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I CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione 2008-2009
In collaborazione con RAI Quirinale

NOVEMBRE

Domenica 16 novembre 2008, ore 12

Shana Downes, violoncello
Andrea Dindo, pianoforte

programma:

Ernest Bloch 
( 1880 - 1959 )

From Jewish Life ( 1924 )
Prayer (Andante moderato)
Supplication (Allegro non troppo)
Jewish Song (Moderato)

Robert Schumann
( 1810 - 1856 )

Adagio e Allegro, op.70 ( 1849 )



Felix Mendelssohn Bartholdy
( 1809 – 1847 )

Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte
in re maggiore, op. 58 ( 1843 )
Allegro assai vivace
Allegretto scherzando
Adagio
Molto allegro e vivace

SHANA DOWNES

Nata a San Francisco, avviata allo studio del pianoforte e del violino a soli quattro anni, quindi orientata decisamente verso il violoncello da Mstistlav Rostropovich quando frequentava ancora la scuola materna, Shana Downes si è trasferita in Europa all'età di sedici anni per studiare con maestri come André Navarra e Johannes Goritzki. In precedenza aveva già debuttato come solista alla San Francisco's Davies Symphony Hall, quale vincitrice del San Francisco Symphony Pepsi-Cola Young Musician's Award, e aveva ricevuto il premio della United States National Foundation for the Arts. In Europa la sua carriera musicale ha ottenuto nuovi riconoscimenti – vincitrice di concorsi internazionali a Monaco di Baviera, Barcellona, Firenze, Trieste, Parigi – e, soprattutto, un successo che l'ha portata a esibirsi nei festival più importanti e presso le istituzioni concertistiche più prestigiose: dal Festival dello Schleswig-Holstein al Festival dei Due Mondi a Spoleto, dal Concertgebouw di Amsterdam al Musikverein di Vienna. Senza trascurare gli Stati Uniti, naturalmente, dove Shana Downes suona regolarmente in récital, in concerti con orchestra, in formazione da camera, spesso in duo con la sorella Avi, pianista. Ha al suo attivo numerose registrazioni discografiche come solista e come primo violoncello dell'Orchestra Verdi di Milano diretta da Riccardo Chailly.

ANDREA DINDO

Allievo di Renato Dionisi per la composizione e di Piero Bellugi per la direzione d'orchestra, Andrea Dindo ha perfezionato gli studi pianistici con Aldo Ciccolini e Andrzej Jasinski (presso il Mozarteum di Salisburgo) e presso la Masterclass Internazionale di Engelberg (Lucerna) tenuta da Alexis Weissenberg. Premiato al

Concorso Internazionale di Musica da Camera di Parigi, ha tenuto concerti in sedi prestigiose in Italia e all'estero, con tournées che l'hanno portato anche negli Stati Uniti e in Sudamerica. Particolarmente attivo nel campo della musica da camera, collabora con artisti come i violoncellisti Enrico Dindo, Tatiana Vassilieva, Jian Wang, Shana Downes, con il clarinettista Alessandro Carbonare, con il flautista Andrea Griminelli e con altri artisti di fama internazionale. Recentemente ha avviato una collaborazione con le prime parti soliste dei Berliner Philharmoniker per un quartetto con pianoforte. Come strumentista ha al suo attivo numerose incisioni discografiche, ma negli ultimi anni è impegnato spesso anche nel ruolo di direttore d'orchestra: all'Auditorium Parco della Musica di Roma ha debuttato in un programma di proprie elaborazioni per orchestra d'archi e voce solista (Antonella Ruggiero) e ha in programma concerti con la Filarmonica di Torino, l'ensemble guidato da Markus Stockhausen, l'Orchestra da Camera di Mantova.

