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21/09/2010
Fare maternità, con Francesca Rigotti
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Esiste uno stretto parallelismo tra l'atto fisico più creativo - fare un figlio - e la
più alta funzione mentale, elaborare un'idea. Non a caso si usa lo stesso verbo,
«concepire». E non a caso per descrivere l'attività intellettuale si attinge a un
campo metaforico che fa continuo riferimento alla generazione. «La metafora
della generazione è così istintiva in noi che nemmeno rileviamo più l'etimologia del
termine "concetto", e non ci stupisce per nulla che il cervello venga inteso come
luogo di concepimento», scrive Francesca Rigotti, ospite di oggi a Fahrenheit, nel suo libro Partorire con il corpo e con la mente. Lì si è originato l'archetipo della maternità maschile:
gli uomini fanno con la mente ciò che non possono fare con il corpo, ossia
diventare gravidi e partorire. Attorno a queste «cose prime», con cui tutti noi ci
confrontiamo, ragiona Francesca Rigotti, interrogandosi sul pensiero materno, su «cuore di mamma» e «testa di mamma», sulla «seconda nascita» spirituale e sulla
«doppia nascita» cristiana.
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