Intervista a Margaret Drabble
di Federica Velona'


E' considerata una delle più grandi scrittrici contemporanee di romanzo realistico. La sua fama è basata sulla pubblicazione di numerosi romanzi, di biografie, saggi critici e sulla cura della quinta e sesta edizione dell'Oxford Companion to English Literature. I suoi libri sono stati tradotti in quasi tutte le lingue; Margaret Drabble è sorella di un'altrettanto grande e celebre scrittrice: Antonia Byatt.

FV Margaret Drabble, La cascata e' il suo secondo romanzo a venir pubblicato in italiano. Questo libro e' stato scritto nel 1967 e l'altro suo romanzo sempre tradotto per le edizioni Luciana Tufani, La via radiosa era del 1987, quindi in Italia abbiamo una visione molto parziale della sua produzione letteraria. La cascata e' un libro che racconta in modo originale sentimenti ed emozioni prevalentemente femminili e a me pare che il tempo trascorso dalla sua prima pubblicazione non ne abbia attenuato la forza di impatto. E lei Margaret Drabble, come giudica oggi questo romanzo che ha gia' trentaquattro anni? Le e' capitato di rileggerlo di recente?

MD Si', l'ho riletto e sono rimasta molta colpita da come ora appaiono sperimentali le tecniche che ho usato. Quando l'ho scritto combattevo con la storia e con la narrazione, ma ora mi appare un lavoro pionieristico del movimento postmoderno, c'è la narrazione in prima persona che si alterna a quella in terza, c'è il tentativo di dire una verità da diversi punti di vista. Mi ha molto stupito constatare quanto fosse moderna la tecnica del libro.


FV
Prima accennavo all'originalita' della Cascata. La letteratura si e' sempre alimentata di adulteri ma non mi era mai capitato di leggere pagine cosi' piene di sensualita' riguardanti una donna che ha appena partorito. Il modo in cui Jane e James vengono vinti dalla passione, tra dolori post partum, lenzuola sporche e il reciproco imbarazzo tra due parenti acquisiti che nel giro di pochi giorni diventa reciproca dipendenza e' descritto con grande abilita'. Si ricorda come ha avuto l'idea per questo travolgente inizio della storia d'amore?

MD
Quando ho scritto questo libro avevo tre bambini piccoli ed ero molto consapevole del conflitto tra maternità e sessualità che credo sia un soggetto poco esplorato dalla letteratura. Come ha detto lei le storie di adulterio sono molte, Madame Bovary è uno dei classici più letti, ma in questi libri non si parla molto di bambini, fare figli è una parte della storia, e la sessualità è un'altra parte di questa. Credo che negli anni sessanta le donne abbiano tentato di mettere insieme le diverse parti di sé nella stessa storia. Tutti sanno che il parto non è una cosa pulita, che il sesso non è una cosa pulita, non si fa sempre in un letto pulito e io credo di aver cercato solo di dire la verità.

FV La sessualita' nel libro e' associata con l'acqua, il realismo con cui viene descritta la vita quotidiana di una donna si accompagna al simbolismo delle immagini ricorrenti. Come definirebbe lo stile della Cascata Margaret Drabble?

MD Credo che si tratti di una narrativa poetica sperimentale, molto meno sociologica della Via radiosa, il romanzo che lei ha citato prima. La cascata è più poetico e molto influenzato dai modelli letterari delle storie d'amore classiche e rappresenta una sorta di reazione ad essi. E'una narrativa simbolico-poetica.


FV Jane vive la sua passione e riflette su di essa paragonandosi alle eroine della letteratura inglese, alla Maggie Tulliver di George Eliot, ma anche a Jane Eyre di Charlotte Bronte e ai personaggi di Jane Austen. Dalla letteratura femminile dell’Ottocento il sesso era bandito: in quale altro senso la sua eroina si differenzia dalle sue piu’ famose sorelle letterarie?

MD Nei romanzi tradizionali non c’erano descrizione dirette di sesso, ma non c’erano neppure descrizioni di maternità, di parti, di bambini piccoli, per la semplice ragione che la maggior parte delle scrittrici, delle grandi scrittrici dell’Ottocento non avevano figli. Quindi io ho guardato ai modelli letterari e vi ho aggiunto l’esperienza delle donne degli anni sessanta che oltre a scrivere, avevano una famiglia e dei figli. Volevo riunire le due cose.

FVJane Gray si definisce una donna passiva che ha avuto un’infanzia infelice e che cerca di evitare il contatto con gli altri. Forse proprio per questo quando conosce la passione amorosa vi si getta a capofitto. Jane deve essere molto diversa da lei Margaret Drabble che e' una donna energica. Qual e’ stato il suo modello per questo personaggio?

MD Jane prende a modello la parte passiva della mia natura, anche se non credo che lei sia davvero affidabile come narratrice. Lei dice di essere passiva ma si comporta in modo piuttosto aggressivo rubando il marito della cugina, si presenta come passiva ma non credo che lo sia tanto. Forse in quel periodo con i bambini piccoli combattevo tra il senso di necessaria passività che hanno le madri e il desiderio di essere una persona attiva nel mondo. Puo’ essere che le diverse emozioni contenute nel ruolo femminile, la parte attiva e la parte passiva siano state compresse dentro la figura di questa donna che aspetta quello che le riserva il domani.

FV Un’altra ragione di interesse della Cascata e’ la descrizione del rapporto tra Jane e sua cugina Lucy, la moglie di James. Crescono vicine come sorelle, non si confidano quasi nulla e riescono ad essere solidali e rivali al tempo stesso. E’ un ritratto molto realistico dei rapporti tra donne, non e’ vero?

MD La difficoltà nel rapporto tra donne e’ un soggetto che mi ha sempre interessato, credo di aver esplorato la rivalità tra sorelle, tra sorellastre, tra compagne di scuola, tra amiche intime gelose di un uomo, e credo di aver attintola storia di Jane e Lucy da diverse fonti, compreso la mia stessa esperienza, ma sono stata anche molto influenzata dal rapporto tra Maggie e Lucy nel Mulino sulla Floss, in cui le due donne sono innamorate dello stesso uomo. Mi pareva il modello classico del confronto tra donne.

FV Ma nella Cascata non c’e’ traccia dell’altruismo che George Eliot attribuiva alla sua eroina…

MD No, non c’è altruismo, ma d’altra parte credo che anche nel libro di George Eliot ci sia meno altruismo di quello che George Eliot credeva ci fosse. Mi pare che nel Novecento siamo diventati più scettici sui moventi della natura umana, ora guardiamo al suicidio nel Mulino sulla Floss come un’evasione da parte dell’autrice, siamo più onesti riguardo all’egoismo umano.

FV Ho letto su un giornale che in questi giorni lei e’ in Italia, per evitare lo scandalo suscitato in Inghilterra dal suo ultimo libro, un libro sulla sua famiglia. E’ cosi’?

MD (ride) Non è uno scandalo, non c’e’ scandalo, io sono qui per evitare che i giornalisti mi facciano domande sul mio libro e per evitare di leggere recensioni, voglio che tutto sia tranquillo quando tornerò a casa. Non si tratta di scandalo, voglio un periodo tranquillo, voglio parlare con italiani e non con inglesi.

FV Leggeremo presto questo libro in italiano?

MD Spero di sì, è uscito da qualche settimana e ho dato molte interviste in Inghilterra prima di partire, poi ho detto basta e sono scomparsa.

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