Nato a Ginevra, naturalizzato americano, Ernest Bloch ha spesso utilizzato materiali della tradizione ebraica combinando l'interesse musicale per le proprie radici culturali a uno spiccato senso del sacro. I tre movimenti del duo From Jewish Life mostrano all'opera questa duplice ispirazione combinandola con la matrice tardoromantica dello stile di Bloch, nutrita da esempi come quelli di Richard Strauss e Gustav Mahler. Più nitida l'impronta della musica popolare nell'ultimo pannello della composizione, Jewish Song .

Schumann scrisse in soli quattro giorni l' Adagio e Allegro che destinò inizialmente a corno e pianoforte, prevedendo poi la possibilità di affiancare allo strumento a tastiera il violino oppure il violoncello. La moglie, Clara Wieck, lo definì un brano «fresco e appassionato», frutto di quell'ispirazione torrenziale che nel 1849 consentì a Schumann di scrivere altri quattro lavori cameristici sempre originali nella forma e ugualmente capaci di impatto immediato.

Mendelssohn chiede altrettanto impegno al violoncello e al pianoforte in un brano sempre perfettamente equilibrato. Anche nell' Adagio , dove pure la parte del pianoforte sembra prevalere per estensione e densità inventiva,a fungere da centro gravitazionale è la morbida cantilena affidata al violoncello. Nel finale il pianoforte evoca un'altra celebre composizione di Mendelssohn, il Sogno di una notte di mezza estate , mentre il violoncello libera la sua vena melodica.


Domenica 23 novembre 2008 , ore 12

Alessandra Ammara, pianoforte

programma:

Fryderyk Chopin
( 1810-1849 )

Ballata n. 1 op. 23 in sol minore ( 1831 )
Largo - Moderato - Meno mosso - Presto con fuoco

Fryderyk Chopin

24 Preludi op. 28 ( 1831 – 1839 )
1 in do maggiore (Agitato)
2 in la minore (Lento)
3 in sol maggiore (Vivace ma non troppo)
4 in mi minore (Largo)
5 in re maggiore (Allegro molto)
6 in si minore (Lento assai)
7 in la maggiore (Andantino)
8 in fa diesis minore (Molto agitato)
9 in mi maggiore (Largo)
10 in do diesis minore (Allegro molto)
11 in si maggiore (Vivace)
12 in sol diesis minore (Presto)
13 in fa diesis maggiore (Lento)
14 in mi bemolle minore (Allegro)
15 in re bemolle maggiore (Sostenuto)
16 in si bemolle minore (Presto con fuoco)
17 in la bemolle maggiore (Allegretto)
18 in fa minore (Allegro molto)
19 in mi bemolle maggiore (Vivace)
20 in do minore (Largo)
21 in si bemolle maggiore (Cantabile)
22 in sol minore ( Molto agitato)
23 in fa maggiore (Moderato)
24 in re minore (Allegro appassionato)


ALESSANDRA AMMARA

Fiorentina, Alessandra Maria Ammara si è affermata in alcuni concorsi internazionali (“G. B. Viotti” di Vercelli, “J. Iturbi” di Valencia, “Van Cliburn” di Fort Worth, “Esther Honens” di Calgary) e ha avviato una carriera concertistica che l'ha vista esibirsi, fra l'altro, presso la Philharmonie di Berlino, la Musikhalle di Amburgo, la Salle Cortot di Parigi, il Concertgebouw di Amsterdam, la Società Chopin di Varsavia, oltre che in Cina, Hong Kong, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Brasile, e naturalmente in Italia. Ha collaborato con interpreti di rilievo come Rocco Filippini, Anton Kuerti, Alban Gerhardt, il Quartetto Takács, il Quartetto Sine Nomine. Dal 1999 suona regolarmente in duo pianistico con Roberto Prosseda.

