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Intervista
a Abraham Yehoshua
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Abraham
Yehoshua e' molto noto al pubblico italiano e molto amato per i suoi
romanzi da L'amante a Cinque stagioni, a Naturalmente il giudizio non e' univoco. Ci sono dei racconti che ho scritto molto tempo fa, quando ero giovane, a venti, ventuno, ventidue anni, e ci sono storie che ho scritto nel secondo stadio della mia carriera, quando ero piu' maturo. All'epoca ero uno scrittore molto lento e ho scritto il mio primo romanzo solo a quarant'anni.
A
proposito di modelli letterari lei ha fatto i nomi di Camus, Kafka e
Agnon come ispiratori della sua narrativa, soprattutto agli esordi.
No,
ho letto Buzzati solo dopo e sono rimasto stupefatto nel vedere la somiglianza
tra i miei primi racconti e quelli di Buzzati. Cio' fa capire che esistono
tendenze generali che superano i confini nazionali. C'e' quello che
chiamerei lo spirito di un periodo, di una generazione. Mi
pare che i temi principali di questa raccolta possano riassumersi in
tre parole: stanchezza, crudelta' e solitudine. L'umorismo, se c'e',
e' un umorismo nero. Si'
la solitudine e' importante, ma la solitudine e' un tema molto comune
tra i giovani scrittori. Quando uno scrittore e' giovane si compiace
della solitudine. Solo quando si hanno una famiglia e una rete di amicizie
consolidate si capisce che per essere tristi o profondi non e' necessario
descrivere solo situazione di solitudine. Ma la storia del treno che viene fatto deragliare tanto per movimentare le giornate di un gruppo di paesani non ha niente da invidiare alla letteratura pulp dei nostri giorni... Si',
ma quello era un racconto dell'assurdo, c'era il tentativo di ribaltare
una situazione data. In quel racconto non c'e' la crudelta' per il gusto
della crudelta', ma una specie di sfida alla morale consolidata e in
un certo senso se paragonata con la crudeltà che c'e' ora nel
cinema, nel teatro, mi pare molto blanda. I
personaggi intellettuali dei suoi racconti e dei suoi romanzi sono spesso
in crisi di ispirazione, sono descritti nel momento in cui non riescono
a concentrarsi sul loro lavoro. Credo
che siano piu' esercitazioni che situazioni reali. Ogni scrittore ha
paura di rimanere a corto di ispirazione; uno scrittore non conosce
le fonti della sua ispirazione, come viene questa puo' andarsene, puo'
sparire. Abraham
Yehoshua lei insegna ancora all'universita'? Ho
insegnato a lungo all'universita' di Haifa ma non sono un ricercatore,
mi occupo solo di scrittura. Non mi viene richiesto lavoro di ricerca
all'universita. Insegno ancora e mi piace abbastanza insegnare anche
se negli ultimi tempi comincio a risentire di una certa stanchezza. Quindi lei crede che la scrittura possa in qualche modo essere insegnata? Non
insegno a scrivere dall'inizio, ma cerco di dare una visione dall'interno
del mestiere letterario. Non insegno scrittura creativa, lavoro con
studenti di letteratura e faccio soprattutto lavoro di interpretazione,
questo e' il mio ruolo all'universita', fare interpretazione. Attraverso
l'interpretazione credo che chi vuol fare lo scrittore possa capire
molto. |
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