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I
CONCERTI DEL QUIRINALE
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I
CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione
2002-2003
In collaborazione con RAI Quirinale |
FEBBRAIO
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Domenica
2 febbraio 2003, ore 11
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Simonide
Braconi, viola
Monaldo Braconi, pianoforte
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Dmitrij
ostakovic
(1906 - 1975) |
Sonata
op.147 per viola e pianoforte
Moderato
Allegretto
Adagio
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Georges
Enesco
(1881 - 1955)
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Pezzo
da concerto per viola e pianoforte
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Paul
Hindemith
(1895 - 1963)
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Sonata
in fa maggiore per viola e pianoforte op.11 n. 4
Ruhig
Thema mit Variationen
Finale (mit Variationen)
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| Simonide
e Monaldo Braconi
I
fratelli Simonide e Monaldo Braconi sono nati a Roma e hanno studiato
al Conservatorio di Santa Cecilia, dando vita sin dagli esordi a una formazione
di duo quasi predestinata, nella non comunissima formazione che riunisce
viola e pianoforte. Monaldo Braconi ha seguito corsi di perfezionamento
in Italia e all'estero, avendo fra i suoi insegnanti musicisti come Massimiliano
Damerini, Riccardo Brengola, Felix Ayo, Sergio Perticaroli e Oleg Malov.
Il lavoro svolto con quest'ultimo gli ha aperto le porte della vita musicale
russa, dove Monaldo Braconi è spesso nel cartellone delle stagioni
musicali di Mosca e San Pietroburgo. Simonide Braconi, a sua volta, ha
frequentato i corsi avanzati della Musikhochschule di Freiburg ed è
stato seguito, nel suo percorso di perfezionamento, da strumentisti di
prestigio come Bruno Giuranna, Kim Kashkashian e Juri Bashmet, presso
l'Accademia Chigiana di Siena e la W. Stauffer di Cremona. Entrambi sono
vincitori di numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali ed
entrambi, oltre all'attività del duo, svolgono attività
concertistica sia come solisti, sia in orchestra. Simonide Braconi, in
particolare, è dal 1994 prima viola dell'Orchestra del Teatro alla
Scala di Milano, mentre Monaldo Braconi è pianista ospite principale
dell'Orchestra Accademica di Stato di San Pietroburgo. La giovane età
dei due musicisti e l'apprezzamento già consacrato loro dalla critica
sia nei concerti, sia in occasione della pubblicazione dei loro CD, fanno
dei due fratelli Braconi una delle più interessanti realtà
emerse negli ultimi anni, in Italia, nel panorama della musica classica.
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Domenica
9 febbraio 2003, ore 11
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Ensemble
Terra d'Otranto
Anna Cinzia Villani, voce, castañuelas
Nadia Esposito voce, castañuelas
Doriano Longo, violino, viola
Rosario Conte, chitarra spagnola
Luca Tarantino, chitarra spagnola, chitarriglia
Perluigi Ostuni, tiorba
Mauro Durante, tamburi a cornice
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"Mila,
Mila Dodeca"
Tarantule, Antidoti e Follie della tradizione salentina
Ninna
nanna della Vergine Maria
(Salento, trad.)
Mele,
Mele Dodici
(Grecìa Salentina, trad.)
Na
na na
(Grecìa Salentina, trad.)
Aria
sopra il Fedele
(Gaetano Greco, 1657 - 1728)
Una
tarantata parente del marchese Palmieri
(Johann Hermann von Riedesel, sec. XVIII)
dalle lettere di J. J. Winckelmann
Tarantella
e "Battaglia di Tarantelle"
(Floriano Pico)
Antidotum
Tarantulae
Tarantella Neapoli tonum phrygium
(Anonimo sec. XVII)
Nia
nia nia
(Salento, trad.)
Rodrigo
Martines
(Anonimo, Spagna sec. XVI)
Sulla
tarantula
(Ferdinando Epifanio)
da "Centum historiae seu observationes" - sec XVII
Pizzica
tarantata
(Salento, trad.)
Mila,
mila dodeka
(Grecìa Salentina, trad.)
'Ntartieni
(Salento, trad.)
