|
Intervista
a Janet Fitch
|
|
|
E'
uscito il primo romanzo di Janet Fitch, Janet Fitch, innanzi tutto vorrei dirle che Oleandro bianco e' uno dei piu' bei libri che abbia letto negli ultimi anni. E' un libro cosi' sincero, cosi' coinvolgente che il lettore non puo' fare a meno di chiedersi quanto ci sia di lei in Astrid, l'io narrante della vicenda. Il suo libro e' almeno in parte autobiografico? Be' io credo che la maggior parte dei romanzi sia autobiografica, ma in un senso che potrebbe essere spiegato solo dallo psichiatra dello scrittore. I fatti che si raccontano sono un prodotto dell'immaginazione, le emozioni sono vere. Ma perche' ha scelto di raccontare proprio questa storia se non era la sua storia? Be', quando ero piccola avevo un'amica che era in affido e sono sempre stata consapevole del fatto che a chiunque puo' succedere di perdere la famiglia e di finire tra estranei. Da bambina questo mi terrorizzava. Nel libro arrivata al punto in cui la madre della protagonista va in prigione ho pensato a cosa sarebbe successo alla ragazza e ho capito che sarebbe finita in affido. Ha fatto delle ricerche per poter scrivere questo libro? Si e' documentata sulla vita dei figli di carcerati? Si', non ho fatto delle ricerche preliminari, le ho fatte mentre scrivevo, in modo da verificare se cio' che buttavo giu' era credibile. Ho intervistato donne che erano state bambine in affido, non ho potuto parlare con bambini che sono in affido ora perche' il sistema li protegge. Ho disseminato foglietti per la citta' di Los Angeles con su scritto: siete state figlie affidatarie, volete raccontarmi le vostre storie? Diverse donne mi hanno telefonato per raccontarmi le loro storie, e' stato incredibile. La madre di Astrid, la poetessa dalla lingua tagliente, dalle terribili lettere, e' la negazione della maternita' intesa come accoglienza amorosa. Le e' capitato di conoscere artisti cosi' sordi alle esigenze degli altri come lei? Be' penso che in lei ci sia qualcosa di ognuna di noi, di ogni madre. Ad ogni madre piacerebbe poter disporre della sua vita tutta intera e credo che una parte di me rimpianga la perduta indipendenza anche se non mi comporterei mai cosi' con mia figlia. Scrivere e' per lo piu' prendere pezzi di se' e ricavarne personaggi a tutto tondo. Il personaggio di Ingrid e' ispirato a qualche poeta vivente? No, Ingrid l'ho presa da un libro giapponese del dodicesimo secolo. Shanagu, cosi si chiamava, era un'esteta, credeva nella bellezza, nell'idea della bellezza e mi sono chiesta cosa poteva succedere se si prendeva una persona del genere e la si metteva alla fine del ventesimo secolo, a Los Angeles, a fare un brutto lavoro e a vivere in un brutto appartamento. Cosi' sono arrivata a Ingrid. Mi pare che in questo libro ci siano soprattutto due temi. Il primo e' il rapporto madre/figlia, e di madre ce n'e' piu' di una in Oleandro bianco, madri affidatarie di ogni tipo, ognuna fondamentale nel processo di crescita della protagonista. Il secondo tema e', credo, la paura di perdere di vista le persone amate, una paura tipicamente americana. Era questo che voleva raccontare? E' cosi'. Credo che il modo in cui la societa' si e' frammentata fa si' che le persone si perdano tra di loro, perdiamo di continuo persone, i matrimoni finiscono, le famiglie si disperdono. Il punto e' se bisogna assumersi il rischio di amare qualcuno pur sapendo che e' probabile perderlo. Ingrid, la madre, decide che non vale la pena di amare, mentre Astrid la figlia decide che vale la pena farlo. I temi trattati in Oleandro bianco sono assolutamente realistici, ma sin dalla prima pagina si e' colpiti dallo stile intensamente metaforico. Quali sono i suoi scrittori di riferimento, quelli che considera i suoi maestri? Credo di aver cominciato con Edgar Allan Poe. Quando ero piccola mio fratello o miei genitori mi leggevano i suoi racconti spaventandomi a morte. Cosi' e' maturato in me il gusto per quel tipo di linguaggio. Piu' tardi per me ha contato Dostoevskij. Ho amato la drammaticita' di Dostoevskij, la passione e tutto cio' che accade nelle sue storie. Un altro dei miei autori e' Faulkner. Credo di amare lo stile letterario che tende al lirismo. Quando leggeremo un altro suo libro? Oh, ci metto un sacco di tempo a scrivere, sono cosi' lenta, ci vorranno anni... |