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L’automobile
è senza ombra di dubbio l’oggetto
tecnologico che più ha caratterizzato
l’intero XX secolo, dalle sue origini
sino ad oggi, e non per nulla essa è
diventata “la macchina” per
eccellenza.
In questa trasmissione, che assume la struttura
di un Abbecedario, dove ogni puntata
è dedicata a una lettera dell’alfabeto,
a partire dalla B sino alla Z, attraverso
una serie di parole, che sono al tempo stesso
chiave e pretesto, l’automobile diventa
così il grimaldello per entrare nella
nostra società, che non è
soltanto tecnologia, ma anche poesia, banalità,
politica: in poche parole, tutto.
La trasmissione, è ideata e condotta
da Vittorio Marchis, storico e critico della
tecnica, docente al Politecnico di Torino
dove dirige il Centro di Documentazione
Storica dell’Ateneo. Corredata da
interviste, documenti storici originali,
citazioni cinematografiche e musicali, la
prima puntata prende l’avvio dalla
lettera B: dalla biella alla bicicletta,
dalla bellezza alla benzina
sino alle burle e alla Biennale
di Monza: non solo automobili, certamente
non solo particolari tecnici, i quali peraltro
saranno quasi del tutto assenti. In questa
prima puntata, come in tutte le altre, farà
capolino il cinema, la musica e anche un
po’ di letteratura (Carlo Collodi,
Giovanni Testori, Italo Calvino, Pier Paolo
Pasolini e Alessandro Baricco, tanto per
incominciare, ma non spaventiamoci…),
e soprattutto tante piccole storie: non
la Storia con la esse maiuscola, ma tanti
piccoli racconti, che si dipanano intorno
a fatti importanti, ma anche agli oggetti
più banali, parlando di uomini e
di cose, che, come le nostre “macchine”,
tanto condizionano questa nostra “civiltà”.
Puntata dopo puntata, lettera dopo lettera,
come sui tabelloni affissi alle pareti di
un’aula di una scuola elementare,
faranno capolino segni e di-segni (per quanto
può essere possibile farlo alla radio)
che costituiranno le tessere di un mosaico,
o piuttosto di un collage, da cui l’immagine
che ne scaturirà non sarà
necessariamente quella del documento originale.
Giocando sulle parole e sulle cose, scherzando
sulle loro storie, si spera così
di poter prendere coscienza di quel mondo
della tecnica che tanto sembra lontano dalla
quotidianità, che troppo spesso è
confinato nelle stanze dei tecnici e degli
ingegneri, ma che invece – lo ha anche
recentemente riaffermato Hans Magnus Enzensberger
nei suoi Elisir della scienza –
è sempre più uno stimolo per
la creatività e per la fantasia.
Viviamo in un mondo di macchine e troppo
spesso si dimentica che le radici della
poesia stanno in quel verbo greco poiein,
che vuol dire “modellare la creta”:
un atto tecnico che è alle origini
della storia, ma che è anche il verbo
della creazione del mondo.
Un’ultima (o prima) domanda potrebbe
a questo punto saltare fuori: perché
dalla B alla Z? A come automobile? Di automobili
si parla in tutte le puntate, ma forse vi
sono anche altre ragioni…
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…dalla
a alla B
L’Abbecedario
fu per Pinocchio una delle cose essenziali
per entrare in un mondo a lui ancora sconosciuto;
anche per noi, lo speriamo, questo abbbicì
sarà un pretesto per conoscere il
mondo contemporaneo che proprio nell’automobile,
nella “macchina” ha identificato
gran parte del proprio sviluppo economico
e culturale, delle proprie speranze e dei
propri sogni, ma anche dei propri guai e
delle proprie frustrazioni. La lettera “a”
di Automobile, manca nel nostro alfabeto,
ma è onnipresente, e poi... come
fare entrare le ventuno lettere del nostro
alfabeto in venti puntate?
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