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Un programma a cura di Margherita Di Mauro
condotto da Ilaria Sotis


In redazione:
Angela Bovi
Fenesia Calluso
Luca Conti
Francesca de Carolis

LA NOTTE DEI SENZA DIMORA del 17-10-2005 Ascolta
Gabriele Del Grande
Ex operatore sociale, autore del reportage 'Storie da una città vista di spalle'

"Storie da una città vista di spalle" è il titolo del reportage pubblicato in questi giorni, fino a oggi 17 settembre, sul Redattore Sociale. Il reportage è opera di Gabriele Del Grande, che per 20 giorni tra il 15 dicembre 2004 e il 3 gennaio 2005 ha deciso di vivere tra i senza dimora, a Roma.
Gabriele ha deciso di fare questa esperienza perché è una realtà sulla quale si era affacciato già a Bologna, dove per 3 anni aveva lavorato come operatore sociale in un centro di accoglienza notturno per senza dimora. In più lo ha spinto la passione per il giornalismo. Non aveva soldi e si è portato il minimo indispensabile, cioè uno zaino con un cambio e il sacco a pelo, ma è importante dire che non era sua intenzione immedesimarsi, sarebbe stata una forzatura sterile, era piuttosto suo interesse conoscere le persone, capire cosa si prova, fare delle esperienze. A tutti ha dichiarato la sua identità, ma non tutti hanno reagito bene perché il mondo della strada è un mondo in cui regnano il sospetto e la paranoia.
Pur essendo toscano e pur avendo vissuto a Bologna, ha scelto Roma per questa esperienza di 20 giorni perché è la città in cui il problema in termini assoluti è maggiore: si parla di 8mila senza dimora.
La giornata tipo iniziava con la sveglia presto, appena c'era un po' di sole, per vari motivi: sia per il freddo, che dopo ore passate per strada fa sentire i piedi che pizzicano, sia per il rumore. La mattina Gabriele andava nei centri di ascolto e accoglienza per fare colazione, poi girava per Roma, schiacciava un pisolino nei parchi. A pranzo andava in una mensa e il pomeriggio alla stazione Termini, dove ha sempre dormito. Chiacchierava lì fino alle 23-24 in particolare con tre signori conosciuti dopo i primi giorni. Alcuni avevano un posto al dormitorio, altri invece rimanevano lì. Sul rumore bisognerebbe fare un capitolo a parte: il traffico, la totale mancanza di silenzio rappresentano uno stress. Questo ha reso molto duro il primo giorno dormire in mezzo alla strada, perché da una parte cerchi un luogo riparato per avere un po' di privacy, dall'altra se il luogo è isolato è pericoloso. Dalla seconda sera si è troppo stanchi. Per orientarsi, Gabriele ha utilizzato un libriccino prodotto dalla comunità di Sant'Egidio, una sorta di guida che riporta tutti gli indirizzi delle mense, dei punti doccia, dei dormitori... Tutte le sere, anche perché si era sotto le feste, passava qualcuno, tra Caritas, Croce Rossa, Sant'Egidio, che distribuiva panini, coperte. In più al primo binario c'è un punto d'ascolto del Comune, che dà informazioni.
Le storie sono tante, non ce n'è una che può rappresentare tutte le situazioni, la varietà di persone che ha incontrato: si va da chi è sempre vissuto in un contesto di povertà a chi ha fatto un master in management a New York e parla inglese, a chi è uscito di prigione, non riesce a reinserirsi e non ha nulla da perdere, fino alle situazioni di disagio psichiatrico, di handicap.
Con due di loro Gabriele è ancora in contatto, ha i loro numeri di telefono e li ha anche chiamati e rivisti. Alcuni di loro infatti hanno un cellulare, perché i barboni, per come ce li immaginiamo noi, sporchi brutti e cattivi, sono rari. La maggior parte sono mimetizzati, sono persone che durante il giorno sono vestite normali, si tengono puliti, si fanno la barba. In tre anni che lavora con i senza dimora, Gabriele non ha incontrato nessuno che lo fa per scelta (a parte forse i punkabbestia, ma su loro c'è un discorso a parte). Nessuno nasce sulla strada ma nessuno ci finisce dall'oggi al domani. Quando si sente qualcuno dire che lo fa perché rifiuta la società, questa persone si sta solo giustificando, sta tentando di riscrivere la realtà e di non affrontare i problemi. Non c'è niente di romantico, niente di bello nel vivere per strada. In particolare non c'è sicurezza.

Al Telefono
Umberto Di Maria
Redattore Terre di mezzo
Paolo Pezzana
Presidente Federazione Italiana degli Organismi per le persone senza dimora
Padre Witold Szulczynski
Direttore Caritas Georgia
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