Radiorai

In viaggio nello sport



27/12/2005

La Coppa Davis


a cura di Mariangela D'Ezio


L'appuntamento giornaliero della rubrica "In viaggio nello sport", in onda alle 13.35, ripercorre i momenti più significativi della storia dello sport, accompagnando il resoconto della cronologia ai temi e ai personaggi di più grande rilevanza. Il 27 Dicembre 1946, gli Stati Uniti si aggiudicavano la loro prima Coppa Davis del dopoguerra, battendo l'Australia per 5-0. In realta', nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale e fino alla fine degli anni '50, la Coppa Davis era una "questione privata" tra gli Stati Uniti e l'Australia, che si incontrarono per quattordici volte nel Challenge Round, con otto vittorie americane e altrettante degli australiani. Questa la situazione fino a quando l'Italia, che partecipò dal 1922 alla Coppa Davis, fece scendere in campo fuoriclasse come Nicola Pietrangeli, (nella foto agli Internazionali di Roma nel 1957) Orlando Sirola e poi Adriano Panatta e Paolo Bertolucci. Fino al 1912 presero parte alla Coppa Davis solamente Stati uniti e Gran Bretagna. In seguito, furono accolte Francia, Belgio, Austria, Australia, Germania e Sud Africa. A partire dagli anni Venti, invece, le squadre iscritte furono suddivise in due gruppi chiamati Zona Europea e Zona Americana. Da quel momento i vincitori dei due gruppi si sarebbero incontrati, in una finale Interzone, per stabilire quale dei due team avrebbe conteso la Coppa - nel cosiddetto Challenge Round - alla nazione vincitrice della precedente edizione. Il Challenge Round era una speciale formula della Coppa Davis, rimasta in vigore fino al 1971, che prevedeva che il detentore della Coppa - il "defender" - attendesse che fra tutte le nazioni partecipanti si svolgesse un torneo; il vincitore, cioè il "Challenge" di questo torneo, avrebbe sfidato il "Defender" per decidere il nuovo vincitore. Dal 1972, invece, il sistema della competizione si è trasformato in quel torneo a tabellone che rappresenta la formula tuttora esistente.



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