La terra, il sottosuolo, le acque, le foreste, le officine, le fabbriche, le miniere, le cave, i trasporti - per ferrovia, per via d'acqua e per via aerea - le banche, i mezzi di comunicazione, le grandi imprese agricole organizzate dallo Stato, nonché le imprese comunali e il complesso fondamentale delle abitazioni nelle città e nei centri industriali, sono proprietà dello Stato, cioè patrimonio di tutto il popolo. Quello che era un punto fondamentale della Costituzione dell'Unione Sovietica ormai e' solo un ricordo. La nuova Russia, quella degli oligarchi, e' sorta sulle ceneri di quella vecchia, e a pagarne il prezzo, come sempre, e' stato il popolo. Antonella Ferrera, insieme a Carlo Benedetti, corrispondente per molti anni da Mosca per L'Unita' e Liberazione, scava nella storia recente della Russia per capire come e perche', in pochi anni, pochi eletti si sono trovati nelle tasche miliardi di rubli.
Si consiglia la lettura del libro di Carlo Benedetti "L'Armata Rossa dei nuovi ricchi. Potere e affari a Mosca", edito da Datanews.