo la voce dellinvettiva di Sandro Pertini, in occasione del terremoto in Irpinia del 23 novembre 80, e pubblichiamo una piccola bibliografia su questi eventi, da Messina 1908 a Perugia 1997, passando ovviamente per lIrpinia e per gli altri due terremoti che hanno colpito lAbruzzo nel 900 da quello della Marsica nel 1915 a quello della Majella nel 33. Una catastrofe patriottica, 1908 il terremoto di Messina di John Dickie, Laterza, Cartulario diocesano del terremoto della Marsica 1915 di Stefania Grimaldi, Japadre, Il terremoto del Friuli di Paolo Cossi, Becco Giallo, Vita, morte e miracoli del terremoto dell80 di Gaetano Piero, Ermes, Il terremoto della gente di Giovanni Galardini, Editoriale Umbra, Classe 1909, Maurizio Valenzi questanno compie 100 anni. Valenzi è noto per essere stato il primo sindaco comunista di Napoli tra il 75 e l83, al tempo delle giunte rosse. Senatore, parlamentare europeo, Valenzi è anche un pittore di fama e ha scritto numerosi libri. Ad un periodo specifico della sua vita e della sua esperienza politica è dedicato un volume intitolato Italiani ed antifascisti in Tunisia negli anni 30, curato dalla figlia di Valenzi, Lucia, che è docente di storia allUniversità Federico II di Napoli e da Teresa Tomaselli, docente alle superiori. Di Maurizio Valenzi ricordiamo 1944 cè Togliatti, Sellerio e Confesso che mi sono divertito, lautobiografia, edita da Pironti. Dal 16 aprile al 13 maggio si terranno 5 turni di elezioni in India, per votare il nuovo parlamento e dar vita poi al nuovo governo. LIndia è con la Cina larchitrave di quel ponte con loccidente, indispensabile, per uscire dalla crisi economica globale. Ne parliamo con la Dottoressa Matilde Adduci, ricercatrice allUniversità di Torino ed autrice de LIndia contemporanea, Carocci. Sulla politica indiana segnaliamo di Carlo Buldrini, Nel segno di Cali, Lindau, e dello stesso editore, di Pavan K. Varma Dentro lIndia. Presentiamo anche una raccolta di racconti indiani, appena pubblicata dalleditore Gaffi. Il titolo è: Erbacce e si tratta di unantologia di scrittori di tutta la seconda metà del 900. LIndia che viene raccontata è proprio quella che passa dal colonialismo inglese allindipendenza e allo sviluppo di questi anni. Sentiamo la traduttrice Delfina Vezzoli, esperta di letteratura americana e di cultura asiatica.
Con la Camorra O ti adatti o te ne vai. Questo dice Roberto Saviano, intervenuto in questi giorni ad uno speciale di RAITRE. Il programma è stato molto seguito: il 19 percento degli spettatori e il libro di Saviano Gomorra, è dal 2006, quando è uscito ai vertici delle vendite: 2 milioni e mezzo di copie vendute in Italia e traduzioni in decine di lingue straniere. Insomma cè forte interesse popolare su questo tema. Poca invece è lattenzione dei media. Cè un omicidio quasi ogni giorno, eppure si pensa che sia un problema locale, dei dintorni di Napoli e di altre città del sud. Nonostante limpegno di forze dellordine e magistratura, le mafie prosperano, perché il loro peso nelleconomia, nel potere in genere, è sempre forte. Ci sono però anche storie a lieto fine: Ali bruciate, edizioni Paoline è il racconto, corredato da tante foto, di come vivono i bambini di Scampia, il celebre quartiere in cui nel 2004 si scatenò la guerra di Camorra. I bambini sono appunto angeli le cui ali rischiano di bruciarsi. Gli autori sono il sacerdote e scrittore Sandro Pronzato e DavideCerullo, il giovane protagonista della storia, che ha deciso di uscire dallincubo della criminalità. Alcuni giornali, denuncia Saviano, parlano dei mafiosi in termini normali, a volte persino elogiativi, arrivando a diffamare le vittime come don Giuseppe Diana, ucciso a Casal di Principe nel marzo 1994. Premesso che il mestiere di giornalista impone a volte un po di diplomazia, impone di ascoltare anche persone poco raccomandabili, per ottenere informazioni, quello che conta è poi raccontare la verità. E appunto ci sono tanti giornalisti che fanno il loro dovere, rischiando anche la vita. Alcuni hanno subito minacce tali, che il Governo ha deciso di dare loro una scorta. Sabato 4 aprile a Perugia, nellambito del Festival internazionale del giornalismo, sarà presentato un dossier, a cura dellOrdine dei Giornalisti e della Federazione della Stampa, appunto sui tanti problemi dei giornalisti che si occupano delle mafie. Il lavoro è coordinato da Alberto Spampinato, quirinalista dellAnsa, e fratello di Giovanni Spampinato, ucciso dalla mafia, a causa dei suoi articoli. Lo abbiamo intervistato. Mentre è nei cinema il film di Marco Risi Fort Apasc, dedicato al giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla Camorra nel 1984, sul tema segnaliamo anche Lotta civile di Antonella Mascali, Chiarelettere, e dei colleghi sotto scorta, di Rosaria Capacchione, Loro della Camorra, Bur, e di Lirio Abbate I complici, tutti gli uomini di Bernardo Provenzano, Fazi.
Lera del petrolio, che ha segnato tutto lo sviluppo in termini di ricchezza e comodità di questi decenni, è arrivata al termine? Cè da attendersi presto un petrolio a forse 300 dollari al barile, quando ci sarà la ripresa della produzione? E infine che conseguenze sul clima potrebbero avere questi nuovi decenni, forse 4 o 5, di emissioni di gas serra? Sono domande a cui la maggiorparte degli esperti risponde in termini pessimistici, almeno, se i consumi e le politiche dei paesi occidentali, restano quelli dei nostri tempi. Per raggiungere un pubblico piu vasto possibile e creare dibattito su questi argomenti, il giornalista portoghese Jose Rodrigues Dos Santos, ha scritto un romanzo, un thriller un po alla Dan Brown, intitolato Il settimo sigillo; leditore è Cavallo di Ferro. Nel libro uno scienziato viene assassinato in Antartide e un investigatore deve confrontarsi con i misteri del libro dellApocalisse. Le informazioni scientifiche contenute nel testo sono tutte attuali e verificate. Dos Santos è conduttore del Tg del primo canale portoghese e collabora con la CNN. Sul tema segnaliamo anche il classico Pianeta petrolio, Il Saggiatore, una mappa ragionata della geopolitica legata al petrolio, e ancora Il mondo in riserva di David Goodstein, Università Bocconi, su come cambierà la vita di tutti: La vita dopo il petrolio di Autori Vari, edizioni Terre di Mezzo. Controcorrente invece Contro le false tesi sulla fine delloro nero di Riccardo Varvelli, Aetas. Parliamo di Arno Schmidt, uno degli autori piu famosi e controversi del 900. Nato nel 1914 e morto nel 1979, unisce il racconto tradizionale e le forme poetiche piu di avanguardia. Nel 70 scrive il piu lungo e complesso testo della letteratura in lingua tedesca, i suoi scritti sono spesso accusati di diffondere idee contrarie alla morale. Schmidt, che a parte il periodo della guerra, visse sempre isolato in una povera casa di campagna, è stato tradotto in italiano solo nel lontano 1981 da Einaudi e poi da Ipermediumlibri. Questanno l'editore tedesco Suhrkamp ha pubblicato una selezione delle sue opere. Inoltre in Italia i diritti dei romanzi di Schmidt sono stati acquistati dall'editore Lavieri che li sta pubblicando a cura del traduttore Domenico Pinto. Giancarlo Rossi ha intervistato Susanne Fischer della fondazione Arno Schmidt. 15 anni fa in Somalia sono stati uccisi i giornalisti della RAI Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Li ricordiamo, facendo il punto sulle indagini e suggerendo alcune letture sullargomento. I superstiti, lautista e la guardia del corpo dicono che sono in 7 a sparare sulla macchina. Uno lo riconoscono: è un cittadino somalo, che per lomicidio sarà condannato a 26 anni, con sentenza definitiva: è in carcere in Italia dal 2002. Il problema fin dal 94 è questo: fu un incindente, una rapina o un tentato rapimento, finito male, o fu unesecuzione, una punizione, perché i due avevano visto e saputo qualcosa che doveva restare segreto? Sentiamo il giornalista di Famiglia Cristiana Luciano Scalettari, autore con Barbara Carazzolo di Ilaria Alpi, un omicidio al crocevia dei traffici Baldini e Castoldi Dalai. Sul tema anche: Lesecuzione Autori Vari, edizioni Kaos, Il piu crudele dei giorni di Marcello Fois, Frassinelli, la sceneggiatura del film, uscito sul caso. Vi ricordiamo anche il sito www.ilariaalpi.it, sito dellassociazione, dedicata ai due giornalisti, sito sul quale si trova unampia documentazione sul caso.
Il 6 aprile a Torino si apre il processo contro i dirigenti della Eternit di Casale Monferrato, limpresa multinazionale, che solo nella provincia di Alessandria è accusata di aver causatola morte per tumore di 2272 persone. Lazienda è stata chiusa nel 1986, ma solo ora si è arrivati al processo. Si tratta di una storia esemplare, per capire la mancanza di una cultura della sicurezza sul lavoro, che purtroppo abbiamo in Italia e in tutto il mondo, visto che lamianto è ancora usato in parecchi paesi, Cina in testa. Purtroppo è una storia non ancora finita. Lamianto è stato bandito per legge in Italia nel 92, ma i suoi effetti nocivi durano per circa 30 anni, dunque fino agli anni 20 del nuovo secolo ci potrebbero essere casi di tumore, per essere entrati in contatto con questo elemento, fino a pochi anni fa, molto diffuso nelledilizia. Questa storia è raccontata nel libro La lana della salamandra, edizioni EDS, dal giornalista del settimanale A Giampiero Rossi. Il titolo fa riferimento alla leggenda, che identifica lamianto, per la sua solidità e flessibilità, con una sostanza magica, la stessa di cui sarebbero fatte le salamandre, considerate resistenti al fuoco. Sullargomento segnaliamo anche: Bastava poco, un libro, che raccoglie le testimonianze di 9 persone che hanno subito infortuni sul lavoro nel corso del 2008, e che spiegano come appunto spesso gli infortuni siano causati dallincuria, dalla mancanza di prevenzione. Il libro è edito dalle ACLI ed è scaricabile da internet sul sito www.patronato.acli.it. Secondo i dati del FMI gli effetti della crisi globale colpiranno in modo durissimo lAfrica: Il direttore del Fondo Strauskann ha detto che addirittura potrebbero scoppiare sommosse e persino guerre, a causa della miseria. Jean Cristophe Servant e Anne-Cécile Robert sono due giornalisti francesi che hanno cercato di capire le prospettive dellAfrica di oggi, soprattutto osservando le potenzialità, ma anche i rischi della presenza cinese nel continente nero. Il saggio si intitola "Afriques, années zéro", "Africa, anni zero", ed è pubblicato dall'editore francese L'Atalante. Giancarlo Rossi ha intervistato Anne-Cécile Robert, giornalista del mensile "Le Monde diplomatique". Sullargomento segnaliamo anche: Leoni dAfrica, padri e padroni del 900 nero, di Pier Maria Mazzola, giornalista di Nigrizia, che racconta per Epoche le biografie degli uomini, che nel bene e nel male hanno cambiato la storia dellAfrica. Ancora L'Africa umiliata di Aminata Traorè, Avagliano. Ora ci concentriamo su un testo molto particolare, che viene dallafrica. Si tratta in un certo senso del primo libro mai scritto da un africano, o meglio del primo racconto di un africano, pubblicato come libro in occidente. E unopera del 700 tradotta già in 30 lingue, nel 99 ne sono usciti in Italia alcuni capitoli, ma solo ora esce ledizione integrale. Il titolo è Lincredibile storia di Equiano Olaudah, edizioni Epoche. Equiano Olaudah è nato alla metà del 700 nellattuale Nigeria. Fatto schiavo da bambino, viene deportato in America, ma riesce ad affrancarsi e vive davvero incredibili avventure. Purtroppo si tratta di una vicenda non diversa dalle tante storie di uomini e donne dei giorni nostri, schiavi legali in tanti paesi del mondo, o schiavi di fatto in paesi cosiddetti civili. Sentiamo la traduttrice e curatrice Giuliana Schiavi, che insegna inglese alla Scuola Interpreti di Vicenza.
Gli italiani hanno paura. Ci si chiude in casa, aumentano le vendite di sistemi di allarme, gli allevamenti di cani hanno continue richieste di clienti, che vogliono un cane da difesa. In molte citta si organizzano ronde di cittadini. Addirittura la questione sicurezza è stata una delle cause scatenanti della caduta del governo Prodi. I dati delle questure però parlano di una microcriminalità in continuo calo dal dopoguerra a oggi e di un paese che in Europa ha il piu alto numero di agenti delle forze dellordine, in proporzione agli abitanti. Eppure i media incentrano i loro sommari sulla cronaca nera e anche un fatto avvenuto nella lontana Alabama, come lomicidio plurimo di questi giorni, o in Germania, come la strage a scuola, contribuisce al clima di paura nelle nostre città. Per capire meglio questa contraddizione, che condiziona anche gli interventi di sindaci e governanti, sentiamo il parere di uno scienziato della società, il professor Giandomenico Amendola, che ha insegnato in Italia e in America sociologia urbana, ora è docente a Firenze, e che è stato consulente di vari sindaci italiani. Amendola è curatore del testo Città, criminalità, paure, edito da Liguori, 60 piccoli saggi, che prendono spunto dai vocaboli della paura urbana: da abitazione a tolleranza zero. E' appena uscito presso l'editore Sossella "Tre poesie e alcune prose", un'ampia raccolta delle opere di Roberto Roversi, uno degli autori più importanti del secondo dopoguerra, che vive da anni appartato a Bologna. Giancarlo Rossi ha intervistato il curatore, il poeta Marco Giovenale, che parla anche della sua ultima opera: Soluzione della materia edizioni La Camera Verde. La settimana scorsa con Rita Di Giovacchino abbiamo raccontato il contesto di intrighi che ha fatto da sfondo alla scomparsa di Emanuela Orlandi e abbiamo ricordato come la testimonianza di Sabrina Minardi, excompagna di un boss della banda della Magliana, che parla di rapimento appaltato, sia al vaglio della magistratura. Oggi sentiamo lopinione di un giornalista, che non crede alla Minardi e anzi ha raccolto nel 2003 la testimonianza di due persone, secondo cui il caso Orlandi è un bruttissimo, ma banale caso di violenza sessuale, finito in disgrazia. La ragazza è morta subito, la sera in cui è scomparsa il 22 giugno del 1983. La fonte riservata rivela anche il luogo della tragedia: una villa alla Salita Monte del Gallo, una strada tutta curve, appena fuori dalle mura Vaticane. Questa rivelazione arriva alla fine di un lungo lavoro di analisi dei fatti, che già portava il nostro ospite a concludere che non si trattasse di un sequestro, opera di terroristi o delinquenti comuni. In Vaticano qualcuno sa, ma protegge un segreto avuto forse in confessionale, e in piu ci sono le norme della Chiesa su come trattare con riservatezza i casi di pedofilia. Lautore è il giornalista de LEspresso Pino Nicotri, che ha già pubblicato nel 2002 il libro Mistero Vaticano e che è ora in libreria con Emanuela Orlandi, la verità, Baldini e Castoldi Dalai.
Libro stampato o libro su internet, libro a pagamento o libro da consultare gratis? Come diffondere la cultura?Sono alcuni dei temi su cui gli editori e le biblioteche dibattono da alcuni anni. Chi legge libri in Italia è sempre una minoranza, anche se stabile, circa il 7 percento della popolazione. E innegabile che internet abbia allargato la fascia dei lettori, ma spesso sul web non si cercano contenuti culturali, ma di intrattenimento. Presentiamo oggi uniniziativa in controtendenza: la Edup, legata alla Upter, lUniversità Popolare di Roma, mette sul suo sito 100 libri in formato pdf, che si possono scaricare gratuitamente dal sito www.edup.it. Sentiamo Francesco Florenzano, presidente della Upter. In settimana sono stati resi noti i risultati dei test di ingresso alla facoltà di lettere dellUniversità Ca Foscari di Venezia. Ben il 44 percento dei ragazzi, quasi tutti diciottenni con maturità classica, è stato bocciato. Commessi errori grossolani di ortografia, di grammatica e sintassi. Perché questa ignoranza? E il risultato delluso eccessivo di telefonini e computer , di troppa televisione o in fondo gli italiani sono sempre stati ignoranti? Sentiamo un giovane scrittore, Gabriele Dadati, classe 1982, autore di Sorvegliato dai fantasmi, edizioni Barbera. La regione del Caucaso torna periodicamente in primo piano nelle cronache per conflitti tra etnie che pòi hanno importanti conseguenze a livello geopolitico. Oltre alla questione cecena e alla guerra dellestate 2008 tra Georgia e Russia, ci sono tanti conflitti minori interni ai vari stati. Delle ragioni di questa instabilità, che mette poi a rischio anche lo sfruttamento delle fonti energetiche, si occupa il giornalista svizzero Vicken Cheterian nel suo saggio "War and peace in the Caucasus", "Guerra e pace nel Caucaso", pubblicato dall'editore inglese Hurst. Giancarlo Rossi lo ha intervistato. La triste vicenda di Emanuela Orlandi, la ragazza di 15 anni, scomparsa al centro di Roma, davanti al Senato, nel 1983, è tornata in primo piano nellestate del 2008, a seguito delle dichiarazioni di Sabrina Minardi, per anni compagna di uno dei boss della banda della Magliana: Enrico Depedis. Secondo la donna, Emanuela sarebbe stata rapita ed uccisa 6 mesi dopo, per mandare un segnale ricattatorio a qualcuno molto in alto, forse addirittura a Giovanni Paolo II. Al centro del ricatto non si sa cosa ci fosse di preciso, ma probabilmente la questione era quella del denaro, che il Banco Ambrosiano aveva perso col suo fallimento, denaro anche di provenienza poco chiara, denaro che invece il Vaticano non aveva perso. La magistratura, che in tanti anni non ha trovato niente di concreto sul caso, sta verificando le affermazioni della Minardi, anche se finora non sono stati trovati riscontri. Quello però che è innegabile è che intorno alla vicenda ci sia qualcosa di misterioso. Strani messaggi arrivati alla famiglia per mesi e poi interrotti, silenzi del Baticano, che ha sempre respinto le rogatorie italiane. Cè insomma un contesto di intrigo internazionale, che è qualcosa di reale, di vero, indipendentemente da che fine abbia fatto Emanuela. Insomma cè un caso Orlandi, anche se forse non centra con la scomparsa della Orlandi. Di questo contesto, parliamo con Rita Di Giovacchino, giornalista del quotidiano Il Messaggero, che ha seguito i piu importanti fatti di cronaca recente del nostro paese e che da anni cerca di tirare le fila dei misteri italiani, ollegando appunto cronaca e storia. Ricordiamo il suo Libro nero della prima repubblica, edito da Fazi. Sempre presso Fazi è uscito ora Storie di alti prelati e gangster romani. Sulla vicenda Orlandi torneremo la settimana prossima con un punto di vista diverso.
