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I CONCERTI DEL QUIRINALE

I CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione 2006-2007
In collaborazione con RAI Quirinale

MAGGIO

Domenica 6 maggio 2007, ore 12

Francesco D'Orazio, violino
Roberto Prosseda, pianoforte

programma:

Wolfgang Amadeus Mozart
(1756 – 1791)

Sonata in si b maggiore KV 378
per violino e pianoforte
Allegro moderato
Andantino sostenuto e cantabile
Rondò ( Allegro )

Felix Mendelssohn–Bartholdy
(1809 – 1847)
Alessandro Solbiati (1956)

Sonata Felix in re minore
per violino e pianoforte

Maurice Ravel
(1875 – 1937)

Sonata per violino e pianoforte
Allegretto
Blues (Moderato)
Perpetuum Mobile (Allegro)

François Borne
(1840 – 1920)

Fantasia su temi della Carmen
di Georges Bizet

Francesco D’Orazio e Roberto Prosseda

Nato a Bari, Francesco D'Orazio si è diplomato in violino e viola sotto la guida del padre, perfezionandosi poi con Cristiano Rossi e Denes Zsigmondy presso il Mozarteum di Salisburgo, nonché con Yair Kless presso l'Accademia Rubin di Tel Aviv. Frequenta sia il repertorio barocco, come violinista dell'ensemble L'Astrée di Torino, sia i grandi classici e la musica contemporanea. D'Orazio ha collaborato a lungo con Luciano Berio, del quale ha eseguito al Festival di Salisburgo la Sequenza VIII e, in prima mondiale, Divertimento per trio d'archi al Festival di Strasburgo, quindi Corale per violino e orchestra alla Cité de la Musique a Parigi e all'Auditorium Nacional de Musica di Madrid diretto dall'autore. Alla musica per violino di Berio ha dedicato anche una importante incisione discografica.

Ha tenuto concerti in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Sudamerica, in Cina e in Giappone, suonando con alcune delle maggiori orchestre classiche e con alcuni dei gruppi più prestigiosi fra quelli specializzati nel repertorio barocco. Fra i direttori d'orchestra con i quali ha collaborato figurano, tra gli altri, Boris Brott, Zuohuang Chen, Pierre-André Valade, Hansjorg Schellenberger, Luciano Berio e Karl Martin.

Roberto Prosseda è nato a Latina nel 1975, ha studiato pianoforte con Anna Maria Martinelli e Sergio Cafaro diplomandosi al Conservatorio “Respighi” della sua città e successivamente ha seguito corsi di perfezionamento all'Accademia Pianistica di Imola, all'International Piano Foundation e ai corsi di Sermoneta con Alexander Lonquich, Boris Petrushansky, Franco Scala, Dmitri Bashkirov, Leon Fleisher, Charles Rosen e altri. Le affermazioni in vari concorsi internazionali (“Micheli” di Milano, “Casagrande” di Terni, “Schubert” di Dortmund, “Mozart” di Salisburgo) gli hanno consentito di intraprendere un'intensa attività concertistica in più di quaranta paesi in Europa, Asia, Australia, Nord e Sud America. Oggi è considerato fra i pianisti italiani di maggior spicco, protagonista delle stagioni concertistiche e dei Festival più importanti, apprezzato anche per la ricerca originale che egli compie sia sul grande repertorio, sia sui contemporanei. Ha registrato in disco l'opera completa per pianoforte di maestri del Novecento italiano come Luigi Dallapiccola e Goffredo Petrassi, e sta portando avanti una serie di incisioni dedicate alle “rarità mendelssohniane” che hanno ricevuto riconoscimenti dalla critica specializzata di tutto il mondo. Nel corso della stagione 2006-07 Prosseda ha tenuto concerti al Gewandhaus di Lipsia, alla Wigmore Hall di Londra e alla Philharmonie di Berlino.

Pubblicata a Vienna nel 1781, in un fascicolo di sei composizioni che portava in copertina l'indicazione “Opus II”, la Sonata in si bemolle maggiore KV 378 venne dedicata da Mozart alla sua allieva Josepha von Aurnhammer, «che suona in modo incantevole». Un'impostazione cantabile e leggera domina dall'inizio alla fine: lo si nota già dal modo in cui è costruito il tema dell' Allegro di apertura, un motivo che imprime un marchio sull'intero brano.

