“A
partire dal secolo XI e per tutto il Medioevo la città di
Santiago de Compostela (San Giacomo di Compostela) in Spagna, fu
meta come lo è ancora oggi di un importantissimo pellegrinaggio.
Ogni anno più di cinquecentomila pellegrini si mettevano
in viaggio a piedi. Essi partivano da tutti i paesi d’Europa,
si recavano in Spagna a venerare il sepolcro dell’apostolo
San Giacomo. Verso la fine del secolo XVI, quando le discordie religiose
cominciarono a rendere difficile il pellegrinaggio il vescovo di
Santiago fece nascondere i resti dell’apostolo per proteggerli.
Essi furono ritrovati per caso soltanto alla fine del XIX secolo.
Il papato esitò per qualche tempo prima di riconoscerli come
autentici.
Nel IX secolo d.C. secondo una leggenda, fu una stella ad indicare
a dei pastori il luogo dove si trovava il corpo di San Giacomo.
Questa fu l’origine del nome di Compostela: Campus Stella,
il luogo della stella. Nella maggior parte dei paesi occidentali
la Via Lattea si chiama anche la strada di San Giacomo”
Luis Buñuel, “La via Lattea” ,1969
“Peregrini
si possono intendere in due modi, in uno largo e in uno stretto:
in largo, in quanto è peregrino chiunque è fuori de
la sua patria; in modo stretto non si intende peregrino se non chi
va verso la casa di sa’ Iacopo o riede. E però è
da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che
vanno al servigio de l’Altissimo: chiamansi palmieri in quanto
vanno oltremare, là onde molte volte recano la palma; chiamansi
peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che
la sepoltura di sa’ Iacopo fue piu’ lontana de la sua
patria che d’alcuno altro apostolo; chiamansi romei in quanto
vanno a Roma”
da la “Vita nova” di Dante Alighieri
Nei
secoli si sono sviluppati più percorsi che confluiscono alla
Cattedrale dove sono conservati i resti dell’apostolo San
Giacomo. Il principale, che attraversa la Spagna dai Pirenei fino
a Santiago, viene chiamato il percorso francese, ed é proprio
seguendo questa via, partendo da Roncisvalle, che la trasmissione
radiofonica La Via Lattea racconterà il Cammino.
“Quattro
sono le strade per Santiago che a Puente la Reina, ormai in Spagna,
si riuniscono in una sola…”
Così inizia la “Guida del pellegrino di Santiago”,
libro V del “Codex Calixtinus” importante opera di divulgazione
del culto di Giacomo e del pellegrinaggio alla sua tomba, redatto
nel XII secolo forse da Aymericus de Picaud, chierico francese.
La
via turonense così chiamata perché passava per Tours,
era considerata come il magnum iter Sancti Jacobi in quanto in essa
confluivano tutti i pellegrini dall'Inghilterra, dal Belgio, dal
nord della Francia e dal nord della Germania;
la
via lemovicense chiamata così perché passava da Limoges,
percorsa da pellegrini scandinavi, fiamminghi, borgognoni, del centro
e del nord della Francia, e anche dai tedeschi provenienti da Treviri;
la via tolosana, o via di Saint Gilles, che per Toulouse conduceva
al passo di Somport, uno dei piu’ antichi passaggi dei Pirenei,
pellegrini dall'Italia, dai paesi slavi, dall'Austria e dalla Francia
meridionale;
la
via podense partiva da Notre Dame de Puy, preferita dai pellegrini
borgognoni e tedeschi delle regioni centrali. |