|
Un
classico "ad alta voce"
sulle frequenze di Radio3: una
lettura di dodici tra i più
celebri romanzi della letteratura
mondiale, uno al mese, accompagnata
dalla grande musica di Radio3

DI LEV TOLSTOJ
***
UNA
LETTURA DI SANDRO
LOMBARDI
MUSICATA DA PAOLO
TERNI
TRADUZIONE DI ENRICHETTA
CARAFA D’ANDRIA
EDIZIONI EINAUDI
A CURA DI
LAURA PALMIERI
***
La
lettura estiva di Radio3 sarà
Guerra e pace di
Lev Tolstoj.
AD ALTA VOCE,
proseguendo il suo viaggio tra
i grandi classici della letteratura,
ne propone uno dei capolavori
indiscussi, affidandolo alla
voce di SANDRO LOMBARDI
e alle scelte musicali di PAOLO
TERNI.
Ogni
mattina alle 9.30,
dal lunedì al
venerdì, a partire
dal 7 luglio fino al
29 agosto, nell’arco
di 40 puntate, si snoderanno
le vicende storiche e private
dei protagonisti di quello che
e’ considerato il romanzo
storico per eccellenza.
Scritto tra il 1862 e il 1869,
quando il Principe Lev Nikolaevic
Tolstoj ha 35, Guerra e
pace descrive, in un arco
di tempo che va dal 1805 al
1920, la Russia pacifica e mondana,
e quella politica durante la
guerra contro Napoleone, attraverso
due grandi famiglie, quella
dei Rostov e quella dei Bolkonskij,
le cui vicende si intrecciano
e si sovrappongono a quelle
di un altro grande protagonista
del romanzo, Pierre Bezuchov.
Tolstoj, rivolgendosi ad avvenimenti
di cinquant'anni prima, scrive
un romanzo coscientemente storico,
che sceglie uno dei momenti
gloriosi della storia russa
recente e lo rilegge alla luce
di una profonda visione delle
vicende umane. In Guerra e pace
la visione della storia vive
nelle vite degli individui.
La guerra è la situazione
in cui il carattere paradossale
dell'esistenza umana si manifesta
pienamente. Per questo in tempi
di guerra e in tempi di pace
l'opera di Tolstoj è
molto più di un romanzo.
***
Ascolta
le puntate:
***
GUERRA E PACE IN
1 CARTELLA!
La
prima parte del romanzo Guerra
e pace fu completata
da Tolstoj nel 1863, l'ultima
nel 1869. Sette anni di lavoro.
Partito dal progetto di narrare
la rivolta dei decrabisti del
1825, spostò poi il suo
interesse sul periodo 1803-1813,
dove secondo Tolstoj si erano
condensati i problemi sociali
e politici dei decenni successivi.
Il romanzo è delimitato
da due date: il 1805 anno della
prima sfortunata campagna contro
Napoléon, chiusa dalla
sconfitta di Austerlitz, e il
1812 anno della travolgente
guerra patria che vide insorgere
tutto il popolo russo in difesa
della propria terra. Sullo sfondo
delle due campagne si intrecciano
le vicende dei membri di due
famiglie dell'alta nobiltà,
i Bolkonskij e i Rostov, portatori
di valori genuini, contrapposti
al corrotto clan dei Kuragin,
depravati e disonesti. Tre i
protagonisti: Natascia Rostova,
creatura forte e purissima,
di straordi naria poesia, simbolo
dell' «armonia del mondo»
che l'autore inseguiva. Accanto
a lei due figure maschili di
grande moralità: il principe
Andrej Bolkonskij che, in polemica
con la fatua società
pietroburghese, affronta l'esperienza
della guerra, la prigionia,
l'infelice amore per Natascia,
raggiungendo con la morte una
pu rificazione spirituale nella
fede cristiana. E Pierre Bezuchov,
attratto inizialmente dai falsi
valori impersonati dalla bella
e vanitosa Hélène
Kuragina, ma in realtà
dominato da una profonda, ansiosa
ricerca spirituale che culmina
con l'incontro con il soldato-contadino
Platon Karataev, l'uomo giusto
per eccellenza, simbolo dell'incontaminata
purezza del popolo russo. E'
da Platon Karateav che Pierre
assorbe il messaggio di fede,
fatto non di riti o parole ma
di partecipazione profonda e
autentica alla sof ferenza,
all'esistenza collettiva. L'opera
si apre con un quadro dell'alta
società di Mosca nel
1805, alla vigilia della guerra
contro Napoléon. In mezzo
a una folla mondana, preoccupata
da intrighi personali, emergono
alcuni personaggi inquieti:
Pierre Bezuchov goffo e sensibile,
appena tornato dall'estero dove
l'ha mandato a istruirsi il
padre naturale, il vecchio principe
Bezuchov. Il suo amico è
il principe Andrej Bolkonskij,
sarcastico orgoglioso intelligente,
già deluso del suo recente
matrimonio con l'infantile Lisa.
