I
CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione 2003-2004
In collaborazione con RAI Quirinale
OTTOBRE
Domenica
5 ottobre 2003, ore 12
Roma
Brass Quintet
Massimo Bartoletti e Ermanno Ottaviani,
trombe
Marco Venturi, corno
Maurizio Persia, trombone
Augusto Mentuccia, basso tuba
programma:
Claudio
Monteverdi
(1567 - 1643)
Toccata
dall'Orfeo
Giovanni
Pierluigi da Palestrina
(1525 ca - 1594)
Agnus
Dei
Giovanni
Gabrieli
(1557 ca - 1612)
Canzon
Quarta
da canzoni e sonate per sonar con
ogni sorta di instrumenti
Ludwig
Maurer
(1789 - 1878)
Tre
pezzi per quintetto di ottoni Maestoso alla marcia
Andante con moto
Allegro grazioso un poco agitato
Georg
Friedrich Händel/Luther Henderson
(1685 - 1759) (1919)
The
Saints' Hallelujah
William
Christopher Handy
(1873 - 1958)
St.
Louis Blues
Luciano
Berio
(1925 - 2003)
Call
George
Gershwin
(1898 - 1937)
Fascinating
Rhythm
Summertime
Lady be good
I Got Rhythm
David
Short
(1951)
Tango
Tradizionale
Just
a Closer Walk
Gioachino
Rossini
(1792 - 1868)
Ouverture
da Il Barbiere di Siviglia
Roma Brass Quintet
La
musica per complessi di strumenti a fiato,
e più in particolare di soli ottoni,
conserva ancora oggi la duplicità
di caratteri che ne hanno contraddistinto
l’origine: le sue matrici sono infatti
divise fra toni di estrema raffinatezza
e atmosfere più schiettamente popolari,
le sue forme sono collocate in un raggio
che comprende l’espressione sacra
e la dimensione del divertimento, le sue
sonorità fanno leva sull’originalità
degli impasti timbrici o sul più
cordiale virtuosismo. Proprio per questa
doppia natura, gli ensembles di ottoni frequentano
quello che si potrebbe definire un “repertorio
parallelo”, che al di là dei
brani espressamente concepiti per quell’organico
prevede trascrizioni, arrangiamenti e parodie.
Il Roma Brass Quintet è nato nel
1999 per volontà di un gruppo di
musicisti che suonano stabilmente o collaborano
con le orchestre di alcune fra le più
importanti istituzioni musicali italiane:
l’Accademia Nazionale di S. Cecilia,
il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro
del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro
S.Carlo di Napoli e, menzione d’obbligo
per un gruppo di ottoni, anche la Banda
dell’Arma dei Carabinieri. In pochi
anni di attività come gruppo, il
Roma Brass Quintet ha avuto modo di distinguersi
per le sue qualità tecniche e la
versatilità dello stile musicale,
al punto che Luciano Berio si è rivolto
a questo complesso, nel 2001, per la ripresa
di Call, una sua composizione del 1985 dedicata
a un altro prestigioso quintetto di ottoni,
quello di Nashville, negli Stati Uniti.
Fra gli impegni più prestigiosi che
hanno visto impegnato il Roma Brass Quintet,
c’è da ricordare, in Italia,
il concerto che ha inaugurato nel 2000 la
Biennale di Architettura a Venezia. Ai Concerti
del Quirinale di Radio3 il Roma Brass Quintet
ha fatto una breve apparizione nell’ultimo
appuntamento della stagione scorsa, eseguendo
il brano Fanfare di Goffredo Petrassi
nel quadro del concerto dedicato al compositore.
Domenica
12 ottobre 2003, ore 12
San
Carlo Sinfonietta
Massimo
Marin, Giuseppe Navelli, Salvatore Lombardo,
Pasquale Murino, Giovanna Maggio,
Angelo Casoria e Vincenzo Grimaldi, violini
Antonio Bossone e Eduardo Pitone, viole
Silvano Fusco e Gianfranco Manicardi, violoncelli
Alessandro Mariani, contrabbasso
Domenico Sarcina, oboe
programma:
Samuel
Barber
(1910-1981)
Adagio
in si min.per archi op.11
Astor
Piazzolla
(1921 - 1992)
Oblivion
per oboe e archi
Henryk
Górecki
(1933)
3
Pezzi in stile antico per archi
Edward
Elgar
(1857 - 1934)
Serenata
in mi min. per orchestra d'archi op.
