I
CONCERTI DEL QUIRINALE
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I
CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione
2001-2002
In collaborazione con RAI Quirinale
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OTTOBRE
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Domenica
6 ottobre 2002, ore 11
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Lorenzo
Bavaj
Guido Galterio
Felice Venanzoni
Pianoforte a sei mani |
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Fantasie
e Divertimenti dell'Ottocento
su Opere di Giuseppe Verdi
| Giusto
Dacci (1840-1915) |
Fantasia
su La Traviata
Allegro deciso
Andante quasi sostenuto, Poco più mosso, Allegro
Andante piuttosto andantino, Poco più
Presto
Allegro non troppo
Andante
Adagio
Allegro deciso, Andante sostenuto, Andantino
Allegretto
Poco più, Mosso, Presto
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| Angelo
Panzini (1820-1886) |
Divertimento
su Il Trovatore
Andantino mosso
Allegro mosso e vibrato
Andantino tranquillo
Mosso con brio
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Divertimento
su Luisa Miller
Allegro moderato assai
(A tempo)
Allegro vivace
Allegro moderato e grazioso
Adagio molto, Andante
Finale: Allegro vivace
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Divertimento
su Nabucco
Allegro maestoso
Andante
Allegro vivace
(Un poco meno mosso)
(A tempo)
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Divertimento
su I Lombardi alla prima crociata
Andante
Allegro vivace
Andante mosso
Allegro vivo
Andante
Allegro vivace |
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Lorenzo
Bavaj Guido Galterio Felice Venanzoni
Pianoforte
a sei mani
Tre giovani
pianisti - ognuno dei quali svolge attività differenziate come
solista, in orchestra, o come accompagnatore di celebri cantanti - si
incontrano per riscoprire un repertorio spettacolare eppure poco conosciuto:
quello delle fantasie e divertimenti su temi d'opera per pianoforte a
sei mani. La trascrizione per pianoforte delle opere più conosciute
era d'uso comune, nell'Ottocento, così come diffusa era la pratica
della libera composizione "a partire da" opere di successo.
Così, autori come Liszt e Thalberg, per citare solo i più
celebri, si applicarono più volte a costruire sul pianoforte percorsi
musicali nuovi sulla base di materiali di Verdi o di altri autori, mentre
il fatto che un'opera come Carmen, di Bizet, abbia interessato virtuosi
del violino come Pablo de Sarasate, conferma la vitalità e la diffusione
di un genere la cui popolarità è andata evidentemente oltre
i confini della tastiera pianistica. Anche nell'ambito del per pianoforte
a quattro mani la letteratura di questo tipo è ampia, estesa su
un arco cronologico che copre quasi un secolo intero, anche se votata
più alla trascrizione che non al libero gioco del compositore.
Il genere del pianoforte a sei mani, invece, è il segno di una
ulteriore possibilità, nata a metà strada fra l'esercitazione
didattica e il concerto. Giusto Dacci e Angelo Panzini - i due autori
riscoperti dal trio Bavaj-Galterio-Venanzoni - sono stati entrambi attivi
nell'Italia del Nord, rispettivamente a Parma e a Milano, e hanno tentato
la via di un'interpretazione musicologica ante litteram delle opere di
Verdi, delle quali hanno cercato di porre in evidenza non solo i passaggi
più riconoscibili, ma anche le potenzialità più nascoste,
gli snodi drammaturgici e le componenti strutturali, in una sequenza di
movimenti che ricorda le antiche suites e che basa il suo effetto sul
virtuosismo e sulla trasparenza della scrittura pianistica.