Nell'ampio lascito manoscritto di Felix Mendelssohn-Bartholdy conservato alla Staatsbibliothek di Berlino, è stato rinvenuto un ampio frammento di Sonata per violino e pianoforte: 370 battute con tutta la parte di esposizione del primo movimento Roberto Prosseda, che alla riscoperta del Mendelssohn meno noto sta dedicando da tempo grandi energie, ha chiesto al compositore Alessandro Solbiati di completarla: ne è nata la Sonata Felix , in un solo movimento, di dimensioni quasi doppie rispetto al manoscritto originale

Maurice Ravel scrisse la Sonata per volino e pianoforte fra il 1923 e il 1927, eseguendola per la prima volta a Parigi insieme al violinista e compositore Georges Enescu. La scrittura è brillante e impegnativa, con un intenso uso del contrappunto che diviene particolarmente evidente nel finale, e con un riferimento alla musica afroamericana allora emergente, il Blues , che il compositore tratta però in modo molto personale: «ho preso questa forma popolare della vostra musica», dichiarò a un giornalista americano nel 1928, «ma credo di averne fatto qualcosa di francese: musica di Ravel».


Domenica 13 maggio 2007, ore 12

Silvia Chiesa, violoncello
Maurizio Baglini, pianoforte

programma:

Johannes Brahms
(1833 – 1897)

Sonata in mi minore 
per violoncello e pianoforte  n. 1 op. 38
Allegro non troppo
Allegretto quasi Menuetto - Trio
Allegro

Anton Webern
(1883 – 1945)

3 pezzi op. 11
Mässige Achtel
Sehr bewegt
Äusserst ruhig

Dmitrij Šostakovic
(1906 – 1975)

Sonata in re minore
per violoncello e pianoforte op. 40
Allegro non troppo
Allegro
Largo
Allegro

Silvia Chiesa e Maurizio Baglini

Silvia Chiesa ha studiato violoncello con Rocco Filippini, diplomandosi al Conservatorio di Milano a diciannove anni. Successivamente si è perfezionata con Antonio Janigro e Mario Brunello, ha vinto concorsi nazionali e internazionali di musica da camera, ha ricevuto premi speciali per esecuzioni di brani del Novecento. Ha collaborato con numerose orchestre italiane e nel 1998 ha debuttato al Barbican Hall di Londra eseguendo il Triplo Concert o di Beethoven con la Royal Philarmonic Orchestra diretta da Daniele Gatti. Svolge da sempre una intensa attività in campo cameristico, ambito nel quale ha collaborato, fra gli altri, con Mario Brunello, Bruno Canino, David Grimal, Rocco Filippini, Raina Kabaivanska, Alicia de Larrocha, Andrea Lucchesini, Shlomo Mintz, Franco Petracchi, Danilo Rossi, Pavel Vernikov, Wolfram Christ. Dal 1997 al 2002 è stata violoncellista del Trio Italiano, con il quale ha eseguito in concerto e registrato le integrali dei Trii di Beethoven, Schumann e Brahms. Come solista si è esibita per importanti istituzioni musicali, come le Settimane Musicali di Stresa, l' Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, la stagione di “Musica Insieme” al Teatro Musicale di Bologna, l'Orchestra Sinfonica G.Verdi di Milano, l'Associazione Scarlatti di Napoli, gli Amici della musica di Perugia, la Societé Philarmonique di Bruxelles. Ha eseguito in prima assoluta composizioni di molti autori contemporanei, italiani e non, ed è stata chiamata a far parte dei Solisti dell'Accademia Filarmonica Romana, formazione fondata da Giuseppe Sinopoli.

Maurizio Baglini è nato a Pisa nel 1975, ha studiato con Giampiero Semeraro al Conservatorio di La Spezia e in seguito con Piero Rattalino presso l'Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola, approfondendo con Lazar Berman alcuni aspetti del repertorio e dell'interpretazione. Premiato in numerosi concorsi internazionali (fra gli altri al “Busoni” di Bolzano, allo “Chopin” di Varsavia e al “William Kapell” del Maryland, negli Stati Uniti), ha ottenuto il primo premio al “World Music Piano Master” di Montecarlo (1999). Si è esibito nel quadro delle stagioni concertistiche e dei festival di maggior prestigio in Europa, Stati Uniti, Sud America, Cina e Giappone. Fra i direttori con i quali Maurizio Baglini ha suonato ricordiamo Emmanuel Krivine, Armin Jordan, Seikyo Kim, Donato Renzetti, Anton Nanut, Howard Griffith, Karl Martin, Ted Kuchar, Antonello Allemandi. Svolge regolarmente attività anche in campo cameristico collaborando con artisti come Silvia Chiesa, Michaela Martin, Roberto Prosseda, Gabriele Pieranunzi, Francesco Fiore, Oliver Buswell, Boris Baraz, Alessandro Specchi, Federico Mondelci, Krystof Barati, Thierry Huillet, Olaf John Laneri, Simonide Braconi, Renaud e Gautier Capuçon, Michael Flaksmann. Nel suo repertorio, oltre ai classici, figurano anche brani per pianoforte di numerosi autori contemporanei.

