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estival del cinema di Berlino:
29 film in concorso, 14 prime
mondiali, 300 proiezioni in totale. Un Orso d'Oro alla carriera per Catherine Deneuve e la
presenza di De Niro in ben tre pellicole. Tanto cinema italiano ed europeo, ma con un
occhio di riguardo al grande cinema americano. Questa in sintesi la 48ma edizione della
Berlinale, uno degli appuntamenti piu' prestigiosi per il cinema mondiale, che quest'anno ha assegnato
l'Orso d'Oro per il miglior film al brasiliano Central do Brasil, del quasi sconosciuto Walter Salles.
Spentesi le iniziali polemiche su una scarsa partecipazione
italiana al Filmfest tedesco (che hanno portato alle dimissioni di Sauro Borelli, nostro
delegato a Berlino), il Programma Ufficiale ha visto in concorso il film di Pupi Avati Il
testimone dello sposo, e Toto' che visse
due volte, di Cipri' e Maresco, nella sezione "Panorama". Il musical sulla mafia
di Roberta Torre, Tano da morire, "caso" della stagione, era invece in cartellone
al "Forum", la sezione del festival piu' giovane.
Tra le prime mondiali
figuravano Trop (peu) d'amour, del francese Jacques Doillon, I want you, del
britannico Michael Winterbottom e Fan Lang (Dolce generazione) del taiwanese
Lin Cheng-Sheng. Quattro film sono stati presentati fuori concorso: l'atteso The gingerbred man,
di Robert Altman (con Kenneth Branagh), La principessa Mononoke, film d'animazione
del giapponese Hayao Miyazaki, Sliding doors del britannico Peter Howitt e Great
Expectations del messicano Alfonso Cuaron. Il grande regista Alain Resneis era presente con
On Connait la chanson, una commedia a base di canzoni francesi di successo, mentre
l'Europa dell'est, che occupa dai tempi della guerra fredda un posto privilegiato alla
Berlinale, e' stata sostituita quest'anno dalla Russia, con Strana Gluchich (Il paese del
silenzio), di Valeri Todoroski.
Si affrontano i drammi dell'Irlanda in due
produzioni americane: Jim Sheridan ha aperto il festival con The Boxer, interpretato
dall'affascinante Daniel Day Lewis, mentre Neil Jordan (premiato per la regia) ha presentato The butcher boy.
Il cinema americano era rafforzato dalla presenza di Jackie Brown, attesissimo dai
fan del regista Quentin Tarantino, The Big Lebowski, dei fratelli Coen, Wag the
dog, di Barry Levinson (Premio speciale della giuria), e Good will hunting, di Gus Van Sant,
al cui interprete e sceneggiatore Matt Damon e' stato assegnato un premio speciale.
Ma il cinema italiano a Berlino non si esauriva
con i tre film citati: Giuliano Montaldo,Gillo Pontecorvo e Maurizio Nichetti (che era
anche tra i giurati) hanno presentato una rassegna di venti titoli italiani degli ultimi
due anni. Le proiezioni erano affiancate da incontri con il pubblico e la stampa.
Nell'ambito della prima sezione "Storie italiane" sono stati proiettati Le acrobate di
Silvio Soldini, Il bagno turco di Fernand Ozpetek, Nel profondo paese straniero di
Fabio Carpi e Compagna di viaggio di Peter Del Monte. Nella sezione "Le commedie":
Luna e l'altra di Nichetti, Albergo Roma di Ugo Chiti, Cresceranno i carciofi a
Mimongo di Fulvio Ottaviano, Tutti giu' per terra di Davide Ferrario e Tre uomini
e una gamba di Aldo Giovanni e Giacomo. Pontecorvo presiedera' la sezione
"La storia, gli uomini", che comprende Il figlio di Bakunin di Gianfranco
Cabiddu, Porzus di Renzo Martinelli, Palermo Milano solo andata di Claudio
Fragasso e Il carniere di Maurizio Zaccaro.
Camillo De Marco
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