Un'emergente che sembra già una vera professionista, canzoni di sorprendente spessore che sanno scalfire, che si distinguono, che toccano i sentimenti. Se pensiamo che questo è solo il suo primo lavoro... immaginiamoci dove potrà arrivare! Angelica Lubian: un nome, un volto, un personaggio e una voce da segnare nell'agenda delle cose care" (MESSAGGERO VENETO)
"Nella cantina in cui sono stipati, i barattoli canori della Lubian hanno lasciato entrare musica andalusa (Siffatta creatura), introversione pianistica (Taglia e cuci), bossa-jazz di velluto (Lo spazzolino), swing (Roba deperibile), valzer (Mon cher, addio), pop da camera (Incredibilmente disarmante) e pop più giovanilistico (Mi manchi lo sai?), elettricità lo-fi (Metereopatica), pop-rock ricco di aperture (Schiavi ma felici). La produzione e gli arrangiamenti mostrano una sorprendente maturità, tanto da far desiderare qualche imperfezione. Che dire, se non che staremo con gli occhi aperti e le orecchie idem, in curiosa attesa del prossimo passo di Angelica?" (IL MUCCHIO)
"Grande talento e altrettanto coraggio. Il disco si chiama Conservare in luogo fresco e asciutto e rivela una scrittura originale e ironica, condita da arrangiamenti raffinati e molto vari. Ha suonato spesso a Roma, suscitando l'interesse dei discografici e delle riviste specializzate" (IL GIORNALE)