Durante l'intero arco della sua attività, Johannes Brahms ha intrattenuto un rapporto molto stretto con la tradizione della storia musicale, scrivendo una musica che misurasse con esattezza la distanza storica dal passato e al tempo stesso il debito che la legava ad esso. Anche nella sua prima Sonata per violoncello e pianoforte, uno dei capolavori dell'Ottocento musicale, si possono rintracciare precisi riferimenti in questo senso: il tema iniziale ricorda infatti quello della Sonata per violoncello e pianoforte op. 69 di Beethoven, mentre il finale è un omaggio all' Arte della Fuga di Bach, ma ricorda anche la conclusione di un'altra Sonata di Beethoven per lo stesso organico strumentale, l'op. 102 n. 2. A partire da questi spunti Brahms costruisce una musica di fortissima carica espressiva. Venne composta in due periodi distinti: l'estate del 1862 e la primavera del 1865.

Nei Drei kleine Stücke op. 11, scritti nel 1914, lo stile di Anton Webern giunge a uno dei suoi vertici di concentrazione, essenzialità e concisione. Ogni singola nota riceve infatti un tale investimento emotivo e di significato da contenere, come è stato scritto, «un intero universo espressivo». La brevità dei brani evidenzia ulteriormente il prodigio di attenzione e di raffinatezza della sua scrittura. Sono aforismi di una sensibilità musicale che si spinge fino a un livello estremo di intensità.

La Sonata op. 40 è il brano che inaugura, nel 1934, il vasto capitolo delle composizioni cameristiche di Dmitrij Šostakovic, anticipato solo da alcuni lavori scritti quando era ancora studente di conservatorio. Ed è come se con questa Sonata l'autore voglia stabilire alcuni punti fermi del suo linguaggio cameristico: il riferimento costante ai temi del folklore russo, l'ampio respiro delle melodie dei movimenti lenti, la comparsa di un'ispirazione grottesca che rinvia, in questo caso, a un'opera scritta poco tempo prima: Il naso.

Domenica 20 maggio 2007, ore 12

Gianluca Podio, pianoforte

programma:


Il Viaggio
Un omaggio agli autori della scuola genovese



Gianluca Podio

Gianluca Podio è nato a Roma nel 1963. Si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di S. Cecilia sotto la guida di Carlo Bruno, in direzione d'orchestra al Conservatorio A. Casella de L'Aquila, dove ha studiato con Vittorio Antonellini, e in composizione al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, dov'è stato allievo di Ivan Vandor. Ha seguito poi corsi di perfezionamento in composizione con autori come Karlheinz Stockausen, Salvatore Sciarrino, George Hurst, prima di iniziare un'attività di pianista, tastierista e programmatore di sintetizzatori elettronici con Ennio Morricone, con il quale ha collaborato per più di dieci anni. È attivo sia come compositore e direttore d'orchestra sia come pianista. Ha diretto importanti orchestre nazionali ed europee, ha scritto musica eseguita in alcune prestigiose istituzioni concertistiche (per esempio il Center for Digital Arts and Experimental Media di Seattle, negli Stati Uniti) e molta musica di commento per documentari, cinema e produzioni televisive. Lo studio, il lavoro e l'inclinazione del gusto hanno portato Gianluca Podio verso una varietà di stili e di espressioni musicali che spazia dai grandi classici al pop . Ha scritto numerose canzoni, molte delle quali sono state interpretate da cantanti come Renato Zero e Mina, mentre con Pino Daniele, con il quale collabora da alcuni anni, ha composto canzoni e realizzato arrangiamenti, oltre ad averlo accompagnato come pianista nei concerti che il cantante napoletano tiene nei Festival Jazz di tutta Europa.

Proprio a partire dalle sue esperienze nel campo del jazz, Podio ha costruito un programma di concerto nel quale esegue, al pianoforte, canzoni dei cantautori della cosiddetta “scuola genovese”: con l'eccezione di Sergio Endrigo, che essendo nato in Istria proveniva da un altro mare, cantautori come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Gino Paoli, Fabrizio De André, sono espressione di un ambiente poetico ed espressivo molto legato, fra gli anni Sessanta e Settanta, all'atmosfera del “viaggio”. A differenza dei cantautori cresciuti negli ambienti milanese e romano, più legati alla realtà dei locali cittadini nei quali si esibivano e cresciuti accanto a una fiorente industria discografica, per la maggior parte dei “genovesi” i primi passi della carriera artistica si svolgevano nei gruppi che accompagnavano le navi in crociera. Di qui una formazione professionale molto solida, oltre che originale, e una poetica sempre in bilico fra la dimensione del viaggio e il pensiero della casa, l'amore per la propria città, l'attenzione per le piccole cose della vita quotidiana.

I prossimi appuntamenti

3 giugno
Massimo Quarta, violino e Pietro De Maria, pianoforte
musiche di Beethoven e Franck

10 giugno
Il Terzo Suono ensemble
Il barocco in Italia

17 giugno
Ensemble Tetraktys
musiche di Dufay

24 giugno
Quartetto Petrassi
musiche di Stravinskij, Petrassi e Casella

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