In Europa 3 persone su 10mila, lo 0,03 percento, vivono per strada. Sono i barboni, i clochards, quelli che la burocrazia definisce senza fissa dimora, uomini e donne, che, per i motivi piu vari, hanno perso i contatti con le cose piu normali della vita: il lavoro e la famiglia. Linverno sta finendo e anche questanno si contano i morti, che il gelo ha lasciato sulle strade, ben 8 finora. I senza fissa dimora, edizioni Paoline fa il punto sui numeri e le possibili soluzioni del problema. Il saggio è curato da Gioacchino Lavanco e Massimo Santinello, entrambi docenti universitari di Psicologia. Sentiamo Santinello, che insegna a Padova. Caduti Saddam Hussein e i Talebani in Afganistan, LIran è considerato il nemico numero uno delloccidente, il paese che vuole cancellare Israele, il paese che vuole la bomba atomica, in violazione dei trattati internazionali. LIran però è anche il paese che sorprendentemente e nonostante le sanzioni, fa piu affari con loccidente. Noi italiani siamo i primi esportatori in Iran, ma addirittura Israele commercia con gli Ayatollah. . Lamministrazione Obama ha deciso di voltare pagina nel confronto con lIran e si sta muovendo verso un accordo, che riconosca agli ayatollah un ruolo di potenza locale, in cambio di un loro impegno per una pace duratura in unarea, come quella del golfo, che assicura al mondo il 40 percento del petrolio e del gas consumati ogni anno. Di recente anche il ministro degli esteri Frattini ha proposto di coinvolgere lIran nella soluzione della guerra afgana. In Iran, 70 milioni di abitanti, un territorio 5 volte quello italiano, si terranno il 12 giugno le elezioni presidenziali e la vittoria dei moderati potrebbe andare incontro ad Obama. Sentiamo due pareri discordanti, ma non inconciliabili. Partiamo con un politologo, che ci mette in guardia sui pericoli dellatomica iraniana e ascoltiamo poi un giornalista, che ci parlerà di quello che in Iran fa ben sperare. Partiamo con Emanuele Ottolenghi, direttore di un istituto di ricerca privato il Transatlantic Institut di Bruxelles, ed autore del libroLatomica iraniana, edizioni Lindau. A seguire, il giornalista Antonello Sacchetti, animatore del sito internet Il cassetto.it ed autore per Infinito di Misteri Persiani, i volti nascosti dellIran.
Il presidente americano Obama non ha escluso la riapertura delle relazioni diplomatiche con lIran, forse il nemico numero uno degli Stati Uniti. In questi anni il variegato mondo arabo ha guardato in due modi agli americani: amicizia dei governi, forte avversione dei cittadini, che in parte addirittura hanno simpatizzato con Bin Laden. Un Hussein alla Casa Bianca, edizioni Odoya, ci racconta come il mondo arabo ha seguito lascesa di obama e come il presidente dal nome arabo, Barak Hussein appunto, potrebbe convincere i paesi del medio oriente a trovare un accordo, per mettere la parola fine ad una guerra con Israele, che dura da 60 anni. Il testo è una raccolta di saggi, anche di autori stranieri, curata da Donatella Della Ratta e Augusto Valeriani. Abbiamo sentito questultimo, che è ricercatore alla facoltà di Scienze Politiche di Bologna. Sullargomento segnaliamo anche Che fine ha fatto Bin Laden, Fandango, un reportage del giornalista americano Morgan Spurlock, che ha visitato tutti i paesi arabi ed asiatici in cui si ritiene si possa nascondere lo sceicco del terrore. Ne è uscita una riflessione molto profonda sulle cause del terrorismo. . Per capire il mondo arabo di oggi tramite il racconto letterario, ricordiamo Hotel Allah, raccolta di racconti di Giorgio Gigliotti, edizioni Coniglio. Ateniese vissuto nel V secolo A.C Socrate mori a 70 anni nellanno 399, a seguito di una condanna a morte per aver diffuso una nuova religione e per aver corrotto la gioventu. Socrate ha creato la filosofia occidentale: il suo continuo domandare che cosè, rappresenta la nascita dellastrazione, del ragionamento sulle cose, che appunto diventa poi la filosofia da Platone a Hegel. Socrate è un personaggio, che ha ispirato testi letterari e filosofici in tutta la storia. Anche questanno sono molte le pubblicazioni su di lui. Ne abbiamo scelta una non scientifica e anzi molto divulgativa; si tratta di un romanzo, per cosi dire giallo storico, per di piu scritto da un medico, quindi da un semplice appassionato: Giorgio Albonico, autore de Il segreto di Socrate, edizioni Robin La storia francese degli anni della seconda guerra mondiale è ancora ricca di segreti. Solo a partire dagli anni 80 si è cominciato a scrivere sulla collaborazione francese con i nazisti. Negli ultimi tempi si indaga sulle divisioni tra socialcomunisti e destra negli anni 30, divisioni che hanno favorito la sconfitta del 1940 con la Germania e la nascita della repubblica satellite di Vichy. Annie Lacroix-Riz, docente di storia contemporanea all'Università di Parigi 7, ha pubblicato presso Armand Colin il saggio "De Munich à Vichy", "Da Monaco a Vichy", un'analisi delle forze in campo in Francia prima della seconda guerra mondiale. Il saggio è la prosecuzione di La scelta della sconfitta, in cui lautrice ha scoperto come la grande finanza francese avesse scommesso sulla vittoria di Hitler, considerato il cavallo vincente per leconomia europea. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autrice.
Continuiamo lanalisi della crisi economica globale, con la proposizione di punti di vista sulle sue cause e le possibili soluzioni. L'ultimo saggio di Ignacio Ramonet, giornalista spagnolo ex direttore del periodico francese "Le Monde diplomatique" si intitola "Le Krach parfait", "Il crac perfetto" ed è pubblicato dalle Editions Galilée. E un punto di vista classicamente antiliberista, che sarebbe stato passatista fino a qualche mese fa, ma che ha oggi a supporto la politica della stessa amministrazione Obama, visto che il presidente ha detto al Senato che gli strumenti tipici del liberismo, gli sgravi fiscali, non sono sufficienti, per affrontare i problemi del presente. Sentiamo Ramonet, al microfono di Giancarlo Rossi Guardare un problema da fuori è sempre importante, perché consente di avere un quadro dinsieme dei fenomeni. Da fuori appunto, dalla Francia in particolare, viene il professor Marc Lazar, docente di Sociologia della Politica alluniversità di Parigi IEP, Institut dEtudes Politiques, ma attivo per un anno dal 2007 al 2008, alla LUISS di Roma. Lazar, già autore di libri sullItalia come La democrazia alla prova, Laterza, è ora in libreria con LItalia sul filo del rasoio, Rizzoli. La sua esperienza di lavoro nel nostro paese ha coinciso con lanno in cui è caduto il governo Prodi, è nato il Partito Democratico, ed è tornato a Palazzo Chigi Berlusconi con il progetto del PDL. Novità quindi, ma anche ritorno del già visto e proprio questo è il giudizio di Lazar sul nostro paese, unItalia immobile e mutevole, dove i partiti si attaccano, si delegittimano, ma poi fanno compromessi, unItalia, che avrebbe bisogno di riforme, sempre rinviate, un paese ricco di talenti intellettuali, costretti spesso ad espatriare, un paese insomma aperto alla modernità, che avrebbe bisogno di essere governato ed indirizzato.
Nelleconomia spagnola sta avvenendo in questi giorni quanto già è successo negli Stati Uniti e in Giappone: cè un forte calo della domanda di case da comprare, ed un relativo crollo dei prezzi. La situazione spagnola è simile a quella italiana, con tanti proprietari e pochi affittuari e questo fa temere per il futuro del nostro paese. Analisi e possibili soluzioni della bolla immobiliare spagnola sono contenute nel libro "De la quimera inmobiliaria al colapso financiero", "Dalla chimera immobiliare al collasso finanziario, del professor Josè Garcia Montalvo, docente di economia allIstituto Pompeu Fabre di Barcellona. Leditore è Antoni Bosch, lintervista con lautore di Giancarlo Rossi. Parliamo adesso di magia e potere, non scienza e potere, non religione e potere, ma appunto magia, ciòè tutto quel complesso di idee ed azioni, che vanno dallastrologia, allo spiritismo, che nei secoli passati erano allordine del giorno della vita politica, pensiamo solo al ruolo che gli indovini avevano nelle decisioni dei generali e dei consoli romani, ma che anche ai giorni nostri condizionano impensabilmente le scelte di molti leader. La memoria va ovviamente al caso Moro, quando da un lato un gruppo di professori tra cui Romano Prodi tenne una seduta spiritica, per conoscere il luogo della prigione, dallaltro lo stesso ministro dellInterno Cossiga consultò un veggente. Per addentrarci in questa controstoria, ci facciamo aiutare da Giorgio Galli, docente emerito di Storia delle Dottrine Politiche, allUniversità degli Studi di Milano. Galli, famoso esperto di storia italiana del 900, è autore anche di vari saggi sul tema del rapporto tra politica ed esoterismo: Magia e potere, Lindau, Hitler e il nazismo magico, Rizzoli, Politica ed esoterismo allombra del Cremlino, Hobby & Work,Stelle rosse, astrologia neoilluminista ad uso della sinistra, Alacran, Appunti sulla new age, Kaos e infine Cromwell e Afrodite, Kaos. Approfondiamo lo stesso tema, mettendo a fuoco il periodo della Roma repubblicana. Lo facciamo parlando di un romanzo La storia strana di Amulio e Marco, uscito presso le Edizioni Associate, e scritto dalla giornalista Ivana Zomparelli.
Le cronache di giornali, radio e tv, sono piene di notizie sulla violenza contro le donne. Si parla in particolare di due casi che colpiscono molto il cuore e la mente di tutti. 5 persone, che aggrediscono una coppia in auto un giovedi sera qualsiasi, una violenza brutale ad una festa di piazza a capodanno. Se guardiamo però a quello che dicono le denunce alla polizia e le ricerche sociologiche, le violenze di strada, da parte di balordi, sono molto rare; molto diffuse invece le violenze domestiche. LIstat parla di un milione e duecentocinquantamila casi allanno, di violenze subite da parte di persone che la vittima conosce, e specifica che le denunce sono solo il 20 percento degli episodi realmente avvenuti. Se dunque è chiaro che le donne devono mantenere alta la guardia, quando escono di casa, i dati dicono che gli episodi di violenza su di loro non sono un fatto di ordine pubblico, che si può risolvere con la forza militare, ma un problema culturale, che attiene a come i sessi si considerano a vicenda, un problema principalmente di educazione. Sentiamo la professoressa Patrizia Romito, docente di Psicologia Sociale a Trieste, che per Franco Angeli ha appena pubblicato il testo, tradotto in tre lingue, Un silenzio assordante, la violenza su donne e minori. Una storia della politica in Italia tramite i numeri dei voti dalle elezioni del 1861 a quelle del 2008, questo il contenuto dellAtlante storico-elettorale dItalia, edito dalla Zanichelli. Non è unopera di erudizione, con dati da consultare per curiosità, ma un testo scientifico, che ci fa capire come è cambiata nel tempo e nello spazio, da un lato la partecipazione al voto, dallaltro la presenza dei vari partiti nelle diverse città e regioni. Al testo è allegato un cdrom, che contiene comune per comune tutti i risultati delle varie elezioni. Lopera è curata dallIstituto Cattaneo di Bologna, impegnato da decenni nello studio dei dati elettorali, e in particolare dalla professoressa Maria Serena Piretti, docente di Storia Contemporanea allUniversità di Bologna, e dal professor Piergiorgio Corbetta, che nello stesso ateneo insegna Metodologia della ricerca Sociale. Sentiamo lintervista con questultimo. Nel piano di rilancio delleconomia del presidente americano Obama, pensiamo al caso dellindustria dellauto, un posto di primo piano è occupato dallo sviluppo delle energie alternative, per ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio. In molti dicono che non sia un caso che il prezzo del greggio sia diminuito cosi tanto dopo lelezione di Obama: lo si vuole rendere competitivo rispetto alle nuove energie, che richiedono forti investimenti iniziali. Molte delle guerre degli ultimi anni sono state combattute per il controllo del petrolio e di altre materie prime: gas, uranio, nichel, oro, diamanti. In futuro le grandi potenze, ed in particolare Stati Uniti e Cina, potrebbero invece decidere di accordarsi, per definire uno sviluppo piu a misura duomo. Per ora però resta fortissimo limpatto negativo sulla popolazione civile dei paesi poveri, di questa corsa alle ricchezze del loro sottosuolo. Tutte le questioni strategiche, scientifiche e geopolitiche collegate con le materie prime sono spiegate in modo semplice nell'ultimo saggio dello storico statunitense Michael Klare, docente all'università dello Hampshire, dal titolo "Rising powers, shrinking planet", "Potenze emergenti, pianeta che si rimpicciolisce", pubblicato da Metropolitan Books. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Secondo le previsioni economiche dell'Unione Europea, l'Italia vivrà un brutto 2009. Il deficit tornerà a sforare i parametri di Marstricht, toccando il 3,8 percento del prodotto; la disoccupazione raggiungerà l'8,2 percento. Il governo Berlusconi, a differenza di altri esecutivi occidentali, non propone contro la crisi grandi interventi di spesa, con la motivazione del troppo alto debito pubblico. E' un circolo vizioso quello del debito: basti pensare che ben il 18 percento della spesa pubblica, che è pari in Italia alla metà del PIL, viene impiegato per pagare gli interessi sul debito. Un'analisi molto precisa dei conti pubblici e dei motivi per cui i vari governi hanno sempre fatto fatica a risanarli, è contenuta nel libro "La finanziaria siamo noi" edizioni Chiarelettere di Stefano Lepri. L'autore, giornalista economico del quotidiano La Stampa ed insegnante di giornalismo all'Università La Sapienza di Roma, racconta chi sono i responsabili del fatto che i cosiddetti cordoni della borsa pubblica siano sempre lenti. Il 17 gennaio è stata la giornata del dialogo ebraico-cristiano.: un confronto considerato impossibile un secolo fa ed invece messo in piedi da Papa Giovanni nel Concilio. Il turista che faccia una visita guidata alla sinagoga di Roma e ascolti la storia del ghetto, ciòè del luogo della segregazione a cui erano costretti gli ebrei, si sente poi dire che "finalmente" nel 1870, con l'arrivo dei piemontesi a Roma, gli ebrei avevano potuto andare ad abitare dove volevano. Una storia insomma di millenarie incomprensioni e violenze. Una storia che ovviamente tocca poi anche i rapporti tra Vaticano e stato di Israele, che si sono irrigiditi, dopo le ultime dichiarazioni di Benedetto XVI e del cardinal Martino sull'offensiva israeliana contro Gaza. Il punto della situazione è ben articolato nella raccolta di saggi "Ebrei e cristiani, 2000 anni di storia, la sfida del dialogo", edizioni Paoline. Il testo, che contiene interventi di Enzo Bianchi, Amos Luzzatto e Giovanni Miccoli, è curato da Piero Stefani, docente di giudaismo presso la facoltà teologica dell'Italia settentrionale di Milano e di dialogo ebraico-cristiano presso un istituto di studi ebraici di Venezia. Sentiamo l'intervista Dalla giornata del dialogo ebraico-cristiano a quella della memoria, che si celebra in moltissimi paesi il 27 gennaio, a ricordo della liberazione del campo di Auschwitz. Presentiamo un saggio, edicato alla shoa, ne è autore il professore tedesco Peter Longerich, direttore del centro di ricerca sull'olocausto dell'università di Londra Royal Holloway and Bedford New College. Longerich è autore di biografie dei nazisti Goebbels e Himmler, pubblicate in Italia da Einaudi, e del recente saggio dal titolo "Non ne sapevamo nulla", uscito in Germania e tradotto in Francia dalle edizioni Héloise d'Ormesson. Sentiamo l'intervista di Giancarlo Rossi
Passato lanno 2000, è sulla data del 2012 che si appuntano le paure di una possibile fine del mondo. Sono molte le profezie che indicano questo anno come fatidico. Anche la scienza però ci dice che da un lato il sistema solare sta attraversando un periodo di instabilità, dallaltro che sulla terra, un po a causa delluomo, un po per motivi geologici, stanno succedendo fenomeni poco comprensibili: il campo magnetico presenta delle falle e il vulcano di Yellowstone, fermo da 600mila anni, sembra vicino al ritorno allattività. Lo scienziato Stephen Hawking sostiene che invece saranno le armi biologiche, sfuggendo al controllo delluomo a causare la nostra estinzione; in tanti poi ricordano come larsenale nucleare quello schedato e quello clandestino, sia sempre a rischio incidente. Se di fine del mondo vera e propria si può parlare solo per la morte del sole, cosa che dovrebbe avvenire tra circa 4 miliardi di anni, è innegabile che siano in corso delle trasformazioni. E appunto di un cambiamento legato anche al comportamento delluomo, parlano le profezie, da quelle di Fatima, a quelle degli antichi egizi, a quelle dei maya. Fa il punto della situazione la giornalista e studiosa Paola Giovetti, autrice di 2012, fine del mondo o fine di un mondo? Edizioni Mediterranee, sullargomento segnaliamo anche: Il mondo senza di noi di Alan Weisman, Einaudi, Dallapocalisse allecocidio di Massimo Centini, Ananche, Apocalisse 2012, unindagine scientifica sulla fine della civiltà di Laurence Joseph, Corbaccio e Sopravvivere al 2012 di Patrick Geryl, edizioni Macro. Il governo israeliano ha deciso di attaccare con durezza la striscia di Gaza, affidata dal 93 allAutorità Palestinese e guidata dal 2006 dal movimento di Hamas, a seguito di una divisione interna agli stessi palestinesi. Si tratta di una vicenda in cui è molto difficile individuare torti e ragioni e in cui forse tutti dovrebbero fare un passo indietro. Cerchiamo di capire come si è arrivati a questa situazione di stallo violento, ripercorrendo la storia degli insediamenti ebraici in Medio Oriente. Ci aiuta il professor Massimo Campanini, docente di Storia Contemporanea dei paesi arabi allUniversità Orientale di Napoli. ricordiamo due dei suoi tanti saggi: Storia del Medio Oriente, 1798-2006, Il Mulino e Il Corano e la sua interpretazione Laterza, sul tema segnaliamo anche Breve storia di Israele Di Claudio Vercelli, Carocci. Per capire meglio il punto di vista dellopinione pubblica e del governo israeliani, abbiamo sentito un testimone diretto, il collega Eric Salerno, che vive e lavora a Gerusalemme, da dove è corrispondente per il quotidiano Il Messaggero.
