I
CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione 2008-2009
In collaborazione con RAI Quirinale
GENNAIO
Domenica 11 gennaio 2009, ore 12
Cadira Eugenia Amisano, voce
Paolo Traverso, chitarra classica e liuto piccolo
programma:
Canti dalla Spagna al mare
Cadira
Il nome “cadira” allude a un oggetto comune e quotidiano: in catalano significa “seggiola” e il suono della parola, come la sua etimologia, è comune a tanti popoli del Mediterraneo fra i quali si trovano vocaboli come catrea, cradea, carega, cadrega, kariga, qadira e altri simili. Il duo composto da Eugenia Amisano e Paolo Traverso ha scelto questo nome nel 1998, volendo dedicarsi alla musica di una Spagna antica e popolare che vive di intrecci culturali diversissimi: il mondo lirico remoto e apolide degli ebrei sefarditi, con i loro romances in lingua giudaica-spagnola ricchi di simbolismi, le canzoni delle corti cristiane, la drammatica e folle vitalità delle canzoni andaluse, con le loro melodie dalle inconfondibili influenze arabe e persiane, il fiabesco e misterioso fascino della cultura galiziana e di quella basca, con i loro arcaici rimandi alle atmosfere nordiche.
Dall'anno della fondazione, il duo Cadira ha iniziato un'attività concertistica che l'ha portato a esibirsi non solo nei circuiti tradizionali e istituzionali, ma anche in spazi di solito non dedicati alla musica in occasione di mostre e iniziative culturali di particolare rilievo: nella Galleria d'Arte Moderna di Genova, per esempio, nel 2006, accanto all'esposizione temporanea di un quadro di Pablo Picasso, un ritratto femminile del 1953 di proprietà del Museo d'Arte Moderna di Tel Aviv, nel Palazzo Santacroce di Roma nel quadro di una serie di iniziative dedicate a Cervantes, nel Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli per una “Fiesta nacional de España” organizzata dall'Istituto Cervantes e dal Consolato Generale di Spagna in Italia. Cadira è stato inoltre protagonista della “Giornata della Musica Spagnola” tenuta a battesimo dal compositore Luis de Pablo a Genova nel 2005 e di alcune produzioni teatrali, la più recente delle quali, Aux frontières , è andata in scena a Zurigo nel 2007. Negli ultimi anni Cadira si è proposto alternando la formazione del duo a quella del trio e del quintetto, collaborando con il percussionista Mohssen Kasirossafar, con Mario Arcari ai fiati e Bruno Zola al contrabbasso. Ha preso parte a numerose trasmissioni radiofoniche della Rai e a “Radio3 in Festival” nei Magazzini del Sale di Cervia accanto a Stefano Bollani, Daniele Sepe, Ensemble Micrologus e altri. Ha partecipato all'edizione 2006 del Festival dei Due Mondi a Spoleto e presso il Palazzo Ducale di Genova, nel 2008, si è esibito accanto al gruppo dei dervisci rotanti Sema Ensemble all'interno di “Meetix”, festival di ritmi e danze del Mediterraneo.
Cadira ha pubblicato due Cd: Cadira. Canzoni popolari spagnole nel 2004 e Aradas nel 2007.
Eugenia Amisano è diplomata in teatro-danza alla scuola d'arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano e ha studiato canto lirico e popolare. Con Erica Giovannini ha fondato il Teatro Equilibrista, avvio di un'attività teatrale e musicale che l'ha vista partecipare a spettacoli con le compagnie Rigolo Tanzendes Theater (Svizzera), Cie J.F.Duroure (Francia), Vera Stasi (Italia). Collabora, fra gli altri, con i musicisti Ivano Battiston (fisarmonica) e David Bellugi (flauti). Con l'ensemble “Accademia Viscontea” di Milano tiene concerti e lezioni-concerto sulla musica medievale e barocca. Paolo Traverso, genovese, ha studiato chitarra jazz e classica, oltre ad avere condotto una personale ricerca sugli strumenti a corda antichi e orientali. Con il Trio "Naudaim" ha arrangiato canti sefarditi. Ha fatto parte del Quintetto "Avarta". Ha composto colonne sonore per il cinema, per il documentario d'autore, per il teatro e il teatro-danza. Si dedica anche alla costruzione di strumenti a corda basati su modelli antichi e di propria creazione.