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Ensemble
Terra d'Otranto
L'Ensemble
Terra d'Otranto, fondato nel 1991 da Doriano Longo, che tuttora lo dirige,
è formato da musicisti specializzati nell'interpretazione della
musica barocca e del tardo Rinascimento nel rispetto delle prassi esecutive
d'epoca. Il progetto iniziale del gruppo era quello di far conoscere o
riportare alla luce le opere più significative degli autori dell'antica
Terra d'Otranto. Nel corso del lavoro di ricerca, tuttavia, i musicisti
hanno constatato la necessità di esplorare anche un repertorio
popolare, antico o tradizionale, fortemente contiguo all'opera e allo
stile dei compositori più in vista. Così, si è definita
la doppia natura di questo Ensemble, attento contemporaneamente alle matrici
della musica colta e popolare, con particolare riferimento alle forme
di origine terapeutica e rituale che, fra XVI e XVIII secolo, caratterizzano
le espressioni musicali più originali del Salento. Accanto a prime
esecuzioni moderne di opere di autori come di Gerolamo Melcarne, Pietro
Migali, Pasquale Pericoli, Andrea Falconiero, Gaetano Greco e Leonardo
Leo - unico, quest'ultimo, ad avere ottenuto fama duratura -, l'Ensemble
Terra d'Otranto ha riscoperto ed eseguito musiche dell'antica tradizione
salentina, fino a riassumere gli esiti più recenti della sua ricerca
nell'incisione del CD Tarantule, Antidoti e Follie, prodotto in
collaborazione con il Museo Provinciale di Lecce e con il patrocinio della
Provincia di Lecce. Ricondotta ai suoi valori puramente musicali, la pratica
legata alla terapia del tarantismo si rivela un mezzo idoneo alla conoscenza
di un frammento di storia antropologico-culturale del nostro paese, oltre
che un elemento capace di rivitalizzare la maniera nella quale, oggi,
vengono proposti al pubblico i tesori della musica popolare italiana.
Le zone di provenienza dei brani spaziano per tutta la Terra d'Otranto,
comprese le enclaves culturali note con il nome di Grecìa
salentina. Ma accanto alla tradizione popolare, vengono proposte anche
composizione degli autori che diedero lustro alla vita musicale di quella
regione nel passaggio dal Rinascimento al Barocco.
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Domenica
16 febbraio 2003, ore 11
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Davide
Franceschetti
Pianoforte
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Franz
Schubert
(1797-1828) |
Sonata
per pianoforte in la minore D.537
Allegro ma non troppo
Allegretto quasi andantino
Allegro vivace
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Modest
Musorgskij
(1839-1881)
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Quadri
di un'esposizione
Promenade
Gnomus
Promenade
Il vecchio castello
Promenade
Tuileries
Bydlo
Promenade
Balletto dei pulcini nel loro guscio
Samuel Goldenberg e Schmuyle, due ebrei polacchi,
uno ricco e uno povero
Promenade
Limoges. Il mercato
Catacombae (Sepulchrum romanum)
Cum mortis in lingua mortua
Baba-Yaga (La Capanna sulle zampe di gallina)
La grande porta di Kiev
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Davide
Franceschetti
Ravennate,
classe 1976, Davide Franceschetti ha iniziato lo studio del pianoforte
all'età di sette anni, e da quando ne aveva dieci è stato
allievo di Franco Scala: prima al Conservatorio di Pesaro, poi all'Accademia
di Imola. Nel periodo di apprendistato molto lungo e accurato, è
maturato così uno dei pianisti più interessanti della nuova
generazione, con un repertorio che spazia dai grandi classici al Novecento
e che attraversa, dunque, epoche e tecniche della scrittura pianistica
molto diverse fra loro. All'età di 18 anni ha vinto il primo premio
al "GPA Dublin International Piano Competition", riconoscimento
che lo ha reso particolarmente celebre in Irlanda e in Gran Bretagna,
dov'è stato ospite di istituzioni come il Festival of Great Irish
Houses, la Birmingham Symphony Hall, la Queen's Hall di Edimburgo e la
Royal Concert Hall di Glasgow. Nel 2000, a Leeds, nel quadro di una competizione
internazionale, ha eseguito il Concerto per pianoforte n. 1 di J. Brahms
con la City of Birmingham Symphony Orchestra guidata da Simon Rattle.
Fra il 1991 e il 2000, molte sono state le affermazioni di Davide Franceschetti
in concorsi internazionali, ma soprattutto sono state molte le esibizioni
in concerto negli USA, in Europa e in Italia, paese dove ha suonato con
l'Orchestra Filarmonica Marchigiana, l'Orchestra Sinfonica Abruzzese,
l'Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, l'Orchestra "Arturo
Toscanini" dell'Emilia Romagna e l'Orchestra Filarmonica di Udine.
In recital, si è distinto recentemente nei concerti dell'Accademia
Filarmonica Romana, dov'è emerso come uno dei giovani più
promettenti all'interno di una rassegna dedicata ai nuovi pianisti italiani.