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Domenica
13 ottobre 2002, ore 11
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Quartetto
di Cremona
Cristiano
Gualco, violino
Paolo Andreoli, violino
Simone Gramaglia, viola
Giovanni Scaglione, violoncello
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| Wolfgang
Amadeus Mozart (1756 - 1791) |
Quartetto
per archi in re min. K. 421
Allegro moderato
Andante
Minuetto (Allegretto) - Trio
Allegretto ma non troppo
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Dmitrij
ostakovic
(1906 - 1975)
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Terzo
Quartetto per archi in fa magg. op. 73
Allegretto
Moderato con moto
Allegro non troppo
Adagio
Moderato |
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Quartetto
di Cremona
La storia
del Quartetto di Cremona è emblematica del nuovo corso della musica
italiana di qualità, la cui crescita avviene in un orizzonte definito
dalla presenza di grandi maestri e dalle opportunità offerte dai
concorsi internazionali. La formazione nasce nell'anno 2000: tutti i componenti
provengono da corsi di perfezionamento in importanti accademie europee
(Guildhall School di Londra, Conservatorio di Vienna, Conservatorio di
Lucerna, Accademia Chigiana di Siena, Fondazione Romanini di Brescia)
e il loro incontro avviene nel quadro di un'altra sessione di studio,
stavolta all'Accademia "Walter Stauffer" di Cremona fondata
da Salvatore Accardo. Nello stesso anno, in estate, il Quartetto di Cremona
vince il Primo Premio con Menzione Speciale della Giuria al IV Concorso
Nazionale per quartetto d'archi di Vittorio Veneto e si segnala immediatamente
come una delle formazioni più solide e più dotate delle
ultime generazioni. Inevitabile, a questo punto, il viaggio a Fiesole,
presso la Scuola di Musica diretta da Piero Farulli, viola del leggendario
Quartetto Italiano. Inizia da quel momento una fase di studio che non
è ancora terminata - sotto la guida dello stesso Farulli e del
violoncellista Andrea Nannoni -, durante la quale il Quartetto di Cremona
miete riconoscimenti in altri prestigiosi concorsi: in uno di questi,
in Olanda, i giovani musicisti ricevono le lodi speciali di Norbert Brainin,
primo violino di un altro storico gruppo: il Quartetto Amadeus. Il più
"anziano" del Quartetto di Cremona non ha ancora trent'anni,
il più giovane ne ha ventidue. In tutti abita in egual misura quella
passione per la musica e quel rigore necessario al quartetto per archi
che rendono le loro esecuzioni intense, energiche, fantasiose. Dopo il
brillante avvio di carriera, il Quartetto di Cremona ha dato avvio a una
serie di impegni concertistici in Italia e all'estero, specialmente nel
quadro di Festival e Rassegne.
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Domenica
20 ottobre 2002, ore 11
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La Squadra
Claudio
Valente, contralto
Carletto Ghiglione, tenore
Pepi Zacchetti , baritono
Stefano Valla, voce chitarra
Rinaldo Barberis, basso
Franco Sacchi , basso
Ivo Domenichella, basso
Gael Princivalle , basso
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Anonimo
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La
Pastora (Trallallero) |
Costante
Buzzelli - Dino Lugaro
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Quartu
ao maa |
Anonimo
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Biondina
(Trallallero) |
Costanzo
Carbone - Attilio Margutti
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Ma
de Xena |
Anonimo
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Nubifragio
(Trallallero) |
Costanzo
Carbone - Attilio Margutti
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Madonnin-a
de' pescoei |
Anonimo
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Marinin
o Trallallero antigo |
Piero
Bozzo - Agostino Dodero
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Néutte
a Bocadàze |
Anonimo
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Usignolo
(Canto popolare toscano) |
Anonimo
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Dolce
tesor (Trallallero) |
Piero
Bozzo - Agostino Dodero
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Dodero
L'alba |
Piero
Bozzo - Agostino Dodero
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Ave
Maria zeneize |
Anonimo
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Bassoporto (Trallallero) |
Mario
Bruschettini
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Serenata a Sturla |
Carlo
Lombardo - Virgilio Ranzato
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Cin-ci-là dall'operetta Cin-ci-là |
Anonimo
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La partenza |
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La
Squadra
Il Trallallero
è un canto di origine contadina che in Liguria, e a Genova in particolare,
è divenuto nel tempo patrimonio dei lavoratori del porto, delle
industrie metallurgiche, dei gruppi operai e delle confraternite artigiane.
È fiorito in taverne come la leggendaria Latteria, gestita negli
anni Trenta dal tenore Tugni, e ha codificato in quell'epoca uno stile
vocale affermatosi nelle oltre cento formazioni che animavano anche competizioni
fra quartieri.
La polifonia del Trallallero è organizzata intorno alla voce di
tenore ("u primmu" nel dialetto genovese), al falsetto ("u
segundu", oppure "cuntretu"), alla chitarra (imitazione
dello strumento con una voce nasale emessa tenendo il dorso della mano
contro le labbra), al baritono ("u cuntrubassu") e a una serie
di bassi. Sul tenore, che generalmente dà l'avvio al canto, grava
la responsabilità di iniziare nel tono giusto ("u sciu tun");
la chitarra ha una funzione ritmica, i bassi assicurano sostegno armonico
al gruppo. Il numero ideale per una formazione è di otto canterini
- così si chiamano le voci del Trallallero - che dispongono in
cerchio, come intorno a una tavola, concentrati sulla presenza ideale
di un nono canterino: il vino.
Il repertorio conta meno di cento brani, brevi e perlopiù anonimi.