20 Allegro piacevole
Larghetto
Allegretto - come prima
Nino
Rota
(1911 - 1979)
Serenata
per orchestra in re maggiore
San
Carlo Sinfonietta
La formazione dell’orchestra da camera
costituita di soli strumenti ad arco è
al tempo stesso una filiazione e un antenato
della più grande compagine sinfonica.
Una filiazione, perché a rigore si
tratta di una sezione dell’orchestra
sinfonica, oltretutto ridotta a poche parti
per ogni famiglia strumentale. Un antenato,
perché la sua struttura precede,
storicamente, la nascita del complesso sinfonico
ed è una tipica creazione dell’età
barocca, proprio come l’altra è
un prodotto dell’età classica
e, nella sua versione più completa,
dell’età romantica. Così,
le piccole orchestre da camera hanno la
possibilità di frequentare un repertorio
antico che le loro sorelle maggiori non
frequentano, ma contemporaneamente possono
valersi di una vasta produzione moderna
e contemporanea molto varia nelle sue forme,
anche se disposta sostanzialmente intorno
a due cardini fondamentali: quelli della
serenata e della piccola sinfonia, o “sinfonietta”.
La denominazione scelta dall’orchestra
“San Carlo Sinfonietta” segue,
da questo punto di vista, la tradizione:
nata in anni recenti all’interno dell’organico
strumentale di uno dei più antichi
e prestigiosi teatri d’opera del nostro
paese, il Teatro San Carlo di Napoli, privilegia
nel suo repertorio le composizioni di autori
del Novecento, potendo contare su una letteratura
estremamente vasta e differenziata.
Domenica
19 ottobre 2003, ore 12
Ensemble
Musica ad Rhenum Jed
Wentz, traversiere
Marion Moonen, traversiere
Job ter Haar, violoncello
Michael Borgstede, clavicembalo
programma:
Pietro
Locatelli
(1695 - 1764)
Sonata
in re magg. op. 2 n. 11
a flauto traversiere solo e basso continuo
Largo - Andante
Adagio
Vivace
Albertus
Groneman
(1711 - 1778)
Sonata
in re magg. op. 2 n. 4
a due flauti Largo
Presto
Andante
Allegro
Willem
de Fesch
(1687 - 1761)
Sonata
in re min. op. 8 n. 3
per violoncello e clavicembalo Siciliano
Allemanda
Arietta Larghetto e Piano
Minuetto I e II
Pietro
Locatelli
Sonata in mi magg. op 5 n. 3
a due flauti traversieri e basso continuo Andante
Largo
Allegro
Vivace
Ensemble
Musica ad Rhenum
Il
gruppo olandese “Musica ad Rhenum”
è stato fondato nel 1992 per iniziativa
di Jed Wentz, flautista e direttore d’orchestra
che ha suonato nelle maggiori orchestre
europee specializzate nel repertorio antico
e barocco. Rispetto alla cosiddetta “prima
generazione” dei musicisti che a partire
dagli anni Sessanta si sono dedicati a quest’epoca
della storia musicale, e che hanno concentrato
i loro sforzi sulla ricerca filologica e
sul rispetto delle antiche prassi esecutive,
“Musica ad Rhenum” ha privilegiato
una prospettiva diversa, più soggettiva,
nella convinzione che solo l’apporto
della creatività personale possa
restituire vita a quel repertorio. In effetti,
la musica barocca si affida largamente all’iniziativa
degli interpreti, alla loro capacità
inventiva e di improvvisazione. Così,
senza trascurare il rigore della ricerca,
anche “Musica ad Rhenum”, come
pure gli altri filologi che si possono definire
di “seconda generazione”, danno
maggiore spazio al virtuosismo dei singoli
musicisti, contano sull’affiatamento
del gruppo e non seguono una via interpretativa
fissata esclusivamente sul rispetto delle
fonti scritte. La formazione di “Musica
ad Rhenum” è, come si usa dire,
a “geometria variabile”: dal
nucleo originario del quartetto, cioè,
può estendersi fino alle dimensioni
di una piccola orchestra, tanto che il repertorio
dell’ensemble, rivolto in modo pressoché
esclusivo alla letteratura musicale del
XVIII secolo, spazia dalla musica da camera
all’opera.
