31/03/2004
Rolli, Paolo
letterato, librettista italiano (Roma, 13 giugno 1687 - 20 marzo 1765)
Il padre Filippo era forse originario della Borgogna, la madre di origine italiana, Paolo Rolli nacque nella Roma che di lì a poco vedeva i natali dell'Accademia dell'Arcadia. I suoi studi si svolsero presso i Domenicani prima e i Gesuiti poi. Del 1704 è la prima composizione letteraria a noi pervenuta, L'eresia debellata di San Tommaso d'Aquino. Documentata la sua presenza in Roma fino al 1715, venne introdotto dal Gravina al mondo dell'Accademia, per la quale prese il nome di Eulibio Berentiaco, svolgendo un'intensa attività artistica a contatto con le figure di spicco del mondo letterario romano (Cardinale Ottoboni, Ciampini, Paolucci, Zappi, Maratti, Martelli, ecc.). E' del 1711 la sua pubblicazione di un'antologia di poeti arcadi che individua in Rolli le sue qualità di divulgatore editore. Sempre in quegli anni Rolli conosce le maggiori figure musicali (Händel, Porpora, D. Scarlatti, Hasse) per i quali iniziò a produrre testi da volgere in musica dedicandosi dunque, come il contemporaneo Metastasio, al melodramma.
Di prima del 1715 sono l'Astarto e il Crispo, e fu presumibilmente in questi frangenti che Lord Pembroke, in Italia per scritturare musicisti e artisti per un teatro italiano in Londra, convinse Rolli al lungo viaggio in Inghilterra. Vi giunse nel 1716, divenendo maestro di italiano di re Giorgio II. A Londra Rolli continuò a dedicarsi all'editoria (De rerum natura - tradotto - di Lucrezio, le Satire dell'Ariosto, il Pastor fido di Guarini, ecc), alla composizione poetica (Rime, Londra, 1717 e Di canzonette e cantate, libri due, Londra, 1717) e ai libretti d'opera e insegnò la lingua italiana.
Nel 1719 venne nominato segretario italiano alla Royal academy of music con il compito di scrivere libretti, che vennero musicati da Händel, Ariosti, Porpora, Hasse, Bononcini, Scarlatti, Lampugnani, Verantini, Pergolesi: 38 libretti circa tra melodrammi, serenate, pasticci, favole boscherecce spesso interpretati dai maggiori cantanti dell'epoca.
La collaborazione con Händel fu probabilmente la più prestigiosa, ma si interruppe intorno al 1733 quando preferì la collaborazione con Porpora, per poi rinnovarsi attorno agli anni Quaranta con il libretto Deidamia, opera tra le più compiute del poeta romano. Continuò con successo anche la sua attività di editore che, grazie alle lingue conosciute (latino, italiano, francese, inglese, greco), gli permise di introdurre nella cultura inglese celebri traduzioni dei testi cardine della cultura classica occidentale e di tradurre in italiano le opere dei maestri inglesi (Shakespeare, Milton) fungendo da validissimo ponte tra le culture europee. La sua vocazione internazionale, comune alla moltitudine degli intellettuali italiani di quell'epoca, fece sì che ebbe rilievo la sua difesa della poesia italiana (Remarks upon M. Voltaire's. Essay on the epick poetry of the european nations, Londra, 1728) nei confronti di Voltaire.
Ritornato in Italia nel 1744, continuò ad avere contatti epistolari con i maggiori personaggi della cultura italiana ed europea, ma si dedicò soprattutto al riordino della propria produzione (De' poetici componimenti del signore Paolo Rolli Venezia, 1753)
Se la fama, il Rolli la deve soprattutto alle poesie arcadiche, è innegabile, ad uno sguardo critico sull'opera del poeta, che oltre alle sue qualità di versificatore gli vadano riconosciute le doti (tipiche di un intellettuale moderno) di divulgatore sagace, organizzatore della cultura e mediatore, di un raffinato eclettismo linguistico culturale, di un colto sincretismo filosofico, di uno spirito pungente e ironico (vedi Le Meriboniane, pubblicato a Londra, acuto pamphlet sociale sulla cultura) che seppe indirizzare i propri giorni con sguardo volto al futuro mondo moderno.
Note realizzate con il contributo di Francesco Tofanetti, italianista