di Enrico Lantelme, Alberto Gedda
e Gianni Galli.
Al microfono: Ermanno Anfossi
Regia di Enrico Lantelme.
Con
la cortese partecipazione e la consulenza
scientifica di:
Dario Anghilante
(dizione occitana)
Sergio Arneodo (letteratura mistraliana)
Sergio Berardo (etnomusicologia)
Luciana Borghi Cedrini (filologia e letteratura
trobadorica)
Giampiero Boschero (etnostoria)
Franc Bronzat (linguistica)
Ines Cavalcanti (storia politica occitana)
Walter Eynard (enogastronomia)
Franco Lucà (etnomusicologia)
Maurizio Giraudo (prospettive musicali)
Dino Matteodo (storia occitana)
Alex Rapa (composizione e arrangiamenti
musicali)
Jean-Louis Sappè (culture materiali
e tradizioni d’OC)
Teresa Totino (comunicazione e cultura occitana)
Tullio Telmon (linguistica e dialettologia)
Fredo Valla (storia e prospettive politiche
occitane).
Il
paese che vogliamo raccontare non è
una favola antica, eppure non ha confini tracciati;
non vive nei miti però il suo spirito
nasce dai versi di una comunità di
antichi poeti che hanno fatto della fantasia
la loro ragione di vita; questo paese non
ha avuto re, presidenti, divise o municipi
ma vive nelle canzoni, nella luce dei suoi
paesaggi, nella lingua di chi lo abita; questo
paese non rilascia passaporti eppure ha un
nome, Occitania, parola che sembrava sconosciuta
fino a qualche decennio fa eppure era già
stata scritta fin dal 1290.