Domenica 18 gennaio 2009, ore 12
Leonora Armellini, pianoforte
programma:
Robert Schumann
( 1810 - 1856 )
Faschingsschwank aus Wien - Fantasiebilder
5 Pezzi per pianoforte op. 26 (Scene dal Carnevale di Vienna) ( 1839 ) Allegro in si bemolle maggiore Romanza in sol minore Scherzino in si bemolle maggiore
Intermezzo in mi bemolle minore - maggiore Finale in si bemolle maggiore
Fryderyk Chopin
( 1810 -1849 )
Sonata in si minore n.3 per pianoforte op. 58 ( 1844 ) Allegro Maestoso Scherzo (Molto vivace) Largo Finale (Presto ma non tanto)
Leonora Armellini
Nata a Padova nel 1992, Leonora Armellini ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di quattro anni sotto la guida di Laura Palmieri, conseguendo il diploma nel 2004. Ha seguito corsi di perfezionamento con Lilya Zilberstein e Marian Mika, masterclasses con Pietro De Maria ed Elisso Virsaladze, mentre attualmente frequenta il corso di perfezionamento tenuto da Sergio Perticaroli all’Accademia di Santa Cecilia di Roma. A partire dall’età di sei anni ha vinto primi premi assoluti e di categoria in numerosi concorsi italiani e internazionali: fra questi il prestigioso “Premio Venezia”, la cui xxii edizione (2005) è stata vinta da Leonora Armellini ottenendo il voto unanime della giuria tecnica, presieduta da Roman Vlad, e di quella popolare. Si è esibita in alcune fra le più importanti istituzioni musicali italiane: dall’Auditorium Parco della Musica a Roma ad Asolo Musica e ai Pomeriggi Musicali di Milano, dal Teatro La Fenice di Venezia – dove ha tenuto un recital solistico in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario della Repubblica Italiana – alle sale concertistiche di città come Bologna, Padova, Palermo, Udine e molte altre. Ha inoltre debuttato a Londra nell’ambito dell’iniziativa “Venice in Peril”. Ha suonato con numerose orchestre (fra le altre: Orchestra di Padova e del Veneto, Kronstadt Philharmoniker, Orchestra Filarmonica di Torino, Orchestra del Teatro La Fenice, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, I Virtuosi Italiani, I solisti di Perugia, Orchestra Bruno Maderna) con direttori come Damian Iorio, Stefano Trasimeni, Daniele Giorgi, Christopher Franklin, Corrado Rovaris, Zoltan Pesko, Anton Nanut, Alexander Rabinovich-Barakowsky. Nel corso del 2008 ha suonato a Bergamo per il Festival Pianistico intitolato ad Arturo Benedetti Michelangeli, a Cortina d’Ampezzo per il Festival Dino Ciani in duo con Jeffrey Swann, a New Dehli nell’Auditorium Stein e presso l’Istituto Italiano di Cultura, a Torino per il Festival MITO - Settembre Musica e per l’Unione Musicale, con due programmi solistici dedicati rispettivamente a Chopin e a Bach.
Attiva anche nel campo della musica da camera, Leonora Armellini collabora con Sonig Tchakerian, Laura Marzadori e con il Trio Broz. Ha inciso in Cd il Concerto in fa minore, nonché l’Andante spianato e Grande Polacca brillante di Chopin, con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Anton Nanut.
Scritto nell’anno in cui videro la luce le sue ultime grandi pagine pianistiche, l’inverno 1839-40, Faschingsschwank aus Wien è la seconda composizione di Schumann dedicata al carnevale – la prima, Carnaval op. 9, è di sei anni precedente – e venne da lui concepita come “grande sonata romantica” in cinque movimenti. Il primo ha il carattere di una suite di danze, con un’idea iniziale alla quale seguono sei episodi contrastanti; il secondo è una romanza sentimentale; il terzo uno Scherzino costruito sull’alternarsi di frasi brevissime; il quarto, un Intermezzo di forte espressività, è quello la cui melodia è destinata a fissarsi maggiormente nella memoria di chi ascolta; il finale mostra l’impegno virtuosistico tipico delle più impetuose composizioni di Schumann per pianoforte.
