ascolta
-
Cordiali!
D Professore! Che ci fate lei e Guntz sulla bicicletta?
K E cantano! E fanno le acrobazie! Che spettacolo è?
D Che è 'sta roba? La stangata?
K Sì, Guntz fa Paul Newman…
- Il cardinale Newman, vuole dire? Voilà, eccoci qua. No,
in realtà il nostro immaginario oggi è leggermente
più tardo. Siamo in quel mondo italiano anni '40 e '50, quando
la bici prevaleva sull'auto, la gente la domenica andava ancora
a Messa - in bici - e cantava in continuazione, come direbbe Gigliola
Cinquetti. […] Che dite, cadiamo nella solita idealizzazione
del passato? Ma avete presente quanti festival di canzoni si organizzavano
dopo la guerra, in Italia? Ogni paesino ne aveva uno. E la bici?
Le Legnano con i primi freni a cavo, senza bacchette? Le Bianchi
e il Giro d'Italia? Fausto Coppi più importante di Biscardi?
Gl'italiani pedalavano e cantavano. Non so se avete presente Fausto
Coppi ospite al Canzoniere.
K Va beh, è chiaro, pedali, e siccome non sai dove mettere
l'autoradio, ti metti a cantare
D Sei anche più padrone dello spazio aperto, in bici, e ti
viene voglia di occuparlo sonoramente
- Sì, d'accordo. Ma c'è qualche forte legame più
nascosto, tra la bici e le canzoni. Una cosa tipo "i sax spingevano
a fondo come ciclisti gregari in fuga…", o "quegli
occhi allegri da italiano in gita..". E che dire dei Kraftwerk?
Che sono diventati matti - è il caso di dirlo - per il Tour
de France? E i Ladri di biciclette? C'è qualcosa sotto, qualcosa
che stays behind, come direbbe Oliver Stone. […] Questa cosa
del ciclo e del biciclo, ad esempio: sembra una sorta di coazione
a ripetere, come direbbero Nietzsche e Freud. E infatti questo girare
del ciclo, delle ruote, delle pedivelle, si ripete nell'unico movimento
che un ciclista concepisca: nel farsi un giro, o il Giro, il Tour,
la Grande Boucle, il grande anello del Tour de France. Che poi la
boucle è anche il loop, la ripetizione di un motivo, come
facciamo sotto la doccia - e lei Cappa ne sa qualcosa, di queste
successioni ritmiche… Andare in bici è tenere un ritmo,
e poi ritornare come un ritornello, conchiudere una corsa in linea
in un cerchio, un giro, curvare la successione del tempo in una
canzone.
KD Insomma, si potrebbe dire che cantare è come farsi un
giro, guardarsi intorno e prendersi una pausa rispetto agli eventi
pressanti che si succedono..
- Sì, così. Cantare è un giro. Un Cantagiro.
Un ciclo che circoscrive un luogo e lo definisce, come se fosse
un recinto che racchiude e delimita un territorio, il nostro territorio.
Siamo su un terreno tipicamente italiano, alla Claudio Villa. È
il recinto italiano, è quanto circoscrive e custodisce lo
spirito italiano, come le mura del tempio custodiscono il Significato
- come direbbe Hegel. E il tempio è il teatro in cui si mette
in scena il meglio, l'ariston, come direbbe Pericle, e
dentro viene esposta la statua del Santo Patrono - la star. Il recinto
allude simbolicamente a qualcosa che avviene là dentro, con
tutto l'effetto VIP assicurato. La statua in movimento della star
è la classica coincidenza ideale dei significati più
alti in un corpo di norma ben dotato. Ma la statua della star viene
interiorizzata, per così dire, dalla comunità degli
italiani, che non hanno più bisogno di un ideale incarnato
in un altro, e se ne appropriano cantando. E usano un mucchio di
vocali - questi suoni così italiani, AAEEIIOOUU, che esprimono
i sentimenti. E il sentimento, come si diceva, unifica. È
l'Italia che non solo ascolta, ma sente, e non sente ragioni. Forza
It… Ehm, W Bartali! […]W Verdi!
KD W Verdi?
- Come nel Risorgimento…Poi visto che si cantava…Va
beh, W le donne! Quando si dice "Cantare e portare la croce".
Anche loro marcano il loro territorio. È vero Guntz? Ma andare
in bici è una croce? La croce è andare in bici?
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