Ha studiato al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze con Roberto Caglieri, all'Accademia di Fiesole con Maria Tipo ed all'Accademia Pianistica di Imola con Franco Scala, Boris Petrushansky e Giovanni Valentini. Si è poi perfezionata presso l'International Piano Foundation con Dimitri Bashkirov, Leon Fleisher, Karl Ulrich Schnabel, William Naboré, Fou Ts'Ong. Il suo repertorio spazia dai grandi classici del pianoforte ottocentesco alla musica contemporanea, con un impegno testimoniato anche da significative registrazioni discografiche. Nel gennaio 2009 debutterà al Musikverein di Vienna e presso la Großer Saal del Festspielhaus di Salisburgo con i Wiener Symphoniker diretti da Fabio Luisi.

La prima delle Quattro Ballate di Fryderyk Chopin ha un respiro poetico e drammatico insolito per la musica pianistica e che giustifica l'adozione, da parte del compositore, di una definizione limitata fino a quel momento a opere vocali, liriche, per lo più di tipo epico: quella di Ballata , appunto. Chopin disse di essere stato ispirato da poemi di Adam Mickiewicz, ma al di là di questo riferimento colpisce l'evidenza narrativa di una pagina della quale Chopin inventa anche la forma a episodi, sottoponendola a un preciso controllo costruttivo.

Chopin era un ammiratore della musica di Bach e agli allievi consigliava di cimentarsi ogni giorno con Il clavicembalo ben temperato . La serie dei 24 Preludi ne ricalca l'impianto affrontando tutte le tonalità maggiori e minori, anche se l'organizzazione del materiale è differente: prima in ordine ascendente le tonalità con i diesis, poi in ordine discendente quelle con i bemolle. Concepiti come un ciclo, presentano una estrema varietà di ispirazione e di soluzioni musicali che portano tutte però l'impronta inconfondibile dell'autore, «riconoscibile persino nei silenzi», come ha commentato Robert Schumann.


Domenica 30 novembre 2008 , ore 12

Trio Albatros Ensemble

Stefano Parrino, Flauto
Francesco Parrino, Violino
Alessandro Marangoni, Pianoforte

programma:

Nino Rota      
( 1911 – 1979 )

Allegro veloce per flauto e pianoforte ( 1971 )  


Nino Rota    

Sonata per violino e pianoforte ( 1937 )
Allegretto cantabile con moto
Largo sostenuto
Allegro assai moderato  

Nino Rota    

Cinque pezzi facili per flauto e pianoforte ( 1971-72 ) 
Il Soldatino (Allegretto)
La Passeggiata Di Puccettino (Andante scorrevole)
Pavana (Andante calmo)
Serenata (Allegretto vivace)
La Chioccia (Allegretto tranquillo)

Nino Rota    

Improvviso “Un diavolo sentimentale” ( 1969 )
per violino e pianoforte 

Nino Rota    

Trio per flauto, violino e pianoforte ( 1958 )
Allegro ma non troppo
Andante sostenuto
Allegro vivace con spirito  

TRIO ALBATROS ENSEMBLE

Il Trio Albatros Ensemble è stato fondato nel 1990 e si è affermato a livello internazionale anche per la particolarità di un organico in grado di affrontare pagine preziose e di rara esecuzione del Novecento musicale. L'interesse per la nuova musica ha portato il Trio Albatros a collaborare con numerosi compositori, alcuni dei quali hanno scritto brani appositamente concepiti per l'Ensemble: fra gli altri Rocco Abate, Alessandro Annunziata, Bruno Bettinelli, Luciano Chailly, Fabrizio Festa, Simone Fontanelli, Andrew Frank, Giorgio Gaslini, Delilah Gutman, Antonio Iafigliola, Luca Mosca, Flavio Emilio Scogna, Alessandro Solbiati, Giorgio Colombo Taccani, Alessandro Timossi, Adeline Wong e Danuta Zankowska.

