|
|
|
|
Peter Stamm |
|
|
Peter Stamm: Credo che sia stato un viaggio fatto con la mia fidanzata di allora. Eravamo in un parco, io la guardai e non la riconobbi, ebbi la sensazione che fosse una persona diversa da quella che conoscevo. Forse fu la prima volta che compresi che ci facciamo un'immagine delle persone che conosciamo e questa immagine non esaurisce la realta' della persona. C'e' una differenza tra la persona e l'immagine che abbiamo di lei. F.V. Si puo' dire che la responsabilita' dello scrittore e' uno dei temi principali del libro? P.S. Non so se abbiamo una responsabilita'; una forma di responsabilita' c'e' per il fatto che scriviamo, ma spero che i libri vengano presi come un frutto dell'immaginazione. F.V. La storia d'amore che lei racconta nasce in una biblioteca. Non e' un caso, vero? P.S. No, tutta la relazione ha qualcosa qualcosa non di artificiale, ma di molto intellettuale. Agnes e' un'intellettuale, ha studiato fisica e credo che il problema del loro rapporto e' che si ferma troppo al cervello e non passa alle emozioni. F.V. Ecco, proprio questo volevo chiederle, perche' Agnes, che e' un personaggio misterioso, triste e affascinante, si occupa proprio di fisica? P.S. Volevo che fosse una persona molto realista. C'e' questo stereotipo secondo cui le donne sono emotive e gli uomini razionali, ma io credo che non sia vero. Volevo una donna che pensasse in modo razionale, chiaro, che non fosse romantica. F.V. Ma Agnes ha un rapporto molto romantico con i libri, racconta di immedesimarsi troppo con i personaggi, di soffrire quando finisce di leggere una storia. Quindi presenta aspetti contrastanti P.S. Si' certo, ma in quanto esperta di fisica vive in un altro mondo. Quando parlo con i fisici mi rendo conto che vivono in un mondo molto strano, vivono in una dimensione che nessuno puo' capire, perche' e' tutta loro. F.V. Un altro tema del libro e' il rapporto tra felicita' e letteratura. Lei crede che la felicita' non possa ispirare gli scrittori? P.S. Credo che sia molto difficile parlare di felicita' perche' non ha sviluppi, la tragedia e' qualcosa che succede, le cose vanno male, ma poi forse possono andare bene, la felicita' e' uno stato senza sviluppi per cui e' difficile descriverla. Ho sempre desiderato descrivere la felicita', ma non ci sono ancora riuscito. F.V. A questo proposito c'e' una scena del libro in cui i due vanno all'Art Institute di Chicago a cercare un quadro raffigurante la nebbia, il fumo o delle persone felici. Nella pittura la felicita' e' piu' afferrabile che nella narrativa? P.S. Si', forse e' piu' facile rappresentare la felicita' in un quadro piuttosto che in un libro, perche' un quadro non si muove. Forse e' possibile rappresentare una scena felice, ma un libro in cui ci sia solo la felicita' ? F.V.
Passiamo alla figura del narratore. E' un uomo vile.
E' terribile il modo in cui reagisce quando Agnes gli dice che e' incinta.
Non temeva di venir identificato con questo. P.S. Si', devo dire che i miei personaggi maschili sono persone molto deboli, hanno un brutto carattere, non so perche'. Ma credo che qui lui sia troppo calato nella storia che racconta, se la prende perche' la realta' interferisce con la sua storia, perche' non puo' piu' controllare quello che succede. Essendo uno scrittore, si sente un creatore della sua storia, ne vuole controllare ogni aspetto. Quando si accorge che Agnes ha una propria vita, che le possono succedere cose che lui non ha pianificato, lui si altera. F.V. Che cosa avete in comune voi due? P.S. Be', spero non molto, ma siccome anch'io sono uno scrittore, credo di desiderare anch'io di avere il controllo delle cose. E' una delle ragioni per cui scrivo, quella di ricreare un mondo in cui le cose vadano come voglio io. F.V. Lei crede che il suo personaggio ami il libro che sta scrivendo piu' di quanto non ami Agnes? P.S. Credo che sia difficile dirlo, non sono cose allo stesso livello, non e' che lui ami il libro quanto Agnes. Ma forse a un certo punto il libro diventa piu' importante per lui, diventa piu' importante finirlo che avere un buon rapporto con Agnes. Non credo che ami il libro piu' di Agnes, credo che la ami anche se in un modo malato. F.V. C'e' un particolare che mi e' rimasto oscuro: quanti anni ha il suo protagonista? Agnes ha ventisei anni e lui le dice in tono scherzoso che potrebbe essere suo padre, ma il suo comportamento non e' da uomo maturo e la quarta di copertina definisce il il libro "una storia d'amore tra giovani Werther del Duemila" P.S. Si', volevo lasciare aperta la questione, volevo che chiunque potesse identificarsi con lui. Ci sono due punti in cui lui dice qualcosa sulla sua eta', io l'ho immaginato tra i trentacinque e i quarantacinque anni. Per me lui aveva la mia eta' , cioe' trentasette anni, ma un uomo piu' anziano puo' vederlo come un cinquantenne e persone piu' giovani possono considerarlo un trentenne, volevo che i lettori potessero crearsi il loro personaggio. F.V. Un'ultima domanda sugli scrittori su cui si e' formato. Ci sono dei nomi che sente piu' vicini a se', che l'hanno aiutata a scoprirsi scrittore? P.S. Forse i due scrittori che hanno contato di piu' per me sono stati Ernest Hemingwy e Cesare Pavese, ma poi ci sono gli scrittori letti da ragazzo. Credo che la relazione con la letteratura cominci molto presto, per esempio uno dei primi scrittori che ho letto e' stato Edgar Allan Poe, anche se non mi piace piu', e' stato molto importante per me, ma venticinque anni fa. |
|
|
Vedi
anche: |
|