Radiorai

I concerti



07/12/2004

Il dicembre musicale di Torino


concerti interessanti e ricchi di novità e rarità


Torino capitale della musica nel mese di dicembre. Per il Sistema musica, un coordinamento di grande efficacia, tra il 9 e il 12 dicembre tre interessanti concerti offriranno spunti di cultura non usuali. Inizia il 9, giovedì, il Teatro regio di Torino, con la rappresentazione di un balletto di Giovanni D'Aquila dal titolo Il signor Re Diesis e la signorina Mi Bemolle su un racconto di Natale di Jules Verne, con scene di Enzo Busco, costumi di Laura Viglione e coreografia di Tiziana Tosco.

L'Orchestra sinfonica nazionale della RAI vede invece Kazushi Ono sul podio e Frank Peter Zimmermann in qualità di solista per una prima assoluta - Composizione per orchestra di Sciarrino - il raro ma straordinario Concerto per violino di Britten e la Sinfonia n. 4 di Cajkovskij.

Sempre di raro ascolto ma di grande interesse, l'Histoire de Babar di Poulenc che Alessandro Pinzauti dirige per l'Orchestra filarmonica di Torino

"Zio Francis, che musica noiosa. Suona questo piuttosto!" E fu così che in un sonnolento pomeriggio nella campagna francese del 1940 lo zio Francis, che di cognome faceva Poulenc, per compiacere la petulante nipotina che gli porgeva il libro delle avventure dell'elefantino Babar iniziò a improvvisare sul pianoforte delle atmosfere che accompagnassero il piccolo pachiderma creato da Jean de Brunhoff. - come scrive il redattore del sito sistemamusica.it che presenta il concerto - Il gioco tra le insistenze della nipotina e le concessioni dello zio non durò certo poco se fu soltanto nel 1945 che il musicista francese, il più giovane del Gruppo dei Sei, - continua il sito - poté annunciare per lettera all'amico cantante Pierre Bernac: "Ho completato l'abbozzo del mio Babar, penso che sarà spassoso. Ho tentato di realizzare una sorta di mosaico e non diciotto piccoli brani isolati". Era dunque nata l'Histoire de Babar per

pianoforte e voce recitante, opera che Poulenc sottotitolò informalmente Dix-huit coups d'oeil sur la queue d'un jeune éléphant. Il Babar subì un'importante rivisitazione poco dopo la morte di Poulenc, nel 1962, allorché Jean Françaix orchestrò l'originaria partitura per pianoforte. Da allora è stata proprio quest'ultima versione a entrare con maggiore frequenza nei programmi di concerti dedicati ai più giovani, spesso in compagnia di Pierino e il lupo. Va detto però che, nonostante l'arrangiamento per orchestra serva ad addomesticare le non sempre facili linee musicali di Poulenc forzandone un po' la grande varietà ispirativa ed enfatizzandone gli spunti umoristici (come il mal di pancia degli elefanti o la danza viennese che sottolinea la visita in pasticceria), non esiste nel Babar quella propensione di tipo didattico-introduttiva che permea invece l'opera di Prokof'ev; la composizione, pur seducente e in grande equilibrio tra esagerati episodi spumeggianti ed altri più meditativi, non fa molte concessioni al mondo infantile. Resta la vena ironica, astutamente ammiccante, di Poulenc, che ci fa quasi sembrare un gigolò il piccolo Babar, un elefantino che, sotto le ali protettive della vecchia signora, scandaglia Parigi a far spese per sé e per la sua amica Céleste."



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