Radiorai

I Format



23/08/2010

Le voci della lirica


Il format ideato da Kiyomi Nakamura


Beniamino Gigli: immagine RAI © RAI radiotelevisione italiana

Per una eventuale funzione di supporto didattico al mondo degli studi musicali e musicologici, questa iniziativa della Filodiffusione RAI potrebbe costituire un supporto di grande importanza, fondamentale addirittura nel caso di giovani allievi.
Perché? Sempre grande è la distanza tra uno studioso giovane e il repertorio storico: tendenzialmente, la necessità di vivere il presente fa sì che l'adesione verso interpreti vicini alla propria cerchia o alla propria collocazione geografica, o alla moda ovvero ai gusti stilistici di maestri siano la base costitutiva del gusto che si va formando nella struttura mentale del giovane studioso.
Una comparazione, seppur fugace, già potrebbe incrinare un eventuale non definito giudizio a favore di una prospettiva più complessa e di una più matura considerazione degli atti creativi. A maggior ragione, con un ventaglio di proposte allargato e la possibilità di esercitare il confronto, la conoscenza di una storia dell'interpretazione o di un punto di vista differente e afferente a una cultura complessa distante costituisce quello stimolo fondamentale all'azione critica dello studioso.

A questo può portare il format Le voci della lirica, oltre che, naturalmente, al grande piacere di riascoltare voci straordinarie e interpretazioni magistrali fissate sui diversi supporti in forma definitiva in epoche differenti.

Così nell'idea della programmatrice, Kiyomi Nakamura, risorge alla mente il fulgore della voce di Leontyne Price, di Magda Olivero, risuonano le colte note di Nicolai Gedda, ritornano Franco Corelli, Edita Gruberova, Elisabeth Schwarzkopf e Frederica von Stade, e molti altri dagli anni Venti agli anni Novanta della lirica moderna, a far sì che il pubblico ritrovi anche le proprie radici culturali

Le voci della lirica, Auditorium, V canale Filodiffusione



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