I giovanissimi ragazzi Rostov,
cioè Vera, Nikolaj, Petja,
e soprattutto la gaia appassionata
tenera Natascia. Molto diversi
dalla loro compassata e fredda
sorella maggiore, i tre fratelli
le preferiscono la cuginetta
Sonja che vive con loro e ama
Nikolaj. Alla vita moscovi ta
è contrapposta la vita
in campagna, osservata dalla
casa dei Bolkonskij, a Lysye
Gory. Qui vivono in volontario
esilio il vecchio e dispotico
padre di Andrej che esercita
il suo potere sulla figlia Marja,
dolcissima e profondamente religiosa,
e su tutti gli abitanti della
casa: il vecchio cameriere Tichon,
Madame Bourienne dama di compagnia
di Marja, l'intendente Alpatyc,
l'archi- tetto Michail Ivanovic
ammesso per capriccio alla sua
tavola. La guerra arriva, turbando
quel mondo. Le battaglie si
susseguono. A Napoleone che
prepara piani secondo la logica
bellica, si oppone Kutuzov,
comandante delle armate russe,
che preferisce adattare la sua
strategia al mutare delle circostanze,
passando a volte, agli occhi
dei brillanti ufficiali, per
debole. Andrej arruolato si,
dimentica le vicende personali
cercando un significato alla
tempesta che lo trascina insieme
a tanti. Pierre rimasto a Mosca
è diventato ricco alla
morte del padre che lo ha nominato
suo erede universale, e il bel
mondo gli ha scoperto improvvisamente
brillanti qualità. Il
principe Vasilij Kuragin con
abili intrighi riesce a fargli
sposare la figlia Hélène,
bellissima presuntuosa e corrotta.
Scoperte le infedeltà
della moglie, Pierre si batte
con il rivale Dolochov, si separa
da Hélène, crede
di trovare sollievo alla profonda
inquietudine nella massoneria,
progettando l'emancipazione
dei servi. Andrej è ferito
a Austerlitz, torna in licenza
a Lysye Gory. La sera stessa
la moglie muore dando alla luce
un bambino. L'enigma di quella
morte lo restituisce a un'angosciosa
insoddisfazione, finché
non incontra a un ballo Natascia
di cui si innamora profondamente.
Natascia accetta di sposarlo
ma le nozze sono differite per
l'opposizione del padre di Andrej.
Questo ritardo offende e turba
Natascia: mentre Andrej è
in viag gio, si lascia affascinare
dal vanitoso e bello Anatolij
Kuragin, fratello di Hélène.
Fallito il progetto di venir
rapita da lui grazie all'intervento
di una energica zia, Marja Dmitrevna;
rotto il fidanzamento con Andrej,
Natascia è come spenta.
Andrej è ferito gravemente
a Borodino, ritrova Anatolij
in infermeria appena amputato
di una gamba. Cade il suo rancore
per lui e per Nata scia. La
ritrova, tenera seria e innamorata,
mentre lo trasporta no morente,
durante la ritirata che precede
l'incendio di Mosca. Andrej
muore rappacificato con sé
stesso, assistito da Natascia
e da Marja, fuggita da Lysye
Gory di fronte all'avanzare
delle truppe, dopo la morte
del padre. Vedovo dopo la morte
misteriosa di Hélène,
Pierre è rimasto a Mosca
con il vago progetto di ucci-
dere Napoleone. Fatto prigioniero
dai francesi, incontra tra gli
altri prigionieri l'uomo che
gli indica la via spirituale
da se guire: il sorridente,
paziente, pio soldato- contadino
Platon Karataev. La vita dei
Rostov ha subito mutamenti:
Vera ha sposato Borìs
Berg, Petja è morto appena
arruolato, ed è finito
l'idillio tra Sonja e Nikolaj.
Alla fine della guerra Pierre
rivede Natascia a Mosca. L'ama
da tempo ma esita a dichiararsi.
Natascia ac cetterà con
gioia di sposarlo. Si uniscono
infine anche Nikolaj e Marja
che l'amava da quando l'aveva
salvata da un ammutinamento
dei contadini a Lysye Gory durante
la guerra. Le nuove famiglie
sono mostrate nell'epilogo nel
1820: i protagonisti sono invecchiati.
Natascia assorbita nei suoi
compiti di moglie e madre ha
perso molto del fascino poetico
di un tempo. Marja e Pierre
sono i personaggi spiritualmente
più forti. Simbolo delle
generazioni future, fa una breve
e significativa apparizione
Nikolen'ka, il figlio del principe
Andrej. Nel romanzo, Tolstoj
condensò il suo pensiero
sulla storia, fatta non dai
grandi condottieri ma dalla
volontà delle masse,
dal loro slancio e dalle loro
segrete convinzioni, di cui
i capi sono solo interpreti
più (Kutuzov) o meno
(Napoléon) attenti.
|