Puntata monografica quella di oggi, dedicata al 35esimo anniversario del colpo di stato del Cile, l11 settembre 73, con il suicidio o lomicidio (forse non lo sapremo mai) del presidente Allende e la nascita di un regime militare, durato fino al 90. Si tratta di un argomento su cui 30 anni fa in Italia ci si appassionava come per la guerra in Vietnam, ma che ora interessa solo gli specialisti. Il Cile ha ritrovato la democrazia, presidenti democristiani e socialisti si sono succeduti, il dittatore Pinochet è morto e forse si può tentare un bilancio storico di quegli anni. Augusto Pinochet, morto nel 2006 a 91 anni, aveva perso limmunita parlamentare, era agli arresti domiciliari da un anno, doveva essere processato per le torture e gli omicidi della dittatura, ma anche per aver esportato denaro in paradisi fiscali. Tuttavia questo era avvenuto solo a partire dal 2004 (14 anni dopo la fine del regime) e soprattutto solo dopo che Pinochet era stato indagato in Spagna nel primo caso di processo internazionale ad un leader politico, basato sui trattati ONU contro la tortura. Ai funerali del generale erano presenti 60mila persone e il ministro della difesa non ha potuto negare la sua presenza, trattandosi di esequie militari ufficiali. Anche la tomba di Pinochet è luogo di pellegrinaggio e a lui, come sentiremo è dedicata una fondazione, molto popolare. Ripercorriamo dunque la cronaca del golpe e degli anni del regime con la testimonianza diretta di alcuni protagonisti. Bibliografia: Una voce sopravvissuta a Pinochet, di Luis Munoz, Baldini e Castoldi Dalai, Voci dal Cile, echi dallItalia, di Carlotta Venturi, Ibiskos, La donna del riscatto: Michelle Bachelet, di Patricia Majorga, Ed Lavoro, Salvador Allende, anatomia di un complotto organizzato dalla CIA di Patricia Verdugo, Baldini e Castoldi Dalai, Il condor nero di Patricia Majorga Sperling e Koopfer, Una rivoluzione capitalista, Il Cile laboratorio del neoliberismo di Tomas Moulian, Mimesis, In Sudamerica, 30 anni di reportages di Italo Moretti, Sperling e Koopfer. . Per una ricostruzione letteraria degli eventi: La casa degli spiriti di Isabella Allende, Feltrinelli e Il generale e il giudice di Luis Sepulveda, Tea.
E' il 12 dicembre ed è l'anniversario, ormai è difficile tenere il conto, della strage di Piazza Fontana, (17 morti a Milano nel 1969). Fu la prima di una lunga serie, e a tanti anni di distanza non si sa ancora chi mise quella bomba e perché. Sappiamo che in tanti volevano fare la rivoluzione, sappiamo che c'erano delle pressioni internazonali da Washington e da Mosca, sul nostro paese, ma un racconto per cosi' dire, non storico, di scenari, ma poliziesco di colpevoli, moventi e armi del delitto non lo possiamo ancora fare. In questa ricorrenza, ci occupiamo di una strage davvero dimenticata, tanto da non essere nemmeno annoverata nel numero degli episodi legati ai "misteri d'Italia". Si tratta del caso Moby Prince, il traghetto bruciato nel 1991 mentre usciva dal porto di Livorno, causando la morte di 140 persone. Un caso su cui dopo un processo che non ha portato a niente, si sono riaperte le indagini nel 2006, anche se tutto pare portare ad una nuova archiviazione. Ricostruiamo questa storia seguendo la traccia di un libro: "Moby Prince" di Enrico Fedrighini, edizioni Paoline.
Colpo di stato a Ciecagna, di Sergio Prelato e Marco Pronello, edizioni Nuovi Poeti, è un romanzo per cosi dire fantozziano. Tre nonvedenti, Fanale, lunico con un piccolo residuo visivo, Talpa e Pipistrello, stanchi dei disagi quotidiani, dovuti alla disattenzione della gente, ma soprattutto dellatteggiamento ambiguo degli stessi disabili, decidono di fare un golpe e di attentare alla vita di Eternit, linossidabile presidente dellassociazione dei disabili, di un pianeta immaginario. Il 3 dicembre è stata la giornata internazionale della disabilità, mentre il 13 sarà in italia in occasione di Santa Lucia, sarà la giornata dei nonvedenti. La condizione dei disabili nel mondo è molto varia, si va dalle società tribali, dove, contrariamente a quanto si creda i nonvedenti hanno ad esempio un ruolo preciso e non sono esclusi, fino alle società piu organizzate, dove i disabili sono assistiti in centri speciali o nelle scuole normali, e poi piu o meno integrati nella vita comune. In generale le persone normali dividono i disabili in due categorie, i geni, alla Stevie Wander, o Alex Zanardi ( il giudizio è: come sono bravi, nonostante landicap), oppure quelli che vivono ai margini, i centralinisti, quelli che vengono assistiti dalla a alla z, dal fare la spesa, al recarsi al lavoro al leggere il giornale, e per la gente è ovvio che sia cosi: non possono fare da soli. Nel libro che presentiamo oggi, gli autori, due quarantenni torinesi lanciano una forte provocazione. La domanda che si pongono è questa, ma i disabili sono davvero scontenti dei disagi che incontrano, vogliono davvero un mondo senza auto parcheggiate sul marciapiede, con i semafori sonori, con i libri elettronici? Sentiamo la risposta dei due autori e anche di Pipistrello, nella vita reale Sergio Polin, curatore del sito legato al libro: www.pianetaciecagna.net. Sullargomento segnaliamo anche un simpatico e semplice fumetto, realizzato dallUnione Ciechi di Asti, si intitola Buon compleanno Jack, racconta quanto sia difficile per dei ragazzi nonvedenti attraversare la città, per andare il sabato ad una festa di compleanno. Sulla vita di una persona straordinaria, segnaliamo Vedere con il cuore, Corbaccio, di Sabrije Tenberken, la donna nonvedente, che da anni aiuta i bambini ciechi del Tibet. Per capire le varie sfaccettature del mondo dei nonvedenti italiani I ciechi non sognano il buio a cura di Mauro Marcantoni, edizioni Franco Angeli, sono tanti ritratti di persone che fanno i lavori piu vari. Infine Il sasso nello stagno edizioni Palomb i e Partner di Tommaso Daniele, il presidente dellUnione Italiana Ciechi, che racconta la sua vicenda dallinfanzia quando una bomba inesplosa gli tolse la vista, fino ai suoi successi professionali e associativi. Allarghiamo ora lo sguardo al tema generale di tutte le categorie deboli della società. Chi sono i perdenti delloccidente? E' il tema che affronta Heinz Bude, sociologo tedesco che insegna all'università di Kassel, nel suo saggio "Die Ausgeschlossenen", "Gli esclusi", pubblicato in Germania dall'editore Hanser. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Se precipita un aereo, la notizia viene riportata da tutti i media del mondo. Se poi la causa del disastro è lincuria delluomo, la denuncia è ancora piu forte. I morti causati dalle automobili invece compaiono solo nella cronaca locale di giornali e televisioni. I grandi media raccontano solo i casi di scontri che coinvolgano decine di auto, o la morte di un bambino o di unintera famiglia, o magari di una persona importante. Il commento in genere è che si tratta di una fatalità, di un triste destino e appunto si parla di incidente, ciòè, come spiega il dizionario, di un fatto casuale. Tante persone hanno paura a prendere un aereo, senza considerare che si muore molto di piu, incomparabilmente di piu in strada e sempre per colpa della disattenzione di qualcuno ai limiti di velocità o ai divieti di transito. Un documentato quadro della situazione e unanalisi dei possibili rimedi, sono contenuti nel saggio La strage continua, edizioni Chiarelettere di Elena Valdini, una giovane giornalista e studiosa, già autrice di un libro su Fabrizio Deandre. Sentiamo cosa ci ha detto, partendo da un problema, che ha dellincredibile: non sappiamo nemmeno bene quante persone ogni anno muoiano sulla strada. Presentiamo le prime uscite di una collana delleditore EDS, intitolata Carta Bianca, e curata dallo scrittore Angelo Ferracuti. Si tratta di testi dinchiesta sui problemi del presente, che però siano raccontati col linguaggio e lo stile del romanzo. E gia in libreria un testo di Mauro Minervino La Calabria brucia, dedicato appunto alle emergenze calabresi, dagli incendi alla Ndrangheta,; presentiamo qui in modo piu approfondito Napoli bene, salotti, clienti ed intellettuali nella capitale del mezzogiorno, di Lucio Iaccarino. Lautore è politologo, è stato docente allOrientale e collabora con il quotidiano Repubblica.
Il governo ha deciso una serie di tagli di bilancio per il settore dellistruzione, come per tutte le voci della spesa pubblica. La finanziaria approvata il 6 agosto 2008 prevede quasi 8 miliardi di euro di tagli per la scuola dal 2009 al 2012. Il cosiddetto decreto Gelmini di ottobre ha definito questi tagli, parlando di 87mila posti di lavoro in meno. Di qui le proteste studentesche, che si susseguono e vedono insieme studenti universitari e medi. I numeri della scuola italiana sono molto diversi da quelli della media europea. Da noi ci sono piu insegnanti, uno ogni 10 studenti, contro uno ogni 12 o 16 di altri paesi, ed anche la spesa è in media piu alta di un punto. Abbiamo 800mila professori contro i 600mila della Francia, che ha la nostra stessa popolazione. Tuttavia altrove ci sono molte figure professionali diverse dagli insegnanti, che lavorano attivamente nella scuola e non hanno un ruolo limitato, come i nostri bidelli. In realtà la scuola italiana è molto diversa a seconda della geografia. Si va da istituti con centinaia di computer e rendimenti altissimi, a scuole senza certificato antincendio, con magari due o tre computer. Quello che sorprende è il fatto che si vada sempre avanti verso il baratro, senza che si riesca a trovare una soluzione. Lunica risposta della politica, dal 1990 a oggi, sono le riforme programmatiche e le richieste di tagli di spesa: in 18 anni un sesto di fondi in meno. Difficile, forse impossibile trovare appunto una soluzione, ma di certo è importante raccontare dal di dentro la realtà della scuola italiana. Lo fa un professore precario da ventanni, nato a Taranto e residente in Brianza, che ha insegnato Diritto in piu di 20 scuole diverse ai 4 angoli del paese. Il suo è un libro un po racconto, un po pamflet, molto amaro, ma anche molto divertente, che rivela comunque un grande amore per il mestiere di insegnante. Il titolo è Beata ignoranza, leditore Fandango, lautore Cosimo Argentina: sentiamo lintervista. I ragazzi, secondo molti studi, chiedono un po di autorevolezza ai loro insegnanti, quella che non trovano oggi in famiglia e nella società. Niente maniere forti, ma un punto di riferimento, basato su un esempio di moralità anzitutto. Certo questo è il loro desiderio, ma la realtà è ben diversa. Gli imbrogli in classe sono allordine del giorno. Si parla spesso di bullismo, di violenza, di mobbing, come dei mali piu grandi della scuola, senza ovviamente considerare i gravi problemi delledilizia, ma si tratta di casi ben piu rari, rispetto ad un problema evidenziato da una ricerca delluniversità di Urbino, la cui gravità è resa ancor piu seria dal fatto di non essere riconosciuta. Stiamo parlando del copiare a scuola, dallo sbirciare sul foglio del compagno, al prepararsi con internet le soluzioni dei compiti in classe. I ragazzi imparano subito a imbrogliare e a farla franca, iniziando un cammino, che poi potrebbe portare allassenza di senso civico di tanti adulti. Si tratta di un problema del tutto sottovalutato dal mondo dei grandi. Il presidente del consiglio Berlusconi ricorda di aver passato per denaro il compito ai compagni di scuola. Il presidente della FIAT Montezemolo ha ammesso di aver copiato a scuola. Persino un intellettuale come Claudio Magris ha giustificato il copiare a scuola come un gesto di cameratismo e di solidarietà. Non è lo stesso in Germania o in America. Chi dice che la colpa è del 68 e della sua esaltazione dei trasgressori delle regole, chi che invece bisogna prendersela con la vecchia cultura italiana, quella della furbizia, del non pagare le tasse e del fare anzitutto i propri comodi. Il risultato è comunque che chi copia non impara e paesi come Cina e India ci stanno sopravanzando. Sentiamo il professor Marcello Dei, sociologo di Urbino, che ha organizzato per il suo ateneo il seminario studenti che copiano, in programma nella cittadina marchigiana il 27 e il 28 novembre.
Il presidente eletto degli Stati Uniti Barak Obama vuole abolire 200 leggi dellamministrazione Bush, per imprimere una svolta di 180 gradi al paese.Lo slogan della campagna elettorale yes we can è stato sostituito da uno ancora piu forte change can happen, il cambiamento sta per avvenire. Obama fa sognare, specie i piu poveri, parla di grandi cambiamenti in arrivo: una sanità gratuita come abbiamo in Europa, niente inquinamento, niente guerra in Iraq, dialogare con i nemici. Contemporaneamente, per essere eletto, il nuovo presidente ha dovuto firmare, metaforicamente, tutta una serie di cambiali alle lobby piu varie, che ora gli presenteranno il conto. Ma non è solo questa la zavorra, che rischia di fermarlo. In questo approfondimento ci poniamo una domanda solo apparentemente astratta: Obama ha la cultura politica ed economica, per guidare il cambiamento? Il mondo che vediamo, quello della globalizzazione, si è affermato per il fatto che negli anni 80 il presidente Reagan e la Signora Tatcher hanno messo in pratica le idee liberiste della Scuola di Chicago. Sono le stesse idee a cui anche Clinton e Blair, pur appartenendo a schieramenti progressisti, hanno legato le loro politiche. In piu oggi sono proprio i governi conservatori, da Bush, a Sarkozy, a proporre politiche di tipo socialdemocratico e keynesiano, con gli aiuti pubblici alleconomia. Obama ha una cultura alternativa? Ce la farà? Sentiamo leconomista Loretta Napoleoni, ricercatrice indipendente e consulente della televisione americana CNN. Tra i suoi libri pubblicati in vari paesi segnaliamo le edizioni italiane di: Economia canaglia, il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Il Saggiatore, I numeri del terrore, perché non dobbiamo avere paura Il Saggiatore , Terrorismo SPA Il Saggiatore e Al Zarkawi Marco Tropea Perché larte di avanguardia è considerata di sinistra, mentre quella contemporanea è ritenuta funzionale al capitalismo e le sue opere sono addirittura dei beni rifugio come loro. Chi decide il valore delle opere pittoriche e scultoree? Che cosa a che fare l'arte contemporanea con la crisi delle borse? Lo spiega l'artista francese Aude De Kerros nel suo saggio "L'art caché", "L'arte nascosta", pubblicato dall'editore Eyrolles. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autrice.
