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Intervista
a Harold Pinter
Roma - Londra Ottobre 2000 di Gianfranco Capitta e Roberto Canziani |
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La
prima cosa che vorremmo dire ad Harold Pinter è buon compleanno.... No,
ho dato un taglio al cricket, continuo ancora a giocare a tennis...
Possiamo pensare di esserci sbarazzati almeno di qualcuno di questi
mali? Oggi il cinema e la televisione, e perfino il teatro e la letteratura, sono orientati verso il genere più commerciale. Pensi che ci sia ancora spazio per un una scrittura impegnata, per un teatro "civile"? Spero
ci sia, voglio convincermi che c'è. Se non ci fosse dovremmo
tutti suicidarci, e non è una cosa che io sono disposto a fare.
Dobbiamo continuare a combattere per ciò che è giusto.
Detto così sembra un luogo comune, ma per me significa davvero
qualcosa. Ci sono molti motivi per disperare, eppure mi rifiuto di disperare
completamente. Molte altre persone condividono questa posizione, in
tutto il mondo. Lo si è visto anche Harold, tu hai pronunciato l'orazione funebre in memoria di Sarah Kane. Cosa pensi di questo giovane talento di scrittrice che purtroppo non c'è più, e cosa pensi di tutta la generazione di scrittori trentenni, nuovi artisti che stavano intorno a Sarah Kane, come Mark Ravenhill, Martin Crimp, Jez Butterworth... Sarah
era una scrittrice di grande talento e personalità. E' stata
travolta dagli orrori del mondo, che alla fine l'hanno uccisa. Penso
che li trovasse insopportabili. L'ho conosciuta e mi piaceva molto.
L'hoammirata un sacco, ma era come... come una lumaca... - conoscete
le lumache voi in Italia? - E della sua generazione di scrittori che ci dici?
Hai parlato di "Celebration" che va in scena ora a Palermo, nel festival sul Novecento. Fuori della metafora teatrale, c'è qualcosa nel mondo, in questi anni, degno di celebrazione? Abbiamo pensato molto a te nelle scorse settimane in Argentina, dove è ancora forte la ferita civile, rappresentata da "Nunca màs", su cui tu hai molto scritto e lavorato politicamente. Cosa potremmo mai celebrare in questo mondo occidentale?
Ho intitolato il mio lavoro "Celebration" in senso ovviamente ironico.
Penso che si capisca. Qualcosa da celebrare? Sì, per il mio settantesimo
Ultima domanda privata per Harold Pinter. Cosa ti sarebbe piaciuto ricevere per questo compleanno, il tuo settantesimo compleanno...
Il più bel regalo? Cosa potrei dire... ho ricevuto molti regali
nella mia vita, ma il regalo che considero più prezioso è
quello di essere accanto alla mia famiglia e mia moglie, che mi sono
molto vicini, che sono molto |