“Musica ad Rhenum” ha all’attivo
una discografia che conta quindici titoli.
Alcuni di questi, l’incisione del
Concerto alla Rustica di Vivaldi e l’integrale
delle Sonate per flauto di Locatelli, hanno
ricevuto il Premio Internazionale della
Fondazione Giorgio Cini di Venezia per l’esecuzione
di musica barocca italiana.
Domenica
26 ottobre 2003, ore 12
I
cameristi dell'Ort
Daniele Giorgi e Patrizia Bettotti, violini
Pier Paolo Ricci, viola
Luca Provenzani, violoncello
Gianpietro Zampella, contrabbasso
Marco Ortolani, clarinetto
Andrea Albori, corno
Umberto Codecà, fagotto
programma:
Franz
Schubert
(1797 - 1828)
Ottetto
in fa maggiore
per clarinetto, fagotto, corno, due
violini,
viola, violoncello e contrabbasso op.
166 D. 803 Adagio - Allegro
Adagio
Allegro vivace
Andante
Minuetto (Allegretto)
Andante molto - Allegro
I
cameristi dell'Ort
La
nascita dell’Orchestra della Toscana
(ORT), fondata a Firenze nel 1980 per iniziativa
della Regione Toscana, della Provincia e
del Comune di Firenze, è stata per
molti versi una sfida: arricchire la vita
musicale di una città nella quale
già operava un’orchestra prestigiosa
(quella del Teatro Comunale di Firenze,
oggi divenuto Teatro del Maggio Musicale
Fiorentino) grazie a una differenziazione
delle scelte artistiche in grado di rendere
riconoscibile l’identità del
nuovo organismo sinfonico. La sfida, il
cui esito non era affatto scontato, è
stata vinta, e già dal 1983, durante
la direzione artistica di Luciano Berio,
l’ORT è diventata Istituzione
Concertistico-Orchestrale per riconoscimento
del Ministero del Turismo e dello Spettacolo.
Da allora l’ORT è molto cresciuta:
la sua stagione di concerti, al Teatro Verdi,
non solo ha visto sfilare sul podio direttori
fra i più celebri del nostro tempo,
ma molti ne ha lanciati, scommettendo su
giovani di qualità che avessero il
desiderio e la disponibilità di lavorare
con l’orchestra per farla maturare.
Inoltre, parallelamente all’esecuzione
del repertorio sinfonico già consolidato,
l’ORT ha promosso la composizione
di molta nuova musica, facendo dei suoi
concerti l’occasione per scoprire
nuovi autori di talento, italiani e stranieri.
In anni più vicini, il lavoro dell’ORT
ha portato alla nascita di numerosi gruppi
da camera nati al suo interno, diversi per
formazione e repertorio. La denominazione
“I cameristi dell’ORT”
li raggruppa in un’unica sigla, anche
se si tratta di esperienze musicali autonome,
che coinvolgono di volta in volta le prime
parti o le giovani leve dell’orchestra.
Il gruppo che compone l’ottetto di
scena al Quirinale, per esempio, è
stato assortito appositamente per l’esecuzione
di un solo brano, uno dei massimi capolavori
della letteratura musicale di tutti i tempi:
l’Ottetto in fa maggiore di Franz
Schubert, scritto nel 1824 e concepito quasi
come un cartone di studio per una sinfonia
mai scritta.
I
prossimi appuntamenti
Domenica
2 Novembre 2003, ore 12.00
Alessandro Carbonare, clarinetto e Andrea
Dindo, pianoforte musiche di C. Saint-Saëns, C. Debussy
e F. Poulenc
Domenica
16 Novembre Programma da definire
Domenica
23 novembre 2003, ore 12
Giorgia Tomassi, pianoforte e Géza
Hosszu-Legocky, violino musiche di Beethoven, Franck e Kreisler
Domenica
30 novembre 2003, ore 12
Furio Di Castri, contrabbasso
Andrea Dulbecco, vibrafono
Mauro Negri, clarinetto "Around Midday"
Domenica
7 dicembre 2003, ore 12
Matteo Zurletti, violoncello e Cecilia Novarino,
pianoforte musiche di Fauré, de Falla, Malipiero
e . Stravinskij
Domenica
14 dicembre 2003, ore 12
Ambrogio Sparagna e Giovanni Lindo Ferretti "Litanie" musiche di tradizione
natalizia