La Canzone del Piave rappresenta uno dei motivi e dei testi piu' famosi ed amati in Italia, non solo dalle persone di una certa età, ma anche dai giovani, tanto che ci sono anche sonerie dei telefonini con questa musica. Dal 46 al 47 fu inno non ufficiale della repubblica, e tuttora ci sono politici che lo vorrebbero al posto di Fratelli d'Italia. Scritta nel 1918 da Ermete Giovanni Gaeta, si dice che fu uno strumento di propaganda fortissimo per il morale dei soldati, abbattuto dopo la disfatta di Caporetto. A questo testo si contrappone la poesia alta di Clemente Rebora, grande poeta espressionista, prima fortemente favorevole alla guerra, igiene del mondo, e poi, come tanti dei poeti soldati, convinto sul campo dell'inutilità della strage. C'è un corpo in poltiglia, con crespe di faccia, affiorante sul lezzo dell'aria sbranata. Cosi' descrive Rebora la trincea, che invece la Canzone del Piave esalta come luogo si' di sofferenza, ma anche di gloria e potenza. Per la prima volta oggi le poesie e le prose di Rebora, dedicate alla guerra, vengono pubblicate in un volume, edito da Interlinea, grazie al lavoro di analisi e raccolta di Valerio Rossi. Il titolo è Tra melma e sangue, gli elementi fisici piu' reali e costanti della vita di trincea. Non solo però linguaggi, ma anche contenuti allopposto tra il Piave e Rebora. La canzone del Piave infatti è l'altoparlante da cui si diffonde per tutto il secolo scorso, la falsa versione dei fatti sulla sconfitta di Caporetto: non un capolavoro tattico di Rommel,come fu, ma un tradimento di soldati italiani in sciopero. Di tutti questi temi, e di come si sono intrecciati con le celebrazioni di questi giorni del 90esimo della guerra,o della Vittoria, come in molti ancora chiamano quell'evento, parliamo con Andrea Cortellessa, critico letterario e docente di Letteratura Comparata all'università di Roma3. Si succedono sempre piu' numerose le pubblicazioni di analisi economica, che cercano di capire le cause della crisi attuale, e di indicare alcuni rimedi. La crisi, a dar retta a chi conta, governanti, grandi banchieri, economisti, durerà almeno fino a metà del 2009, e se ci sono dichiarazioni ufficiali di questo tono, dobbiamo purtroppo temere che i tempi saranno piu' lunghi. Nessuno mette in discussione che il capitalismo troverà un nuovo equilibrio, ma si tratta di capire quale e con che paese a fare da guida per la globalizzazione: insomma un compito molto arduo per il neoeletto alla Casa Bianca Barak Obama. Si intitola "Jusqu'à quand?", "Fino a quando?" l 'ultimo saggio dell'economista francese Frédéric Lordon, ricercatore al cnrs, l'istituto di ricerca pubblico piu' importante in Francia, saggio, che cerca appunto di spiegare qual'è il limite di rottura del sistema economico. Il testo è pubblicato dall'editore Raisons d'agir. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
La BBC, che ogni 10 anni rinnova i suoi impegni programmatici nella Royal Chart, ha deciso nel 2007 di concentrarsi su questi obiettivi: informare, educare, stimolare la creatività e leccellenza culturale, unire le nations( Scozia, Galles, Irlanda del nord) portare nel mondo il Regno Unito, costruire una Gran Bretagna digitale. La realtà del nostro paese è purtroppo diversa: è da aprile che il parlamento non insedia la commissione di vigilanza sulla RAI. Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini è scaduto da fine maggio. In questi anni sono stati tanti, forse troppi i cambi di governance e di regole per il servizio pubblico. Presentiamo una proposta, forse un messaggio nella bottiglia, lanciato da unassociazione, Infocivica, e firmato da molti intellettuali ed imprenditori, un appello ad un cambio di passo per la RAI ed il servizio pubblico. Lappello è stato presentato a Roma nellambito del Festival Eurovisioni. Ascoltiamo le interviste con Bruno Somalvico, funzionario RAI e segretario di Infocivica, e Piero Bassetti, imprenditore e politico, firmatario dellappello. Quello cosiddetto della Luna, tenuto in Piazza San Pietro allapertura del Concilio nel 1962, è uno dei discorsi piu commoventi e ricchi di significato forse di tutta la storia umana. A pronunciarlo fu Angelo Roncalli, che prese il nome di Giovanni XXIII, quello di un antipapa medievale, e che era stato eletto il 28 ottobre del 1958. Molte le iniziative culturali, che ricordano questo anniversario. Ne presentiamo una: Donzelli ha pubblicato il testo Papa Giovanni. Lautore è il giornalista del quotidiano La Stampa Alberto Papuzzi. Gli abbiamo chiesto anzitutto se i cardinali, scegliendo Roncalli, come successore di Pio XII, avevano immaginato, anche solo lontanamente, lo sconvolgimento che avrebbe portato nella Chiesa. Il 4 novembre, festa delle Forze Armate, si ricorda la fine della prima guerra mondiale nel 1918, 90 anni fa. Quella della guerra 15-18 fu una tragedia che costò allitalia 689milta caduti militari, piu altre centinaia di migliaia di civili, colpiti dalla fame e dalle malattie. Segnaliamo lultimo libro uscito sullargomento: è un testo di uno storico inglese Mark Thompson, edizioni Faber & Faber, il titolo è White war.
Per fronteggiare la crisi delle imprese, si torna a parlare di aiuti di Stato alleconomia, una realtà molto diffusa nel 900, che si credeva però superata. Negli Stati Uniti ben 9 banche hanno subito una parziale statalizzazione. In Europa, per il credito, sono stati stanziati 1800 miliardi di euro. In Italia si prospettano le rottamazioni delle auto e lo Stato ha già aiutato in questi giorni il settore del formaggio parmigiano. Questo nel piccolo dei sistemi nazionali, mentre nel grande della globalizzazione, si parla di nuove regole generali per il capitalismo: piu etica, piu controlli. Il presidente statunitense uscente George Bush ha detto che la colpa è tutta di manager disonesti ed avidi. E davvero cosi? Sentiamo Corrado Sforza Fogliani, avvocato, presidente di Confedilizia e teorico in tanti testi della proprietà privata, e inoltre presidente di una banca popolare di provincia, dunque protagonista a vari livelli teorici e pratici della vita economica. Sforza ha avuto modo di conoscere da giovane il Presidente Luigi Einaudi, forse il piu grande ed inascoltato degli economisti italiani (un suo libro lo volle appunto intitolare Prediche inutili) Einaudi e gli economisti classici avrebbero giudicato aberranti mutui trentennali, magari al 125 percento del valore della casa da comprare, come non avrebbe mai accettato che una banca o un negozio trasformato in finanziaria, prestassero denaro per comprare dei beni di consumo. Non tanto quindi errori di persone disoneste, quanto unevoluzione malsana del capitalismo. Lultimo libro di Sforza Fogliani si intitola:Il diritto, la proprietà, la banca, edizioni Spirali. Una situazione di crisi economica come questa dovrebbe favorire sul piano politico i movimenti di sinistra, le forze che tradizionalmente lottano per i piu poveri. Di fatto invece i cittadini meno abbienti in Europa negli ultimi anni hanno preferito la destra. Un saggio pubblicato in Francia ci spiega perché. Si intitola "La guerre des classes", ovvero "La guerra delle classi", ed è pubblicato da Fayard, l'ultimo lavoro del giornalista radiofonico francese François Ruffin. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Il sistema finanziario è sullorlo del precipizio. Questo il giudizio del Fondo Monetario Internazionale. Sono stati persi centinaia di miliardi di dollari. In crisi è in generale lassetto di tutta leconomia occidentale, che poi ha plasmato tutto il resto del mondo: la cosiddetta globalizzazione, il principio per cui gli scambi, di merci, ma soprattutto di denaro, sono la leva dello sviluppo. Bisogna cambiare qualcosa, è lo slogan piu in voga. Il presidente francese Sarkozy parla di rifondazione del capitalismo, In Italia si parla molto di etica della finanza e di nuova Bretton Woods. Cosa succederà davvero? Sentiamo il professor Vittorangelo Orati, docente di Economia allUniversità di Viterbo, che ha appena ripubblicato presso Thymus il saggio: "Globalizzazione scientificamente infondata". Lintervista è di Giancarlo Rossi. La crisi economica ha fatto passare quasi in secondo piano la campagna elettorale americana. Eppure il vincitore del voto del 4 novembre sarà proprio il protagonista delle scelte di politica economica, da cui dipendera la ripresa del sistema mondiale. Dopo aver presentato due settimane fa la biografia del democratico Barak Obama, pubblicata dalla Utet, spazio oggi al repubblicano John McCain. Secondo lo storico Francis Fukuyama, lera Bush ha portato alla rovina il cosiddetto marchio USA, il sogno di un paese dove tutti si possono arricchire e, un paese, che lotta nel mondo, per difendere la libertà di tutti. Prima le prigioni delle torture, ora il crollo delle borse, hanno frantumato il sogno americano. Tocca soprattutto al conservatore McCain, difendere il marchio USA? Il testo, intitolato John McCain, tutte le guerre di Maverik, è stato scritto da tre giornalisti di Sky: Federico Leoni, Daniele Moretti e Moreno Marinozzi. Abbiamo sentito questultimo.
Quali erano i sentimenti dei milanesi in rivolta e dallaltra parte del maresciallo Radetzky, durante le 5 giornate di Milano nel 1848? Come riusciva durante la prima guerra mondiale la propaganda nazionalista a motivare i soldati e a vincere la durezza e la crudeltà della vita nelle trincee? E, per arrivare a tempi piu vicini a noi, come si saranno svolte le ultime ore di vita dellavvocato Agnelli e cosa avranno aggiunto al significato della sua vita? Sono alcuni dei temi della raccolta di 14 racconti, contenuti nel libro La storia siamo noi, edizioni Neri Pozza. Tra gli autori, spicca la presenza di Andrea Camilleri, che racconta la storia di Antonio Canepa, uno dei leader dellindipendentismo siciliano degli anni 40. Sentiamo il curatore del testo Mattia Carratello. Il successo nelle sale del film di Marco Bechis "Bird Watchers, La terra degli Uomini Rossi", dedicato ai Guaranti dello Stato del Roraima, risveglia il dibattito sui problemi dell'Amazzonia. Continua l'ecatombe degli alberi, per allargare le coltivazioni, anche se la legge assegna il 20 percento della foresta ai nativi. Come sopravvivono gli indios del Brasile, quali sono i loro diritti e quale può essere il loro ruolo nella difesa dell'ecosistema? Facciamo il punto della situazione, presentando una serie di documentari sui problemi dellAmazzonia, girati da Andrea Palladino e dalla documentarista brasiliana Astrid Lima, che abbiamo intervistato. Ulteriori informazioni su www.invisiblewater.org
Tutto il mondo guarda con attenzione a quello che avviene negli Stati Uniti. Non piu per la campagna elettorale, come sarebbe comprensibile, ma per la crisi delle banche, che rischia di danneggiare i risparmi anche di noi europei. Le elezioni del 4 novembre sembrano lontanissime e gli stessi candidati, Obama e McCain, sono attenti a non fare mosse false a non prendere impegni troppo netti sulleconomia, anche perché obiettivamente non sanno cosa fare, essendo il giorno delleventuale insediamento (20 gennaio 2009) in un tempo in cui la situazione cambia di ora in ora, una data molto remota. Presentiamo le biografie dei due candidati, con particolare attenzione ai programmi economico-finanziari: sono due testi editi dalla Utet, questa settimana partiamo con il democratico Barak Obama, la biografia, intitolata La rockstar della politica americana, è scritta da Guido Moltedo, giornalista di lunga esperienza nel campo degli esteri, ora in forza al quotidiano Europa, con lui la collega Marilisa Palumbo. Sentiamo lintervista con Moltedo. Torniamo in italia, per parlare di Chiesa Cattolica e società. Chi sono i fedeli italiani, come affrontano la loro vita come vivono il rapporto con la gerarchia, vescovi e vaticano, che sembrano sempre piu presenti, peraltro legittimamente, nella guida dei fedeli e nel dibattito politico? Di fronte ad una chiesa in cui sono forti i movimenti, gruppi molto legati allautorità clericale, i laici senza etichette precise, quelli che frequentano le parrocchie, ma non hanno un gruppo di riferimento, sono disorientati. Si occupa del tema Fulvio De Giorgi, docente di storia della pedagogia alluniversità di Modena, nel saggio Il brutto anatroccolo, edizioni Paoline. La Chiesa, per diventare il cigno della favola di Andersen, dovrebbe usare, secondo il Concilio Baticano II, le due braccia di clero e laicato. Questo avviene? Sentiamo lautore.
Un punto di vista molto originale sulla crisi economica dellultimo anno è contenuto nel saggio "Le syndrome islamiste" di Ahmed Henni, algerino docente all'università di Artois, pubblicato in Francia dalle edizioni Non Lieu. Alla base del crollo del sistema, cè la scollatura tra economia concreta e finanza, e fin qui niente di nuovo, ma una possibile soluzione politica viene per lo studioso francofono dal mondo islamico, a patto che prenda esempio proprio dagli Stati Uniti. Sentiamo Giancarlo Rossi che ha intervistato l'autore. Riproponiamo, raccolta da Carlo Loffredo nella sua trasmissione degli anni 80 Toh chi si risente, la voce di Sandra Lescano, una delle sorelle del famoso trio. Sandra è morta a Salso Maggiore nel 1987 a 77 anni, mentre le sue due sorelle sono scomparse una nel 65 in Olanda e l'altra molto anziana nel 2000 in Argentina. Perché ne parliamo, l'occasione è data da un documentario prodotto dalla RAI e dalla Tv pubblica olandese, uscito in Olanda nel 2006 e tradotto ora in italiano. La ricerca scopre che anche il Trio Lescano fu vittima della persecuzione razziale, voluta da Mussolini. Le tre ragazze erano di madre ebrea e dovettero, durante la seconda guerra mondiale, prima smettere di cantare e poi nascondersi. Il documentario sarà trasmesso dal programma di RAITReE La storia siamo noi, e può già essere scaricato sul sito www.nederlandtv.nl. Approfondiamo largomento con laiuto dei sonori dellarchivio di Radio RAI e con la testimonianza di Enzo Giannelli, voce storica del notturno italiano, e studioso sia della storia della canzone, che di quella della letteratura: tra i suoi ultimi libri, tutti editi da Armando Curcio, ricordiamo la biografia di Sandro Penna, un carteggio di Walt Weetman e le biografie di Renato Carosone e Domenico Modugno.
John McCain, grazie anche alla verve della sua candidata vice Sara Palin, è in testa in quasi tutti i sondaggi per le elezioni del 4 novembre alla casa bianca. Nonostante i disastri economici, 500 miliardi di dollari persi da famiglie e imprese, nonostante le banche fallite, la disoccupazione, la guerra al terrore mai vinta, il partito del presidente in carica George Bush si è risollevato e il candidato democratico Barak Obama, dovrà giocare all'attacco nelle prossime settimane, per convincere gli americani a votarlo. Perché questa rimonta conservatrice? Quali sono le categorie di cittadini ancora in bilico? Cosa pensano i candidati sui temi chiave di aborto, tasse, sprechi e Irak? Le risposte nel libro di John Samples, studioso del Cato Institute e Alberto Simoni, giornalista del quotidiano Avvenire, intitolato La corsa piu' lunga, edizioni Lindau. Intervista con Alberto Simoni. Si intitola "Vento forte tra Lacedonia e Candela" ed è pubblicato da Laterza l'ultimo libro dello scrittore e "paesologo" irpino Franco Arminio. Nato nel 1960 in Irpinia, Arminio fa il giornalista e lo scrittore. E autore di poesie e saggie racconta da sempre la sua terra, che comprende ben 119 piccoli paesi. La sua ricerca di paesologo, appunto un termine da lui coniato, si è allargata nel tempo allo studio di tutti i piccoli centri dItalia. Sentiamo lintervista di Giancarlo Rossi.
Un magistrato ed un giornalista, da sempre impegnati a combattere la mafia, ripercorrono la storia del '900 italiano, dimostrando come la corruzione e la mafia siano il punto di riferimento costante di tutte le scelte politiche e di governo. "Il ritorno del Principe", Chiarelettere, colloquio tra il giornalista de L'unità Saverio Lodato e il procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato, riecheggia nel titolo il versante piu' negativo della teoria machiavelliana, secondo cui chi governa deve usare inganno e paura, per mantenere il controllo del potere. Intervista con i due autori. Il presidente degli Stati Uniti George Bush, intervenendo alla convention del suo partito, con un messaggio video, ha parlato solo di politica estera, e dei possibili rischi per la sicurezza nazionale, in caso di vittoria del democratico Obama. Niente sull'economia, da sempre invece cavallo di battaglia dei repubblicani. Il fatto è che l'economia va male e tutti dicono di volerla cambiare. La crisi, nata con le speculazioni finanziarie, legate ai mutui, ormai ha un anno. I risultati sono la crescita negativa dell'economia e la disoccupazione: 9 milioni e mezzo di americani sono senza lavoro; e poi le case non hanno valore e le famiglie hanno forti debiti. La crisi era stata prevista in America da molti, tra cui l'economista Charles Morris nel suo libro "The trillion dollars meltdown", "Un trilione di dollari in fumo", edito da Viking press. Sentiamo la sua analisi e le sue previsioni nell'intervista di Giancarlo Rossi.
"Meno male che Silvio c'è", dice il nuovo inno del Popolo della Libertà, parafrasando un celebre slogan di Comunione e Liberazione. Silvio Berlusconi è piu' che mai il protagonista della vita politica e non solo del nostro paese da ormai 15 anni. Il futuro è quanto mai roseo per lui: già si parla di una sua salita al Quirinale nel 2013 e quindi di un ruolo centrale fino almeno al 2020. Al moderatismo mescolato con la proposta riformista o quasi rivoluzionaria, Berlusconi aggiunge un forte potere economico, e soprattutto la sua presenza fisica, la forma perfetta, il riso, le canzoni, gli slogan, ma anche la malattia, la stampella e gli svenimenti. Si occupa di questo tema Federico Boni, docente di Sociologia della Comunicazione allUniversità Statale di Milano, nel suo "Il Superleader, fenomenologia mediatica di Silvio Berlusconi" meltemi. "La rivolta della China-town di Milano", titolavano i giornali il 13 aprile 2007, a proposito delle proteste dei commercianti all'ingrosso cinesi, contro le multe per sosta vietata dei loro furgoni. Seguivano articoli dai dettagli allarmanti: "i negozi cinesi sono controllati dalle mafie ( le Triadi), i cinesi nascondono i cadaveri, per riciclare i documenti, i cinesi non pagano tasse". Un'inchiesta molto approfondita sugli immigrati cinesi in italia è contenuta nel libro "Chi ha paura dei cinesi"? edizioni Bur, di Mario Portanova, giornalista freelance di Espresso e Diario, e Lidia Casti, sinologa. Intervista con Mario Portanova. I Mondiali di calcio di Argentina '78, si svolsero negli anni della dittatura, che durò dal 76 all'83. Piu' di 30mila persone, per loppiu' studenti e professionisti vengono rapiti ed uccisi dai militari. Il regime punta molto sul mondiale di calcio, per mostrare all'esterno un paese ordinato e per dare agli argentini un motivo di orgoglio e felicità, in un paese, dove il calcio è da sempre una religione e tuttora Diego Armando Maradona è piu' popolare di Evita Peron. La partita chiave per la vittoria degli argentini fu quella del 21 giugno contro il Peru, un 6-0, che colmò il gap di differenza reti col Brasile e mandò i gauchos in finale. Il match suscitò da subito molti dubbi, visto che i peruviani sembrarono molto al di sotto delle loro possibilità. A 30 anni di distanza il giornalista argentino Ricardo Gotta nel suo "Fuimos campeones", Editorial Edhasa, rivela che la partita fu comprata dal regime di Videla, e dice che si interessò della trattativa adirittura l'exsegretario di Stato USA Herry Kissinger. Ascoltiamo il parere di Maurizio Chierici, giornalista esperto di Sudamerica, autore tra gli altri di "La scommessa delle Americhe" Einaudi e "Tropico del cuore" Baldini e Castoldi Dalai.
