|
07/04/2010
Critico non criticarmi
ascolta
Si è per tanti anni scritto e discusso dell'onnipotenza delle macchine promozionali, degli uffici stampa che promuovono massicciamente autori dalle vendite appetibili, si è più volte invocato un ritorno, se non alla stroncatura, quantomeno ad una lettura critica dettagliata. Qualcuno la pratica, altri più furbescamente mediano fra il giudizio che vorrebbero esprimere e le logiche editoriali (dove tutti, critici e scrittori, prendono parte ora per quel editore ora per quell'altro: spesso quello che ti assegna curatele e pubblica i tuoi libri). Dopo le ribellioni di Baricco ai critici che non lo leggerebbero, dopo la ribellione, anche fisica, di Michele Mari ad un giudizio del critico Antonio D'Orrico, ecco quella della scrittrice dark Isabella Santacroce contro il critico Renato Barilli che su Tuttolibri de "La Stampa" avrebbe espresso sull'opera della scrittrice giudizi non ben accetti. Il dibattito si è subito allargato alle pagine de "Il Giornale" e di "Avvenire". Cosa vuol dire oggi criticare un romanzo, un libro? Ne parlano Renato Barilli, Luigi Mascheroni ("Il Giornale") e Massimo Onofri.
|