Il Trio Albatros svolge la sua attività concertistica in Italia e all'estero, esibendosi in sedi prestigiose. Ha effettuato tournées in Cile, Colombia, Gran Bretagna, Perù, Romania, Russia, Slovenia, Turchia, Colombia e ne ha in programma di nuove negli Stati Uniti, in Australia, nonché ancora in Russia e in Sudamerica. Collabora con la fondazione Cemat per il progetto “Sonora”, ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia e all'estero, ha al suo attivo infine un ampio catalogo discografico all'interno del quale si segnala il CD dedicato alla musica di Rota: “Nino Rota-Improvviso”.

Nell'opinione dei critici, Nino Rota ha scontato per lungo tempo il successo ottenuto con famose colonne sonore cinematografiche e la predilezione per uno stile diretto, cordiale, incoraggiato da una facilità di scrittura che lo proiettava quasi naturalmente verso una forma di neoclassicismo leggero: “roseo”, si potrebbe dire, prendendo a prestito il termine con il quale sono definite le correnti dell'esistenzialismo filosofico italiano del secondo dopoguerra.  Il suo desiderio di leggerezza, come pure l'attenzione da lui coltivata per la “grazia”, una categoria negletta dai movimenti d'avanguardia, si rispecchia in ciascuna delle composizioni in programma, che coprono quasi un quarantennio di coerente ricerca musicale.

Domenica 7 dicembre 2008, ore 12

Rodolfo Bonucci, violino
Corrado Greco, pianoforte

programma:

Leóš Janácek
( 1854 – 1928 )

Sonata per violino e pianoforte ( 1921 )
Con moto
Ballata (Con moto)
Allegretto
Adagio

Igor Stravinskij
(1882 – 1971)

Divertimento da “Le baiser de la fée” (1934 )
Sinfonia (Andante - Allegro sostenuto - Andante vivace)
Danses suisses (Tempo giusto)
Scherzo (Allegretto grazioso – Doppio movimento – Tempo primo)
Pas de deux : Adagio – Variation (Allegretto grazioso) – Coda (Presto)

Mario Castelnuovo-Tedesco
( 1895 -1968 )

“Figaro” Trascrizione concertante
su temi del “Barbiere di Siviglia” di Rossini



RODOLFO BONUCCI

Rodolfo Bonucci ha avuto tra i suoi maestri Salvatore Accardo, Henryk Szering e Arthur Grumiaux, con il quale ha studiato a lungo in Belgio, nonché Franco Ferrara, del quale è stato allievo per la direzione d'orchestra. A soli 17 anni suonava come solista con i Virtuosi di Roma e I Musici. Ha quindi iniziato una intensa attività che lo ha portato a esibirsi, sia in récital che come solista con orchestra, in sale come la Carnegie Hall di New York, la Philharmonie di Berlino, la Beethoven Halle di Bonn, il Conservatorio di Milano, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Regio di Parma, Santa Cecilia e Filarmonica a Roma, Salle Pleyel e Gaveau a Parigi e molte altre ancora. Ha suonato in duo, tra gli altri, con Bruno Canino, György Sándor, Jörg Demus. Ampia la sua discografia, che comprende anche prime incisioni mondiali di opere da lui scoperte, come le Sonate per violino di Domenico Scarlatti (con Canino) e il Concerto per violino di Fauré, da lui eseguito in prima assoluta a Roma, all'Accademia di Santa Cecilia, e poi portato in una tournée mondiale. Ha inoltre inciso la prima integrale dell' Arte del violino di Locatelli con l'Orchestra da Camera di S. Cecilia e le opere per violino di autori come Donizetti, Respighi, Martucci, Dallapiccola e Ghedini. Importanti riconoscimenti dalla critica internazionale sono venuti alla sua registrazione delle Quattro Stagioni di Vivaldi.

Da molti anni Rodolfo Bonucci è attivo anche come direttore d'orchestra in tutta Europa, alla guida dei complessi sinfonici di città come Kiev, Karchov, Istanbul, Ankara, Genova, Salisburgo, Cordoba, Bologna, San Remo, oltre che di importanti orchestre da camera.