Entro luglio il governo si è impegnato ad uscire dall'emergenza rifiuti in Campania. Molti i sindaci che hanno offerto il loro sostegno, per avviare la raccolta differenziata. Il governo ha detto però che ci vorranno almeno tre anni, per raggiungere uno standard europeo, che avvii ciòè all'incirca un terzo dei rifiuti alla raccolta differenziata, un terzo alle discariche e un tterzo agli inceneritori. Sulle cause di questa situazione molto si è scritto. Di sicuro c'entrano le abitudini degli italiani, che non amano dividere i rifiuti, c'entrano le imprese, che producono imballaggi inutili, c'entra la criminalità organizata, che specula sul trasporto della spazzatura. Poco però si è detto sulla storia concreta del sistema dei rifiuti campano, sugli appalti, su cosa dicevano le leggi e cosa si è fatto, per non applicarle. Questo è invece il tema di Ecoballe, edizioni Aliberti scritto dall'Ingegner Paoo Rabitti, consulente di molte procure su casi giudiziarioambientali come quello dei morti per tumore al petrolchimico di Porto Marghera. I problemi della periferia londinese non sono tanto diversi da quelli delle nostre città: speculazioni edilizie, quartieri dormitorio, discariche di rifiuti. La casa editrice Il Saggiatore ha pubblicato la traduzione italiana di "London Orbital" (potremmo dire il raccordo anulare di Londra) dello scrittore e poeta inglese Iain Sinclair, libro al quale è allegato un dvd con un film sugli stessi temi. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Il 2008 è il settantesimo anno dalla promulgazione delle leggi raziali con cui il regime di Mussolini ha istituzionalizzato la persecuzione antiebraica. Eppure fino ad allora gli ebrei erano stati parte integrante della società italiana. Diversi di loro hanno anche appoggiato apertamente il Fascismo. Cinque sui 119 fondatori del partito fascista erano israeliti. E molti sono stati gli ebrei che hannoindossato la divisa dell'esercito : il primo bersagliere a entrare a Roma nel 1870, dalla breccia di Porta Pia era ebreo, così come ebreo è stato il primo soldato italiano caduto nella prima guerra mondiale. Un giovane storico e politologo, Giovanni Cecini, ha appena pubblicato per Mursia un saggio su questo tema: il titolo è "I soldati ebrei di Mussolini.
Lultimo dei 4 figli dello statista rapito e assassinato racconta i ricordi dei 55 giorni e le sue riflessioni a 30 anni di distanza. Docente universitario, da sempre impegnato nei movimenti per la difesa dei cittadini, Giovanni Moro ha scritto questanno un testo, Anni 70 Einaudi, per chiedere a storici e protagonisti di quegli anni un giudizio obiettivo e condiviso sul terrorismo. Solo la verità può farci uscire da quel clima di scontro, che ci condiziona ancora. Riandando ai giorni del sequestro, Giovanni Moro non può dimenticare le tante domande senza risposta, che nascono da quegli eventi: quanti erano i brigatisti a Via Fani, cosa è successo a Via Gradoli, quale fu il ruolo di Senzani e quale quello dei brigatisti espatriati? Tanti anche i misteri di cui la famiglia Moro fu testimone diretta. Poco dopo il sequestro, ci dissero che la prigione era stata scoperta e che si preparava un blitz, ma poi ci annunciarono che loperazione era stata annullata, perché troppo rischiosa. Quando arrivò dalla seduta spiritica il nome di Gradoli, abbiamo chiesto se non cera a Roma una Via con questo nome, ma ci dissero di no; guardammo lo stradario e la trovammo subito.
Riproponiamo lintervista a Franco Mazzola, arricchita da un commento alle dichiarazioni del terrorista venezuelano Carlos, secondo cui cera un piano del Sismi, per liberare alcuni brigatisti, scambiandoli con Moro. Franco Mazzola, al tempo del sequestro Moro a capo di uno dei tre comitati di crisi, spiega che Carlos sa molte cose e anzitutto bisogna chiedersi, perché fa queste affermazioni a 30 anni di distanza. Devo dire però che, mentre delloperazione jugoslava (scambio di 4 terroristi della RAF per la libertà di Moro) e di quella vaticana (pagamento di un riscatto) qualche sentore si era avuto, e quindi posso dire che questa operazione, questo abbozzo di operazione cera stato, di questa operazione mediorientale non ho mai sentito parlare. Mazzola aggiunge poi che il Colonnello Giovannone, con cui ha parlato molte volte, non gli ha mai fatto cenno a fatti di questo genere; inoltre che Giovannone avesse il potere di far evadere dei brigatisti è pura fantapolitica. Posso però anche dire che Carlos mescola, volutamente o non volutamente, visto che sono passati tanti anni, storie che hanno credibilità (Jugoslavia) con cose che hanno credibilità molto minore. Certo se fossi un magistrato, che aveva in mano il Moro sexies ormai archiviato, riaprirei il caso, per interrogare Carlos, almeno per avere una completezza di informazione. Sollecitato sul fatto che il figlio di Moro Giovanni era stato sentito dalla magistratura, poco dopo lassassinio del padre, per spiegare perché avesse chiesto il passaporto e se sapesse qualcosa in merito ad uninformativa dei servizi, che parlava di unoperazione da svolgersi nello Yemen, Mazzola ha risposto di non aver mai visto questa informativa e di non poter dire ne che esiste, ne che non esiste. Quello che è credibile è lo scenario generaleindicato da Carlos, quello ciòè di unItalia campo di battaglia in cui si confrontano i servizi segreti internazionali. Resto dellidea che lunico uomo che sa tutto di queste vicende, tentativi falliti di salvare Moro e influenze esterne sulle BR, è Moretti.
A chi faceva piu comodo la morte di Moro? Ai brigatisti, che vedevano spegnersi ogni possibile opposizione rivoluzionaria, con lingresso del PCI nella maggioranza, o alle due superpotenze del tempo, che volevano mantenere lo status quo in Italia? Risponde Mino Martinazzoli, ultimo segretario della DC, che negli ultimi anni, porta in giro per il paese, con una serie di conferenze, il pensiero politico dello statista assassinato. Con lui la figlia di Moro, Agnese, autrice del libro Un uomo cosi Bur, e lAssociazione Aldo Moro, animata da Giambattista Groli. Nellintervista Martinazzoli spiega quella che, secondo Moro, doveva essere la terza fase della democrazia in Italia, dopo il governo Dc-PCI della solidarieta nazionale. Moro aveva in mente una situazione, forse utopica, in cui due grandi partiti alternativi fondassero il loro potere sullautorevolezza, che veniva loro dalla moralità e dal consenso popolare. Prima tangentopoli, poi il consumismo hanno spezzato questo sogno.
Classe 1928, braccio operativo dello staff del Presidente Moro, Sereno Freato, durante i 55 giorni del sequestro, teneva i contatti tra la famiglia Moro e le istituzioni, attivando tutti i possibili canali per una trattativa. Fu lui ad invitare a Roma lavvocato della Raf Dennis Payot, e fu lui a cercare il Maresciallo Tito. Dopo aver testimoniato sulla vicenda in tribunale e alla Commissione Moro, non ha mai rilasciato interviste. Oggi a 30 anni di distanza dai fatti da la sua interpretazione delle tante incongruenze della versione dei brigatisti. Il cadavere di Moro era in condizioni perfette, spiega, e quindi gli spostamenti devono essere stati vari; in particolare, se Moretti abitava a Via Gradoli, li deve esserci stato anche Moro, perché il capo delle BR non si separava certo dal prigioniero. Che gli spostamenti siano stati vari, Freato lo deduce anche dal fatto che, secondo Payot, le forze dellordine si stavano comportando in Italia proprio come in Germania avevano fatto per il sequestro Schleier. Ben piu operativa della figura dellesperto americano, fu, secondo Freato, quella dei due esperti mandati da Bohn, che non hanno mai rilasciato dichiarazioni. Hanno costretto i brigatisti a scappare di rifugio in rifugio, finche si sono liberati dellostaggio, uccidendolo.
Giovanni Galloni, allepoca del sequestro Moro vicesegretario della DC, racconta in un libro quelli che considera i misteri irrisolti legati al delitto. Moro sapeva che americani ed israeliani avevano infiltrato le BR, ma non passavano le informazioni ottenute alle nostre autorità. Il terrorismo di sinistra venne strumentalizzato ed usato, per creare instabilità in Italia. Una volta rapito Moro, gli Stati Uniti fecero in modo che lo statista e la sua politica di apertura al PCI, uscissero di scena. Lexagente segreto Vito Miceli andò in missione in America, per vedere se almeno la vita di Moro poteva essere salvata, ma la risposta fu interlocutoria. Alla fine alcuni uomini della DC e il Papa Paolo VI giocarono le ultime carte, proponendo una trattativa umanitaria, ma lintesa che si stava per raggiungere con le BR falli allultimo momento. Il motivo è avvolto nel mistero. Al Viminale agiva un corpo di agenti segreti, di cui a tuttoggi non si sa niente. La testimonianza di Galloni si integra con quella di Steve Pieczenik, lesperto inviato dal governo americano, che di recente ha raccontato di aver dovuto strumentalizzare le BR, per salvare la stabilità politica e militare del nostro paese. Sono solo fantasie o cè del vero? 30 anni con Moro, Editori Riuniti di Giovanni Galloni e Abbiamo ucciso Aldo Moro Cooper intervista di Emanuel Amara con Steve Pieczenik.
Ferdinando Cataldo era uno dei killer più sanguinari della camorra. Faceva parte del clan di Angelo Nuvoletta, l'unica famiglia campana ammessa anche nella Cupola siciliana. Ferdinando non contava nemmeno più gli omicidi che aveva commesso, ma se lo avesse fatto non gli sarebbero bastate le dita di una mano. Eppure, quando lo accusano dell'omicidio del giornalista napoletano Giancarlo Siani,avvenuto nell85, Ferdinando si dichiara innocente e decide di dire basta con la sua vita criminale e di collaborare con la giustizia. Ferdinando è un pentito vero, non un semplice collaboratore. La sua storia la racconta Arturo Buongiovanni nel romanzo "Intendo Rispondere", editore Donzelli. Buongiovanni è stato avvocato di molti collaboratori di giustizia, anche se ora ha abbandonato il ruolo del difensore dei pentiti perché, come spiega nell'intervista, è deluso dallo Stato. Si è dunque definita quella che sarà la sfida per la casa bianca nelle elezioni di novembre. per i repubblicani, John McCain, per i democratici, il senatore afroamericano Barack Obama. Presentiamo oggi un testo che descrive in modo molto concreto la difficile vita di milioni di statunitensi appartenenti alla cosiddetta working class, quella che una volta da noi si chiamava classe operaia. Poca istruzione, turni di lavoro lunghi, licenziamenti frequenti e altrettanto frequenti nuove assunzioni. Tanta religione, ma anche tanta rabbia verso i piu' ricchi. Di tutto questo si occupa lo scrittore Joe Bageant, nel suo libro, un reportage raccontato, dal titolo "Deer hunting with Jesus", "A caccia di cervi con Gesù", The Crown Publishing editore. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Ricordiamo che articoli e racconti dello scrittore si possono trovare sul suo sito: joebageant.com Restiamo in America, per parlare insieme di storia e di cronaca. La ricerca dell'Eldorado di Yuri Leveratto, edizioni Infinito, è un racconto, storicamente documentato e scritto in maniera avvincente, di come gli europei abbiano distrutto le civiltà precolombiane. E' un testo il cui merito è di mostrare tutti insieme gli eventi di 5 secoli. Subito dopo i viaggi di Colombo, si diffonde in Spagna la leggenda che le Americhe siano il paese dove l'oro ricopre montagne e pianure. La conseguenza è lo sterminio di milioni di persone, persone considerate inferiori, sulle quali si dibatteva addirittura se avessero o meno l'anima. L'autore, laureato in economia, è studioso e giornalista free lance. Vive in Colombia e scrive soprattutto di sudamerica. Altre informazioni sul sito yurileveratto.com
L'ascesa di Cina e India non è solo economica, ma anche militare e culturale. Non è piu' scontato che ad esempio film e ricerche scientifiche, europei e americani si impongano in oriente. Si occupa di questi temi Martine Bulard, giornalista del mensile francese "Le Monde diplomatique" nel saggio "Chine - Inde - la course de l'éléphant et du dragon", appena pubblicato in Francia dall'editore Fayard. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autrice. « Dal momento in cui oltrepassa il muro dell'internamento, il malato entra in una nuova dimensione di vuoto emozionale ([...]); viene immesso, cioè, in uno spazio che, originariamente nato per renderlo inoffensivo ed insieme curarlo, appare in pratica come un luogo costruito per il completo annientamento della sua individualità, come luogo della sua totale oggettivazione. Se la malattia mentale è, perdita dell'individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell'internamento. Queste parole sono di Franco Basaglia, passato alla storia, come colui che ha abolito i manicomi, le prendiamo dal suo libro piu' famoso, L'istituzione negata, uscito nel 68 presso Einaudi. Ne parliamo perché ricorre quest'anno il trentesimo anniversario della legge 180, approvata dal parlamento il 13 maggio del 78, legge con cui appunto i manicomi dovevano essere chiusi. Un bilancio di questo percorso lo troviamo nel libro, Il volo del cuculo, di Luana Devita e Mimosa Martini, edizioni Nutrimenti. si tratta insieme di un saggio e di un racconto, con molte testimonianze di pazienti ed esperti, che possiamo vedere in presa diretta nel dvd allegato. Abbiamo sentito Luana Devita, psicoterapeuta e docente allniversità La Sapienza di Roma.
Si apre la settimana del 2 giugno, festa della Repubblica: siamo al sessantaduesimo anniversario del referendum, che aboli' la monarchia e elesse l'assemblea costituente. Molte le pubblicazioni, per spiegare i contenuti della carta costtituzionale, l'insieme di principi, su cui si basano tutte le leggi in vigore in Italia. Presentiamo un testo un po' particolare, che cerca nel cinema quelli che sono i temi fondanti della democrazia occidentale, la sovranità popolare, la rappresentanza parlamentare e altri, valori non scontati, che nel corso della storia si sono imposti a fatica, anche al prezzo della vita di molte persone. Il testo, edito da Meltemi, si chiama La democrazia al cinema, ed è scritto dl Consigliere parlamentare Giovanni Rizzoni. La svastica, simbolo del nazismo, è il segno piu' disprezzato e temuto, perché associato ad una presunta purezza raziale, che è tuttuno con lo sterminio violento dei piu' deboli. La svastica però, ormai forse per sempre reietta, non è sempre stata un simbolo di paura. Lo ricorda un saggio, pubblicato dall'editore Coniglio e intitolato Hitler non ha inventato la svastica. L'autore è un americano, riccercatore dilettante, exfiglio dei fiori, che si nasconde dietro lo pseudonimo manwhoman,(uomodonna). Abbiamo intervistato uno dei curatori dell'edizione italiana: lo scrittore e regista Riccardo Reim. Youtube è il portale americano, che diffonde i video da a tutto il mondo, video di compleanni di matrimoni, come di pestaggi, di risse, di pornografia, ma anche di fatti di cronaca, di politica, processi, conferenze stampa: Insomma davvero il mondo in diretta sul pc di casa. Unanalisi del fenomeno con rischi e prospettive, la troviamo nel libro La storia di Youtube, edizioni Magazzini Salani RAIERI. L'autore è il giornalista e studioso del mondo delle comunicazioni Glauco Benigni.
Noam Chomsky, nato a Philadelphia nel 1928, docente di Linguistica al MIT di Boston, autore di teorie scientifiche non solo nel campo della filosofia del linguaggio, è anche uno degli intellettuali che rappresentano la coscienza civile degli Stati Uniti. Oppositore della guerra in Vietnam, delle due guerre del Golfo, propone al mondo l'idea di un'America, leader dei diritti umani e della libertà di pensiero. La casa editrice New Press ha appena pubblicato una selezione delle sue opere dal titolo "The essential Chomsky". Giancarlo Rossi ha intervistato il curatore dell'antologia, Anthony Arnove, che abbiamo sentito l'anno scorso in occasione dell'uscita in Italia del suo saggio "Iraq. La logica del ritiro", pubblicato da Fandango Libri. Non abbiamo cattivi rapporti con il Partito Comunista Italiano e speriamo di averne sempre di migliori. A parlare è Silvio Berlusconi, il nostro Presidente del Consiglio, ma non si tratta di un montaggio audio, realizzato per scherzo. E la vera boce dell'iomprenditore Berlusconi, che annuncia a Roma nel 1988 un contratto di collaborazione tra Pubblitalia e la tv dellUnione Sovietica. Si tratta di unaffermazione, che esprime molto bene l'atteggiamento di Berlusconi in quegli anni, che era di apertura a 360 gradi, verso i partiti italiani. Le simpatie comuniste di Berlusconi erano ricambiate con elogi al suo lavoro di imprednitore da parte di molti esponenti del PCI, tra cui a volte anche un giovane dirigente, Walter Veltroni. La storia di questi incontri e insieme la storia del sistema televisivo italiano, sono raccontati nel libro Il baratto, edizioni Kaos, da Michele Delucia, dirigente del Partito Radicale ed animatore dellassociazione Anticlericale.net. Intervista con lautore.
