"Miseri campi di allenamento, alimentazione orrenda, terreni di gioco fangosi, stadi gremiti, canzoni stupende, arcigni centromediani, centroattacchi inarrestabili, allenatori per sempre nella stessa squadra, magliette senza sponsor, calci d'inizio alle tre del pomeriggio e, dopo novanta minuti di tirar calci e prenderne, una birra scura in una vasca d'acqua sporca". (George Best)
"La realtà non è mai come sembra" (mio zio Serafino)
Rembò è un calciatore prodigio, un poeta del pallone.
Si ritira nel 1974.
Ha 19 anni.
Da allora, non si sa più niente.
Intanto, capisci che la palla è rotonda, e gira, e deve girare.
Che ogni suono ha un silenzio sempre con sé.
Che ogni cosa è se stessa ma anche un'altra.
Che la scomparsa di Rembò è un buco luminoso e pure un gol all'incrocio dei pali.