Alcuni sono di ispirazione religiosa, altri occhieggiano all'opera, molti
risentono di influenze orientali, quasi tutti non trattano più
soggetti rurali, com'era in origine, ma ne conservano le parole e il ricordo,
mentre i paesaggi evocati dalle parole guardano piuttosto verso il mare.
La Squadra è una delle formazioni più note ed esperte del
canto popolare ligure. Da anni ricopre un ruolo di protagonista nel cosiddetto
movimento di riscoperta della "world music" e partecipa alle
più importanti rassegne europee del settore etnico e tradizionale.
Incide per una casa discografica francese, "Buda Musique", con
la quale ha realizzato tre CD.
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Domenica
27 ottobre 2002, ore 11
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Trio Albatros
Ensemble
Francesco
Parrino, violino
Stefano Parrino, flauto
Marco Pasini, pianoforte
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Giacomo
Puccini (1858-1924) - Ernest Alder (1853-1904)
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Fantasia
sulla Bohème
per flauto, violino e pianoforte
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Nino
Rota
(1911-1979)
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Trio
per flauto, violino e pianoforte
Allegro ma non troppo
Andante sostenuto
Allegro vivace con spirito
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Luciano
Chailly
(n. 1920)
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Improvvisazione
n° 14
per flauto, violino e pianoforte
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Jacques
Ibert
(1890-1962)
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Deux
Interludes
per flauto, violino e pianoforte
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Nino
Rota - Rocco Abate (n. 1950)
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Rotafantasy
Fantasia sulle musiche da films di Nino Rota |
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Trio
Albatros Ensemble
Il Trio Albatros Ensemble è nato nel 1990 per iniziativa di tre
musicisti formatisi al Conservatorio "G. Verdi" di Milano e
che svolgono regolarmente attività indipendente, come solisti o
in orchestra, in Italia e all'estero. L'interesse che ciascuno dei componenti
del Trio Albatros Ensemble nutre per la musica intesa non come attività
specialistica, ma come fenomeno culturale nel suo insieme, ha portato
il gruppo ad approfondire da un lato la storia del repertorio per flauto,
violino e pianoforte, andando oltre i territori più battuti, dall'altro
la collaborazione con alcuni autori della musica contemporanea italiana:
Luciano Chailly, Bruno Bettinelli, Alessandro Timossi, Giovanni Bietti
e Rocco Abate sono i nomi che negli ultimi anni hanno dedicato nuove composizioni
al Trio Albatros Ensemble, dando conto anche di una diversità di
orizzonti generazionali che si riscontra nello stile e nel carattere della
loro musica.
Il programma che il Trio Albatros Ensemble presenta al Quirinale è
uno specchio di questa versatilità, collocando le opere di Luciano
Chailly e di Rocco Abate su una stretta linea di continuità con
la musica di Puccini, di Jacques Ibert e di Nino Rota - autore, quest'ultimo,
di cui da tempo la critica ha riconosciuto le qualità in passato
trascurate.
Francesco Parrino (violino) vive attualmente a Londra, dove ha intrapreso
un Dottorato di Ricerca presso il Royal Holloway College. Stefano Parrino
(flauto) collabora, come prima parte, con l'Orchestra Arturo Toscanini
di Parma e con l'Orchestra del Teatro Regio di Torino, oltre a svolgere
attività didattica presso il Conservatorio di Lugano. Marco Pasini
(pianoforte), ha inciso alcuni CD dedicati a Franz Liszt ed è da
tempo collaboratore di Lazar Berman, artista con il quale pianifica le
sue scelte di repertorio.
In concerto il Trio Albatros Ensemble, che occasionalmente può
ampliare l'organico includendo altri giovani musicisti, alterna la formazione
del trio a quelle del duo per flauto e pianoforte o per violino e pianoforte.
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| I
prossimi appuntamenti |
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Domenica 3 novembre 2002, ore 11
Davide Franceschetti, pianoforte
musiche di R. Schumann e M. Musorgskij
Domenica 17 novembre 2002, ore 11
Giovanni Angeleri, violino e Micaela Mingardo, pianoforte
musiche di P. de Sarasate, N. Paganini, A. Bazzini, M. Ravel e H. Wieniawski
Domenica
24 novembre 2002 , ore 11
Orchestra barocca "G. B. Tiepolo"
Musiche di A.Vivaldi
Domenica
1 dicembre 2002, ore 11
Rita Marcotulli, pianoforte e Javier Girotto, fiati
"Magma sonoro"
Domenica
8 dicembre 2002, ore 11
Duo Pepicelli, violoncello e pianoforte
Musiche di R. Schumann ,G. Martucci e F. Chopin
Domenica
15 dicembre 2002, ore 11
Ensemble del Doppio Bordone
Musiche tradizionali natalizie dal XVI al XIX sec.
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