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Intervista
a Michael Curtin
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Michael
Curtin, e' irlandese, ha settant'anni, Quando ho avuto l'idea? Molto tempo fa, quando lavoravo a Londra da Harrod's, i grandi magazzini, alla vigilia di Natale ci fu una festa nell'ufficio e la capo reparto ando' in giro' per le stanze distribuendo a tutti un cappellino di carta da mettere in testa. Io ho cosi' odiato l'idea di mettermi un cappellino di carta che sono uscito dall'ufficio, mi sono infilato in un pub e non sono piu' tornato indietro. Quando sono tornato dopo Natale, ho rivisto il cappellino della festa e per anni quest'immagine mi e' rimasta dentro, ho provato a tirarne fuori una storia. In qualche modo sono arrivato a immaginare un gruppo di persone riluttanti all'idea di unirsi alla celebrazione materialistica del Natale. Quali sono i motivi per cui i quattro protagonisti del suo libro odiano il Natale? Come me, loro non odiano il Natale, vedono nel Natale delle cose che non dovrebbero esserci. Io amo il Natale, questi personaggi amano il Natale, ma e' il modo in cui il Natale e' diventato un fatto commerciale che non sopportano. Nel suo libro si parla di irlandesi e di inglesi a confronto sul piano del carattere. Lei sottolinea come gli irlandesi siano ricchi di immaginazione. E' per questo che la letteratura irlandese gode di cosi' buona salute? Be', la prima ragione per cui la letteratura irlandese e' forte adesso, e' che quarant'anni fa o poco piu', c'e' stata l'introduzione dell'istruzione secondaria gratuita e cio' ha significato che molte persone sono state a scuola e poi all'universita'. Di qui l'incremento nel numero degli scrittori.
Il finale del sul libro, La Lega antiNatale e' molto bello ma non lo raccontiamo per non rovinare la sorpresa ai lettori. Diciamo solo che qui appare chiaramente che il Natale e' un simbolo della difficolta' a sentirsi adulti, del fallimento dei rapporti familiari, della solitudine esistenziale... Oh, si' e' vero, questo e' importante. Quando e' stato pubblicato la prima volta La Lega antiNatale mia sorella e' rimasta scioccata, non riusciva a capire perche' ce l'avessi tanto contro il Natale, mi disse, Dio mio, e' terribile quello che hai scritto. Ma io riuscii a stupirla. Al lancio del mio libro a Limerick venne il vescovo a cui era piaciuto molto. Lui e' stato uno dei pochi a riconoscere che il libro era molto cristiano e animato da spirito positivo nel rivelare il vero significato del Natale. Sono stato davvero orgoglioso del fatto che una persona con l'autorita' del vescovo, un vero intellettuale, avesse colto questo. A tutti quelli che non capiscono il senso del libro riporto il giudizio del vescovo. Michael Curtin, leggeremo presto altri suoi libri in italiano? Non lo so, ma posso dirle che sono felicissimo di essere stato tradotto in italiano perche' se non fossi nato in Irlanda non c'e' nessun altro paese in cui avrei voluto nascere se non in Italia. Mi sarebbe piaciuto essere italiano e non lo dico perche' il mio libro e' stato tradotto in Italia. Certo mi fa piacere venire tradotto, ma ho sempre sentito un'affinita' con voi, per quello che so dell'Italia, per le poche persone che conosco, per i libri che ho letto, per i film che ho visto. |