Sempre piu' istituti di sociologia ed economia in Europa lanciano l'allarme sull'assotigliamento dei ceti medi, che sono l'asse portante della società. in Germania negli ultimi 10 anni ben l'8 percento della popolazione ha lasciato la fascia media di reddito, ma solo pochi sono diventati piu' ricchi, la maggioranza si è impoverita. E proprio in Germania il quinto numero della rivista di filosofia politica "Exit", ospita un saggio della sociologa Roswitha Scholz dedicato al sentimento di paura con cui le classi medie, affrontano il futuro, e ai mutamenti del sistema economico, che sono alla base di questa situazione. giancarlo rossi ha intervistato l'autrice. Si dice un po' retoricamente, ma certo correttamente, che il Mediterraneo è la culla della civiltà occidentale. La cultura greca , la latina, la giudaicocristiana si sono sviluppate sulle rive di questo mare. Lo stesso vale in gran parte per lIslam. Da Napoli parte oggi un progetto di storia del Mediterraneo, che si propone semplicemente di raccontare le vicende degli ultimi 5 secoli , dando cosi' uno strumento di lavoro a studenti, ricercatori e semplici cittadini. E in uscita presso Guida il volume Storia del Mediteraneo, a cui si affiancano varie iniziative didattiche. Cura il tutto Luigi Mascilli Migliorini, docente di Storia del Mediterraneo all'Università Orientale di Napoli. Lo abbiamo intervistato. Le Olimpiadi, come i Mondiali di calcio, segnano momenti indimenticabili per tutti, ma soprattutto per i bambini. I goal, le corse, i salti, che ricordiamo meglio in modo piu' netto, sono quelli a cui abbiamo assistito nella nostra infanzia. Le olimpiadi e lo sport, pur macchiati da scandali e ipocrisie politiche, rappresentano quindi un grande momento educativo, perché possono trasmettere valori fondamentali, come la fiducia in se stessi. Se ne occupa il libro della Sinnos Dorando e gli altri, testi di Vinicio Ongini, disegni di Luca Carnevali. Abbiamo intervistato Vinicio Ongini, funzionario del Ministero dellIstruzione e autore sempre per Sinnos anche del saggio Lintervultura del pallone.
30 Gennaio 2002, un piccolo paese della Val d'Aosta, noto fino ad allora per le gare di sci di fondo e per le visite estive di Papa Giovanni Paolo II, si ritrova sulle pagine di cronaca nera di tutti i giornali. La televisione non parla d'altro per mesi, tanto che la villetta di Cogne diventa il simbolo di un giornalismo voYeuristico e parolaio. Un bambino di 3 anni, Samuele Lorenzi, viene trovato ucciso in modo orribile, 17 colpi alla testa. E la mamma Anna Maria Franzoni a lanciare l'allarme, ma i sospetti cadono subito proprio su di lei. Arrestata il 14 marzo, viene poi scarcerata e affronta i processi a piede libero. La giustizia le infligge 30 anni in primo grado e 16 in appello. Tra poco, il 21 maggio, l'ultima pronuncia da parte della Cassazione. Larma del delitto non è mai stata trovata, per il movente, si parla di un attacco di ansia, causato nella madre, dai continui pianti del bambino. In questi giorni esce un libro,che si definisce di giornalismo investigativo, che afferma di aver trovato la famosa arma del delitto e con essa anche il colpevole. Sono le chiavi di casa, nelle mani di Anna Maria Franzoni, che hanno ucciso il povero bambino. Il libro si intitola appunto La chiave di Cogne edizioni Cavallo di Ferro e le autrici sono due giovani professioniste, appena uscite dalla scuola di giornalismo di Urbino. Sono Fabiana Muceli e Valentina Magrin. Abbiamo intervistato questultima. La collana è curata dal giornalista dellagenzia Ansa Paolo Cucchiarelli, che appunto ad Urbino tiene il corso di giornalismo investigativo. Di Cucchiarelli ricordiamo Lo Stato parallelo, Gamveretti e La strage dai capelli bianchi dedicato a Piazza Fontana, Editori Riuniti. Abbiamo raccolto il suo parere. Nel programma anche un testo di letteratura. Presentiamo un testo a cui è allegato anche un audiolibro, dedicato al Fucino, la terra di Fontamara, si tratta di una storia in cui tanti generi letterari e tanti temi si incrociano. Libro di viaggi, di memorie, ma anche esplorazione di una realtà onirica e fantascientifica. E' l'ultima opera dello scrittore Tommaso Ottonieri, il titolo è "Le strade che portano al Fucino", ed è pubblicata dall'editore Le Lettere. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore.
Nel romanzo 1984 George Orwell immagina un mondo in cui pochi governi dittatoriali si sono spartiti il pianeta e si fanno una finta guerra, amministrando il potere all'interno con un controllo totale della vita privata dei cittadini. Dappertutto ci sono microfoni, cineprese, nessuno può scrivere senza passare dalla censura. Orwell immagina che il potere nella sua forza, organizzi anche una falsa opposizione, che finga di agire in segreto, raccolga i dissidenti, per poi arrestarli. Perchè questa premessa? Oggi è opinione comune che internet sia il luogo della libertà di espressione, lo spazion in cui si può dire tutto senza filtri, tanto che la democrazia sarebbe potenziata da questo nuovo strumento tecnologico. C'è piu' consapevolezza, piu' dibattito publico e dunque le scelte sono piu' partecipate e piu' libere. Ci sono però delle obiezioni. anzitutto in molti paesi c'è una forte censura della rete. Poi la rete per la sua trasparenza, per la sua apertura a tutti è molto facilmente controllabile dai governi, ma anche da spioni privati. In sostanza qualunque cosa noi scriviamo (una mail, un blog) o qualunque cosa leggiamo (un sito di informazione, di giochi) può esserci e probabilmente c'è qualcuno che ci osserva, che sa cosa ci piace, cosa pensiamo. Che fare allora? Torniamo al vecchio adagio taci, il nemico ti scolta? Un'analisi degli allarmi, ma anche una serie di contromisure sul rapporto tra internet e democrazia, li troviamo nell'ultimo lavoro di Carlo Formenti, docente di teoria e tecnica dei nuovi media, all'università di Lecce. l'editore è Raffaello Cortina, il titolo è cybersoviet Le immagini dei rifiuti a napoli hanno fatto il giro del mondo, come quelle degli sputi in aula alla caduta del governo prodi, come quelle del terzo trionfo elettorale di Silvio Berlusconi, che promette stabilità al paese e in particolare alla Campania. Uno degli esperti stranieri che conoscono più a fondo l'Italia è Percy Allum, che ha vissuto a lungo a Napoli e poi ha insegnato scienze politiche all'università di Reading, in Gran Bretagna. Tra i suoi saggi più recenti pubblicati nel nostro paese "Il potere a Napoli" e "La repubblica in bilico", editi dall'Ancora del Mediterraneo. Giancarlo Rossi lo ha intervistato sulla situazione dell'italia e di napoli
A 63 anni dalla liberazione dal fascismo e dalla fine della guerra, faremo il punto sulle ultime pubblicazioni in materia di resistenza e guerra civile. spazio poi all'attualità internazionale, per parlare dei popoli che sono ancora senza liberazione e senza pace. infine un'iniziativa molto innovativa: si alleano gli editori italiani di audiolibri. Tiziana Triana, del settore libri della Fandango, presenta tre novità accoomunate dal tema dei diritti negati. Anzitutto aspettando la libertà di John Pilger, Gli aerei della tortura di Trevor Paglan e A.C. Thompson e Il volo di Oracio Verbinsky. Alessandra Kersevan, docente di scuola media e fondatrice delle edizioni Kappavu, presenta un documentato studio, relativo agli 8 campi di concentramento italiani per cittadini jugoslavi, che furono attivi dal 1942 al 1943. Il libro si intitola I lager italiani ed è edito da Nutrimenti. Sul tema della resistenza segnaliamo anche: Donne partigiane, di Autori Vari, Cierre,I ragazzi della resistenza, di Primo De Lazzari, Teti, Los italianos, antifascisti nella guerra di Spagna, di Ivano Tagliaferri, Infinito, sulle rappresaglie contro i fascisti a guerra finita, L'eccidio di Schio, di Sara Morgan, Bruno Mondadori, Collaborazionismo fascista e processi in corte d'assise a Genova, di Anna Alberigo, edizioni Coedit. Su un tema per niente studiato, Disertori alla macchia, militari dell'esercito tedesco nella resistenza parmense, di Marco Minardi, edizioni Clueb. Sul tema dei lager, Diario di Fossoli, di Leopoldo Gasparotto, Bollati e Boringhieri. Infine sulla resistenza come fondamento della nostra Repubblica, la ristampa di un classico: di Giusepe Dossetti,Resistenza e Costituzione, Sapere 2000. Le tre principali case editrici di audiolibri si sono consociate nellAeda: si tratta di Emons, Full color sound e Il narratore.com, di cui intervistiamo il fondatore Maurizio Falghera. Altri editori di audiolibri sono: Scuola di narrazioni, Halley, Marsilio e Fazi. La RAI ha due siti dedicati ai racconti audio: quello di Ffantasticamente , programma di radio1, e quello di Ad alta voce, programma di radio3. Il sito internazionale piu importante per scaricare audiolibri è: audible.com
Benito Cazora, un siciliano trasferito a Roma, è un democristiano fanfaniano, che qualche vigile urbano capitolino ricordera per anni con rispetto per il suo operato di assessore al Campidoglio. Cazora, scomparso nel 99, nel 78 era deputato DC e fu protagonista di una delle cosiddette trattative private, di uno di quei tentativi ciòè di liberare Moro, messi in campo da familiari e amici, che il governo diceva che non avrebbe ostacolato. Un tentativo che certo non portò alla liberazione del prigioniero, ma Quello che lascia strabiliati è che le persone che avevano contattato Cazora, per aiutarlo a salvare Moro, gli avevano detto due cose vere: che a Via Gradoli cera un covo BR e che il Presidente della DC sarebbe stato ucciso il 9 maggio. La storia di Cazora è raccontata in unintervista dal figlio Marco, che spesso accompagnò il padre negli incontri con i misteriosi intermediari.
Le elezioni politiche del 13 aprile hanno segnato una netta affermazione personale di Silvio Berlusconi e della politica, non solo del PDL, ma soprattutto della Lega Nord. DallEmilia in su, le percentuali di voti a favore del centrodestra sono per cosi dire bulgare. Il nord si segnala per una ricchezza pro capite superiore alla media nazionale, ma anche per una bassissima percentuale di lettori di libri e giornali, nonche per una grande insoddisfazione materiale e spirituale. In che cosa consiste la cultura del nord? Quali sono i pensatori di riferimento? Forte sembra essere il peso dei gruppi religiosi, cattolici e newage, del richiamo allidentità e alle tradizioni e non ultimo il pensiero economico del ministro Tremonti. Ne parliamo con il giornalista Massimo Fini, coscienza critica del nord, autore per Marsilio di Ragazzo, storia di una vecchiaia e Il ribelle dalla a alla z, promotore del manifesto dellantimodernità e animatore del movimento zero. Per maggiori informazioni www.massimofini.it Da anni si parla di un possibile sviluppo del libro elettronico, che dovrebbe affiancare o addirittura sostituire quello cartaceo. Le resistenze degli editori, ma anche dei lettori sono forti. Per la prima volta in Italia un editore di libri scolastici: Garamond, propone una collana, economica e senza peso, per le scuole superiori. Abbiamo sentito il direttore editoriale Garamond Agostino Quadrino. Per ulteriori informazioni www.garamond.it
Il nostro viaggio nel ricordo e nel tentativo di spiegazione del delitto Moro, fa tappa oggi sul tema degli scritti dalla prigionia. Moro redasse quasi cento lettere, quasi tutte recapitate, anche se molti dicono ufficialmente di non averle ricevute, e piu' di 400 fogli di memorie, che costituivano le risposte all'interrogatorio dei suoi carcerieri. Una parte di questi testi fu resa pubblica già durante i 55 giorni, ma non venne considerata autentica. Il governo decise che, per non turbare l'opinione pubblica e anche per confondere i brigatisti, si doveva dire che Moro era sotto l'effetto di farmaci o comunque vittima della sindrome di Stoccolma, quel legame psicologico per cui il sequestrato finisce per amare il suo sequestratore. Un'altra parte degli scritti venne scoperta a Milano nel covo di Via Montenevoso il primo ottobre del 78. L'ultima parte, sempre a Via Montenevoso fu scoperta in un tramezzo di cartongesso nel 90. Il contenuto degli scritti di Moro è oggettivamente molto forte. Ci sono critiche aperte agli uomini e all'operato della DC. nonostante ciò, le BR non rendono publico questo materiale. Lo pubblicano invece i giornali, appunto una parte nel 78 un'altra nel 90. Gli scritti di Moro poi contengono delle stranezze, forse degli enigmi: Moro ad esempio, dopo aver proposto a lungo lo scambio di prigionieri, parla di qualcuno che dobrebbe andare in esilio. Moro poi, cosa stranissima, dice ad un certo punto di essere libero. Un'analisi approfondita e serena degli scritti è stata fatta in tempi recenti da due studiosi, che sentiremo oggi. Anzitutto Miguel Gotor, ricercatore di storia moderna a Torino, esperto del Rinascimento, autore per Einaudi del libro Aldo Moro, lettere dalla prigione Poi Francesco Biscione, ricercatore presso l'Enciclopedia Treccani, autore di due testi, Il memoriale Moro, Edizioni Nuova Colletti, e Il delitto Moro, Editori Riuniti.
Alla vigilia delle elezioni politiche, riflettiamo su due dei temi principali della canpagna elettorale: anzitutto la cosiddetta corsa al centro, la caccia al voto moderato. Unanalisi critica di questo fenomeno sociologico è contenuta nel saggio Moderato sarà lei! di Marco Bascetta e Marco DEramo, pubblicato da Manifesto Libri. Intervista con Marco Bascetta di Giancarlo Rossi. Sempre presente poi il tema della riforma della Costituzione, vista da tutti come una panacea. Una ricostruzione insieme storica e critica del problema è fatta dallexsenatore socialista Luigi Covatta in La legge di Tocqueville, come e perché è fallita la riforma della prima repubblica italiana, Diabasis.
Aldo Moro era considerato da molti come la personificazione di tutti i mali del paese. Questo portò al suo rapimento e allo stesso tempo a che nessuno facesse niente per salvarlo. Cosi' in sintesi il giudizio sul caso Moro, dato da Corrado Guerzoni, che dal 60 al 78 fu addetto stampa dello statista democristiano, ucciso dalle BR. Guerzoni è stato giornalista della RAI dal 54 poi direttore di Radiodue e vicedirettore generale di Viale Mazzini. Durante i 55 giorni ebbe un ruolo importante, perché era lui con Nicola Rana e Sereno Freato, gli altri collaboratori di Moro, a raccogliere i messaggi che il prigioniero mandava alla famiglia e al mondo politico. (anche se l'intermediario vero e proprio era don Antonio Mennini). Guerzoni ha elaborato due teorie legate al sequestro: quella dell'appalto e quella dei cerchi concentrici. Da un lato è vero che le BR hanno agito in autonomia, ma dall'altro è innegabile che abbiano eseguito un appalto. Chi è l'appaltatore? La risposta è nell'idea che nella storia degli uomini spesso le idee e le azioni si trasmettano come i cerchi che fa un sasso, quando cade in un lago. Tante erano le pressioni internazionali e nostrane contro Moro, che alla fine le BR decidono di rapire lui e non un altro, e allo stesso tempo fin dal primo giorno del sequestro, le forze politiche decidono di non fare niente. E, come scriveva Leonardo Sciascia, una decisione quella di non trattare e insieme non cercare l'ostaggio, anche se a volte le decisioni sono involontarie e inconsapevoli. Guerzoni arriva a dire che tanto Moro era stato screditato da DC e PCI, che lo dichiaravano non in se', per quello che scriveva, che alla fine solo uccidendo l'ostaggio le BR potevano recuperare l'attenzione dell'opinione pubblica. Certo poi Guerzoni dice che, se il senso generale della storia è chiaro, ci sono tutti i particolari che sono ancora da scoprire. Qui secondo Guerzoni chi sa molto sono i grandi burocrati dello Stato, le persone che per anni e anni hanno avuto incarichi di responsabilità nei ministeri e nell'intelligence. Forse un giorno i documenti usciranno e allora anche gli altri misteri d'Italia, da Piazza Fontana in avanti, saranno svelati. Corrado Guerzoni ha condensato in un libro il suo pensiero sul delitto Moro e soprattutto sul messaggio politico dello statista. Il titolo è semplicemnte Aldo Moro, l'editore Sellerio. Sentiamo Guerzoni in due interviste che ha rilasciato a Grparlamento, la prima nel 2003, la seconda nel 2008.
E la Cina, con la sua storia e il suo presente, al centro oggi del nostro programma. Parleremo di un libro, appena uscito presso Excelsior 1881, una piccola casa editrice, distribuita da RCS, che racconta una piccola, ma molto significativa, storia cinese, quella di una congiura, un po' reale, un po' presunta, che avrebbe dovuto uccidere il presidente Mao a Pechino, nel 1950, in occasione del primo anniversario della proclamazione della repubblica. Tra i congiurati anche tre italiani, che per i motivi piu' vari erano rimasti in Cina. La storia, scritta con lo stile insieme di un romanzo, di un saggio e di un reportage, è spunto per un racconto approfondito e preciso della storia, della geografia, della cultura e delle tradizioni cinesi del 900. Merito ovviamente dell'autrice, Barbara Alighiero, per anni corrispondente dell'agenzia ANSA da Pechino, poi capo dell'ufficio di corrispondenza dal Medio Oriente, nonche inviato in Afganistan, Pakistan e Iraq. Il titolo del libro è L'uomo che doveva uccidere Mao.
