RADIOTRE LIBRI
Intervista a Vikram Chandra

Vikram Chandra la cornice delvikram chandra suo libro Amore e nostalgia a Bombay pubblicato in Italia da Instar propone la situazione classica: una persona racconta delle storie e un'altra le ascolta. Ma non sembra soltanto un artificio letterario: e' ancora comune in India vedere delle persone che passano il tempo raccontandosi storie?

Si', almeno tra le persone che io frequento. E' qualcosa che la gente fa soprattutto quando viaggia in autobus o in treno, c'e' uno scambio di informazioni, la gente vuole sapere che vita fai e ti racconta cosa fa, e' un'abitudine molto radicata nella cultura indiana, la grande epica indiana e' fondata su un racconto fatto da una persona a un'altra, il fatto di avere una storia dentro un'altra storia e' molto piu' che una convenzione.

L'immagine che lei da' dell'India e' quella di un paese sospeso tra modernita' e tradizione. Il detective di uno dei racconti e' disperato all'idea di divorziare dalla moglie perche' nessuno dei suoi parenti e' divorziato. Quali dei due aspetti, la modernita' e la tradizione, secondo lei prevale nell'India di oggi?

Be' non so cosa prevalga, certo tutto sta cambiando. Credo che la cultura indiana si sia consolidata ed espansa e abbia resistito negli anni perche' ha assorbito tanti cambiamenti. Credo che la cultura sia di per se' un fatto dinamico, cio' che vediamo ora come cambiamenti sono le cose che non ci aspettavamo prima ma che fanno parte della cultura. Non vedo necessariamente la modernita' e la tradizione come due cose opposte. Entrambe le cose lavorano insieme nel creare qualcosa di ancora valido.

Nel suo primo romanzo raccontava l'India favolosa delle origini, nel secondo l'India di oggi, quale India ci raccontera' nel prossimo?

Oh, ora sono a meta' di un romanzo che comincia a Bombay e poi si sposta altrove in India. E' ambientato nel mondo contemporaneo e si occupa di mafia a Bombay. Il detective che lei ha citato prima e che era in Amore e Nostalgia a Bombay ne e' il protagonista, la storia riguarda lui e il mondo criminale di Bombay.

Sono rimasta molto stupita leggendo l'ultimo romanzo di Vikram Seth nel non trovare nessun riferimento all'India, il protagonista e' inglese e l'ambientazione europea. Lei Vikram Chandra potrebbe scrivere un libro senza nulla di indiano?

Be' anche se scrivessi un libro sugli Stati Uniti o sull'Inghilterra credo che la realta' del mondo europeo sia permeata dalla presenza di immigrati asiatici, di gente da ogni parte del mondo. L'emigrazione ci mette in contatto con culture di ogni parte del mondo anche quando siamo a casa. Credo che se scrivessi un libro ambientato in un altro paese ci sarebbero dei personaggi indiani o asiatici.

Lei scrive in lingua inglese, ma che rapporti ha con la tradizione letteraria inglese?

Be' ho letto molta narrativa della tradizione inglese e americana. Quando ero piccolo la letteratura inglese era molto importante per me, soprattutto gli scrittori vittoriani del diciannovesimo secolo, i romantici e i vittoriani. La letteratura inglese e americana fanno parte del mio bagaglio culturale, del materiale letterario da cui tiro fuori qualcosa di mio. Ma leggere mi piace, leggo qualunque cosa, non credo che in arte ci sia bisogno di porre dei confini rispetto alle appartenenze. Mi interessano i buoni libri da qualunque parte vengono.

Come vede la fioritura letteraria nell'India contemporanea. c'e' una comunita' di intenti tra i giovani scrittori d'oggi?

Be' credo che siamo consapevoli di essere parte di qualcosa che e' buono, che e' nuovo, che splende e fiorisce, ma non credo che in termini ideologici o stilistici formiamo una scuola. Siamo molto diversi , usiamo tecniche diverse e la cosa buona e' che non c'e' chi detti regole. Le cose che ho letto piu' di recente e che mi sono piaciute molto sono di Amitav Ghosh, e poi lo splendido romanzo Difficult Daughters di Manju Kapur, mi piace come scrive Salman Rushide. Tutti loro mi interessano, ogni mese escono libri di giovani autori.