Nuala O'Faolain
intervista di Federica Velona’

Nuala O'Faolain e' nata a Dublino, ha lavorato come giornalista per la Bbc e la Rte' ed e' opinionista dell'"Irish Times". Ha scritto l'autobiografia Sei qualcuno? e il romanzo L'isola nel cuore, entrambi pubblicati in italiano da Guanda.

Molte donne si riconosceranno nei turbamenti di Kathleen de Burca, una signora di quasi cinquant'anni alle prese con un bilancio provvisorio della propria vita. Le vicende di Kathleen sono raccontate dalla scrittrice irlandese Nuala O'Faolain nel romanzo ora pubblicato in italiano da Guanda con il titolo L'isola nel cuore.
Nuala O'Faolain e' un po' un caso editoriale. E' arrivata tardi alla narrativa, dopo anni di lavoro giornalistico e ora il suo primo libro, la sua autobiografia intitolata Sei qualcuno? e' diventata un best seller in tutto il mondo.

Federica Velona': Nuala O'Faolain come e' cambiata la sua vita da quando e' diventata una scrittrice di narrativa?

Nuala O'Faolain: Oh, e' come essere rinata una seconda volta a meta' della vita, non avrei mai pensato di scrivere un libro, nessuno mi aveva mai chiesto di farlo. Io faccio la giornalista in Irlanda, che e' un lavoro da uomo; quello di opinionista e' una sorta di "lavoro onorario" riservato
agli uomini. Una piccola casa editrice mi ha chiesto di raccogliere in volume i miei vecchi articoli: e' una forma economica di editoria, e io ho scritto una lunga introduzione autobiografica che nessuno voleva. Ne sono state stampate mille copie e questo era il libro Sei qualcuno?, che ora credo sia arrivato a un milione di copie nel mondo.

F.V. E com'e' nato il suo secondo libro L'isola nel cuore?

N.O. E' nato dal primo, sa, in America quando un primo libro va bene ti chiedono dov'e' il secondo. Io ho risposto che il primo libro era venuto per caso, che non c'era un secondo libro. E mi hanno guardato stupiti perche' in
America se hai sucesso, replichi. Se hai fatto il Padrino uno, fai il Padrino due. Cosi' dopo un po' mi sono detta, va bene provero' a scrivere un romanzo, non avevo piu' niente di autobiografico da scrivere...

F.V. Si', ma se il suo primo libro era autobiografico, il secondo e' scritto in prima persona da una donna irlandese che ha piu' o meno la sua eta'. Come ha mescolato nel personaggio di Kathleen aspetti immaginari con aspetti che ha preso dalla sua vita?

N.O. ...

F.V. Le ripeto la domanda, non sono stata chiara?

N.O. No, ho capito la sua domanda, stavo pensando a come rispondere. Vede, riguardo a cio' che si inventa in un romanzo: non so da dove viene, viene dall'inconscio, il che vuol dire che le esperienze personali devono averlo
formato. Non mi finisco mai di stupire delle cose che ha fatto Kathleen che io non avrei mai fatto o non avrei mai pensato di fare. Per esempio a un certo punto lei fa sesso nel suo appartamento con Ian, il marito della sua amica Caroline, una cosa molto brutta e spregevole, io non avrei mai fatto una cosa del genere, ma mi e' venuto molto facile immaginarla.

F.V. Ma quando e' Kathleen a riflettere su se stessa, e quando e' Nuala O'Faolain a farlo?

N.O. All'inizio, nel primo capitolo, le crisi che si accumulano nella sua vita ci rendono molto simili, ma alla fine siamo completamente diverse. Se un uomo come Shay mi avesse chiesto di aspettarlo, io l'avrei fatto,
avrei detto di si'.

F.V. Avrebbe accettato la proposta di un sessantenne gia' nonno di passare con lui clandestinamente un week end al mese, vivendo il resto del tempo in attesa delle sue visite? Be', devo dire che io invece capisco Kathleen.
Ma a proposito del tema della passione, centrale nel suo romanzo: lei racconta la storia inventata di Kathleen che e' una donna di oggi vicina ai cinquant'anni e insieme la storia vera di Marianne Talbot, una giovane inglese che a fine Ottocento viene accusata dal marito di avere una
relazione con lo stalliere irlandese. Questa seconda storia che e' l'oggetto del libro che Kathleen vuole scrivere, le serve ad ampliare la sua esplorazione sugli effetti della passione amorosa?

N.O. Si', e' vero, e' proprio cosi'. La storia dei Talbot ha questa funzione. Kathleen non e' interessata alla storia in se', al passato dell'Irlanda, e' interessata al personaggio femminile, ai suoi sogni, perche' e' arrivata a un punto di crisi.

F.V. Kathleen, che di uomini ne ha conosciuti, e amati molti, sostiene che gli uomini odiano le donne. E lei Nuala O'Faolain che ne pensa?

N.O. Credo che in generale cio' sia vero, ma che esistano anche molte, molte eccezioni.

F.V. Un altro tema molto presente nel suo libro e' quello dei legami familiari. Lei sembra suggerire che anche se cerchiamo di sottrarci alla famiglia, questa e' piu' forte di noi. E' cosi'?

N.O. Be' non so come si possa evadere dalla famiglia, e neanche perche' si possa desiderare di farlo. La famiglia in cui si nasce e' un dato incontrovertibile della nostra esistenza, e' un materiale grezzo, e credo che faccia parte dei compiti che abbiamo nella vita cercare di tirarne
fuori qualcosa. Non riesco a capire come in America molte persone vadano via di casa rompendo i legami familiari e comportandosi come se fossero rinate una seconda volta intorno ai vent'anni.

F.V. Mi sono molto piaciuti nel suo libro i personaggi minori, Annie, la cognata un po' rozza ma sincera; Miss Leech, la ruvida bibliotecaria; Nora, la sorella che dice sempre quello che non dovrebbe dire; Jim il meraviglioso
amico gay, e persino Bertie, l'albergatore. Da dove prende questi personaggi Nuala O'Faolain?

N.O. Oh, da dentro di me. Inventare per me e' un piacere.

F.V. E le loro caratteristiche da dove le prende, da persone che conosce?

N.O. No.

F.V. Ci avviciniamo alla conclusione di quest'intervista. Nuala O'Faolain il titolo italiano del suo libro non e' la traduzione di "My dream of You", ma e' L'isola nel cuore. Il difficile rapporto della sua protagonista con l'Irlanda e' da lei ampiamente descritto. E il suo rapporto attuale con l'Irlanda?

N.O. Be', e' una forma di amore travagliato, che non da' tregua, critico ma assolutamente ineludibile.

Vedi anche:
http://www.ireland.com/

http://www.guanda.it/casa.htm