A più di venticinque anni dalla sua scomparsa, Glenn Gould rimane uno dei più carismatici e discussi artisti del Novecento e Conversazioni con Glenn Gould è uno dei libri fondamentali per capirne la figura dietro la maschera. Il libro deriva da due lunghe interviste concesse nel 1974 da Gould allo scrittore, poeta e critico musicale Jonathan Cott per la rivista americana "Rolling Stone". Nonostante la sua leggendaria ritrosia nei confronti delle interviste, in queste pagine Gould si racconta, discute e scherza con una franchezza e un'immediatezza che non si ritrova in nessun altro testo, forse neppure nei suoi stessi scritti, normalmente più controllati e artefatti. I temi, trattati con uno stile di conversazione che trabocca di ironia e intelligenza, sono quelli centrali alla sua ricerca estetica: la registrazione come arte, il rapporto con i grandi compositori del passato, la musica contemporanea, la curiosità nei confronti delle "altre" musiche, dal rock alla musica etnica. Oltre a questi argomenti, Gould parla del suo passato, dei suoi maestri, della difficoltà di confrontarsi quotidianamente con il personaggio eccentrico ed esibizionista che già allora la stampa gli aveva cucito intorno.