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Un anno che non si dimentica. Ottava puntata: 'Verso altre primavere' del 07-06-2008
Il programma, condotto e diretto da Italo Moscati, si conclude ma sarà replicato dal 26 agosto agosto in una nuova collocazione. "Ma com'era il '68?" ha avuto un grande successo di pubblico e di critica. L'ottava puntata è l'occasione per un bilancio dell'anno della contestazione e dell'immaginazione al potere, attraverso voci, sonori, documenti, canzoni. Il Sessantotto fu un anno di svolta e indica la comparsa sulla scena della società - in tutto il mondo e non solo in Europa o in America - dei giovani studenti e operai con istanze ed esigenze capaci di sorprendere i poteri nei diversi paesi. Tra pro e contro, il Sessantotto resta come una stagione di idee (pacifismo, giustizia sociale, libertà individuali, diritti) e di sensibilità (immaginazione, creatività, fantasia, desideri) che ha avuto un lungo effetto anche attraverso le generazioni successive. Moscati racconta nell'ultima puntata delle molte primavere che suscitarono la vitalità del Sessantotto: la primavera studentesca, quella vitale gioiosa della musica e dello spettacolo; la primavera del maggio francese; la primavera di Praga, schiacciata sotto i cingoli dei carri armati sovietici; la primavera triste della uccisione di Martin Luther King e di Robert Kennedy. Primavere in attesa di altre primavere. La ottava puntata racconta il finale dell'anno con gli ultimi sussulti e i risvolti drammatici, mentre dal cielo gli astronauti americani descrivevano la luna... Un'utopia - quella della conquista della luna - che verrà realizzata, a differenza di altre utopie, a volte disastrose e a volte esaltanti. Un anno che non si dimentica.
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