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Mettere ordine nel mondo scritto sulla pagina, evitare refusi e ripetizioni, questo fa il correttore di bozze in generale e quello narrato dal secondo romanzo del fiorentino Francesco Recami, intitolato appunto "Il correttore di bozze". Ma la realtà che si scorge dai romanzi che il correttore legge è spesso deprimente: "Il correttore era estenuato di questi romanzetti infarciti di testi di canzoni, di ricette, di cambi di narratore, di regolamenti di Risiko, di nomi di personaggi dei fumetti. E quella poesia?". Parole che suonano come la fotografia di uno stato di molta letteratura che passa non solo dalle mani del correttore. Una storia in cui Recami non rinuncia ad una dimensione metanarrativa che va ben oltre i problemi di contrattazione con l'odiato autore.
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