4
MOMENTI SU TUTTO IL NULLA
Carmelo
Bene. Momento
1. Linguaggio
Finalmente, una trasmissione impossibile,
anacronistica.
... Ecco, non dico niente. Sto precisando
in voce che non dico niente.
Un non dico niente che, cosi, risuona. Non
dico niente. Soffio di
vento.. Divento soffio. Importa solamente
come suono, questo non dico niente. Anche
se orale, e' niente fuori da timbro e tono.
Aria d'ascolto emessa da un pensato, logico
senso, un no. E perche' nulla, nulla mi
e' consentito dire che non sia equivoca
volonta' intenzionata di questa mia identita'
vanita. Io sono il vortice insensato delle
trottola in movimento e la sua negazione,
sono l'antiumanesimo, Lorenzaccio che decapita
le statue, Aguirre che si firma il traditore,
Carmelo Bene, perché, soggetto alla
necessita' del nome, come rassegnazione
al destino...
Mi sono degradato anche a poeta....ho scritto
la voce, troviera di un poema "il mal
dei fiori", perche' leggere e' scrivere,
il soltanto lettore e' un fuori tema, e'
un parvenue davanti a un foglio sempre piu'
sbiancato....
Carmelo
Bene. Momento
2. Conoscenza / Coscienza
...
Nulla esiste, e ammettendo che esista, non
potremmo conoscerlo, e se ci fosse possibile
conoscerlo, non avremmo alcun modo di comunicarlo.
Suona cosi' nei secoli dei secoli il ceffone
di Gorgia a quel Parmenide che ha inventato
l'essere, identificato con il pensiero....
Ho in orrore parola e pensiero, e non soltanto
perche' mascherato sotto gli sghignazzi,
smorfiato l'autoinganno, l'errore, ma parola
e pensiero intesi proprio in quanto illustrazioni-immagini,
colorati segni di che si veste ogni speculazione
linguistica..... Questa voce si fa cesura
tra parola e cosa, tra linea e forma, tra
voce e logos, tra detto e dire, tra attore
e ruolo. Questa voce e' quanto si sottrae
al linguaggio....
Carmelo
Bene. Momento
4 . Arte
Accidenti
ai quattrini, accidenti alla cartaccia moneta.
Questa orrenda matrigna dell'arte, di tutte
le arti. Mestiere infame questo dell'artista,
da sempre nell'eterno quotidiano della vita
invivibile, indissolubilmente coniugato
alla piccolo borghese fatalita' del miserabile,
coniugato a tal punto che quest'ultimo poveraccio,
spregevole termine potrebbe benissimo sostituire
l'altro, cioe' quello dell'artista, in un
piu' intransigente, rigoroso dizionario.
.... Che mai patologia perversa costringe
il miserabile a consegnarsi ai voti claustrali
delle Muse, o chiodarsi all'infamia della
crocetta estetica. Son tante, troppe le
motivazioni, e tutte mica tanto decorose,
a cominciare dalla vanita' esecrabile dello
stimolo creativo, maternale, insensato,disumano,
al famigerato motore attorno al solito perno
dell'esser padre delle proprie opere, farina
del suo sacco, parto di sua esclusiva fantasia,
intellettiva maternita' virile, ecc. ecc.
Come fosse possibile, scontato, l'essere
autori di qualche cosa... |