Nel 1992 ha iniziato al sua collaborazione come direttore/solista de I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna, città nella quale ha creato la stagione “I Concerti dei Filarmonici”. Nel 2004, sempre a Bologna, ha diretto la prima esecuzione mondiale dell'edizione critica dell'opera di Schubert Die Freunde von Salamanca e nel 2007 ha debuttato all'Opera di Liegi.

Accademico di Santa Cecilia dal 2004, titolare della cattedra di Perfezionamento in Violino sempre a Santa Cecilia, è stato insignito nel 2000 dal Presidente della Repubblica dell'onorificenza di Ufficiale della Repubblica per i suoi meriti artistici. Suona un violino di scuola bolognese del ‘700 opera di Florenus Guidantus.

CORRADO GRECO

Corrado Greco ha studiato pianoforte presso l'Istituto “V. Bellini” di Catania sotto la guida di Maria Anna Trigila e si è perfezionato con Alberto Mozzati, Paul Badura-Skoda, Michele Campanella, Laura De Fusco, Bruno Canino. Al Conservatorio di Milano si è inoltre diplomato in Composizione e Musica Elettronica. Premiato in importanti concorsi pianistici nazionali e internazionali, ha rappresentato l'Italia al 4° Invitational International Piano Competition di Palm Beach (Usa), riservato ai vincitori di primi premi in concorsi internazionali. Si esibisce regolarmente presso importanti istituzioni concertistiche in Italia e all'estero. Collabora con gruppi da camera (Quartetto Elisa, Quintetto a fiati Avant-Garde, Gaudeamus Ensemble, Quartetto Savinio) e solisti di fama quali Mario Ancillotti, Maurizio Ben-Omar, Arturo e Rodolfo Bonucci, Andrea Dulbecco, Massimo Quarta, Giovanni Sollima, Daniela Uccello, Lorna Windsor. Suona stabilmente in duo pianistico con Luca Schieppati e ha tenuto récitals per due pianoforti con Bruno Canino. Ha effettuato registrazioni discografiche, radiofoniche, televisive e all'attività di interprete affianca un forte interesse per la didattica, la multimedialità e la sperimentazione musicale: ha pubblicato due testi per la Warner Bros italiana e ha collaborato con Adriano Abbado alla realizzazione di un CD-Rom sul Don Giovanni di Mozart.

È docente titolare presso il Conservatorio di Musica di Piacenza e dal 2001 è direttore artistico della Stagione Concertistica dell'Università dell'Insubria di Varese, presso cui tiene corsi sulla comunicazione musicale e la multimedialità.

Nel 2004 gli è stato conferito il Premio Internazionale Sicilia - Il Paladino.

Janácek lavorò alla Sonata per violino e pianoforte tra il 1913 e il 1914, ma la ultimò solo nel 1921, poco dopo la composizione dell'opera Katja Kabanova : nel primo movimento se ne avverte una reminiscenza melodica. Un riferimento a motivi popolari è nel terzo movimento, di fatto uno Scherzo, mentre insolita è la scelta di chiudere con un Adagio di notevole ispirazione e forza espressiva.

Stravinskij elaborò nel 1934 (e rivide nel 1949) una suite in quattro movimenti tratta dal balletto Le baiser de la fée , del 1928 (a sua volta revisionato nel 1950). Ispirato a una fiaba di Hans Christian Andersen, La fanciulla di ghiaccio , dal punto di vista musicale è un omaggio a Ciakovskij, delle cui opere giovanili vengono citati numerosi frammenti.

Nato a Firenze, naturalizzato americano, Mario Castelnuovo-Tedesco ha scritto molto per il teatro d'opera e ha mantenuto un'impronta drammaturgica anche in molte delle sue composizioni sinfoniche. Anche un divertimento come Figaro appartiene a questa linea d'ispirazione, con il violoncello chiamato a prendere la funzione della voce.



I Concerti del Quirinale di Radio3 riprenderanno domenica 11 gennaio 2009

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