Sono due gli ospiti con cui oggi ricorderemo i 30 anni del delitto Moro. Anzitutto il capo dello Stato Giorgio Napolitano, di cui riproporremo unintervista rilasciata a Grparlamento nel 2003. poi Giovanni Pellegrino, per 7 anni presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulle Stragi e il Terrorismo. Il punto di vista espresso dal Presidente Napolitano è quello piu' condiviso nel mondo politico e anche tra gli storici. Il caso Moro fu una tragedia in cui ci sono piccoli punti oscuri, ma il cui senso storico è chiaro: la sinistra rivoluzionaria colpisce l'uomo chiave del quadro politico di quegli anni, finendo per danneggiare anche il Partito Comunista, che dovrà aspettare la caduta del muro di Berlino, per riaffacciarsi al governo del paese. Fu la linea della fermezza, interpretata soprattutto da DC e PCI, a portare le Brigate Rosse alla scelta inevitabile di uccidere l'ostaggio. Con lintervista a Giovanni Pellegrino riflettiamo su una questione interna a questo quadro: ci fu qualcosa che ancora non conosciamo che portò le BR ad accelerare la loro scelta? Pellegrino è in libreria con la nuova edizione del suo Segreto di Stato, Sperling e Koopfer, scritto con Giovanni Fasanella e Claudio Sestieri, in cui esprime tutte le sue opinioni sui misteri dItalia, e rilancia la sua proposta di impunità in cambio di verità, rivolta a tutti i protagonisti degli anni di piombo.
Il golpe di Via Fani, Sperlig e Koopfer, è il titolo dell'ultimo libro di Giuseppe De Lutiis, già docente alla Sapienza di Roma, coordinatore dei consulenti della Comissione Stragi del Parlamento, e perito in molti processi di terrorismo e mafia. Il titolo del libro prefigura l'esistenza di un colpo di Stato, avvenuto con il sequestro di Aldo Moro, nel senso che alcune forze interne ed esterne alla vita politica italiana, hanno con questo agguato, posto fine ad un percorso politico, che era quello dell'alleanza tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista. Quando una linea politica viene abandonata per un intervento violento, è inevitabile parlare dal punto di vista storico di colpo di Stato. Sono molti nel 900 gli attentati a politici, che portavano avanti una linea riformista, Gandhi, i due Kennedy, Olaf Palme, Izac Rabin. Il libro di De Lutiis cosi' si concentra sulla ricerca di tutte queste forze, che hanno condizionato le Brigate Rosse, autrici indiscusse dell'agguato, del sequestro e poi della sua conclusione violenta. Tra i fatti noti e meno noti di cui il testo da conto, ci sono le infiltrazioni allinterno delle BR, i contatti con Edgardo Sogno, i timori di Mosca e Washington rispetto alla solidarietà nazionale. De Lutiis ha poi raccolto due testimonianze dirette inedite: secondo la prima nelle BR cera un paracadutista addestrato in Sardegna, secondo laltra la celebre telefonata alla famiglia Moro, che annuncia limminente esecuzione è di un brigatista mai identificato.
Quando Craxi disse che il grande vecchio delle BR poteva essere Corrado simioni, il generale Dalla Chiesa diede lincarico a me e allallora capitano Ganzer di svolgere unindagine, i cui risultati ho poi comunicato alla magistratura. La mia impressione fu che Hyperion fosse in quegli anni una stanza di compensazione tra servizi segreti di diversi paesi e diversi blocchi. A parlare è Nicolò Bozzo, 74 anni, generale dei Carabinieri, già comandante della Divisione Pastrengo e collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa nel suo lavoro allantiterrorismo. Bozzo è stato protagonista dei colpi piu duri inferti alle BR, dallarresto di Curcio e Franceschini, a quello di Peci, alla scoperta di Via Montenevoso. Il KGB e la CIA si incontravano su quel terreno parigino, che consideravano neutro, scambiandosi informazioni, che potevano essere di aiuto agli uni e agli altri. Hyperion era una scuola per interpreti di Parigi, per cui lavorava Corrado Simioni, il quale era stato uno dei fondatori delle Brigate Rosse. A partire dagli anni 70 la Francia aveva deciso di non interferire con le vicende di tanti cosiddetti rifugiati. Il brigatista Vanni Mulinaris faceva la spola tra Udine e Parigi, come a Parigi andava spesso anche il capo delle BR Moretti. I servizi segreti di paesi avversari, quando i loro governi non sono in guerra, si fronteggiano, ma spesso hanno bisogno di confrontarsi, magari, per risolvere un problema che preme ad entrambi. Il grande vecchio non era Simioni; simioni era ad un livello molto piu basso: il grande vecchio era qualcuno, che stava da qualche parte, probabilmente oltre oceano, da dove dava indicazioni su come gestire situazioni di crisi: sono tutte cose che ho riferito alla magistratura. Alla domanda su eventuali notizie di reato trovate nei confronti di Hyperion, Bozzo risponde che a quel livello, non si può trovare niente. Quando si entra nel campo delle rogatorie e dallaltra parte o non ti informano o ti dicono che non sanno niente Alla domanda se sia mai possibile che il capo di un movimento terroristico come Moretti e come poi senzani, possa essere ricevuto al cospetto di chi ad alto livello prende le decisioni sulle grandi questioni internazionali, Bozzo risponde che non è detto che Moretti partecipasse alle riunioni di compensazione. Moretti conosceva simioni, era il suo alievo prediletto, e Simioni lavorava per Hyperion; dietro questa struttura cè un segreto, che forse un giorno sarà svelato. Il generale Bozzo ha anche ricordato tante vicende della sua vita professionale, che si sono intrecciate con i casi piu difficili della storia repubblicana: da Gladio, a Piazza Fontana, dal Piano Solo alla P2.
Da oggi per alcune settimane il nostro programma compirà un viaggio nella memoria di un fatto storico tra i piu' tragici e significativi per il nostro paese: il delitto Moro Il primo dei nostri ospiti è Franco Mazzola, nato a Cuneo nel 1936, parlamentare della DC dal '72 al '94. Al tempo del sequestro Moro era in una posizione chiave per capire lo svolgimento delle indagini: sottosegretario alla difesa con delega sulle attività dei Carabinieri e della Marina. Il 16 marzo, giorno del sequestro, diventerà capo di uno dei 3 comitati di crisi messi in piedi dal governo. Mazzola arriva a questo incarico, dopo che nella DC aveva diretto l'ufficio per gli Affari dello Stato, contraltare di quello diretto da Pecchioli nel PCI. Nei governi successivi al 78, Mazzola prenderà anche la delega ai servizi segreti, acquisendo cosi' grande esperienza in tema di intelligence. Mazzola ha sempre detto che la spiegazione dei misteri del delitto va cercata a est, nel blocco exsovietico, quello purtroppo i cui documenti sono piu' segreti, visto che non ci sono norme sulla pubblicazione, dopo un certo numero di anni,,come avviene invece in occidente. Mazzola nel 1985, coprendosi con l'anonimato, ha scritto un romanzo, "I giorni del diluvio", publicato da Rusconi. Il libro, basato sui diari del senatore del 1978, andò a ruba, ma non venne mai ristampato. Ora torna in libreria con l'indicazione dell'autore, presso l'editore Aragno. Un romanzo e non un saggio, perché non ci sono prove certe per affermare quello che Mazzola vuol dire, ma spesso, quando si parla di fatti su cui i documenti sono pochi e i testimoni reticenti, è proprio la fantasia a cogliere nel segno. Nel libro di Mazzola, il capo delle BR va a rapporto in Bulgaria, lo stesso paese, da cui vengono gli ordini per l'attentato al Papa nel 1981. Gli americani si limitano a non ostacolare i russi. L'eliminazione di Moro segnerà la fine del "compromesso storico", avvantaggiando anche Washington. Possibile che a Mosca si preferisca che in Italia comandi la DC, piuttosto che il PCI? Strano ma vero. Per quanto possono dire gli storici, i russi non volevano sconvolgimenti nell'equilibrio deciso a Yalta, e l'Italia doveva restare filoamericana. Qualche volta è capitato che i servizi segreti dei due blocchi si siano fatti dei favori reciproci. Sarebbe questo il segreto indicibile del delitto Moro: le Brigate Rosse, o per meglio dire i vertici delle BR, su ordine dei russi, facevano un favore agli americani.
Come si è sviluppata la figura della madre in Italia nel 900? Mamma son tanto felice, perche' ritorno da te. Sarai con me, tu non sarai piu' sola. Cosi' cantava Beniamino Gigli nel 1941, in una canzone che è rimasta la piu' famosa, la piu' amata di quelle dedicate alla mamma. Ancora nel 1957, Mamma vinse il concorso delle Canzoni della Fortuna con centinaia di migliaia di voti arrivati per cartolina. Nata per un film di Guido Brignone, interpretato dallattrice Emma Gramatica e dal tenore Beniamino Gigli, è scritta da Cesare Bixio, un geniale autore, che come a volte acade, non conosce il pentagramma. La mamma protettiva, che accarezza i riccioli d'oro del figlio maschio e lo avvia alla vita, al matrimonio, al servizio della patria, diventa un vero e proprio inno nazionale. Donzelli ha appena pubblicato un libro dedicato alla storia e al significato sociale di questa canzone. Il titolo è Mamma, alle origini di uno stereotipo italiano. L'autrice è Sabina Ambrogi, sceneggiatrice, al suo esordio come studiosa. Dal punto di vista musicale, Mamma è una romanza tenorile, con influssi anche della canzone napoletana. Cogli anni però diventa una canzone popolarissima e subisce diversissime interpretazioni, persino quella di Peppe Mazzullo, Topo Gigio. Siamo negli anni 70, e si comincia a guardare in modo diverso alla famiglia. Il cinema e la canzone hanno operato delle cesure, dei traumi. Marco Bellocchio mette in scena l'assassinio di una madre per di piu' disabile da parte dei figli nel film I pugni in tasca. Lucio Dalla parla di una ragazza madre in Marzo 1943, addirittura Fabrizio De Andre per descrivere la bassezza dei quartieri popolari della sua Genova, ricorda quel tipo strano che per 3mila lire vendette sua madre a un nano. Sono rotture, traumi, oggi superati possiamo dire per fortuna, oggi si torna a riconoscere il valore della famiglia come luogo in cui le persone si formano. Ma cosa c'è oggi dietro il tanto parlare di famiglia, anche nei programmi politici? Chi è e di cosa ha bisogno la mamma di oggiIntervista con lautrice Restiamo in tema di società, andiamo però indietro nel tempo alla filosofia del 700, per capire Quali cambiamenti antropologici ha imposto il fatto che ormai tutti nel mondo considerino l'economia di mercato come una teoria ed una prassi imprescindibili. E' il tema dell'ultimo saggio del filosofo francese Dany-Robert Dufour "Le divin Marchè", "Il divino mercato", pubblicato da Denoel. Il mercato è diventata una sorta di religione con dei veri e propri comandamenti. Dufour da' anche una sua spiegazione del drammatico diffondersi della pedofilia. Intervista di Giancarlo Rossi
Italia2 è il titolo di una raccolta di reportage di due giovani giornalisti e scrittori italiani, che hanno visitato alcuni tra i luoghi piu' rappresentativi di quello che è oggi il nostro paese. Il titolo vuole riecheggiare la Milano2 del Silvio Berlusconi imprenditore edile. Come 30 anni fa fuori Milano, si costruiva una città modello, insieme reale e immaginaria, cosi' oggi esistono alcuni luoghi, dalla villetta di Cogne, al teatro del festival di Sanremo, che, pur essendo reali, pfatti di mattoni, abitati da esseri umani in carne e ossa, sono trasfigurati dalla televisione e diventano dei totem, positivi o negativi, di ciò in cui credono gli italiani. Italia2 è pubblicato da Minimum Fax. Gli autori sono entrambi nati nel 1975, entrambi giornalisti precari e insieme scrittori. Il primo Fabio Viola è partito per il Giappone, dove ora insegna italiano, l'altro Cristiano Demajo, resiste e continua a lavorare in Italia. Lo abbiamo intervistato. La parola ora ad un famoso intellettuale europeo, Slavoj Zizek, filosofo e critico d'arte, membro dell'Accademia delle Sceinze di Lubjana. Ha studiato a parigi e si definisce lakaniano e stalinista. Nel suo ultimo saggio, Violenza, pubblicato da Rizzoli, riflette sul tema della rabbia e della crudeltà, che segnano tante storie di cronaca nera e di guerre tra popoli. Zizek esprime il punto di vista della sinistra piu' ortodossa nell'analizzare le cause della violenza sociale e nell'indicare le soluzioni. Sentiamo l'intervista di Giancarlo Rossi. EDS ha pubblicato sotto il titolo Memoria della politica, una raccolta di saggi, in cui studiosi di storia contemporanea raccontano come protagonisti della resistenza e dei primi anni del dopoguerra, ricordano gli anni della loro militanza politica. Da un lato ci sono storie di persone comuni,ad esempio le donne che in Puglia hanno scioperato contro la guerra nel 1941, dall'altro di uomini politici di rilievo come Piero Gobetti, Lelio Basso, o scrittori come Elsa Morante. Due le curatrici, Fiamma Lussana e Lucia Motti, sentiamo quest'ultima, che è responsabile dell'archivio per la storia delle donne della Fondazione Gramsci.
C'è un lato oscuro delle attività economiche, non è una novità. I grandi imperi del passato hanno costruito la loro potenza su guerra e schiavituu. Il problema è però oggi che l'economia globalizzata, l'intrecciarsi degli interessi nelle grandi banche di tutto il mondo, rende difficile individuare e punire chi fa soldi sulla schiavitu' di bambini, sul traffico di droga, sullo smaltimento in mare di scorie nucleari. Problemi e possibili vie d'uscita sono discusse nel saggio Economia canaglia, Il Saggiatore, scritto dall'economista Loretta Napoleoni, studiosa, editorialista di molti giornali internazionali, un'autrice purtroppo piu' famosa all'estero che in Italia. La sua tesi, che fa piu' discutere, è quella secondo cui gli occidentali dovrebbero imparare dall'Islam, come regolare l'economia. La Commissione Europea ha deciso che alle frontiere per tutti i cittadini non comunitari ci sarà l'obbligo di farsi prendere le impronte digitali. è qualcosa che avviene da alcuni anni anche negli Stati Uniti. Dall'America poi giunge la notizia che il congresso ha autorizzato gli ascolti di telefonate di privati cittadini da parte delle compagnie telefoniche, per conoscere eventuali notizie di reato in merito alla sicurezza nazionale. Telecamere a circuito chiuso, schede telefoniche, impronte digitali, codici a barre, microspie, esami del dna. Scienza e tecnologia possono oggi controllare le persone nella loro vita privata. E un bene, perché spesso i criminali possono essere scoperti, ma è un rischio per tanti aspetti della vita, quando questi dati finiscono in mani sbagliate. Industrie senza scrupoli, governanti in malafede possono sapere tutto dei loro concittadini, e indirizzarli come vogliono. Lo abbiamo visto in Italia con lo scandalo dello spionaggio Telecom. Parla di questo problema il libro "La globalisation de la survellance", l'ultimo saggio di Armand Mattelart, docente di scienze dell'informazione all'Università Parigi 8, pubblicato dalle edizioni La Découverte. Giancarlo Rossi ha intervistato l'autore. Un romanzo racconta un'esperienza reale di mobbing, vissuta a Roma da un bancario. Se il tema del disagio psicologico di fronte ai ritmi di lavoro delle aziende moderne, veniva tratttato ironicamente dalla letteratura classica, pensiamo a superclassici come Il cappotto di Gogol, o al caproespiatorio di professione inventato da pennac, qui lo stile e il contenuto sono seri e stringenti. Le frustrazioni, la necessità di aggiornarsi di continuo, la lotta per la carriera portano a trovare nelle persone deboli un oggetto su cui sfogarsi. Il titolo del romanzo è Il sorcio, soprannome del persecutore, un capoufficio di una banca internazionale, l'autore è Andrea Carraro, che si identifica con il protagonista, che vedrà la sua vita rovinata e metterà in discussione tutti i luoghi comuni su come superare i problemi, in primis la psicoterapia. L'editore è Alberto Gaffi, con cui abbiamo parlato di questo e degli altri titoli in uscita per la sua casa editrice.
Al centro del programma di questa settimana cè una storia tra il fantastico e il reale. Il 26 dicembre 1890 moriva Einrich Schliemann, padre dellarcheologia moderna. Il ricchissimo e famoso scopritore di Troia è trovato in fin di vita in una strada di Napoli. Poco prima aveva annunciato ad un amico di essere sulle tracce di una nuova e sorprendente scoperta. Tra dati storici e aggiunte di fantasia, prova a rispondere alle domande poste dalla vicenda Roberto Fagiolo, nel romanzo Il segreto perduto di Schliemann edizioni Nutrimenti. In Europa la forbice economica tra ricchi e poveri torna a salire. Anche gli studiosi della società tornano a parlaredelesistenza di quelle classi sociali, che fino a pochi anni fa erano considerate come superate. Se ne occupa il saggio di Roland Pfefferkorn Disuguaglianze e rapporti sociali pubblicato in Francia da Dispute. Intervista di Giancarlo Rossi. La letteratura individua spesso meglio della saggistica i problemi della società. Un esempio ne è la raccolta di racconti e brani stilisticamente vari, pubblicata da Coniglio sotto il titolo Osama per mille anni. Lautore, Fabio Zanello, da voce alla crisi di valori del nostro tempo, mettendo in scena personaggi amaramente comici. Dal giovane capace di parlare solo con frasi prese da film americani, allex protagonista del Grande Fratello, la cui opinione è ora ascoltata con attenzione da tutti: se prima ero uno scemo, ora sono lo scemo.
