Morton Feldman incontra Samuel Beckett nel '76 allo Schiller Theater di Berlino, dove si svolgevano le prove dei Dramticules Passi e Quella volta. Un episodio diventato celebre per la proverbiale asciuttezza con cui il drammaturgo irlandese liquida il compositore americano che sollecitava la sua collaborazione: "Non mi va che le mie parole siano messe in musica". Eppure, da quell'incontro nascerà Neither, un lavoro per soprano e orchestra con le 87 parole distillate da Beckett che diventano un pezzo lungo un'ora. C'è chi dice che con Neither il musicista dell'espressionismo astratto, collaboratore di Philip Guston e parte di una cerchia di artisti che comprendeva Jackson Pollock e Mark Rothko, sia approdato alla scrittura di un'opera, o meglio, di un art song. E per alcuni l'"afasia" di Beckett viene avvalorata dalla musica "immobile" di Feldman, fatta di impercettibili modificazioni di frammenti melodici o armonici ripetuti, che sul silenzio e con il silenzio lavora. A Neither succederà Words and Music, scritto su sollecitazione dello stesso Beckett che, dopo l'incontro del '76, avrà occasione di apprezzare un pezzo per orchestra di Feldman trasmesso dalla BBC. L'ultimo lavoro del compositore americano sarà un lungo pezzo dedicato all'amico, For Samuel Beckett. All'interpretazione del dinamico ensemble di Colonia Musikfabrik si accompagna la regia di Achim Freyer, tra i maggiori registi di teatro musicale, fra cui si contano opere di Philip Glass, Lachenmann, Schnebel, Sciarrino, Francesconi.