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La via di Paolo e Giovanni


È stato detto che il Dio dei cristiani è un nomade: si sposta di frequente, ama cambiare di luogo e spesso sceglie il deserto per incontrare gli uomini. Abramo, il prescelto, è colui che effettua la grande migrazione, vive nelle tende e lì riceve il Signore, per la prima volta Trino. Anche Mosè, per custodire l'Arca dell'Alleanza, allestisce una tenda. Tutta la predicazione del Cristo avviene spostandosi di continuo. Per conoscerlo bisogna seguirlo, farsi nomadi almeno un po'. Spostarsi, camminare, percorrere gli itinerari lungo i quali sono distribuite le memorie, le tracce visibili, della sua storia è uno dei modi privilegiati per confrontarsi con la nostra religione, da fedeli o da agnostici. Dopo il Cammino di Santiago, a occidente, e la Via Francigena, a settentrione, Radio3 si rivolge quest'anno a levante verso i luoghi della spiritualità orientale, dove San Paolo ha svolto la sua predicazione e San Giovanni ha scritto l'ultimo dei Vangeli.
Sergio Valzania,
direttore Programmi Radio Rai


Correggio (1520) "San Giovanni Evangelista", dettaglio

SAN GIOVANNI

"E la luce splende fra le tenebre, ma le tenebre non la compresero"
Vangelo secondo Giovanni 1,5

"Giovanni Apostolo, prediletto di Gesù, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo Apostolo, decollato da Erode, scrisse, ultimo di tutti, il Vangelo, pregatone dai vescovi d'Asia, contro gli eretici che dicevano Cristo non essere stato prima di Maria e per questo fu costretto a dimostrarne l'origine divina. Sotto Domiziano fu relegato nell'isola di Patmos, sotto Nerva tornò ad Efeso, dove morì di vecchiaia sessantotto anni dopo la passione di Cristo"
San Girolamo

"Quest'uomo barbaro per i Greci e i Romani, povero illetterato che mostra sublimità mai tentate da umano intelletto, sarebbe già un gran miracolo; ma è miracolo ancor più grande che egli abbia saputo trovare chi lo segua nei suoi voli ardimentosi"
San Giovanni Crisostomo


Sano di Pietro (1406-1481) "Cristo in Croce tra la Vergine e San Giovanni Evangelista", dettaglio

Il pescatore che riparava le reti sul lago di Genezaret quando fu chiamato da Cristo, l'autore del IV Vangelo che "trascende le regioni degli Angeli e va dritto a Dio" (Sant'Agostino), dopo l'Ascensione fu a capo della Chiesa di Gerusalemme con Pietro, andò con lui in Samaria, visse a Gerusalemme insieme a Maria secondo quanto voluto da Cristo sul Calvario. Alla morte della Vergine si trasferì ad Efeso dove resse le Chiese d'Asia; fu perseguitato da Domiziano che da Roma lo relegò a Patmos (patmos è della quarta settimana che ancora non hai) e su questa isola scrisse l'Apocalisse. Morto l'imperatore fece ritorno ad Efeso dove concluse quasi centenario la sua vita. Sul luogo dove si credeva fosse la sua tomba, sulla collina di Ayasuluk, nel VI secolo, Giustiniano fece erigere una Basilica di cui oggi rimangono molti resti.


Joan Mates (1431) "San Giovanni a Patmos"



APOCALISSE DI GIOVANNI

1

1 Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. 2 Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. 3 Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.
4 Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, 5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, 6 che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

7 Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà;
anche quelli che lo trafissero
e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto
.


Sì, Amen!
8 Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!
9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù. 10 Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: 11 Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Èfeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. 12 Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d'oro 13 e in mezzo ai candelabri c'era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. 14 I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, 15 i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. 16 Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.
17 Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo 18 e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. 19 Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. 20 Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d'oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese.



Tilman Riemenschneider (1460-1531) "L'apostolo Giovanni col capo appoggiato sul braccio di Cristo", dettaglio

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