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IL TERZO ANELLO

"Occasioni"

> dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 15.00
regia di Elena Buia - in redazione Fabiana Carobolante e Diego Marras

>> Ascolta le letture di Occasioni


Le voci dei poeti inaugurano il nuovo anno di Radio3: "Occasioni" è il programma ideato da Andrea Cortellessa in onda dal 6 al 31 gennaio dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 15.00.
Ispirandosi al titolo di una delle più belle raccolte di poesia italiana del Novecento ("Le Occasioni" di Eugenio Montale), il programma ospiterà incontri virtuali tra generazioni di poeti, dialoghi tra le voci del passato tratte dallo straordinario patrimonio dell'Archivio Rai e quelle vive e presenti dei contemporanei. In una conversazione solo apparentemente impossibile, tra letture di poesie e digressioni letterarie, ogni giorno un "figlio" commenterà la voce di un "padre", magari attraverso la lettura di altri versi, oppure riprendendone i termini del discorso, se di poetica si tratta. Così, solo per citare gli incontri delle prime tre puntate, lunedì 6 gennaio Andrea Zanzotto sarà con Giuseppe Ungaretti, martedì 7 Valentino Zeichen con Aldo Palazzeschi, e mercoledì 8 Giovanni Raboni con Umberto Saba.
Occasioni di incontro anche per il grande pubblico, che potrà riascoltare i protagonisti della letteratura del Novecento, come Quasimodo, Caproni, Bertolucci, Fortini, Pasolini, Bellezza, Montale, scoprendone - attraverso la voce - tutto l'umano mondo: scrive Cortellessa che "È bello che questo incontro attraverso il tempo avvenga tramite la voce. Ogni poeta - sia o meno un grande performer dei versi proprî e altrui - è infatti prima di tutto una voce. È dalla voce, infatti, che ognuno riconosce i suoi."

 


"Occasioni"

di Andrea Cortellessa


Da quando Baudelaire ha proclamato che è il nuovo il campo dell'artista, il secolo che abbiamo appena lasciato è stato lacerato dalla contrapposizione fra innovazione e conservazione, ciascuna sotto un vessillo-feticcio: avanguardia e tradizione. Come se chi si proponesse programmaticamente quale precursore non sapesse di dover inventare per prima cosa il proprio passato. È stato negli ultimi decenni del secolo che si è capito come ogni tradizione la si inventa. In letteratura ci sono artisti che queste cose le sanno da sempre. Sono i poeti: che da sempre usano un linguaggio che è stato parlato, detto, scritto e declamato un milione di volte, in passato, prima di loro: scommettendo che esso suoni nuovo ogni volta.
I poeti amano ragionare in termini di generazioni e di eredità. Di paternità incombenti e ribellioni inconsulte, di riabbracci e congedi mai definitivi. Ogni poeta riconosce una quantità di maestri ma in cuor suo sa di avere un "padre": col quale i rapporti possono essere più o meno conflittuali. Occasioni vuole procacciare incontri pubblici attraverso le generazioni. Cinque giorni alla settimana faremo ascoltare una registrazione, estratta dal grande archivio RAI, a un poeta di oggi; e gli chiederemo di dialogare con quel fantasma. Il nostro interlocutore sceglierà se interpretarlo, quel maestro del passato, leggendo propri versi, magari a lui dedicati; o se commentare l'ascolto riallacciandosi a una discussione che risale, magari, a mezzo secolo fa. Come se la battuta fosse stata offerta un istante prima.
In questo modo ci si propone di dare all'"evento voce" la sua performance per eccellenza, quella della voce vivente della poesia, riaccostare il pubblico non specialistico ai protagonisti della letteratura del Novecento, che la fruizione scolastica "raggela" mentre l'ascolto diretto consente di conoscere anche nei propri tic, nelle proprie idiosincrasie - "da vicino", insomma -; promuovere cultura nel modo che riteniamo più valido: legando indissolubilmente passato a presente. E, nella fattispecie, contribuendo all'esplorazione e alla valorizzazione del ricchissimo archivio RAI, ma anche "commissionando" ad artisti verbali di oggi performances che riattivino il dialogo tra passato e presente, fra tradizione e innovazione.
Diceva Goethe che ogni poesia è, in un certo senso, poesia d'occasione. E il maggior poeta italiano del Novecento ha intitolato Le occasioni il suo libro più bello. Non c'è motivo di negare che se durante le nostre conversazioni si produrrà anche solo una scintilla saremo grandemente fieri di poter essere annoverati, a nostra volta, come occasioni di poesia.
È bello che questo incontro attraverso il tempo avvenga tramite la voce. Ogni poeta - sia o meno un grande performer dei versi proprî e altrui - è infatti prima di tutto una voce. È dalla voce, infatti, che ognuno riconosce i suoi.

 


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