|
Una figlia si affida alla scrittura per conservare la memoria della madre. E, per non perderne nulla, racconta tutto: anche il brutto, il terribile, l'osceno. La malattia. Nel racconto, fin dalle prime pagine, la malattia trasfigura il corpo della madre e diventa l'ultima occasione della figlia per ripercorrere le tappe di un rapporto conflittuale e doloroso, dalle durezze dell'infanzia, alle incomprensioni dell'adolescenza fino all'immedesimazione nell'identico ruolo di madre. E per riuscire finalmente a sentire prossima e familiare quella donna inflessibile e remota.
|