Radiorai

Concerti



29/10/2004

Il 40. anniversario della scomparsa di Alessandro Casagrande


celebrato a Terni con un concerto di Alexander Lonquich


Figlio di una città che viveva in quegli anni il fascinoso sogno delle città industriali in ascesa, ricche di finanziamenti, di commerci, di vitalità forse meno di formazione intellettuale e cultura, Alessandro Casagrande si delinea come l'unico grande simbolo culturale di questa nuova società, acquisendone i caratteri distintivi e positivi del dinamismo, del rapporto armonioso con la tradizione e del desiderio di conoscenza.

Aspetti che, grazie alle indubbie qualità, lo misero in contatto con alcuni dei più grandi maestri e figure musicali a ridosso della Seconda guerra mondiale. Ma l'aver superato indenne la più grande catastrofe della storia europea del XX secolo non gli consentì una vita lunga e proficua che desse agio di sviluppare il bagaglio accumulato e dipanarlo in fili produttivi ed incisivi.

"Quando Casagrande scomparve a soli quarantadue anni nel 1964, sembrò cadere, come spesso accade, un pesante silenzio sulla sua opera che non si inchinava evidentemente alle mode del tempo. Contro la sorda e miope ostilità dei teorizzatori della serialità, dell'alea e della dissonanza programmata, ha sempre preso posizione, con generosità e con puntiglio, la vedova Adriana Morelli Casagrande, pianista anche lei, che intanto istituiva a Terni il fortunato e prestigioso concorso pianistico internazionale che porta il nome del compositore. La sua pertinacia ha impedito che l'opera di questo dotatissimo, sensibile musicista, che si perfezionò in direzione d'orchestra con Furtwaengler dedicandosi nel contempo con convinzione alla didattica, finisse nel silenzio.L'ottima disciplina, l'integrazione con i climi sonori tipici di quella che si può definire Scuola romana, l'ispirazione genuina, la maturità stilistica [...] " (U. Padroni in Suono)

L'attività, dunque, del meritorio concorso pianistico che la moglie del compositore ha condotto a livelli di alta qualità proprio per ricordare il marito non solo con l'affetto, ma anche con la cura nella semina degli spunti estetici della musica del compositore tra le nuove generazioni, ha oggi prodotto il particolare effetto di tornare a parlare delle opere di Alessandro Casagrande e di poter vedere degli artisti di grande bravura a celebrare la sua memoria.

E così per celebrare il 40 anniversario della scomparsa del maestro,
l'Associazione Filarmonica Umbra di Terni in collaborazione con la
Fondazione Alessandro Casagrande - pescando dall'invidiabile albo
dei premiati del Concorso che da quaranta anni ricorda il maestro e che comprende pianisti come Alexander Lonquich, Ivo Pogorelich, Boris Petrushansky, Guher e Suher Pekinel - ha dedicato il concerto inaugurale alla memoria del compositore e ad officiare l'evento ha chiamato Alexander Lonquich in un programma di composizioni di Poulenc, Fauré, Albeniz, Rihm, Debussy e Schumann e in un incontro con il pubblico.



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