Lo chiamano il movimento dei nipoti. E la ricerca spontanea di documenti, testimonianze, tracce delle migliaia di spagnoli, uccisi durante e dopo la guerra del 36-39. Dopo che la generazione dei figli aveva voluto dimenticare e si era dedicata operosamente a trasformare la Spagna in una delle piu floride economie del mondo, oggi i giovani iberici si sono messi letteralmente a scavare nei cimiteri di guerra e nelle fosse comuni, di cui qualcuno ancora ricorda lubicazione. Il risultato è spaventoso: non solo la guerra ha fatto quasi un milione di morti, ma negli anni del franchismo 150mila persone sono state eliminate. La repressione è durata fino agli anni 60. Uno psichiatra aveva persino stabilito che i repubblicani fossero una specie umana degenerata, da cancellare fisicamente. I giornalisti di Diario Enrico De Aglio e Beppe Cremagnani tornano in edicola con una nuova edizione del loro periodico e un documentario in d v d, intitolato Lultima crociata, e dedicato proprio a questa lezione civile, che ci arriva dalla Spagna. Intervista con Beppe Cremagnani Un altro dei luoghi comuni della storiografia sulla guerra civile spagnola, riguarda il ruolo della Chiesa nel franchismo. Gli studi piu recenti, non condizionati da ideologie, dicono che i cattolici hanno appoggiato Franco, anche con eccessi in alcuni casi deprecabili, ma solo dopo che la Repubblica aveva iniziato una vera e propria persecuzione, che causò 6mila morti. Gli indubbi privilegi di cui la Chiesa godeva, venivano identificati con la tradizione da abbattere. Spiega questo clima il libro di Alberto Rosselli La persecuzione dei cattolici nella Spagna repubblicana, 1931-1939 Solfanelli. E ancora possibile una poesia civile? Gli scrittori devono affrontare direttamente i temi politici? Risponde Marco Giovenale, autore della raccolta di poesie, prose e racconti fotografici La casa esposta, edizioni Le Lettere. Intervista di Giancarlo Rossi
Il 27 gennaio si ricorda ufficialmente la shoah. Questanno il nostro programma riflette sullatteggiamento tenuto dai nostri concittadini, nel periodo delle leggi razziali e della persecuzione degli ebrei. Eric Salerno, giornalista del Messaggero, racconta nel suo Uccideteli tutti, Il Saggiatore, la storia del campo di concentramento di Giado in Libia, dove circa 500 ebrei morirono per mano degli italiani occupanti. Nando Tagliacozzo nel suo Dalle leggi razziali alla Shoah, Sinnos, ha raccolto 33 documenti legati alla vita quotidiana, degli ebrei tra il 1938 e il 1945, dalle pagelle di scuola alle lettere di licenziamento. I documenti sono riprodotti in fotografia e commentati. Spicca la richiesta di identificazione che le SS consegnarono agli ebrei di Roma, prima della deportazione di massa del 16 ottobre 1943. Interviste con gli autori e segnalazioni di altre recenti pubblicazioni. Per la pagina estera, approfondiamo due temi della campagna elettorale per le presidenziali USA. Anzitutto quello dei valori religiosi, che tutti i candidati dicono di interpretare, poi quello della riforma del welfare. Intervista di Giancarlo Rossi con Susan George, autrice per Fayard (prossimamente Feltrinelli) di La pensée enchainée.
Il nuovo anno di Pagine in Frequenza si apre con un approfondimento su quella che è stata la notizia centrale di queste settimane: la cosiddetta emergenza rifiuti. Il Governo si propone di affrontare il problema dello smaltimento della spazzatura in Campania anche con la costruzione di 3 termovalorizzatori. Chi progetta e produce questi impianti assicura che i filtri intercettano le particelle nocive, e che i rifiuti vengono eliminati. Uno studio di due università europee, Meinz e Camdridge, sostiene invece il contrario. Anzitutto la legge di conservazione della massa enunciata dal grande chimico francese Antoine Lavoisier spiega che la combustione non elimina la materia; inoltre le nanoparticelle sono quasi impossibili da filtrare. I contenuti della ricerca sono divulgati in un dvd edito da Macro e intitolato Linsidia delle polveri sottili. La spiegazione è di Stefano Montanari, direttore del Centro di Nanodiagnostica di Modena. Il 4 novembre gli americani eleggeranno il loro nuovo presidente. Sono già in corso le elezioni primarie nei due principali partiti, Democratico e Repubblicano. I sondaggi danno vincenti i democratici, che rappresentano lopposizione alla presidenza Bush, oggi in forte calo di consenso. Il corrispondente da New York de La Stampa Maurizio Molinari è in libreria con Cow boys democratici Einaudi, che mostra quanto la nuova dirigenza dellAsinello abbia fatto proprie molte istanze conservatrici.
L'Italia è un paese in declino, secondo la stampa internazionale, ma non è che l'occidente in genere, goda di buonissima salute. Gli Stati Uniti proseguono con la loro politica di potenza in Medio Oriente, anche se una guerra all'Iran si allontana, visto che la stessa CIA dice che in quel paese non ci sono armi di distruzione di massa. A parlare comunque sono piu' le armi della diplomazia. Sul piano economico abbiamo avuto la crisi dei mutui, l'inflazione, che torna a crescere, i consumi in calo: un sistema insomma in sofferenza. Avanza invece la Cina, sia sul piano economico, in Africa e in Asia, sia su quello militare e addirittura spaziale. Cosa porterà il 2008? E l'argomento dell'ultimo libro di Giovanni Arrighi, docente di sociologia alla Johns Hopkins University, appena uscito in America per Verso e presto in Italia con Feltrinelli. Il titolo è "Adam Smith in Beijing". il testo dice anche qual è la piu' grande debolezza italiana. Intervista di Giancarlo Rossi La scuola e l'università sono il grande male del nostro paese. non fa strada chi merita, ma chi è raccomandato, e il paese declina, con tanti giovani, costretti a guadagnare 500 euro al mese, se va bene. L'Italia ha sempre convissuto con il suo familismo e con le sue corruzioni, oggi però ci poniamo questa domanda: siamo arrivati ad un punto limite, ad una soglia oltre cui c'è la rovina? Questo è stato l'anno delle proteste di Beppe Grillo, de La casta, come libro piu' venduto, mentre ancora Gomorra, un libro del 2006, è vendutissimo. E solo un lavarsi la coscienza da parte nostra, facendo finta di interessarci ai problemi del paese, o qualcosa si muove? Sentiamo il collelga de L'Espresso Peter Gomez che è in libreria con Mani sporche, edizioni Chiare Lettere, scritto insieme a Marco Travaglio e Gianni Barbacetto, 900 pagine, per ricordare tutti i casi di malaitalia, degli ultimi 15 anni, da Mani Pulite in poi. Dopo questo quadro non certo consolante sui problemi politici, alcuni suggerimenti per la lettura, in queste vacanze di Natale, per riflettere, ma anche per distrarsi. Partiamo da quella che è la piu' famosa leggenda metropolitana del 900. Paul McCartney è morto nel 1966 e quello che vediamo ora al suo posto è un sosia. Certo un fatto impossibile, per cui non ci sono prove, che però trova molti indizi, a suo favore. Glauco Cartocci, grande appassionato della storia dei Beatles, ha pubblicato per Robin Il caso del doppio Beatle. Si tratta di uno dei testi piu' completi al mondo sull'argomento, un libro per domandarsi qual è il confine tra realtà e immaginazione e riflettere sulla grandezza creativa del gruppo inglese. Intervista con lautore Per una pagina piu'dedicata alla riflessione, Abbiamo chiesto a Beatrice Salvioni, animatrice della casa editrice Paoline, di suggerirci alcune letture per il Natale.
Siamo nel 1961 e la delegazione italiana del PCI è appena rientrata da Mosca, dopo aver seguito il XXII congresso del PCUS. Sono passati 5 anni dalla denuncia dei crimini di Stalin e Kruscev ha tenuto testa ai tentativi di restaurazione. Ora la Russia lancia un piano ventennale di sviluppo economico e militare, che si ripropone di battere gli Stati Uniti, entro gli anni 80. Il mondo comunista però non è piu' unito sotto le insegne di Mosca. la Cina da una parte, Cuba dall'altra e poi la Jugoslavia, l'Albania e anche Italia e Francia, chiedono autonomia, per realizzare il socialismo. Nel 61 per la prima volta gli organi dirigenti del PCI, il comitato centrale e la direzione, non trovano unanimità sulla linea da seguire. Quei verbali, finora inediti, sono argomento oggi di un libro di storia, curato da Maria Luisa Righi, il titolo è Il PCI e lo stalinismo, Editori Riuniti, introduzione di Renzo Martinelli. Quello che rende però unica questa pubblicazione è il cd allegato, 15 ore di audio con tutti gli interventi di quella lunga discussione del 10 e 11 novembre 61. Voci antiche, Robotti, Secchia, Togliatti, voci piu' vicine, Berlinguer, Amendola, Ingrao, Cossutta, voci di giovani oggi famosi, Occhetto e soprattutto Napolitano, allora trentaseienne. Intervista con la curatrice Maria Luisa Righi e brani dei sonori. Un atlante per spiegare dove sono concentrati nel mondo i maggiori problemi ecologici. E' la scommessa del mensile "Le Monde diplomatique", che ha appena pubblicato in Francia un testo dal titolo appunto "Atlante dell'ambiente", di cui presto uscirà l'edizione italiana a cura del "Manifesto". Giancarlo Rossi ha intervistato Dominique Vidal, curatore dell'opera. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Cosi' la prima parte del terzo articolo della Costituzione. In sostanza non ci possono essere discriminazioni e appunto Terzo non discriminare è il titolo di un libro, appena pubblicato da EDS. Si tratta di una raccolta di 21 racconti sul tema delle disuguaglianze, che sono usciti vincitori di un concorso letterario, bandito dalla CGIL di Padova. A capo della giuria lo scrittore Ferdinando Camon, curatrice la segretaria provinciale del sindacato Rossana Tosato, che abbiamo intervistato.
E uscita in Italia per Nutrimenti I sogni di mio padre, autobiografia di Barac Obama, il senatore afroamericano dellIllinois, che insidia ad Hillary Clinton la nomination democratica alla Casa Bianca. Il libro, scritto nel 1995, racconta la vita di Obama, dallinfanzia ai primi successi politici. Figlio di uno studente keniano e di una ragazza bianca del Kansas, Obama subisce le discriminazioni a cui tutti i neri dAmerica sono soggetti e, dopo molti sbandamenti, decide di impegnarsi, nelle campagne per i diritti civili. Sullo sfondo una descrizione molto particolareggiata di come si vive in America: scuola, religione, politica. Il titolo del libro si riferisce al sogno del padre di Obama, incontrato solo una volta, di vedere un giorno lAfrica, libera dalla corruzione e dal colonialismo. Nel programma lintervista ad Andrea Palombi, responsabile della casa editrice Nutrimenti e vari sonori tratti dai discorsi di Barac Obama. Dicembre è il mese in cui ci si avvicina al Natale. In una società come la nostra, da parecchi anni, questa festa è piu che altro un'occasione di riposo e soprattutto il tempo in cui si fanno e si ricevono regali. Giornali, televisioni, manifesti pubblicitari e vetrine di negozi sono zeppi di annunci pubblicitari, e questanno soprattutto di offerte speciali. Si tratta di una novita', perché in genere a Natale i prezzi salgono. E un chiaro segno della difficoltà in cui vive oggi l'economia. Agli italiani, agli occidentali in genere si chiede di consumare sempre di piu', anche se i bisogni veri sono già soddisfatti. Un economista americano da' alcuni suggerimenti alla grande industria, per mantenere il nostro livello di ricchezza, e aiutare allo stesso tempo le aree piu' povere del mondo. Si chiama Benjamin Barber e il suo libro Si intitola "Consumed", "Consumati", l'editore americano è Norton, ma presto Einaudi pubblicherà la traduzione italiana. Quando si dice che a Natale bisogna tornare bambini, siamo sicuri che non ci sia qualcuno che gioca sporco? Sentiamo lintervista di Giancarlo Rossi.
E' passato un mese da quel 30 ottobre, in cui avvenivano a Roma la terribile aggressione e l'omicidio di Giovanna Reggiani. Un episodio, che ha sconvolto tutti gli italiani e la cui eco è arrivata in tutto il mondo. Un episodio nato in un contesto di grande degrado, alcool, mancanza di lavoro, disperazione e certo anche pura malvagità. Un episodio però che ha suscitato una serie di conseguenze: una nuova legge, scritta apposta contro i romeni, lo sgombero di tante baraccopoli, a Roma, a Milano e in molte città, alcuni casi di razzismo antiromeno in Italia e antiitaliano in Romania. Bilanci e prospettive del rapporto tra questi due paesi, sono l'argomento di oggi del nostro programma. Il parlamento ha all'ordine del giorno il cosiddetto decreto sicurezza. varato dal governo il primo novembre, prevede che i prefetti, sentito il giudice di pace, possano espellere un cittadino comunitario per motivi di ordine pubblico, sicurezza o sanità. In realtà norme simili erano già in vigore. Secondo l'Europa, un cittadino ad esempio italiano, può soggiornare, ad esempio in Francia, per non piu' di tre mesi, se non dimostra di essere studente, di avere un lavoro o di potersi mantenere con una rendita. Quello che cambierà sarà che la competenza dellallontanamento passa dal governo ai prefetti e che non ci sarà bisogno di un preavviso di un mese. Analizza i punti critici del Decreto Paola Balbo, esperta di diritto europeo ed autrice per Giappichelli del saggio Stranieri. In Italia in questo mese sono state abbattute molte baraccopoli. I loro abitanti, in maggiorparte romeni o nomadi di etnia rom, sono stati trasferiti nei cosiddetti centri di accoglienza, quei campi, che hanno sostituito i centri di permanenza temporanea, dove venivano ammassati gli immigrati irregolari prima dell'espulsione. Qui gli stranieri hanno ospitalità, ma in molti se ne sono già andati, per ricostruire le loro famiglie e le loro baracche, in posti ancora piu' sperduti, clandestini e pericolosi, delle rive del Tevere o dell'Aniene. Abbiamo sentito su questo argomento, il giornalista e scrittore di gialli, Piero Colaprico, che per Rizzoli ha appena pubblicato il libro Manuale di sopravvivenza per immigrati clandestini. Cosa succede invece in Romania? Da un mese a questa parte sono diminuiti gli ingressi in Italia. Addirittura il governo di Bucarest ha dichiarato il nostro paese, pericoloso per i romeni, che viaggiano, come la Birmania e l'Irak, questo a seguito del pestaggio avvenuto a Roma di 4 cittadini romeni. Il presidente Basescu poi ha detto in visita in Spagna che per fortuna le leggi di quel paese non sono come quelle italiane. Eppure i rapporti tra i due paesi non sono mai stati cosi' buoni dal punto di vista economico. Sentiamo Angela Tarantino, traduttrice per Nutrimenti del diario dal carcere della pittrice romena Lena Constante, intitolato Levasione silenziosa.Altre letture di letteratura romena sono: Abbacinante di Mircea Cardarescu, Woland, La busta nera di Norman Manea, Il saggiatore. Per altre informazioni si veda il sito dellAssociazione Italiana di Romenistica (AIR)
E' la casa, come problema sociale, al centro del numero di oggi del nostro settimanale. Con l'aiuto degli ultimi libri usciti sul tema, faremo il punto sui problemi a cui va in contro chi cerca casa, tra agenzie immobiliari abusive e irregolarità edilizie da sanare. Inoltre il mondo degli affitti, tra famiglie povere, ospitate in nero in ccase fatiscenti, e privilegiate, in case di lusso, per poche centinaia di euro al mese. Lo sapevate che a Roma si può vendere un appartamento di 9 metri quadri, e poi affittarlo in nero per 450 euro al mese? Lo sapevate che su 66mila persone che lavorano come agenti immobiliari, 55mila non hanno il patentino? Interviste a Luca Leone, autore per Infinito Edizioni di Sotto il mattone, e a Roberta Carlini, autrice con Pat Carra di Le mani sulla casa, EDS. Nel programma anche il ricordo dei 50 anni del romanzo "Il Dottor Zivago", uscito in anteprima mondiale in Italia proprio il 23 novembre del 1957. Ascoltiamo laudio della voce di Giangiacomo Feltrinelli, registrata nel 1967, e quella della moglie Inge, attuale presidente della casa editrice. Per il calendario degli appuntamenti dedicati allanniversario, si veda il sito www.feltrinelli.it titolo: grp pagine in frequenza 23/11 durata: 29.48
Nella settimana in cui lItalia festeggia giustamente larresto del nuovo capo di Cosa Nostra, appartenente alla famiglia dei Lo Piccolo, abbiamo incontrato Lirio Abbate, il collega dellAnsa di Palermo, minacciato dalla mafia. Autore con Peter Gomez del libro I complici, tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al Parlamento, Fazi, da maggio di questanno vive sotto scorta, dopo che il boss Leoluca Bagarella, sottoposto al 41bis, lo ha minacciato dallaula di un tribunale. Abbate, a Roma per presentare il libro dedicato a Giovanni Spampinato, di cui abbiamo parlato nelle settimane scorse, spera di non dover mai lasciare la Sicilia. LEuropa e gli Stati Uniti temono lo sviluppo cinese e tentano di ostacolarlo, anche se molte imprese occidentali fanno grandi affari in Cina, grazie al basso costo della mano dopera locale. Il giornalista inglese Will Hutton nel suo Il drago dai piedi dargilla, Fazi, esprime unopinione controcorrente sul futuro del gigante asiatico. Intervista di Giancarlo Rossi. La sanità è il settore piu importante della pubblica amministrazione, perché deve tutelare la salute dei cittadini. Come si è trasformata negli ultimi 50 anni? In che modo la politica lha influenzata? Risponde Eolo Parodi, medico ed ex parlamentare europeo, la cui biografia, Vita da medico, Red Azione, è stata curata dal giornalista Giuliano Crisalli.
Esce la prima biografia non autorizzata, ciòè non rivista dallinteressato, di Beppe Grillo, il comico quasi sessantenne, che, con le sue denuncie, piu di ogni rivoluzionario, sta mettendo in crisi il potere costituito della politica e dellinformazione. Beppe Grillo edizioni Aliberti di Giorgio Rinaldi e Paolo Crecchi racconta gli esordi di Grillo nel mondo dello spettacolo e le prime avvisaglie di impegno politico con le celebri battute su Craxi, e poi la svolta con la creazione del suo sito internet e la promozione di campagne di protesta civile. Non mancano però gli appunti per le debolezze, che Grillo cerca di nascondere: la richiesta di condono fatta dalla società che gestisce i suoi immobili e la passione per i gommoni, mezzi molto inquinanti. Nel programma anche uninchiesta americana sul mondo della sperimentazione dei farmaci.La giornalista Sonia Shah ha scoperto che le case farmaceutiche usano i paesi poveri, per sperimentare sulluomo nuove medicine, ma anche prodotti placebo. Il suo libro si intitola Cacciatori di corpi ed è pubblicato da Nuovi Mondi Media. Intervista di Giancarlo Rossi la