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E' uscito da poco un libro, contenente anche un cd musicale, dedicato al lavoro nelle miniere. Si chiama "Canzoni a carburo. Memoria e miniera", di Ilaria Becchino e Andrea Biscaro (Nuovi Equilibri, con CD audio), Il testo è stato definito giustamente "uno scavo nella memoria", ma non solo, perché ci sono costanti riferimenti all'attualità attraverso 14 canzoni originali,un famoso canto popolare, un percorso fotografico e il richiamo a grandi autori come Pasolini e Bianciardi, per raccontare la storia della miniera e dei minatori.
Nucleo della ricerca il CD allegato, la cui realizzazione ha permesso a Ilaria Becchino e Andrea Biscaro, cantautori e compositori,conosciuti come il duo musicale "Secondamarea"di scrivere sull'argomento da più angolazioni: dalla condizione dei minatori a quella di donne e bambini, dal rapporto luce-ombra agli strumenti di lavoro, dallo sfruttamento degli animali allo spopolamento dei paesi dopo la chiusura delle miniere. Per le canzoni c'è il contributo dello scrittore Erri De Luca,del poeta e minatore sardo Manlio Massole, del clarinettista Gabriele Mirabassi e del poeta Massimo Sannelli che ha tradotto uno splendido testo di Simone Weil sulle miniere, 'Lampo<'diventato poi una canzone del cd.
Il regalo più bello al libro, lo ha dato la poetessa Alda Merini che ha scritto la prefazione, forse gli ultimi suoi versi pubblicati in vita che potete leggere qui e ascoltare nel primo dei file audio che vi proponiano, nella lettura di Alessandra Fiori
Il mio amico Marcello Baraghini
che ancora ricordo
quella sua minuzia dello spettacolo scritto
l'entusiasmo del piccolo e del maestoso
così dovrebbe essere la poesia
così dovrebbe essere un bacio.
Ci sono gesti che fanno la fortuna e la sfortuna delle donne
ma anche gesti piccoli come petali di rose.
La grandezza della poesia e della musica è fatta dimenticanza.
Molti mi chiedono notizie sul
dolore.
Purtroppo il dolore è una cosa che non è cantabile
Io la chiamerei una disgrazia del cristianesimo.
Le donne sottoposte al dolore in ogni istante della loro giornata
assomigliano a quegli uomini che ci hanno preparato la via della felicita'
e parlo degli uomini della miniera
e parlo degli operai
e parlo di quegli uomini che hanno dato la loro vita
per darci l'eleganza della felicità.
Penso sempre a questi uomini io
perché il manicomio era come scendere in una miniera
e lavorare nel buio senza mai vedere il giorno
però io farei una canzone
altrettanto indifferente di coloro che corrono sulle strade dei nostri operai
E mi domando se valeva la pena
di morire per alcuni personaggi pieni di modernità malata
che corrono sulle nostre strade.
Non ho mai avuto un'auto
non l'avrò mai.
Ho camminato tanto
ma grazie a Dio
penso di non avere mai calpestato le ferite degli operai
anzi ne ho sposato uno
che è stato il grande ispiratore della mia poesia
perché a volte mentre sto lavorando pesantemente in casa
mi scappa dalle mani il miracolo e canto
felice di essere un'operaia della poesia.
Alda Merini
a cura di francesca Vitale