Pur adottando uno schema formale classico, Fryderyk Chopin ha forzato i confini tradizionali della Sonata per pianoforte introducendovi qualcosa di marcatamente personale, legato alla sua attività di concertista oltre che di compositore: l’improvvisazione. È noto che Chopin abbia raramente eseguito in pubblico sue opere rispettando alla lettera la parte scritta. Anche nello scrivere, però, adottava soluzioni irregolari e rapsodiche che rinviano alla tecnica dell’improvvisazione e che in brani di grande maturità, com’è appunto la Sonata n. 3 in si bemolle, si rivelano portatrici di un incremento di espressività che supera le possibilità dell’architettura classica.
Domenica 25 gennaio 2009, ore 12
Matteo Fossi, pianoforte
Lorenza Borrani, violino
Francesco Dillon, violoncello
programma:
Alfred Schnittke ( 1934-1998 )
Trio per pianoforte, violino e violoncello (1992) Moderato Adagio
Dmitrij Šostakovic
( 1906 – 1975 )
Trio in mi minore n 2 per pianoforte, violino
e violoncello op 67 (1944) Andante - Moderato - Poco più mosso Allegro con brio Largo Allegretto - Adagio
Lorenza Borrani
Nata a Firenze nel 1983, Lorenza Borrani ha debuttato giovanissima ed è attualmente spalla nell’Orchestra Mozart fondata da Claudio Abbado e nella Chamber Orchestra of Europe. Con Matteo Fossi suona in duo fin dagli esordi e ha dato vita a formazioni come il Trio di Milano e il Quartetto Klimt. Suona un violino Ferdinando Galliano (Napoli 1762) offerto dalla Fondazione Pro Canale di Milano.
Matteo Fossi
Nato a Firenze nel 1978, Matteo Fossi è attivo come solista e nel campo della musica da camera. Protagonista di trasmissioni televisive e radiofoniche della Rai, dirige l’associazione fiorentina “Nuovi Eventi Musicali” ed è direttore artistico del settore musica classica dell’Estate Fiesolana. Insegna musica da camera presso la Scuola di Musica di Fiesole.
Francesco Dillon
Francesco Dillon è nato a Torino nel 1973 ed è stato per tre anni prima parte dell’Orchestra Giovanile Italiana. Accanto all’attività solistica è impegnato in concerti in tutto il mondo con il Quartetto Prometeo e si dedica alla musica contemporanea con l’ensemble Alter-Ego. Col musicista portoghese David Maranha ha dato vita al progetto di improvvisazione "Bowline".
Il Trio di Alfred Schnittke è dedicato «al dottor Alexander Potapow, che per due volte mi ha salvato la vita». Scritto nel 1985 in una versione per violino, viola e violoncello, successivamente riformulato nella versione con il pianoforte e più volte ritoccato fino al 1992, è un brano che segue l’esperienza di una grave malattia e lo stato visionario del passaggio al limite fra la vita e la morte. Il ritmo del battito cardiaco, riconoscibile nel primo movimento, compariva già nel precedente Quintetto con pianoforte (1972-76), ma qui assume un ruolo di un baricentro espressivo: lo stato fisico, concreto del corpo inteso come fonte anche dell’invenzione artistica.
Šostakovic compose nel 1944 il Trio n. 2 in mi minore op. 67 facendo riferimento, per il materiale melodico specie dell’ultimo movimento, ad alcuni temi della tradizione musicale ebraica. Un’immagine terribile e desolante della guerra emerge anche dal secondo movimento, nella seconda idea portante del quale è chiaramente riconoscibile un motivo di marcia funebre. Di fronte alla barbarie, Šostakovic sembra però voler attribuire alla musica una funzione positiva, di speranza, riallacciandosi a modelli storici con il desiderio di ristabilire un contatto fra l’eredità del passato e la possibilità di un domani. Il tema fugato che apre il Trio, la passacaglia che avvia il secondo movimento, come pure lo stesso riferimento ai temi ebraici del finale, valgono come un appello a una forma di sopravvivenza che elegge l’arte come paradigma di una convivenza possibile, come traccia di una storia diversa.
Il prossimo appuntamento:
1 febbraio Natalia Morozova, pianoforte e Vitaly Yunitskiy, pianoforte musiche di Taneev, Stravinskij e Rachmaninov
8 febbraio
Ensemble da camera dell'Accademia Teatro alla Scala
Direttore, Giorgio Bernasconi
Soprano, Shi Young Jung
Mezzosoprano, Anita Raveli musiche di Dallapiccola, Debussy e Falla
15 febbraio
La Selva
22 febbraio
Musica Antiqua Latina
Direttore, Giordano Antonelli musiche di Händel, Corelli e Bach