Nel Febbraio 2003 debutterà a Berlino effettuando una registrazione
per la radio tedesca e poi suonando nella celebre "Philharmonie"
con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin il Concerto op.83 di J. Brahms.
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Domenica
23 febbraio 2003, ore 11
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La
Piccola Sinfonica di Milano
Gigino Maestri, violino
Willi Burger, armonica cromatica
Stefano Michelangelo Lucarelli, direttore
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Gioachino
Rossini
(1792-1868) |
Sonata
a quattro n. 2 in la maggiore
Allegro
Andante
Allegro
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Pëtr
Il'ic Cajkovskij
(1840 - 1893)
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"Meditazione"
da Souvenir d'un lieu cher op. 42
Andante molto cantabile
versione per violino ed archi
(solista Gigino Maestri)
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Gordon
Jacob
(1895 - 1984)
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Suite
of five pieces
per armonica cromatica ed archi
Caprice
Cradle Song
Country Dance
Threnody
Russian Dance
(solista, Willi Burger)
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Béla
Bartók
(1881-1945)
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Sette
danze popolari rumene
(versione per archi)
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La
Piccola Sinfonica di Milano
La
Piccola Sinfonica di Milano si è formata alla fine del 1989 sotto
la guida di Stefano Michelangelo Lucarelli, che tuttora ne è il
direttore stabile. È composta da musicisti che alternano la propria
attività solistica e cameristica con ruoli di spalla e prime parti
delle più qualificate orchestre sinfoniche italiane (Scala, Rai,
Enti lirico-sinfonici) e di gruppi molto affermati, come "Europa
Galante", "Giardino Armonico", "Solisti Veneti".
L'occasione che si offre loro con la Piccola Sinfonica è quella
di organizzare un lavoro di preparazione "all'antica", per così
dire, con prove di sezione, di insieme, concerti di collaudo e prove di
approfondimento che rappresentano, ormai, una metodologia in via di estinzione
nel caso di formazioni impegnate in stagioni concertistiche regolari.
"Irregolare" per spirito e per ambizione, invece, la Piccola
Sinfonia si esibisce abitualmente alla Sala Verdi del Conservatorio di
Milano, ma è spesso ospite di istituzioni italiane e internazionali,
dall'Accademia di Santa Cecilia all'Auditorium di Helsinki, in Finlandia.
Il complesso degli archi della Piccola Sinfonica di Milano è formato
dai seguenti musicisti: Gigino Maestri, Michelangelo Cagnetta, Alessandro
D'Andrea e Alyona Afonichkina violini primi; Edoardo De Angelis, Andrea
Vigani violini secondi; Alessandro Pandolfi e Luca Serpini viole; Marcello
Rosa e Luca De Muro violoncelli; Augusto Scibilia contrabbasso.
Nel concerto proposto alla Cappella Paolina, sono in veste di solista
Gigino Maestri, già primo premio all'importante concorso violinistico
Città di Vittorio Veneto, e Willi Burger, musicista milanese di
formazione classica che dagli anni Cinquanta si è dedicato all'armonica
cromatica. Di questo strumento - di raro ascolto in concerto nonostante
la vasta letteratura che annovera brani di autori come Ralph Vaughan Williams,
Heitor Villa Lobos, Darius Milhaud e molti altri, compresi gli italiani
Luciano Chailly e Marcello Abbado -, Willi Burger è oggi l'interprete
per antonomasia, riconosciuto dalla critica di tutto il mondo per il suo
impegno pionieristico in questo campo. Il suo strumento, tiene a precisare
Burger, è una preziosa armonica cromatica Silver Concerto Hohner.
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I
prossimi appuntamenti
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Domenica
2 marzo 2003, ore 11
Quartetto Bernini e Paolo Bartolani pianoforte
Musiche di O. Respighi e D. ostakovic
Domenica
9 marzo 2003, ore 11
Trio d' archi dell' Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Musiche di L. v. Beethoven
Domenica
16 marzo 2003, ore 11
Terre di Mezzo
Emiliano Rodriguez sassofono soprano
Simone Zanchini fisarmonica
Roberto Bartoli contrabbasso
Domenica
23 marzo 2003, ore 11
Chominciamento di gioia
"Rosas das Rosas" il simbolo della rosa nella musica medioevale
Domenica
30 marzo 2003, ore 11
Quartetto Michelangelo e Antonio De Secondi, violino
Musiche di G. Mahler e R. Schumann
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