Breve ciclo dedicato, come dice il titolo, all'ultimo Mozart e curata da Ernesto Napolitano docente di Storia della musica presso il Dams dell'Università di Torino, che ha pubblicato, tra gli altri, saggi sulla musica contemporanea, insieme a Renato Musto Una favola per la ragione. Miti e storia nel Flauto magico e Mozart. Verso il Requiem. Frammenti di felicità e di morte.
Saranno quattro conversazioni sull'ultimo anno di vita di Mozart, un po' come una goccia in un mare, ma potranno servire almeno a illuminare qualche aspetto dell'ultimo Mozart.
La prima (in onda questa sera, 4 dicembre) verte sulla straordinaria varietà di composizioni del 1791, dopo la grande crisi dell'anno precedente, il meno produttivo della sua vicenda creativa. Composizioni di grande impegno, come il Flauto Magico, la Clemenza di Tito, il Requiem incompiuto, insieme a lavori di modestissima destinazione, ma soprattutto un insieme di pagine per le quali è difficile individuare una cifra unitaria. Come esempi di queste "separazioni", si ascolteranno esempi tratti dalla Fantasia in fa minore per organo meccanico K608 e dall'Adagio e Rondò con Glassharmonica K617.
La seconda conversazione, che va in onda il 5 dicembre, si occupa naturalmente del Requiem, e vuole sottolinearne l'aspetto di opera incompiuta. Il Requiem come il "non finito di Mozart", la cui incompiutezza va in qualche modo difesa dalle esecuzioni che tendono a restituirlo come un lavoro compatto e monumentale; ma anche come un'opera che, con la sua invadenza espressiva, turba un'immagine tradizionale di Mozart. Si ascolteranno un brano tratto da una singolare e impressionante esecuzione, diretta da Christoph Spering, senza strumentazione (il torso, con le parti del coro, il basso e il poco che Mozart aveva annotato dell'orchestra), e un brano da quella diretta da Bernstein.
Dopo il Requiem, il Flauto magico, anche per rispettare la singolare coincidenza che si compie nell'ultimo anno: le due narrazioni parallele, sulla morte e sulla felicità, messe una accanto all'altro. Il Flauto magico considerato in corrispondenza al genere letterario del Romanzo di formazione, ma anche come l'ultima manifestazione dell'aspirazione mozartiana alla felicità. Gli ascolti vengono questa volta dall'edizione dell'opera diretta da Klemperer, forse ancora oggi, la più bella che sia mai stata registrata.
Infine, per la quarta e ultima conversazione, ci allontanaremo, in parte, dal tema dell'ultimo anno, per un breve excursus sul mito di Mozart, e in particolare sulle versioni che ne hanno dato due fra i più grandi teologi del Novecento: il teologo protestante Karl Barth e il cattolico Hans Urs von Balthasar, corredandolo di un ascolto dell'Ave Verum, com'era naturale, e ancora dal Flauto magico.