55ma MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA
3-13 settembre 1998
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Diario di Venezia
5 SETTEMBRE. VIOLA; IL SESSO VIRTUALE CHE RIVELA I SOGNI
Ci sono sogni e desideri profondi dentro di noi che Internet ci puo' aiutare a scoprire, e cosi' la realta' virtuale non e' una fuga della vita, ma piuttosto una proiezione del nostro immaginario, e un mezzo per prendere piu' coscienza di noi. Si puo' sintetizzare cosi' l'erotismo virtuale vissuto da Stefania Rocca-in "Viola", opera prima di Donatella Maiorca proposta a Venezia nella sezione Prospettive. "Ci sono periodi della vita in cui si puo' avere bisogno di stare con se stessi - osserva Rocca sul suo personaggio - per Viola si e' appena chiusa una relazione avviata ad un matrimonio che forse lei stessa non voleva, e tramite Internet puo' vivere liberamente un'esperienza che la rendera' piu' consapevole di se', come una storia d'amore di transizione". In questa prospettiva, dunque, il sesso virtuale non e' una rinuncia ai rapporti umani reali, quanto piuttosto un fase di maturazione per tornare ad averne di migliori. L'attrice d'altra parte non crede che Internet induca di per se' a comportamenti negativi come il solipsismo autistico di fronte al computer o la pedofilia. "se si usano queste tecnologie come una droga e' una scelta personale di vita - osserva - e rischi se ne corrono anche con il telefono o la televisione. D'altra parte, una play- station per i bambini puo' essere un modo per socializzare, puo' sostituire cioe' il cortile vero che non c'e', e giocare con Internet e' meno passivo che guardare la tv.".
Capelli biondi tagliati corti, Stefania si appassiona tanto nel parlare da sovrapporsi a volte alla regista Maiorca che le siede vicino sulla terrazza dell' Excelsior. Fra loro si indovina un'intesa maturata sul set di un film quasi tutto al femminile, e prodotto da altre due donne come Donatella palermo e Loes Kamsteeg, note per aver gia' puntato su un' opera prima, "Tano da morire" di Roberta Torre. Ma non c'e' alcuna preclusione al maschile, sottolineano sia Rocca che Maiorca, come dimostra del resto il fatto che la sceneggiatura e' firmata da un uomo, Fabrizio Bettelli. "Piuttosto - osserva la regista - e' probabile che il film piaccia di piu' alle donne che agli uomini, dato che qui la figura maschile e' strumentale alla donna e ritagliata su di lei, e l'erotismo e' raccontato al femminile, e' piu' intessuto di idee e di desideri, e meno di corpo e sesso". L'erotismo per Maiorca va inoltre inteso non come pornografia, ma come un "aspetto fondamentale della vita", in cui si esprimono "emozioni che la macchina da presa deve far emergere da una scena di sesso allo stesso modo in cui deve accadere in un dialogo". Ora Maiorca, una vita alle spalle come assistente di regia per registi di calibro, sta pensando ad un nuovo film con cui tornare a lavorare con Stefania, mentre quest'ultima ha gia' in piedi due-tre lavori, tra cui un film di Minghella con Matt Damon e una produzione Rai diretta da Cinzia Torrini.
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