07/04/2003
Mozart, Wolfgang Amadeus
Sinfonia per orchestra, in mi bemolle maggiore, K 543
Titolo: Sinfonia per orchestra, in mi bemolle maggiore, K. 543
Organico: archi, fl, cl, cor, fag, tr, timp
Data di composizione: Vienna, 26 giugno 1788
Prima edizione: Londra, Cianchettini e Sperati, 1800
La prima delle tre grandi sinfonie composte nella nuova casa alla periferia di Vienna, in condizioni economiche di grande difficoltà e avvilito dal debole successo del Don Giovanni a Praga, queste sinfonie si possono "interpretare come la composita rappresentazione del mondo spirituale di Mozart" (Poggi, Vallora)
La Sinfonia in mi bemolle maggiore, "costruita sulla schema formale della Sinfonia n. 84 di Joseph Haydn, è ritenuta dalla critica l'emblema della sublime fusione tra stile galante e stile dotto, fra l'effusione della melodia e il rigore della costruzione musicale" (Poggi, Vallora)
Il primo movimento, Adagio - Allegro, "fin dalle prime battute la tonalità di mi bemolle maggiore, appoggiata dal severo ritmo puntato caratteristico anche di altri brani [...] scopre tutta l'oscura sontuosità [...] che le è propria" (Abert). "L'elemento unificatore è costituito dagli ampi motivi di scale (chiaro preannincio di Beethoven)" (Abert). Nell'allegro un primo tema dal carattere straordinariamente cantabile fa da contrappeso all'adagio di stile strumentale. Il tema è però presentato in modo nuovo rispetto all'esperienza di Mozart e dei compositori coevi, (Abert) con armonia appena accennata e sottolineato dall'eco dei corni e dei fagotti. Il secondo tema si riallaccia alla sfera espressiva del primo, che cambia nella chisa dell'esposizione per il passaggio allo sviluppo, di breve durata tematico e basato sulla giustapposizione degli elementi melodici contrastanti. Dopo pause e concatenazioni di settime torna la ripresa che si svolge quasi con regolarità fino al termine del movimento.
Il secondo movimento, Andante con moto, è costituito da due grandi blocchi "basati su tre complessi tematici" (Abert) e dunque con la forma che Abert identifica con acume "come andante-canzonetta che Haydn aveva in quegli anni messo a punto" (Della Croce). In questo caso Mozart aggiunge le variazioni " portate alle dimensioni di episodi melodici quasi autonomi" (Della Croce).
Il terzo movimento, Minuetto, "di carattere paesano eppure aggraziatissimo, è uno dei pezzi migliori di tutta la produzione sinfonica mozartiana" (Manzoni). Per Abert infine, "la costruzione [di questo minuetto], rigorosamente simmetrica, è conforme al carattere della danza".
Il quarto movimento, Allegro, è il più vicino ad Haydn di tutti i grandi tempi di sinfonia mozartiani (Abert) e si basa su una costruzione unitaria su un solo tema, con esclusione di qualsiasi tema secondario. Nello sviluppo, "dopo un'affermazione dell'unico soggetto in registri bassi, si ha un silenzio improvviso di un'intera battuta, quindi ricomincia un saettante contrappunto di voci che si rimandano il tema più o meno amputato e deformato" (Della Croce)