01/12/2004
Sani e Zender alla IUC de La Sapienza di Roma
un concerto con musiche eseguite in prima assoluta e in prima italiana
La IUC, Istituzione universitaria dei Concerti dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma ha dato luogo, martedì 23 novembre scorso, ad uno dei concerti più rappresentativi della sua stagione. In prima italiana il Cabaret Voltaire per i testi di Hugo Ball e la musica di Hans Zender, e a seguire, in prima assoluta, Auf den Inseln des Widerstands, cantata per mezzosoprano, cinque voci soliste, ensemble e live electronics per i testi di Michael Marschall von Biberstein e la musica di Nicola Sani.
Eccezionale la presenza dei gruppi strumentali e vocali tedeschi (l'Ensemble Recherche di Friburgo e i Neue Vocalsolisten Stuttgart) affiancati dal prestigioso Experimentalstudio der Heinrich-Strobel-Stiftung des SWR Freiburg, del quale molti musicisti di fama sono rimasti ammaliati. Zender, il musicista, compositore, direttore d'orchestra, non presente per motivi di salute, ha lasciato il compito a un Errico Fresis che spesso ha trovato delle splendide esecuzioni di musica moderna e contemporanea.
Le due opere hanno in comune un lungo parto, una articolata gestazione. "Il progetto delle'integrazioni delle poesie sonore [di Ball, fondatore ai primi del Novecento del movimento dadaista e animatore del celebre Cabaret Voltaire] nella mia opera non era praticabile per motivi formali, - scrive Zender - ma mi proposi di creare prima o poi un pezzo su tali testi. Quando poi finalmente mi misi all'opera, non soltanto si confermò l'ininterrotta attualità dell'idea fondamentale di Ball ma anche la qualità dei suoi versi. Egli aveva infatti anticipato quello che si sarebbe chiamato più tardi, nello sviluppo musicale, il "pensiero strutturale". Il compito del musicista poteva soltanto consistere nell'accogliere questi germogli strutturali - forma sillabale, sequenza ripetitiva, numero delle sillabe per riga, numero di pagine - e di collegarle tra loro in reti complesse. Ogni espressione soggettiva, dal dolore all'allegria, doveva essere enfatizzata fino all'assurdità: le associazioni immaginose che strabordano da questi versi, secondo l'affermazione di Ball "la parola e l'immagine sono tutt'uno; il poeta e il pittore vanno insieme", andavano sostenuti e portati avanti dalla musica senza creare un'unità formalmente chiusa. Alla fine, la musica accompagna la lingua nel suo passaggio verso il silenzio, nello sprofondato silenzio gemente dei pesci".
Le strutture di Zender, nel concerto, anticipano le "isole" di Sani, nelle quali si liquefa ogni durezza strutturale. Sette movimenti separati che si articolano uno dopo l'altro, pensati come isole, concetto ricorrente nella poetica di Sani. Costruiti su un organico che riprende l'idea forte della rappresentatività, intessuti di voci, accompagnati da presenze elettroniche realizzate in tempo reale (Sani qui è ai primi esperimenti) i movimenti si basano sull'evocazione profonda dei testi composti e scelti da Michael Marschall von Biberstein - che oltre ai suoi ha selezionato per questo lavoro alcuni testi di Giuseppe Ungaretti e Pier Paolo Pasolini -, figura carismatica della cultura europea. Ciascuno dei versi a ricordare qualcuno o qualcosa interrelati in un gioco di rimandi. Ma dall'esecuzione degli straordinari gruppi di musicisti emerge uno spirito particolare, riaffiora alla memoria il ricordo, la reiterazione, il mito, il "logos". La compresenza dei morti e dei viventi, la compresenza dei valori, un universo senza tempo, sublimato e stabilizzato, conchiuso nell'infinito spazio. Tutto dagli spunti che il musicista Sani pennella nella partitura, dall'evocazione straordinaria dell'effetto del coro nella tragedia greca, alla straordinaria intuizione degli inserti monodici, assolutamente verdiani - paradossalmente - che trattengono nella monodia la straordinaria carica evocativa.